sabato 28 novembre 2015

I feticismi del sabato.

Nota di servizio
Segnaliamo che oggi, per assoluta mancanza di tempo, gli Appunti della Sera non verranno pubblicati.

In prima

Oggi il titolone sugli sviluppi della strage di Parigi diventa un titoletto. Alla sua sinistra, infatti, ne arriva un altro in odor di cacciucco (bel pezzo però di Chiara Saracemo). La fotonotizia, di fatto, non c'è. Nel fogliettone si fa spazio l'adriaticanista Jenner Meletti, oste per un giorno.

Strage di Parigi
Le pagine dedicate al 13-11-2015 scendono (nuovamente) a 8, ieri erano 9, mentre l'altroieri 7. E anche oggi sono intervallate da una doppia sulla guerra in Siria curata da Vincenzo Nigro, inviato a Istambul.

Confermato il "trio di Bruxelles" Foschini-Mensurati-Tonacci. Mentre Bonini resta ancora impegolato a Perugia nell'affare Shalabayeva, insieme a Daniele Autieri.

La parigina Anais Ginori è andata, da sola, all'Eliseo alla commemorazione ufficiale delle vittime. La ritroviamo poi più avanti, aiutata da Paolo Gambaro.

Il feticismo del giorno è il ritorno ad Atene del "milanese" Ettore Livini, sulle rotte dei kamikaze jihadisti.

Anche oggi le "Idee" si riducono ad una sola pagina. Sempre minimo sindacale.

Esteri
Solo una pagina, oggi, per Le fantastiche avventure di Francesco in Africa, raccontate da Marco Ansaldo (inviato a Kampala, Uganda) e da Paolo Rodari (dal Vaticano).

Evidentemente l'Uganda tira meno del Kenya.

Osservatorio Cacciucco
Solo tre pagine da cui emergono, oleose, le firme di Ciriaco, (a.l.), Vitale e Ziniti.

Cronaca
Spazio ai "milanesi" Sandro De Riccardis e Franco Vanni. Il primo si occupa della scuola Garofani di Rozzano, hinterland milanese, dove è stata vietata la festa di Natale, il secondo torna sulla coppia dell'acido.

Amaca con citazione
Imperdibile l'Amaca di oggi in cui Serra demolisce la scelta di Forza Italia di candidare a Milano Francesco Sicignano, famoso per aver ucciso un ladro. Serra usa le parole di una canzone di Francesco De Gregori: Il garantismo di Forza Italia non vale per chi ruba nei supermercati, ma solo per chi li ha costruiti rubando.

Movimento NoRClub
Come da tradizione, ci rifiutiamo di spulciare il caustico inserto sabatino chiamato RClub, anche se restiamo estasiati dall'infinita bellezza di Catherine Deneuve.

Cultura 
Peccato che non sia firmata da un republicone ma dallo scrittore inglese David Peace la bella intervista a James Ellroy.

Ciao Luca, che la terra ti sia lieve
È affidato a Anna Bandettini il coccodrillo di Luca De Filippo, scomparso ieri. 
Contributo anche di Rodolfo Di Giammarco che racconta il cordoglio di Toni Servillo.

Sport
Mentre i pallonari scaldano i motori per la giornata di campionato, la Nuova Signora dello Sport Alessandra Retico inizia la stagione dello sci. Stefano Zaino è a Abu Dhabi per la Formula Uno, sostituendo Marco Mensurati, impegnato a Bruxelles.

Il blob del sabato.























Le infografiche (firmate e non firmate) di oggi: Marione ci metterà una pezza?

Anche oggi due infografiche non firmate (Granati e Giannini?), mentre continuano a godere del privilegio quelle degli inserti. Oggi, nel caso di RClub, le due infografiche di Annalisa Varlotta riportano la firma.




Le vignette di oggi.


La prima di oggi (-47 alla gestione Calabresi).

venerdì 27 novembre 2015

Appunti della Sera: occhio alla Brigata Marione.

NonnoPansaLibero sul futuro di Repubblica
Tenetevi forte: ecco cosa succederà a Repubblica dopo l'arrivo di Mario Calabresi. Parola di Giampaolo Pansa.



Al netto di feticismi
Alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi, vale la pena rileggere questa intervista di Michele Masneri al Diretùr apparsa sulla Rivista Studio e nella quale viene citato anche questo blog.



