martedì 1 dicembre 2015

Appunti della Sera: fiocco giallo e Mura nerazzurro.

NoAIDS
Come ci fa presente il lettore quid76, oggi per Repubblica non è la Giornata Mandalà contro l'AIDS.


Direttoreide/1: le letture mattutine del Diretùr
Che giornale legge per primo Ezio Mauro, direttore (uscente) di Repubblica? Prima il Corriere, poi sbrigo quelli di destra, racconta al ‘Foglio’. Con un ipotetico budget illimitato aprirei uffici di corrispondenza nel mondo
Qui l'articolo integrale. (Ringraziamo illustrAutori per la segnalazione)


Quel fiocco giallo per Domenico Quirico
Riportiamo dalla newsletter mattutina di Marione Calabresi:
Leggere il racconto di Domenico Quirico, il suo ritorno in Siria, mi ha fatto pensare a quelle settimane infinite, senza notizie, senza speranze. In redazione aspettavamo, in prima pagina avevamo scelto di mettere un fiocco giallo, The Yellow Ribbon, un’usanza americana per dire che stavamo aspettando il ritorno di Domenico. Sono passati due anni, ma nel nostro sistema editoriale, quando prepariamo la prima pagina, fuori dal layout di stampa, c’è ancora il fiocco giallo. Senza un motivo specifico, forse per non dimenticare.



Amo la radio perché arriva dalla gente
Dopo i restyling di ottobre 2014 e il varo di una serie di nuove sezioni editoriali, come ‘Politica e
Palazzo’, ‘FQ Magazine’ o ‘Meteo’, IlFattoquotidiano.it lancia oggi ufficalmente la sua webradio, FQ
Radio, dopo quasi un mese di test.
(Ringraziamo Frank per la segnalazione)


Gianni nerazzurro
Leggete un po' cosa scrive Gianni Mura oggi sull'Inter.






Azzi amari
Ma che partita ha visto Marco Azzi? Ieri sera è stata la miglior partita di Adam Ljajic da quando è all'Inter. Il migliore in campo, dopo Higuain, e meritava almeno un 7.5. Che poi anche Alberto Pastorella di Tuttosport deve aver visto un'altra partita.




Botta&Risposta
Tra l'ex marciatore azzurro Michele Didoni e il republicone Eugenio Capodacqua.



Osservatorio Locandine/1



Osservatorio Locandine/2

Vita di Redazione 1048. Il giorno dopo (-50).

VITA DI REDAZIONE del 26/11/2015
Durata: 10'12”

Rimpiangeremo il gesto di saluto, ormai familiare, che contrassegnava l'inizio anche beneaugurante della Reunio, da parte del Diretùr al quale l'attento regista Giorgio Caruso dedica un intenso primo piano. Da pinacoteca.





Angelo Melone rileva oggi il diretùr 2.0 Giuseppe Smorto, ma il peso della responsabilità si fa sentire. In rodaggio.




Daniele Mastrojack Mastrogiacomo di ritorno da Moleenbeck: un ambientino niente male. Eroico.




Lavinia Rivara ha appena concluso lo foglio del Fatto Quotidiano e per questa ragione non può essere
colta sul… fatto. Furbetta.




Mitico Carlo Alberto Bucci che adopera un'agenda cartacea, evitando le app che fanno tanto chic, ma
restano frozen (Gianni Mura sarà indulgente). Da cult.




Il Diretùr dice che: guardiamo a cosa si sta muovendo sul piano politico, diplomatico e militare dopo gli attacchi di Daesh all'Occidente attraverso la Francia. Hollande è al centro dell'attenzione, anche se solo apparentemente è l'emergenza a decidere chi abbia l'iniziativa. In realtà è la capacità di saper rispondere all'emergenza che determina la leadership. Come non va dimenticato che la Francia ha partecipato a tutte le iniziative militari dopo l'11 settembre, in prima linea spesso anche per l'Occidente.

