mercoledì 17 gennaio 2007

La tragedia dell'aliscafo speronato nello stretto di Messina. Performance perfette di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti.


4 morti e 89 feriti. Questo è il bilancio della collisione nello stretto di Messsina tra un traghetto veloce delle Fs, il "Segesta Jet" e un portacontainer "Susan Borchard", battente bandiera di Antigua. Sul posto sono scattati Francesco Viviano e Alessandra Ziniti che in quattro e quattrotto hanno prodotto due pezzi semplici ma molto eloquenti e dettagliati sulla tragedia. Bravi!

venerdì 12 gennaio 2007

L'Erba di Caserta è sempre più rossa. E Repubblica ne manda 10. Inviati.



Due grossi impegni editoriali oggi per Repubblica. L'approfondimento della svolta sulla strage di Erba (dopo i refusi di ieri) e il conclave del centro sinistra a Caserta. Ezio Mauro ha schierato il meglio che poteva nell'uno e nell'altro luogo. A Erba ha inviato ben 4 cronisti con il compito di scavare nella triste vicenda: il refusista Emilio Randacio, Enrico Bonerandi, Sara Bracchetti e Paolo Berizzi. In più da Milano c'è un pezzo di Carlo Brambilla. Ma non è finita: in prima pagina appaiono ben tre commenti illustri di Gabriele Romagnoli, Adriano Sofri ed Umberto Galimberti. E scusate se è poco. A Caserta ecco in campo la fanteria di inviati che si occupano solitamente di governo e dintorni: Marco Marozzi, Goffredo De Marchis, Claudio Tito, la dolce Concita De Gregorio, Roberto Mania e Giovanna Casadio. Più brevi pezzi in appoggio da Roma a firma di Francesco Bei e Luca Iezzi. Chi li paga tutti 'sti inviati?

mercoledì 10 gennaio 2007

Erba cresce. Con la firma d'autore di Gabriele Romagnoli.


Continuano le mirabolanti avventure del duo Randacio-Bonerandi in quel di Erba sulle tracce dell'assassino di quattro persone tra cui un bimbo di due anni. Principale indiziato è Olindo Romano (foto), un vicino di casa che avrebbe compiuto la starge per questioni di mal vicinato. Come supponevano ieri, Repubblica oggi ha sfoderato la firma d'autore sulla vicenda: Gabriele Romagnoli. Che firma un pezzo d'autore sulle colpevolezze abitudinarie a cui vengono sottoposti i più deboli.

lunedì 8 gennaio 2007

Due inviati in Erba.


Il massacro di Erba ritorna prepotentemente alla cronaca grazie all'arresto dei due coniugi vicini di casa delle vittime che vengono arrestati a freddo. Sul posto c'è fermento di inviati. Quelli di Repubblica sono il già testato Emilio Randacio e il veterano Enrico Bonerandi. Arriverà sul posto anche qualche altra firma prestigiosa della cronaca di Repubblica? A domani la risposta. Nella foto Raffaella Castagna, una delle vittime.

Mogadiscio: l'inviato con il lutto si butta nella mischia.


L'inviato con il lutto Daniele Mastrogiacomo ci smentisce subito andando coraggiosamente a Mogadiscio per scriverci meglio cosa sta succedendo in Somalia. Davvero un coraggio leonino. In bocca al lupo, Daniele!

domenica 7 gennaio 2007

Incidenti a Mogadiscio: il ritorno dell'inviato con il lutto.


Daniele Mastrogiacomo, il nostro inviato con il lutto, ritorna prepotentemente alla cronaca per i suoi racconti da Nairobi (si tiene a debita distanza) sulla drammatica situazione che sta vivendo la Somalia in questi giorni con le Corti Islamiche in fughe e i militari di Addis Abeba che perlustrano le strade di Mogadiscio rastrellando le armi agli abitanti.

venerdì 5 gennaio 2007

Un grazie agli amici di Repubblica che mi hanno risposto: Maurizio Crosetti, Gianni Mura, Leonardo Coen, Fabrizio Ravelli ed Emilio Marrese.

