mercoledì 8 settembre 2010

Io so' io e voi nun sete un cazzo.



Quindi Gad Lerner è: sgraziato, tirchio, sgarbato, invidioso, vecchio bavoso e per di più i suoi libri non vendono una cippa. Basta informarsi in giro. Per non parlare poi di Michela Murgia, che scrive libri su streghe e sortilegi, ma ciononostante non ha nemmeno un po' di humour. Le informazioni vengono direttamente da Bruno Vespa, che ha preso con nonchalance le critiche di Lerner al suo atteggiamento da provola affumicata nei confronti della scollatura di Silvia Avallone durante la diretta del Campiello. E ha quindi mandato una garbata lettera a Repubblica per spalare con grazia escrementi qua e là, e dire che, insomma, io so' io e voi nun sete un cazzo.

Fabio P.


Ecco la lettera di Vespa a Repubblica:

Caro direttore, mettiamoci d' accordo. Una donna brava e intelligente, qualunque lavoro faccia (anche la scrittrice) può essere bella senza pagare pegno? Se valorizza con l' abbigliamento la propria avvenenza, le si può rivolgere un complimento garbato? È quanto ho fatto sabato sera alla Fenice di Venezia con Silvia Avallone, vincitrice del Campiello Opera Prima (' Acciaio' ): ho detto che la ragazza (26 anni) aveva uno splendido decolleté. Il mio apprezzamento era così inopportuno che la stessa Avallone, confermando di essere una donna intelligente, ha detto al ' Corriere della Sera' di non averlo nemmeno notato, osservando che comunque la premiazione avveniva in una ' atmosfera di levità' e non eravamo certo in un' aula universitaria. La signorina ha dato una lezione di stile sia alla Murgia chea Lerner, due grillini onorari che non a caso si sono trovati in sintonia a sparlare di un tema che non li toccava. Se vorrà scrivere romanzi anche meno legati a streghe e sortilegi, alla Murgia un po' di humour non guasterebbe. Per quanto riguarda Lerner, i lettori di Repubblica che non conoscono la sua grazia, la sua generosità, il suo approccio garbato, la totale assenza di sentimenti vicini all' invidia, si informino in giro. Potranno farsi un libero convincimento su chi - tra noi due - rischi di diventare davvero un "vecchio bavoso". Al suo libro così ingiustamente bocciato dalla giuria popolare del Campiello, auguro comunque (e sinceramente) di vendere almeno un terzo del mio più modesto "Donne di cuori". Traguardo dal quale tuttora è lontano.
Bruno Vespa

3 commenti:

Supersoul ha detto...

L'avevo notata la lettera. E ho pensato subito: "ancora più squallido di quanto ritenevo, l'individuo".

Barbapapà ha detto...

Direi che la sintesi "albertosordiana" di Fabio P. è perfetta.
Che uomo penosamente livoroso, questo Vespa.

Gabriele ha detto...

Barbapapà, l'Italia è una repubblica fondata sul livore.
Sempre in tema di lettere, nella stessa pagina ce n'è un'altra notevole: una lettrice sdegnata che la Rai abbia mandato in onda l'ultimo atto del Rigoletto da Mantova alle 23.30, perchè prima bisognava fare audience con programmi nazional-popolari. peccato che il principio di questa ttrasmissione fosse che l'opera veniva inscenata nei luoghi e nelle ore della trama originale. E l'ultimo atto si svolge intorno a mezzanotte