Dopo l'incontro Hollande-Merkel c'è stata la decisione storica di Berlino d'inviare truppe in Mali per alleggerire lì la presenza francese. Poi l'incontro Hollande-Renzi con due punti in comune tra Francia e Italia. In primo luogo la necessità di una strategia comune e di una coalizione più ampia, seppur minata dall'atto di guerra tra Turchia e Russia. Il secondo punto è la decisione di contrastare Daesh fino alla sua distruzione. Frasi impegnative che comportano conseguenze. Ci sono due concetti comuni formulati come un chiasmo, in forma rovesciata. Hollande dice che serve una strategia militare, non solo diplomatica.

Renzi dice che serve una strategia diplomatica, non soltanto militare. Servono entrambe, ma in politica conta dove si mette la priorità. Ha poi ragione Renzi quando afferma che serve un'iniziativa di tipo culturale, perché è attaccata quella che definiamo “democrazia minore” e, dunque, serve una presa di coscienza di ciò che noi siamo culturalmente.

C'è poi un aspetto che ha preso forma, assieme all'iniziativa politica di grande rilievo di Hollande, che è il riemergere degli Stati nazionali che si muovono uno per uno. Tutto questo sottolinea l'assenza di quel soggetto politico che è l'Europa e che si segnala per la sua impotenza, per esistere solo sulla carta, per la sua incapacità di darsi una fisionomia politica e culturale unica che la possa rendere protagonista nel teatrO delle grandi crisi. L'Europa non è capace di prendersi le sue responsabilità, di avere una politica comune di difesa, di politica estera, di politica interna e così da quel vuoto riaffiorano gli Stati nazionali. Ad un certo punto bisognerà trarre un consuntivo e il risultato per l'Europa sarà fortemente negativo.

In ordine di apparizione.

A Lucio Luca (Esteri) non resta che aggiungere, a margine dell'incontro Hollande-Renzi, ciò che ha detto quest'ultimo, vale a dire che Francia e Italia “sono sorelle nel dolore contro il terrore”, rilanciando poi quella che potrà essere la prossima emergenza, cioè la Libia. La Sorbona, intanto, ha commemorato Valeria Solesin. Hollande, nel pomeriggio, incontrerà Putin a Mosca, mentre Cameron ha presentato in Parlamento la richiesta di partecipare ai bombardamenti su Siria e Iraq. Sul fronte indagini emerge che l'artificiere della strage di Parigi era un vicino di casa dell'attentatore del treno Bruxelles-Parigi, attentato sventato per la presenza a bordo di tre marines americani.

Il terrore corre sul treno (e non solo).


Si occupa Antonio Maida (Cronaca) della visita del Papa in Africa, secondo giorno del suo viaggio. A Nairobi ha ribadito il suo messaggio: “Basta morte e violenza in nome di Dio”. Domani la visita ad un quartiere tra i più poveri di Nairobi e poi in Uganda. Sabato l'arrivo nella Repubblica Centrafricana, la tappa più delicata per la sicurezza, dove Francesco aprirà la Porta santa anticipando così l'inizio del Giubileo.

Che non sarà necessario andare per forza a Roma, insomma.

Spetta a Marco Ruffolo (Economia) comunicare che si è dimesso in blocco il cda di Ferrovie in vista della privatizzazione. I vertici sono stati azzerati dopo il pressing di Renzi e Padoan. A presto l'Assemblea per scegliere Presidente e Amministratore delegato.

Neppure Frecciarossa e Italo così rapidi.


Visto si stampi
@Frank201410

I feticismi di oggi: purtroppo, o per fortuna, non si parla più della strage di Parigi.

In prima
Titolone e maxifoto per il summit sul clima di Parigi. Per l'occasione spazio all'inviato Federico Rampini e al pechinese Giampaolo Visetti, sul tema dello smog. Nel fogliettone Michele Serra dice la sua sulla querelle del presepe e Maurizio Crosetti, di spalla, arricchisce il bottino delle firme eccellenti in prima.