Peppino Caldarola su Ezio Mauro
Dopo tanti falsi annunci, alla fine, d’improvviso, con stile e sobrietà, Ezio Mauro ha comunicato l'addio alla direzione de la Repubblica.
Ha ancora poco più di un mese di lavoro in trincea, poi nel 2016 farà altro di bello e di utile.
Ezio Mauro appartiene alla grande famiglia dei grandi giornalisti.
Non siamo amici né nemici, ha fatto un giornale che non leggevo fra i primi al mattino, ma è stato un direttore di grande scuola.
Qui la versione integrale del pezzo di Caldarola


Marione e le cose che devono andare avanti
Ieri è stata una giornata importante, anche emozionante, nella nostra “cucina”. Come sapete, lascerò La Stampa a fine anno per andare a dirigere Repubblica. Dal mattino ho letto le vostre (tantissime) email e le battute (affettuose) della mia redazione. Poi siamo andati in riunione. Una delle fortune fantastiche del lavoro in un giornale è il ritmo: le cose, per forza, devono andare avanti. 
(Dalla newsletter Mattutina di Mario Calabresi)


La Brigata Marione
Ci scrive il nostro amico illustrAutori:
Per la cronaca, Marione è tutt'altro che conformista (riguardatevi il suo "Hotel Patria" da Rai 3 nel 2011 e ora sul web, o questo suo intervento recente sulle donne nei media) ed è sempre stato "gobbo"... okkio che oltre alla Brigata Cuzzocrea c'è l'agguerritissima Brigata Marione! ;-)


La doppia marketta del Venerdì
Lo stesso modello di New Balance in foto a pagina 77 e 82. 
Su un catalogo di scarpe? No, sul Venerdì di Repubblica.





Bucchi di Venerdì
Accattatevillo.



I ReFusi dello scriba
Il vecchio scriba Gianni Clerici, non è più lucido come un tempo, del resto i prossimi sono 86.
Passi per l'nglese (che ci sta), ma quel decidivissimo non si può proprio leggere.




Molinari. Più breve di così
Ecco il pezzullo che Largo Fochetti dedica alla notizia della nomina di Maurizio Molinari a successore di Mario Calabresi alla direzione della Stampa.



Anche no
Domani, insieme a D, c'è DBeauty. Fate voi.




Osservatorio Necrologi 

Per chi non lo sapesse, è venuta a mancare Marlene Fresco, moglie dell'avvocato Paolo Fresco.

Cambio di direzione a Repubblica, e relativa traduzione in romanesco young.

"L'Assemblea dei giornalisti di Repubblica prende atto della decisione di Ezio Mauro di lasciare il 14 gennaio prossimo la Direzione del giornale dopo 20 anni di successi editoriali e battaglie giornalistiche, insieme politiche e civili, di grande coraggio, che hanno garantito al giornale e al sito Repubblica.it il primato di lettori, di copie vendute, di contatti e utenti unici. Per questo lo ringrazia sottolineando altresì la libertà e l'indipendenza che la sua direzione ha saputo garantire a ciascuno nel proprio lavoro, e l'autorevolezza e l'autonomia che ha assicurato alla linea editoriale, anche in momenti politici di grande solitudine.
 
Prende atto della scelta dell'Azienda di nominare quale nuovo direttore Mario Calabresi, collega cresciuto a Repubblica, cui la redazione dà il bentornato in attesa di conoscere il piano editoriale e i progetti per l'ulteriore sviluppo del giornale e della piattaforma digitale.
 
L'Assemblea, infine, prende atto dell'impegno espresso in due diverse, recenti occasioni dall'Azienda di continuare ad investire sul capitale umano e professionale di Repubblica, perché convinta della centralità del lavoro della Redazione. E' questa, infatti, non solo la miglior garanzia di crescita, indipendenza, autorevolezza
nei confronti dei lettori ma anche il fattore che ha segnato l'identità e il successo del giornale fondato 40 anni fa da Eugenio Scalfari. Un'identità che la redazione non solo rivendica con orgoglio, ma che si impegna a custodire e rinnovare".

Che tradotto in romanesco young diventa:

Zio, n'te inventà gnente dell'acchitti digitali tua, che carta e online restano 2 cose divise.

(Traduzione di @CannonMan_)

Il Fundadòr non è d'accordo sulla scelta di Calabresi e minaccia: "Me ne vado".

Sul Foglio di oggi ci sono un paio di articoli che fanno venire il mal di pancia ai fan di Mario Calabresi, nuovo direttore di Repubblica. 

In particolare il secondo, sostiene che il Fundador non abbia preso molto bene la scelta di Calabresi.

Ecco un estratto del primo articolo, firmato da Maurizio Crippa:

Mario Calabresi oggi ha 45 anni (Ezio Mauro ne aveva due in più quando sostituì Scalfari), il suo è un ritorno nel Gruppo. Iniziò lì; poi gli anni di apprendistato a New York, ma sotto l’insegna della Stampa. E gli anni di rifinitura, o per passare oltre la linea d’ombra, a Repubblica: caporedattore centrale e inviato. Nel 2009, a Torino, sembrò la nemesi morbida di un altro colonnello spigoloso, Giulio Anselmi. Non è sempre facile farsi perdonare il destino di enfant prodige, in italiano di solito mal tradotto con miracolato. E l’Italia è un paese siffatto per cui le storie e i nomi hanno la memoria lunga e i rancori pure.

