lunedì 3 ottobre 2011

Brutto risveglio.

Brutto risveglio, oggi, per l'ufficio cronaca del nostro quotidiano preferito. Nel suo pezzo sul figlio di Riina, Alessandra Ziniti - inviata a Corleone - scrive: "Giuseppe Riina ieri ha preferito non farsi vedere in giro". Tuttavia, Felice Cavallaro, inviato del Nemico, lo ha incontrato - eccome - dal momento che ha portato a casa una buona intervista con il ragazzo, corredata peraltro da una foto esclusiva.
Stamane saranno partite urla da Largo Fochetti?
esaù

"Buongiorno, mi dà Repubblica?". "No mi spiace, me l'hanno sequestrata".

Massimo Russo, sul suo blog Cablogrammi, scrive una cosa interessante in merito alla decisione di un magistrato di Caltanissetta di oscurare alcune pagine del sito web di Repubblica inerenti all'inchiesta su Totò Riina:
Provate a considerare cosa sarebbe accaduto se lo stesso ordine fosse stato esteso a Repubblica in edicola quel giorno con un pezzo di Bolzoni sullo stesso argomento, o al numero de L’Espresso in cui è stato stampato l’articolo di Abbate. Quale ondata di sdegno collettivo avremmo vissuto se polizia e carabinieri fossero stati inviati in forze a sequestrare i giornali in edicola? Non serve il diritto. Basta il buon senso per rendersi conto dell’insensatezza di un simile provvedimento. Che per fortuna non c’è stato.

Come i pop corn a merenda.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Meravigliosa l'intervista di Gianni Mura ad Ancelotti pubblicata oggi sul sito di Repubblica.
Peccato che sia intitolata "tra lambrusco e pop corn" e invece il pop corn nell'articolo non viene mai nominato, e nemmeno c'entra niente, visto che si parla semmai di vino, parmigiano e culatello.
anonimo lettore del blog

Giù le mani da Concita.

Leggiamo, un po' incazzati, questo post dal blog Scriba's in love:
E' bello constatare che la bella sexy e istrionica ex direttora de L'Unità " giornaletto di gossip a più alta tiratura d'Italia"..è infine tornata nevvero a lavorare per quel postribolo cartaceo chiamato Repubblica.
Prima di iniziare una qualunque dissertazione su questa meravigliosa pennivendola dal tacco 18 oramai considerata un argomento scientifico"biondo"...evidenziamo focolizziamo lo sguardo osserviamo in vitro l'ultimo suo mirabolante scritto.

Gianni Mura fa le pulci a Diego Della Valle.

Così come noi di PPR facciamo le pulci a Repubblica, così il republicone Gianni Mura le ha fatte a Diego Della Valle e al suo annuncio pubblicitario a pagamento sui quotidiani.
Leggete qui il pezzo iniziale del suo Sette giorni di cattivi pensieri di ieri:
Avviso: oggi non si parla di calcio. Si parte dallo spazio che Diego Della Valle ha comprato su alcuni giornali di ieri per dire la sua ai politici, ed è un gesto controcorrente: in genere si comprano i politici per avere spazio. Apprezzabile (7) anche se un po’ blando (6) nei toni. Qualunque lavoratore dipendente o italiano tassato del 44%, anche scegliendoli a caso, sarebbe stato più incisivo. La novità è che ora, ma non da ora, si lamentano gli imprenditori, che nell’immaginario collettivo sono i padroni, i potenti, i ricchi. La casta, ovviamente, se ne fotte. Dico ovviamente perché se avesse in sintonia orecchie (e cuore, cervello, coscienza) non sarebbe una casta. Un po’ mi dispiace, ma a Della Valle devo dare anche un 5 perché compra uno spazio (una pagina, per essere precisi) e qualche spicciolo per un correttore poteva trovarlo. Non è tanto il “volergli dire” dell’ultima riga, che alle elementari il maestro Lorenzo Spoladore mi avrebbe sottolineato in blu, in quanto riferito a più persone, né la punteggiatura carente, specie le virgole. E’ che se vedo alla riga 4 (sempre rivolto ai politici) “il vostro agire” e alla riga 8 “nessuna fiducia in molti di Voi” mi rabbuio. Dare del Voi a un campionario di stoppie che se la tira da sequoia? Pure, la prima riga prometteva bene: “Lo spettacolo indecente ed (caspita, anche la d eufonica: ndr) irresponsabile che molti di voi stanno dando”. Di passaggio, osservo che l’uso insistito del “molti di voi” o “di Voi” serve a schivare l’accusa di qualunquismo, quindi non si capisce di che si lamenti Rosy Bindi sottolineando di avere le Tod’s ai piedi. Si sente tirata in ballo? Oppure difende d’ufficio tutti i politici? Giusto per saperlo, nel dubbio 5.

