sabato 2 ottobre 2010

150 giorni (e 109 fan).

Cento giorni bastano per esaurire la luna di miele tra un governo appena insediato e i suoi
elettori, in centocinquanta un ministero senza ministro scompare definitivamente dalla planimetria del potere. Diventa un ministero fantasma. Da cinque mesi, cioè ventidue settimane, centocinquanta giorni, appunto, in Italia non c’è il ministro dello Sviluppo economico.

Roberto Mania su Repubblica di ieri.

ps: a proposito di numeri, noi siamo a 109 fan.

Pazzi per Marco.

Difficile trovare un pezzo di Marco Bracconi in nazionale. Ieri è successo, a pagina 6.

Marco lo conoscevamo per il suo interessante blog.

Il Giornale contro tutti. Repubblica compresa.


Giovedì scorso su Il Giornale è uscito un pezzo firmato da Felice Manti che se la prende con tutta la stampa sinistrorsa. Il pezzo inizia così:

La presunzione d’innocenza dovrebbe essere la colonna portante del nostro ordinamento giudiziario. E invece, come spesso accade, per la stampa di sinistra dipende dal colore politico dell’indagato. Il caso delle Cinque Terre è emblematico: il presidente del Parco nazionale ligure famoso in tutto il mondo e patrimonio dell’umanità secondo l’Unesco, Franco Bonanini, in carica da 11 anni, è stato arrestato martedì con l’accusa di essere a capo di «una gestione totalmente criminale della cosa pubblica all’interno del Comune di Riomaggiore», per usare la definizione del gip che ha convalidato gli arresti di Bonanini, del sindaco di Riomaggiore Gianluca Pasini e di altre 10 persone.
Un lettore disattento che ieri ha sfogliato Corriere della Sera, Repubblica e Stampa, ma anche il Manifesto e il Fatto quotidiano probabilmente ignora che Bonanini, il «Faraone che aveva amicizie bipartisan», «amato a destra e a sinistra» è un autorevole esponente del Pd proveniente da Legambiente. La parola Pd è annegata in un occhiello (Corriere) e praticamente bandita dalla titolazione degli articoli sull’indagine giudiziaria, confinati in alcuni casi dopo gli Esteri, a pagina 18 (Repubblica) e solo in un caso (la Stampa) con un richiamo visibile in prima pagina. Strano.

Qui il pezzo integrale.

Michele Serra: l’ateo che sta con Don Camillo.

Su questo sito, abbiamo trovato un'intervista a Michele Serra a cura di Brunetto Salvarani, uscita su “Avvenire” dell'11 agosto 2010.

Michele Serra è uno dei più noti giornalisti italiani: ironico, attento alle dinamiche sociali, capace di spaziare dalle banalità del quotidiano ai temi più delicati e complessi. Tutti i giorni la sua rubrica, «L’amaca», campeggia al cuore di una delle pagine più lette di Repubblica, quella delle lettere. Ma Serra è anche uno scrittore, un autore televisivo (Che tempo che fa) e per il teatro (La passione secondo Luca e Paolo, sguardo dissacrante ma non blasfemo sulla paura della morte e sull’aldilà), e deve la sua notorietà, soprattutto presso i non più giovanissimi, alla collaborazione con Tango e alla direzione di un’altra storia testata satirica, Cuore. Dichiaratamente «laico», gli abbiamo chiesto di riflettere sui temi del credere e del sacro. Con risultati, c’era da aspettarselo, non certo banali.

Qui trovate il PDF con l'intervista completa.

venerdì 1 ottobre 2010

48 horas sin noticias del Corriere.





















Dal sito del quotidiano spagnolo El Mundo.
Ancora grazie a PierLuca Santoro per la segnalazione.

Belpietro prima e dopo l'attentato.



















Ringraziamo PierLuca Santoro per le foto.

Faccione.

Per una volta che non lo mette L'Espresso, ci ha pensato Internazionale.

Attentato a Belpietro: il colpevole è Facebook.

























Lo sostiene Libero.

Foto da repubblica.it

L'amacablog.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Cari Pazzi feticisti,
vi seguo quotidianamente con grande attenzione e simpatia. Vorrei condividere con voi un mio grande sogno: "L'amacablog" il blog personale di Michele Serra. 

Avrebbe un successo clamoroso, avrebbe un pubblico di gran lunga superiore ai blogger professionisti come Sofri, Mantellini e Gilioli. 

Da quando avevo 16 anni Michele Serra è il mio idolo: ironico, graffiante, umile. Visto il suo recente avvicinamento al web chissà che un giorno questo sogno non si avveri.
 

Cordiali Saluti. Alessandro.