Ed ecco un estratto del secondo articolo, firmato questo da Leopoldo Mattei:

L’altra sera Eugenio Scalfari è stato duro, durissimo nei suoi colloqui privati: “Dal 17 gennaio non scriverò più su Repubblica”, ha detto quando è stato informato, prima da Ezio Mauro e poi Da Carlo De Benedetti, che Mario Calabresi sarebbe andato a dirigere il giornale che lui aveva fondato il 14 gennaio 1976. In redazione, a Largo Fochetti, strabuzzano gli occhi, le parole “cambiamento epocale” vengono maneggiate da tutti, e qualcuno, senza cautela, maneggia anche questa espressione: “E’ la fine di Repubblica”. La Repubblica che tutti hanno conosciuto fino ad oggi.

(Fonte Il Post)

Vita di Redazione 1046. C'è una donna in testa alla classifica. I suoi capelli sono biondi. Il suo nome è Stefania Di Lellis.

VITA DI REDAZIONE del 24/11/2015
Durata: 8'58”

Il regista Giorgio Caruso si affretta ad andare in postazione, nella tribuna “Largo Fochetti”, mentre la
Reunio va a cominciare. Asincrono.




Anche quella di Luca Fraioli è stata un'assenza relativamente lunga. Ma per fortuna c'è. Bentornato.




Stefania Di Lellis, con la presenza audio-video odierna passa, da sola, in testa alla classifica. Crediamo sia la prima volta nella millenaria storia della Reunio. Potere rosa.




Possiamo seguire oggi il messo passo dopo passo. Adesso non ci sono problemi né interferenze di alcun genere. La tribuna “Repubblica” è l'ideale. Quindi va a completare la circumnavigazione quotidiana. Nessun litigio con le telecamere. Abile e fortunato.





Chi non è protagonista nelle Reunio si annoia (magari solo un pochino). Così Paolo Rossi non vede l'ora che finisca e pure Stefano Folli scalpita, sebbene concentrato sulla nota del giorno. 




Il Diretùr dice che: dentro un'emergenza mondiale si riprecipita nella miseria della politica italiana,
soprattutto nell'asfissia della politica italiana, incapace di elaborare pensieri autonomi sul terrorismo,
sull'immigrazione da proporre all'Europa. La vicenda di Napoli è sconcertante per la pochezza che
manifesta. Lo scrive Stefano Folli, nella nota quotidiana. Si può discutere sulla candidatura Bassolino, ma “se questa candidatura contrasta con l'epopea autonarrante della rottamazione renziana” allora il problema va affrontato politicamente.

Bassolino emerge nel vuoto della politica del Pd incapace di esprimere una candidatura riconoscibile non solo a Napoli, ma pure a Milano e Roma. Così il problema delle primarie è un nodo da sciogliere, perché all'interno c'è l'epopea renziana. Infatti Renzi viene dalle primarie, un istituto di democrazia diretta in cui si dà la parola ai cittadini. Ma dopo nulla è stato regolato e il fatto di non avere regole non significa più democrazia, ma meno democrazia. L'istituto è stato preso a prestito dalla democrazia americana, dove i partiti sono comitati elettorali che si gonfiano e svuotano attorni ai candidati nella logica, appunto, delle primarie. In Italia, invece, è stato adattato maldestramente, senza regole e così accade che i cinesi votino a Napoli, oppure i candidati sconfitti contestino subito dopo, minacciando di uscire dal partito, come i bambini ai quali si rompe il giocattolo. Il caso De Luca, poi, è esemplare. Abbiamo scoperto che il partito non è tarato sulla base delle leggi dello Stato.

È un sistema che non funziona e che dà spazio ai populismi. Il Pd deve guardare in faccia la realtà, uscire dalla leggenda e prendere atto che sotto la superficie delle primarie ci sono il vuoto e l'incapacità di proporre candidature autorevoli per le prossime amministrative. L'istituto delle primarie non può sostituire una politica che non c 'è. “Non vorrei si dovesse dire che hanno fatto il deserto e l'hanno chiamato partito”.

In ordine di apparizione.

Stefania Di Lellis (Esteri) racconta che un aereo russo è stato abbattuto dai turchi. Secondo Ankara ha
sconfinato durante i bombardamenti sui ribelli siriani. Secondo Mosca sarebbe stato abbattuto mentre era soltanto in volo sopra lo spazio aereo della Siria.

In medio stat virtus.

