domenica 1 giugno 2014

#PazzoPerBrasile2014: l'intervista di Cresto-Dina a Buffon.

Da non perdere, sia per i feticisti del Mundial che per gli amanti del calcio in generale, l'ottima intervista del vice-Diretùr Dario Cresto-Dina al portiere della nazionale italiana Gianluigi Buffon.

Strepitosa la definizione che DCD dà del ruolo di portiere: "Il mestiere del numero uno. L'ultimo uomo e anche il più solo. Un quadro di Edward Hopper (...) L'unico che non suda e che ha una maglia diversa  dalle altre...".

Con la risposta all'ultima domanda, Buffon guadagna mille punti: "Lei ha qualche tatuaggio come la quasi totalità dei suoi colleghi calciatori?" "Nemmeno uno. Ricordi e simboli sono tutti nella mia testa".

                                      

     

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Tanto parte da milioni di punti sottozero... vedi questo post e il commento in fondo: http://iosefossigaramond.blogspot.it/2011_12_01_archive.html

G.R. ha detto...

E aggiungo che rimangono i dubbi - anche nell'elenco delle letture che fa - sulle sue idee chiaramente di destra (per usare un eufemismo...)

Anonimo ha detto...

Io direi che il tizio che scritto quel pippone sullo spot della Ferrarelle non ha capito una cippa: non c'entrava niente la depressione ma era la solita variante del Liscia Gassata o...
Sulla Seredova: secondo te davvero sta tutto il giorno vestita come la vedi nelle fotografie della ricerca di Google?
Infine per il tizio qui sopra: sarà anche di destra (e mi sembra che sia una cosa ancora legale in Italia) ma resta uno dei rarissimi personaggi del mondo del calcio che abbia sempre qualcosa da dire e lo dica anche in modo interessante, come dimostra anche l'intervista

Enrico Maria Porro ha detto...

boni, state boni. non facciamo la curva sud.

G.R. ha detto...

Essere di destra è legale sì, quell'altra cosa meno.

(Quando sento commenti del tipo "beh, ma lui ha un'intelligenza e un eloquio sopra la media dei suoi colleghi" - che è stato sempre detto di Del Piero ad es. - mi ricorda quei ragazzini a scuola che in una classe di brocchi risultavano dei geni, e in una classe normale avrebbero raggiunto a stento la sufficienza)