lunedì 13 luglio 2009

Lo sciopero dei blog: ecco lo zucconipensiero.

Citiamo dal blog di Vittorio Zucconi:

"Vedo circolare in rete e in qualche rispettabile blog, l’idea, seria e amara, di una giornata del silenzio per protestare contro la prossima porcata Alfanosilencer che minaccia seriamente l’esistenza del giornalismo dei cittadini come di quello professionale e non potrei dissentire in maniera più radicale. Per due semplici ragioni: 1) I blogger e i giornalisti (giustamente) indignati da questi costanti attentati al diritto di critica e di cronaca portati dal neo-putinismo all’italiana, non sono “tutti”. Blog di destra filo berlusconiani, come giornali e riviste apparentati al potere continueranno tranquillamente, legittimamente e gioiosamente a pubblicare e a scrivere, rendendo vana e forse un po’ ridicola una giornata del silenzio parziale. 2) Soprattutto, in questo momento della nostra storia, si dovrebbe fare il contrario, alzare la voce, gridare, battere i piedini per terra e fare più, non meno, giornalismo, indagando, criticando, confrontando le balle con la realtà, ridicolizzando, allagando (flooding) un’eventuale legge blogghicida con possibili ipotesi di reato, scambiando frammenti di notizie vere e di informazioni (non di insulti gratuiti o goliardici) per ricomporre il quadro di una realtà sbriciolata quotidianamente dagli organi della propaganda. Se qualcuno vuole fucilarmi, la risposta migliore non è il suicidio. Non è il silenzio la risposta a chi mi vuol zittire e la prova dell’Aventino è già stata fatta. Non ha funzionato un gran che bene. Voglio notizie, non gesti."

Ancora su Mario Calabresi.



Ci scrive Fabio V. per segnalarci questo video che ha per protagonista Mario Calabresi, direttore de La Stampa. Il video è molto esplicativo del carattere del giornalista-direttore, e dispiace sia finito a dirigere La Stampa e non Repubblica.
Ma quello che spiega è veramente illuminante, su come anche le idee semplici, in una redazione ingessata, possano apparire complicate da attuare.

Il sostituto interrogativo.



Non solo per? Ci sono per? In generale per? Inquietanti domande senza risposta nel pezzone di Giovanni Parente a pagina 25 di oggi sul calo dei passeggeri sugli aerei. Ma la risposta c’è: per un mistero tipografico ogni “ò” (o accentata) è stata sostituita da un punto di domanda. E visto che nessuno corregge le pagine ecco cos’è arrivato in edicola. Bella cazzata per?

Fabio P.

sabato 11 luglio 2009



Grazie di cuore a tutti.

Da lunedì si riapre bottega. Anche se martedì siamo da capo perché c’è lo sciopero dei blog.

lunedì 6 luglio 2009

Recidività.



A R2 sono di coccio. Non appena gli dici che per due volte han fatto le cose per benino, loro ricadono nell'errore.

In ogni caso, come da commento anonimo arrivato in redazione: avercene di colf così...

Trova le differenze.



Ci scrive Vincenzo, autore del blog Appunti Sparsi, segnalandoci quanto segue:

Per la serie “aboliamo il copyright” ecco un pezzo sul Museo della creazione secondo la Bibbia scritto da Sara Ficocelli per Repubblica.it ed ecco l’originale, scritto da Kenneth Chang il 29 giugno per il New York Times.

Verrebbe utile qualche competenza nel giochino “trova le differenze” della Settimana Enigmistica.

Cappellate domenicali.

Cos’è peggio, sbagliare a riportare un fatto o usare la parole a vanvera? Il primo può capitare. Per esempio oggi Natalia Aspesi scrive che Telealtomilanese è la tv privata da cui ebbe origine la fortuna di Berlusconi. Sbagliato, quella era Tele Milano 52, mentre Telealtomilanese era stata fondata da Renzo Villa, che al massimo arrivò ad Antenna 3 Lombardia. E vabbè, capita. Ma vedete invece cosa si trova nella spettacolare pagina di Peppe Videtti su Neverland. A un certo punto si legge che nella camera da letto di Michael Jackson venne trovata “una farmacia ambulante”. Nel senso che se ne andava in giro da sola? Nel grafico poi si parla dello zoo e apprendiamo che insieme a giraffe e ippopotami c’erano anche degli “orangotanghi”, parloa che dev’essere il singolare non di orangutan, nome di quella strana scimmia arancione, ma di orangotango, che dev’essere una roba da cartoni animati. Infine, a riprova der fatto che ‘a Repubblica ‘a fanno a Roma, il cassetto non viene chiamato cassetto come nel resto d’Italia, ma, come fanno ar Tufello, “tiretto” (per i commentatori che manderanno post dar Tufello e dintorni: controllate i dizionari, “tiretto”  viene definito termine “regionale).

Fabio P.

La Stampa e Bob Geldof: il rovescio della medaglia 2.