Il dispetto.

Ieri le pagine 2 e 3 di Repubblica erano interamente dedicate al caso Della Valle e al suo annuncio pubblicitario contro i politici.
Ma guardate chi è l'inserzionista che si è aggiudicato lo spazio pubblicitario di pagina 2.

domenica 2 ottobre 2011

Come il Natale senza l'albero.

Possiamo accettare un lunedì senza Affari&Finanza, un martedì senza l'inserto Salute, un mercoledì senza l'inserto Viaggi, un venerdì senza Il Venerdì, un sabato senza D, ma non possiamo accettare una domenica senza il Domenicale del Fundador.

Quasi meglio di Gabriele Paolini.

Sulla pagina Facebook di PPR, Valentina Azzarone ci scrive questo messaggio:
Ciao, su questo link ci sono anche io... hihihi che dire a La Repubblica piacciono le foto con me ;)

Orrori torinesi.

A proposito di Re Fusi, questo è addirittura un Imperatore.
(dal dorso torinese di Repubblica, venerdì 30/9/2011)
GPP

(Vita di redazione 166). Ogni cosa scivola via e la Reunionsense© conclude la sua prima settimana.

VITA DI REDAZIONE (quel che resta) del 30 settembre 2011.
Durata: 5’55”.

Pagheremmo un sacchetto di pepite d’oro (omaggio a Sergio Bonelli) per sapere cosa stia mostrando l’art director Angelo Rinaldi al vice-diretùr Gregorio Botta, catturando la sua attenzione. Mentre Gianluca Luzi passeggia nella deadline tra il pubblico e il tavolo-che conta. Giancarlo Mola, intanto, sta parlando al cellulare. 00’08”.


00’20”. Esultano sempre le pipierrine al primo piano di Massimo Giannini, il vice-diretùr che non rispondeva alle mail. Dietro riconosciamo la cravatta sbarazzina di Aldo Balzanelli.

00’49”. Giancarlo Mola si riaccomoda sulla poltrona che aveva lasciato vuota.


1’06”. Posa plastica del vice-diretùr Gregorio Botta. Ma non regge più ciò che sta leggendo oppure ciò che sta ascoltando?

1’13”. La raffinata eleganza di Elena Polidori: anche il cinturino dell’orologio s’intona al grigio a righine della sua giacca.


Il Diretùr dice: “viene smangiata”. Nicola Zingarelli ha un sussulto.

3’14”. Il vice-diretùr (che non rispondeva alle mail) prova a rubare l’inquadratura al Diretùr.


 3’25” Gregorio Botta scambia un’opinione con l’altro vice-diretùr Angelo Rinaldi che non sembra molto convinto di ciò che ha ascoltato.

4’33”. Una signora pare indossare occhiali scuri. Forse è a causa del fiammeggiante fulgore del vice-diretùr (che non rispondeva alle mail), sebbene questi sia di spalle?


Marco Ruffolo, caporedattore Economia, comunica subito che l’inflazione è salita e ciò induce l’allarmata Valentina Desalvo a schizzare via dalla sua poltrona, mentre Angelo Rinaldi chiede consigli al proprio broker (5’07”).


5’27”. Secondo noi Gregorio Botta e Angelo Rinaldi stanno discutendo su quale voto attribuire a Ruffolo.
Dietro Alberto Mattone c’è uno spettatore interessato, ma a questo punto ogni cosa scivola via così e la Reunionsense© conclude la sua prima settimana.

