lunedì 22 maggio 2017

Ancora sui diversamente renziani.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, in risposta a quest'altra lettera pubblicata in precedenza:

Ciao Enrico,

sono solo di recente venuto a contatto con il tuo blog, pur essendo un affezionato lettore de "La Repubblica" dal 1976 .

Volevo dire la mia a proposito dell'intervento di Nicola di oggi 22/5.

Da qualche mese ormai, anche io ho notato uno scadimento del "mio" giornale. Sempre più, gli interventi di opinionisti quali Giannini, Mauro, per non parlare di Stefano Folli, mi fanno l'impressione di un atteggiamento sempre più "antirenziano".

Confesso: lo sono "renziano". E quello che noto è una deriva "contro" a prescindere e che, lo confesso, a volte mi fa volere un po' meno bene al mio giornale.

Grazie per l'ospitalità,   Luigi Pellicioli

2 commenti:

Gianni Corti ha detto...

Da quando è stata fondata, Repubblica ha l'ambizione di dettare l'agenda al Paese. Di recente, essendosi disperso tutto un pubblico di riferimento, parte del quale è ora lettore del Fatto Quotidiano, quella ambizione è diventata presunzione. Comunque, dopo aver sostenuto Renzi, adesso Repubblica gli dà addosso. Repubblica sarebbe però più credibile se prima chiedesse scusa ai lettori per l'improvvido endorsement precedente...

Luigi Pellicioli ha detto...

Quello che io trovo sbagliato , dal mio punto di vista , non è tanto la fine di una "infatuazione" renziana da parte di Repubblica. È la giravolta degli ultimi mesi che mi lascia perplesso.Trovo legittimo che un giornale si schieri , quando poi sullo stesso, puoi trovare pareri di segno opposto su un determinato argomento . Ultimamente noto che questo equilibrio non c'è più. Tutto qui

Grazie

Luigi Pellicioli