Riceviamo da un collaboratore anonimo di Metro e volentieri pubblichiamo:

"E a proposito di Geldof alla Stampa: non per tirarcela, ma l’iniziativa “Direttore per un giorno” noi a Metro la facciamo da anni. Solo negli ultimi mesi abbiamo avuto qui James Blunt, Irene Grandi, Paolo Sorrentino, e a breve dovrebbe un importante calciatore impegnato contro il razzismo."

La Stampa e Bob Geldof: il rovescio della medaglia.

A proposito dell'iniziativa odierna de La Stampa, riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera:

"Per me l'iniziativa è una panzana retorica pazzesca e mi dispiace che Mario Calabresi si sia lasciato prendere lo spirito da un santone mediatico inutile come Bob Geldof. Ora, Calabresi non è Vittorio Feltri, ma non c'è bisogno di essere il direttore di Libero per avere uno sguardo critico sull'evento.
Nell'intervista a Berlusconi Geldof pretende, esige quasi, che l'Italia dia soldi per l'Africa: ma il signor Geldof si rende conto di quale paese è l'Italia? Ha per caso visto quanta gente è senza casa dopo il terremoto e il disastro di Viareggio? Ha per caso idea di quanti cassaintegrati ci siano in Italia in questo periodo?
Perché ogni volta che c'è un evento come il G8 dobbiamo sorbirci le ramanzine patetiche di gente come lui, Bono degli U2, e ora anche la première dame de France, Carla Bruni Sarkozy.
(piccola ulteriore nota sarcastica: basterebbe che la succitata signora fosse più calda a letto col suo uomo per farlo essere più sereno e fargli cambiare le sorti dell'Africa, considerando lo sfruttamento massiccio che la Francia fa delle sue ex colonie). Andrea."

domenica 5 luglio 2009

Come già largamente anticipato.



Il sempre più interessante quotidiano diretto di Mario Calabresi dedica oggi un numero speciale realizzato in collaborazione con Bob Geldof, in questi giorni in Italia, dedicato all'Africa.
Oltre all'editoriale del direttore vi segnalo la lettera d'amore all'Italia scritta da Bono degli U2 e l'articolo di Roberto Saviano che racconta il passaggio africano della cocaina che arriva in occidente e molti altri interventi che raramente si leggono in un quotidiano italiano.

(Si ringrazia per la collaborazione il blog di Michele Boroni)

Una pagina di pubblicità su Repubblica: raggiunta la quota di 2.000 euro.

Continua il successo dell'iniziativa "Una pagina di pubblicità su Repubblica".

Nel momento in cui scriviamo, gli iscritti al gruppo su Facebook sono 2137, di cui circa 200 hanno già effettuato un versamento per un totale momentaneo di 2000 euro.

Qui comincia l'avvenTOURa del signor Gianni Mura.



Scusate il giochino di parole preso in prestito da Sergio Tofano. Ma ci serviva per dire che per l'ennesimo anno Gianni Mura è partito con la carovana gialla del Tour de France.

Ne leggeremo delle belle.

Ps: oggi Gianni si è già dimostrato un infallibile indovino pronosticando la vittoria di Cancellara nella tappa iniziale. Cosa che è realmente accaduta.

sabato 4 luglio 2009

PazzoPerLaStampa 2: Mario Calabresi è il "Giornalista dell'anno".



Sarà perchè oggi siamo stati a Torino a fare i turisti, ma siamo costretti a segnalare un'altra bella notizia che esalta le qualità del quotidiano piemontese.

PazzoPerLaStampa.



E' indubbiamente il weekend de La Stampa, c'è da riconoscerlo.

Complimenti al direttore Mario Calabresi e a tutta la redazione per aver messo in pista una iniziativa davvero interessante.

Oggi Bob Geldof (nella foto con Calabresi) è stato "direttore per un giorno" e domani grazie alla sua supervisione uscirà l'inserto "L'Africa delle opportunità". Domani in edicola ci sarà un numero della Stampa veramente speciale, rivolto a tutti i lettori, al governo e ai grandi del mondo con la voce di più di 30 testimoni eccezionali che hanno scelto di scrivere per il quotidiano di Torino.

Refusi seriali.



Aridàje !

E’ irritante il continuo comparire di “refusi seriali” (in realtà banale ignoranza e sciatteria) .
Tipico quello del “cup” al posto del “cap”, già segnalato qualche settimana fa, a proposito della F1, e che si ripete con frequenza preoccupante.
Repubblica.it ci è ricascata. Qualche settimana fa, una segnalazione a PPR per un “budget cup”  l’avevo girata anche a  Vincenzo Borgomeo autore del pezzo con la tavanata suddetta.
Non mi aveva risposto, ma guarda caso dopo alcune ore l’articolo online era stato corretto.
Questa volta è peggio perché si parla di “badget cup”. La parola “badget” in inglese non esiste, quindi l’espressione, oltre che assurda è intraducibile.
I soliti pasticci, insomma, i soliti inglesismi “de noantri”.
Non so nemmeno con chi prendermela, perché il pezzo è anonimo.
Non è che c’entra di nuovo Borgomeo ? In fondo è lui l’addetto ai “rumors” di F1. Se fosse così, mi permettete di dirgli “Ahò, ma sei proprio de coccio“ ?
GPP