Visto si stampi.

Frank

La mannaia della censura.

Il buon Frank ci segnala questa pagina di Repubblica.it


Altro non è che la pagina in cui appariva l'inchiesta di Repubblica su Totò Riina che però c'è sul cartaceo.

E questa è la reazione del sito Inchieste di Repubblica alla decisione della Procura della Repubblica.

Feticismi arretrati.

Da Repubblica di venerdì 30 settembre, segnaliamo l'imperdibile pezzo di Francesco Merlo (da PPR+) su Valter Lavitola. Eccone un passaggio indimenticabile:
La sola cosa che si capisce è che Lavitola ha in mano Berlusconi e crede di potere imbrogliare il mondo perché imbroglia lui, sa di essere migliore di lui e sa anche che è lui il suo salvacondotto, in suo nome intorta capi di Stato, ministri, manager pubblici e certo devono essere andati in solluchero, che so?, Verdini e Previti, dinanzi a quella faccia da schiaffi che sembra l´evoluzione ammorbidita delle loro facce, riedizione incanaglita del Superbone, vecchio fumetto del Monello: «Io non sono scemo» ripete Lavitola proprio come ripeteva quello. E ancora: «Berlusconi è tutto tranne che scemo». Di Tarantini invece: «È un poco fesso».
Passare per scemo è la sua ossessione e per grazia fisiognomica ha le sopracciglia unite dell´intelligenza istintiva. C´è stata, nell´Italia dei diavoli, la faccia tormentata di Bruno Contrada, ad esprimere la complessità del Paese. Ora c´è la faccia rotonda e primitiva di Lavitola che non rivela né rimorsi né rimproveri, è la faccia paffuta che sta per diventare la nuova bandiera degli spavaldi ribaldi e ricchi del berlusconismo, quelli che gli scemi siamo noi. Lo scemo è Libero Grassi e non Brunetta, lo scemo è don Milani e non la Gelmini, lo scemo è il contribuente e non l´evasore, lo scemo è il drogato e non lo spacciatore, lo scemo è il pesce e non il pescivendolo. È questo il mondo sottosopra di Lavitola. Elogiarlo non è allegria e non è goliardia ma è solo una versione da mezzacalzetta del maledettismo, della trasgressione e del dannunzianesimo politico.
Molto toccante invece il pezzo scritto da Michele Serra sulla morte del suo amico Walter Bonatti in cui racconta l'odissea della compagna di Bonatti, Rossana Podestà, durante le ultime ore di vita dell'alpinista. RIP.
A proposito di questo pezzo vi consigliamo di leggere il post che ne ha tratto la scrittrice Cristina Betti sul suo blog.

Nell'apposita rubrica delle lettere, eccone una che vi proponiamo


Caro Mario, sbrighiamoci, perchè qualcuno ci sta soffiando l'idea.


Da Repubblica di sabato 1 ottobre segnaliamo l'insolita scelta di affidare ad Emanuela Audisio un pezzo su Scarlett Johansson in apertura di RCLUB 


e di come sia stata emarginata in un triste "ps" in fondo all'articolo di Walter Fuochi, la notizia della finale di Supercoppa di basket tra Cantù e Siena.

Spinoza prende in giro Repubblica.

Un lettore lurker di PPR ci segnala questo tweet di Spinoza.

sabato 1 ottobre 2011

Feticismi extra moenia.

Noi pipierrini siamo orgogliosamente feticisti di Repubblica, ma ci fa piacere, a volte, essere anche feticisti di quelle cose che ci hanno tenuto compagnia quando eravamo ragazzini o giù di lì.
Tipo queste pagine tratte da un numero de Il Giornalino dell'ottobre del 1983.
Io all'epoca avevo vent'anni e stavo facendo, ahimè, il servizio militare a Glorenza in Val Venosta.
E voi, dov'eravate? FS






La versione di Matteo.

Oggi Repubblica, come altri quotidiani italiani, pubblica la paginata di protesta contro i politici di Diego Della Valle.

Di questa pagina, Matteo Bordone si è divertito a farne una sua versione.

Titolisti al potere.