Pietro Visconti (Interni) ricorda che, nel pomeriggio a Roma, Renzi terrà un discorso nel salone in cui
vennero firmati i Trattati di Roma https://it.wikipedia.org/wiki/Trattati_di_Roma per lanciare un patto
antiterrorismo alle altre forze politiche, basato su due piani. Il primo su misure di sicurezza basate sulle tecnologie, mentre il secondo, di carattere culturale, è ancora tutto da capire.
C'è poi la trattativa sul voto per completare il plenum della Consulta con l'elezione dei tre giudici
mancanti. Domani l'esito.

Trepida attesa (da tempo).

Marco Mathieu (Cronaca) riferisce sull'odierna apertura in Vaticano del processo Vatileaks 2. Alla sbarra anche i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi. Il codice penale che prevede, nello specifico, una condanna dai quattro agli otto anni di carcere, è stato oggetto di contestazione da parte di giuristi.

Tutto in nome della misericordia, beninteso.

Visto si stampi
@Frank201410

I feticismi di oggi: gli spostamenti dell'ispettore Bonini.

In prima
Titolone (ancora) sugli sviluppi della strage di Parigi. La fotonotizia non c'è ma in compenso c'è Altan. Nel fogliettone Roberto Rho, Diretùr del dorso meneghino.

Strage di Parigi
Le pagine dedicate al 13-11-2015 salgono a 9, ieri erano 7, mentre l'altroieri 8. Ma dentro si infila una doppia pagina sulla guerra in Siria curata dal moscovita Lombardozzi.

Novità da Bruxelles: oggi Foschini sostituisce Bonini nel trio che comprende anche Mensurati e Tonacci. Bonini, come vedremo più avanti, è tornato in Italia (tornera?). E da giorni l'ha già fatto Mastrojack. 

In tutto questo, a Parigi c'è rimasta solo Anais Ginori, con il supporto del pioniere Bernardo Valli che oggi firma un imperdibile racconto su due pagine, richiamato in prima.

Le "Idee" oggi si riducono ad una sola pagina. Ultra minimo sindacale. A pagina 8 segnaliamo un'intervista agli Eagles of Death Metal, il gruppo che si esibiva al Bataclan. L'intervista è uscita su Vice a firma di Shane Smith.

Francesco (e Marco) in Kenya
Secondo giorno a Nairobi, Kenya, per il vaticanista Marco Ansaldo al seguito Papa Francesco in Kenya. Da domani tutti in Uganda. Marco viaggerà su un aereo privato o è stato riammesso su quello papale?

Osservatorio Cacciucco
Ristretto anche oggi lo zuppone politico, da cui emerge un oleoso pezzo di Cristiana Salvagni (ben tornata) sull'ultima esternazione del ministro Poletti.

Chissà se a Marione piace il cacciucco.

Cronaca (ecco dov'era Bonini)
Torna il caso Shalabayeva e stavolta se lo smazzano in due: Daniele Autieri e Carlo Bonini da Perugia. Ecco perché Bonini non firma più da Bruxelles. Anche se non escludiamo di ritrovarlo domani nella capitale belga. Per Autieri, invece, si tratta di un ritorno, dopo i successi del libro Professione Lolita.

Il Centurione in pigiama 
Tiene botta anche oggi il caso dei Centurioni espulsi dal Colosseo. Oggi Corrado Zunino ne intervista uno, Danilo Pascolo, che (in pigiama) si lamenta così: "Ar Colosseo nun me fanno più lavorà. Se mi metto l'elmo sotto l'Anfiteatro so' quattrocento piotte de multa".

R2
Su R2 torna il collaboratore trentoaltoatesino Andrea Selva, che ci parla della fabbrica della neve.
Chissà se Marione confermerà o meno la discussa sezione R2 del giornale.

Cultura
Bella recensione dell'esperto di fotografia Michele Smargiassi del libro L'invisibile ovunque, di Wu Ming, collettivo di scrittori divenuto celebre con il romanzo Q.

Spettacoli
L'onnivoro Bolognini si prende la pagina di apertura con una divertente intervista a Teo Teocoli che torna in Tv dopo 12 anni con il format Teo in the box, inizialmente proposto a Fabio Volo. Teocoli ci svela di essere "un perfetto incapace che ha difficoltà anche ad usare il cellulare".

Sport
Giuseppe Calabrese brucia Bebedetto Ferrara e vola a Basilea insieme alla Viola.
La bella rubrica del venerdì Libri di Sport oggi è firmata da Cosimo Cito e Angelo Carotenuto.
Dopo i bagordi londinesi, lo scriba Gianni Clerici si sposta a Gand, Belgio, per una insipida finale di Coppa Davis tra i padroni di casa e la Gran Bretagna.

Il blob di oggi.