Piccola distrazione grafica ieri nel dorso milanese di Repubblica: le fotografie dei pezzi di Federica Grappasonni e Luigi Bolognini sono state invertite. Poco male. Probabilmente il grafico di turno era ancora alle prese con la digestione del cotechino con lenticchie.
mercoledì 5 gennaio 2011
martedì 4 gennaio 2011
L'Anti-Zanzara non punge più.
E' con profondo dispiacere che scopriamo che il blog l'Anti-Zanzara ha deciso di interrompere le pubblicazioni. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Giuseppe Cruciani.
Ecco le prime righe del post di addio:
Ecco le prime righe del post di addio:
Sono libero.
Non giriamoci intorno. L'ora delle decisioni irrevocabili è scoccata. L'avventura dell'Anti-Zanzara, dopo quasi tre anni e dopo oltre settecento post, finisce qua.
Spero possiate capirmi. Anzi, dovete capirmi, lasciando da parte i "nooooo, non farlo". Io non ho più motivazioni per spendere due ore e passa di cinque serate settimanali su sette dietro una trasmissione radiofonica che, secondo quel che è il mio personalissimo spettro di interesse e di piacere, non mi trasmette più nulla di valido. La Zanzara, da tempo ormai, salvo rare occasioni non mi solletica, non mi stimola, non mi diverte, non mi arricchisce, non mi allieta, non mi emoziona, non mi fa né incazzare né godere. Con tutto il rispetto, non posso più accettare di sprecare quotidianamente così tanto tempo in siffatto modo. Ho altro da fare.
Battisti, Berlusconi, il cancro e la magistratura.
Tanto per fare un po' di casino e scombussolare un filo le acque, vi invitiamo alla lettura del durissimo pezzo di Massimo Fini sul caso Battisti apparso oggi su Il Fatto. Ecco l'incipit:
In difesa del Brasile - di Massimo Fini
Se io fossi nei panni delle autorità brasiliane non consegnerei
Cesare Battisti all'Italia. Che garanzie di giustizia può dare un
Paese il cui presidente del Consiglio dichiara quasi quotidianamente,
anche in sedi estere, che “la magistratura è il cancro della
democrazia italiana”, che “all'interno della magistratura esiste
un'associazione a delinquere a fini eversivi”, che “i giudici sono
antropologicamente dei pazzi”? Dice: ma Battisti è stato condannato
molti anni fa, nel 1985, nel 1991, nel 1993, prima dell'era
berlusconiana. Ma se la Magistratura è il “cancro della democrazia”
non lo è diventata improvvisamente dall'avvento di monsieur
Berlusconi, se la suo interno ci sono “associazioni a delinquere”, ci
sono oggi come potevano esserci anche ieri.
Considerazioni di giornata.
Il nostro MUDD ha setacciato il numero odierno di Repubblica. Sì, proprio quello che avete adesso in mano e che sfogliate con tanto amore per paura di spiegazzarlo.
BONDI IRRICONOSCENTE
Occhiello dell'anno: "Bondi snobba l'offerta di Bocchino" (pagina 8).
GIANNINI RECIDIVO
Ormai è una sfida: "Non per VOLONTA' POLITICA della Lega, ma per CONTABILITA' ARITMETICA in Parlamento" (ennesima rima in prosa in prima pagina, Massimo Giannini).
BEI AFFETTO
Tremonti sconfessa la virgoletTite di Francesco Bei: "Quella frase non è mia" (pagina 24).
JENNER SNOBBATO
La bella inchiesta di Meletti sulle tute blu (apertura di R2) non viene richiamata in prima pagina accanto - more solito - al commento di Luciano Gallino.
FRANCESCHINI RIENTRATO
Vacanze finite per Enrico, che torna a firmare da Londra (pagina 13) dopo la breve surroga di Alberto Mattone.
IL NEMICO ACCERCHIATO
Dal primo aprile Mediaset potrà comprare il Corriere della Sera (pezzo di Fontanarosa sul decreto Milleproroghe, pagina 18).
UMBERTO STRINGATO
"Perché mi piace" (Eco spiega perché scrive, paginone di Cultura pp. 36/37).
FRANCO D'ANNATA
"Siamo sulla Nave dei Folli o in piena farsa carnevalesca" (chiusa di F. Cordero, pezzo su immunità e legittimo impedimento, pagina 24).
MUDD
BONDI IRRICONOSCENTE
Occhiello dell'anno: "Bondi snobba l'offerta di Bocchino" (pagina 8).