Il summit di Parigi
Il Cop21, la conferenza mondiale sul clima di Parigi, rimane la notizia forte del giorno con le prime 7 pagine dello sfoglio, ieri erano 4. Federico Rampini oscura in parte Anais Ginori nella gerarchia dei pezzi. Segnaliamo la bella doppia pagina Lo scenario firmata però da Thomas Piketty di Le Monde e accompagnata da una straordinaria infografica non firmata pubblicata in un precedente post.

La strage di Parigi
Dopo 16 giorni di inevitabile vice grossa, oggi la strage di Parigi (o meglio gli sviluppi) si limita a una povera paginetta firmata da Giuliano Foschini (ultimo inviato superstite) e dal londinese Enrico Franceschini.

Francesco e Marco tornano in Italia
Finiscono le avventure di Papa Francesco in Africa. E c'è un lieto fine: il ritorno sull'aereo papale di Marco Ansaldo, già annunciato in un post straordinario.

Osservatorio Cacciucco
Se diminuiscono le pagine sul 13-11-2015, aumentano quelle oleose sulla politica interna, che oggi sono 4. Segnaliamo il ritorno di Annalisa Cuzzocrea, sempre imprigionata tra i grillini.

Cronaca e Inchieste
Tiene botta la questione religiosa nelle scuole in vista del Natale: da Sassari (ritorno in Nazionale) Mauro Lissia e da Rozzano la coppia di "milanesi" Tiziana De Giorgio e Luca De Vito.
Bella l'inchiesta firmata da Vladimiro Polchi sui nuovi dati degli arrivi di immigrati in Italia.

R2
Finalmente un articolo interessante nell'inserto R2 (si scherza, sù). Quello di Laura Laurenzi (con commento di Natalia Aspesi) sul calendario Pirelli 2016 con le fotografie di Annie Leibovitz a 13 "modelle vip" tra cui Yoko Ono, Serena Williams e Patti Smith.

Cultura
Segnaliamo i Dialoghi tra Orhan Pamuk e Akessandro Baricco curati da Maurizio Crosetti e il bel coccodrillo della scrittrice Fatema Mernussi firmato da Francesca Caferri, già "inviata con le palle".

Sport
Nessuna sorpresa per Napoli-Inter: Sorrentino e Azzi si dividono lo sporco lavoro, cronaca il primo e pagelle (discutibili) il secondo. Commenta Mura, che elogia l'Inter.

Giuseppe Calabrese brucia ancora Benedetto Ferrara e va a Sassuolo per la viola.

Chiudiamo segnalando la sempre valida rubrica del martedì del duo Carotenuto&Samarelli (i Battisti-Mogol del calcio), e il secondo pezzo consecutivo di Nostra Signora dello Sport Emanuela Audisio sull'addio di Kobe Bryant.

Post straordinario: Marco Ansaldo riammesso sull'aereo papale.

La notizia meritava davvero un post straordinario e potrebbe diventare uno dei feticismi dell'anno. Marco Ansaldo è tornato finalmente a bordo dell'aereo papale, dopo che il Vaticano il 24 luglio scorso lo aveva diffidato dal salire. Nella foto Ansaldo potrebbe essere il giornalista seduto in prima fila che guarda il Papa, ma non siamo sicuri che sia lui.

Bentornato a bordo Marco.


Il blob di oggi.





















Le infografiche (firmate) di oggi.

Già, perché oltre a quelle non firmate, ci sono quelle firmate. Tipo le due di Paula Simonetti in RSalute e il tradizionale gol del martedì di Paolo Samarelli.



Le infografiche (non firmate) di oggi: Marione ci metterà una pezza?

Peccato, perché quella pubblicata alle pagg. 8-9, è davvero straordinaria (prima foto).



Le vignette di oggi.


La prima di oggi (-44 alla gestione Calabresi).