In questo post volevo semplicemente ringraziare i cinque giornalisti di Repubblica che si sono degnati di rispondere alla mia mail di auguri. Maurizio Crosetti mi scrive: "tanti auguri anche a te, e alla tua "pazzia repubblicana"; Gianni Mura scrive: " Ricambio i migliori auguri di liete feste e sereno 2007, (evitare cenoni il 31, sono sempre colossali fregature, semmai anticiparli al 30)"; Leonardo Coen (forse il più loquace) mi scrive: "ricambio di cuore gli auguri per un formidabile 2007: purtroppo sono stato esiliato in quel di Mosca e sarò costretto a confinare in Russia le mie fughe giornalistiche. Speremm!"; Fabrizio Ravelli scrive: "Grazie molte, buon 2007!"; infine Emilio Marrese mi scrive: "Grazie ricambio volentieri, però adesso devi fare anche un blog pazzoperilvenerdì...:-)". Con Fabrizio Ravelli c'è stato un interessante scambio di mail relativo ad un fatto di cronaca che lui era andato a raccontare per Repubblica nel luglio del 2001: si trattava di una collisione in volo tra due aerei ad Ueberlingen, sponda tedesca del lago di Costanza, nella quale persero la vita numerosi ragazzi russi che stavano andando in gita premio a Barcellona. Qualcuno si ricorderà probabilmente. Con Gianni Mura invece c'è stato un divertimente scambio di opinioni sulla crisi di gol del Milan letta attraverso un passo della canzone di Jannacci "Vincenzina e la fabbrica".

lunedì 1 gennaio 2007

Pagine e pagine e pagine sulla morte di Saddam Hussein.


Sono ben 21 le pagine che Repubblica ha dedicato alla notizione dell'impiccagione di Saddam Hussein. i sarà stato sicuramente da sgomitare per aggiudicarsi un pezzo ed entrare così nella storia. In prima pagina ce l'hanno fatta il fondatore Eugenio Scalfari, l'inviatone speciale Vittorio Zucconi da Washington. lìespertone Bernardo Valli e il forestiero Tahar Ben Jelloun. Nelle pagine interne l'hanno spuntata con pezzi più o meno lunghi: Bolzoni, Allam, Guolo, Sofri, De Luca, Rampoldi, Bonanni, D'Avanzo, Viola, Caferri, Caprile, Casadio, Cassese, Dusi, Mattone, Menichini, Luzi, Sasso, Scuto, Politi, Van Buren, Vannuccini. Un plauso particolare va a Bernardo Valli e Renato Caprile che quando Saddam era ancora vivo si sono fatti un culo così a scriverci le avventure di Bush e Co. dall'Hotel Palestine di Baghdad.

martedì 19 dicembre 2006

Fabrizio Ravelli sulle tracce del killer delle prostitute.


Fabrizio Ravelli probabilmente vorrebbe essere a Milano a comperare i regali di Natale per i suoi cari e invece è a Londra sulle tracce del serial killer (foto) che a Ipswich ha ucciso cinque prostitute.

Tempo Stabile nella striscia di Gaza.


Sta per scoppiare la guerra civile in Palestina. Non scoppia certo di gioia il corrispondente di Rep a Gerusalemme a cui tocca prendere baracca e burattini e andare a Gaza City per cronacarci tutto tra pallottole e kamikaze.

Calabresi a Cleveland per Berlusconi.


La notizia non è quella di Silvio Berlusconi che è andato a Cleveland a farsi operare. La notizia è quella di Mario Calabresi, caporedattore centrale vicario, che l'ha seguito per raccontarci com'è andata l'operazione.

giovedì 14 dicembre 2006

Strage nel comasco: esordio avventuroso per Emilio Randacio.


C'è un nuovo cronacaro a Repubblica. E' Emilio Randacio che al suo esordio deve subito vedersela con una strage: quella di quattro persone, tra cui un bimbo di due anni, avvenuto a Erba nel comasco. A fare da padre putativo ad Emilio c'è l'esperto di nera Enrico Bonerandi, giunto anch'egli tra i due rami del lago di Como per raccontare una strage d'altri tempi. Contributi anche di Paolo Berizzi e Sara Bracchetti. Abbiamo subito "googlato" Emilio Randacio e abbiamo scoperto che è nato a Savona nel 1969 ed è stato cronista giudiziario del quotidiano “Avvenire” divenuto popolare per aver scritto un libro su Pippo Baudo.