Ciao Alessandro, grazie per averci scritto. Bella la tua idea dell'Amacablog, chissà mai che qualche republicones all'ascolto non la trasferisca ai responsabili del sito. Magari lo stesso Serra. Volevo ricordarti che Michele ha pubblicato un annetto fa un libro che si intitola Tutti i santi giorni che raccoglie le migliori amache di sempre. FS


Il Pansa decriptato.

Oggi il Secolo XIX intervista Giampaolo Pansa sul suo nuovo libro, l'ennesimo sul periodo storico 1943-45. Fra le storie raccontate, anche quella di Giovanni Prodi, fratello maggiore di Romano, che vestì la divisa della RSI.

Domanda del giornalista:
 

Pansa, perché ha voluto raccontare questa vicenda uguale a tante altre?
 

Risposta di Pansa pubblicata dal Secolo XIX:
 

"In effetti Prodi era solo uno dei trentamila militari fascisti internati a Coltano, vicino a Pisa, ma ho voluto rievocare la sua storia perché è esemplare del percorso di tanti ragazzi che erano fascisti, o obbligati dal fascismo a indossare la divisa, e la cui memoria è stata rimossa. La stessa famiglia ha sempre trattato questo episodio con grande riservatezza"

In realtà, Pansa voleva dire questo:
 

"In effetti, se avessi raccontato la storia di Peppino di Colle o di Mario del Grotto di Sopra nessuno mi avrebbe cagato. Invece, raccontando la storia del fratello di Romano Prodi, ho assicurati un po' di titoli - soprattutto sulla stampa di destra -, un po' di polemiche e, in definitiva, qualche migliaio di copie vendute".

Nonunacosaseria

Sciopero al Corriere.

Abbiamo appena rimosso il post che precedeva questo e che ironizzava sullo sciopero in corso al Corriere della Sera. A bocce ferme non ci sembrava il caso di scherzare su un tema così delicato.

Chiediamo scusa ai lettori del blog, in particolare ad Aghost e a Nonunacosaseria, che avevano espresso il loro parere nell'area commenti.

In ogni caso, per chi volesse approfondire la vicenda, ecco due link utili:

La lettera del direttore de Bortoli - Il comunicato del Cdr

No more tette, no more culi.















L'attenta Carmen, ci segnala questa cosa:

Ecco il pulsante che fa per noi!
 

Con questo pulsante possiamo distruggere il boxino morboso:
http://erkie.github.com/

Troppo divertente. Carmen.


Carmen, grazie per la segnalazione. FS

Off Topic.


























Va decisamente fuori tema con l'argomento del blog, ma non potevamo non mostrarvela.

Da un'idea di Satyricoz.

Agenzie di stampa e risorgimento.



















Ciao Pazzo,
le agenzie di stampa dovrebbero essere particolarmente attente alla titolazione, molto didascalica ed essenziale, non certo apprensiva. Ecco, invece, cosa scrive l’Adnkronos:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/LItalia-e-la-Spagna-nel-mirino-di-Al-Qaeda-Lallarme-della-stampa-inglese_311037132738.html


solo leggendo si apprende che “erano” nel mirino i due Stati. Sospiro di sollievo.

Corretto invece l’approccio della Reuters, che rassicura e non allarma:
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE68T05920100930

E repubblica.it fa la scelta giusta o perlomeno più opportuna.
http://www.repubblica.it/esteri/2010/09/30/news/attacchi_terroristici_italia-7569075/

Saltando dal tradizionale palo alla frasca (adoro queste metafore che appartengono ad epoche lontane) come intende celebrare PPR il 150° anniversario dell’Unità d’Italia?
 
Io ho questa idea allegata. Per altri 11 fascicoli. Periodo giugno-luglio 1991. I fascicoli, bellissimi, coordinati da Aurelio Magistà (lui stesso ha raccontato da te la sua esperienza) erano in omaggio. Proprio altri tempi!

P.S. Sui fascicoli non è riportata nessuna data. Per ritrovarla sono partito dalla pubblicità nella penultima pagina che annunciava la nascita dell’inserto culturale “Mercurio” (godurioso) illustrata da una testata su cui si riesce a intuire (più che leggere) “Anno 16”. Un’ulteriore ricerca in Rete mi ha portato ad individuare il periodo, 1991 appunto, che conferma “Anno 16” e non “Anno 10” come pure poteva sembrare, oltre al titolo sul referendum del 1991.  


Caro Frank, notiamo con piacere che i fascicoli erano curati da Giorgio Dell'Arti. 

Economisti si nasce e io, modestamente, lo nacqui.

Un omaggio ai due Barbapapà: il nostro e il cartone animato.

"Fa il suo ingresso ufficiale nel dizionario Zingarelli «Resta di stucco, è un barbatrucco», la celebre formula-tormentone dei Barbapapà, popolari personaggi dei cartoni animati lanciati nella seconda metà degli anni Settanta".

@Barba, un regalo come ringraziamento. Preso qui.


(da un'idea di Frank57)