Appunti della Sera: buona dolce settimana a tutti.

Direttoreide/1: come sarà la Repubblica di Marione?
Segnaliamo questo interessante pezzo di Elia Dall'Aglio apparso sul sito Gli Stati Generali.


Direttoreide/2: il Diretùr da Fazio
Intervistato ieri sera a Che tempo che fa, il commosso (a tratti) Diretùr, ha affermato che aveva preparato una lista di dodici nomi, tra cui i quattro vice (immaginiamo anche altri collaboratori, pensiamo alla dolce Concita che avremmo visto ottimamente, ed è probabile che ci fosse anche il nome di Calabresi) per la sua successione. Oltre ai dodici libri che racconteranno i primi 40 anni di "Repubblica". (Ringraziamo Frank per la segnalazione)


Direttoreide/3: i commento dei lettori
Pubblichiamo due commenti in risposta a quello di Alberto Minardi pubblicato negli Appunti sparsi di ieri:

Quello di Minardi è un delirio totale. Affermare che Repubblica sia "il giornale più strenuamente oppositore di Renzi" significa non averci capito niente, essere in malafede o avere seri problemi di comprensione del testo. Non è che gli editoriali (sempre più schizofrenici e papacentrici) di Scalfari definiscano la linea del giornale eh. Basta aver letto con un minimo d'attenzione la cronaca politica da quando Renzi è al governo, i vari Casadio, Tito, De Marchis e compagnia.
Gatecrasher

Forte vedere come l'uscita di scena di Mauro abbia scatenato i detrattori di Repubblica che sperano nella sua fine. Sono scettica su Calabresi (perchè non un direttore fra chi già fa parte del giornale?) ma ovviamente i giudizi li lascio a quando lavorerà a pieno regime alla nostra. Detto questo, spero che ancora una volta gli omuncoli rancorosi siano zittiti dai fatti.
Simona


Maumol ringrazia
Ecco il tweet di ringraziamento di Maurizio Molinari su Twitter



La dolce settimana
Cone ci ricorda Rai Radio 3 su Twitter, Concuta De Gregorio curerà la rassegna stampa di Prima Pagina per tutta la settimana. Sciambola.



A volte ritornano
Come ci ricorda il futuro Diretùr Calabresi sulla sua newsletter mattutina, Domenico Quirico, due anni dopo il rapimento, torna a scrivere dalla Siria:

Domenico Quirico è tornato in Siria, due anni dopo la fine del lungo rapimento in quel Paese: 155 giorni in mano agli estremisti islamici. Voleva tornare per vedere, capire e raccontare cos'è rimasto di quella terra. Il suo è sempre un racconto attento, personale, intenso. È entrato in Siria dal Libano: alla frontiera si è trovato davanti a questa scena:

Nel comando delle guardie, lustre divise nere aquile d’oro sulle spalline, quando digitano il mio nome sul computer, compare, sinistramente lampeggiante, una scritta rossa. Gli sguardi dei soldati si fanno di colpo scuri, ostili. Un tonfo sanguigno della memoria, come quando un gesto, un oggetto sommerso nelle alghe del passato, riappare nella sua verità di forme e paura. Lunghe telefonate, poi, provvisorio, cade il tampone liberatore sul passaporto.

Nel Paese ha incontrato il volto di Bashar al-Assad, il presidente sul cui futuro si interrompono regolarmente i dialoghi diplomatici, su ogni lampione: "c’è una costante volontà di riaffermare: siamo qui, non ce ne andremo". Le parole di Quirico vanno lette, tutte d’un fiato.



Bastardi cristiani
Questo titoletto su Libero di ieri ci era sfuggito. Grazie a @nonleggerlo per la segnalazione.




Osservatorio cassonetto 
Domani, in regalo con Repubblica, c'è RClub. Ma anche no.




Dai calembour ai rebus
Quelli di Tuttosport si sono improvvisamente risvegliati.