La morte di Pinochet: 5 pagine da raccontare ai nipotini.


Davvero ottimo il lavoro di Repubblica sulla morte del dittatore Augusto Pinochet. Cinque pagine da ritagliare e da conservare per far leggere ai nipotini. Pezzi di Alessandro Oppes, Filippo Ceccarelli, Guido Rampoldi, Roberto Bianchin, Omero Ciai e un bel racconto di Antonio Skarmeta. E bellissime foto a supporto. Bravi.

giovedì 7 dicembre 2006

C'è una chicca: Leonardo Coen corrispondente da Mosca.

Che fosse un tuttologo lo avevamo già scritto qualche mese fa, ma che andasse anche a Mosca a scrivere, tra l'altro, del caso Litvinenko, ci sembra un'ingordigia. Fatto sta che il tuttologo di Rep, Leonardo Coen, è là che beve vodka e scrive all'ombra del Cremlino. E comunque il corrispondente abituale Giampaolo Visetti non ci sembra che sia stato silurato. Vedremo. Gli interessati sono pregati di illuminarci.

Riassuntone dei giorni scorsi

La spy-story di Scaramella, Litvinenko e del polonio è stata gestita magistralmente dal corrispondente londinese Enrico Franceschini. A dargli manforte ecco il ficcanaso Carlo Bonini che va a San Marino a scavare nel passato di Scaramella.

Attlio Bolzoni vola a Nassiriya per raccontarci l'ammaina bandiera italiana. Memorabile il pezzo dedicato al caporale Massimo Apicerni, l'ultimo ad andarsene dall'Iraq dopo essere stato il primo ad arrivarci.

Dopo settimane di vuoto, ecco una voce dal Libano: è quella di Alberto Stabile che torna a Beirut per cronacarci la protesta del popolo degli Hezbollah che tengono in stato d'assedio il governo Siniora, riparato all'interno del palazzo presidenziale.

Doveva succedere chissà cosa in Turchia per il viaggio del Papa ma niente è successo come ci testimoniano gli inviati Marco Politi e Marco Ansaldo.

La manifestazione del Polo contro il governo di piazza San Giovanni ha riempito la prima pagina di domenica 3 dicembre. Oltre al domenicale di Eugenio Scalfari ecco i coloritissimi pezzi di costume di Curzio Maltese e della dolce Concita De Gregorio.

Due eventi storici in America Latina. Il primo da Cuba dove si è festeggiato il 50esimo della rivoluzione ma lo si è fatto senza Fidel Castro. Se ne è occupato per noi Alessandro Oppes, scrivendone però da Madrid. Il secondo è la rielezione massiccia di Chavez alla guida del Venezuela: qui l'inviato c'è davvero ed è il solito Omero Ciai che da Caracas scrive un pezzo neanche tanto lungo.

Pinochet colpito da infarto: c'è Omero Ciai nei paraggi ( si fa per dire ) ed è sempre lui che da Caracas ci fa la diagnosi completa sulla salute dell'ex dittatore cileno.

D'Alema in visita ufficiale a Belgrado e Mosca è seguito come un cagnolino dal buon Vincenzo Nigro.

sabato 2 dicembre 2006

Sciopero delle firme: come portare un cieco al cinema.

Lo sciopero delle firme che ormai da una settimana sta caratterizzando Repubblica, per noi feticisti del giornale di Scalfari è una vera mazzata. Abituati come siamo a spettegolare e cronacare movimenti e comportamenti dei giornalisti diretti da Mauro ci vediamo costretti ad adeguarci allo sciopero non sapendo, ma solo intuendo, chi siano gli autori dei pezzi. In pratica è come portare un cieco al cinema. Divertimento a metà. Però siamo solidali con la redazione: nuovo contratto o niente firme.