GIANNINI RECIDIVO
Ormai è una sfida: "Non per VOLONTA' POLITICA della Lega, ma per CONTABILITA' ARITMETICA in Parlamento" (ennesima rima in prosa in prima pagina, Massimo Giannini).
BEI AFFETTO
Tremonti sconfessa la virgoletTite di Francesco Bei: "Quella frase non è mia" (pagina 24).
JENNER SNOBBATO
La bella inchiesta di Meletti sulle tute blu (apertura di R2) non viene richiamata in prima pagina accanto - more solito - al commento di Luciano Gallino.
FRANCESCHINI RIENTRATO
Vacanze finite per Enrico, che torna a firmare da Londra (pagina 13) dopo la breve surroga di Alberto Mattone.
IL NEMICO ACCERCHIATO
Dal primo aprile Mediaset potrà comprare il Corriere della Sera (pezzo di Fontanarosa sul decreto Milleproroghe, pagina 18).
UMBERTO STRINGATO
"Perché mi piace" (Eco spiega perché scrive, paginone di Cultura pp. 36/37).
FRANCO D'ANNATA
"Siamo sulla Nave dei Folli o in piena farsa carnevalesca" (chiusa di F. Cordero, pezzo su immunità e legittimo impedimento, pagina 24).
MUDD
Smentiti.
In un post di ieri, si parlava di come Vittorio Feltri avesse stravolto il layout grafico della prima pagina di Libero.
Oggi siamo stati prontamente smentiti.
Oggi siamo stati prontamente smentiti.
Feltri, Libero di cambiare la grafica.
Il blog Stampacadabra fa un'analisi attenta delle recenti prime pagine di Libero dopo l'arrivo di Vittorio Feltri al fianco di Maurizio Belpietro. Riportiamo integralmente:
L’arrivo di Vittorio Feltri a fiancheggiare Belpietro a Libero sta già portando cambiamenti non da poco nell’impostazione grafica della prima pagina. Non si sa se sarà fissa e stabile, ma le copertine delle edizioni del 31 dicembre e di oggi sfoderano già uno sfondo blu con titolone in carattere graziato, rispetto allo schema tradizionale attivo fino al 30 dicembre (vedi cover a sinistra). In più, la colonna di destra con due articoli, e il taglio basso identico per tutti e tre gli ultimi numeri: un’impostazione, con l’aggiunta del colore, che ricorda Il Giornale di qualche anno fa. Intanto oggi ha fatto il suo esordio Massimo De Manzoni, direttamente in arrivo dal quotidiano di Paolo Berlusconi, a firmare l’articolo principale (e subito la prima querela da parte di Walter Veltroni).
La libertà di stampa in Ungheria è finita.
Quella che vedete qui sopra è la prima pagina di ieri del quotidiano ungherese Népszabadság, pubblicato a Budapest. Repubblica ne ha parlato ieri a pagina 19 (sotto). Il titolo in grande (e tradotto in tutte le lingue dell'unione Europea) recita: "La libertà di stampa in Ungheria è finita".
L'enigmista nel pallone.
Segnaliamo lo straordinario pezzo del nostro enigmista preferito Stefano Bartezzaghi (ieri in prima pagina) che mette a confronto i modi di dire dei telecronisti di una volta (Martellini, Carosio, Pizzul etc.) e di quelli di oggi (Piccinini, Caressa, Longhi etc.). Una lucidissima analisi che agli ultraquarantenni avrà fatto venire sicuramente il magone per i bei tempi che furono quando si diceva contropiede e non ripartenza, stopper e non difensore centrale, ribadire in porta e non tap-in.
A margine del pezzo di Bartezzaghi fa la sua porca figura anche quello di Dipo, sullo stesso argomento.
A margine del pezzo di Bartezzaghi fa la sua porca figura anche quello di Dipo, sullo stesso argomento.
Alberto Stabile, da inviato a collaboratore.
I lettori più attenti avranno di certo notato l'interessante reportage di Alberto Stabile da Alessandria d'Egitto. Fino a qualche mese fa avremmo letto "dal nostro inviato Alberto Stabile" oggi invece leggiamo semplicemente Alberto Stabile.
Alberto infatti ha lasciato il ruolo di inviato/corrispondente dalla Terra Santa ma è comunque rimasto in zona e adesso continua a scrivere per Repubblica in veste di collaboratore. I suoi pezzi, comunque, non hanno perso smalto. E quello di oggi lo conferma.
Update: un attimo prima di pubblicare questo post, scopriamo che sul sito di Repubblica appare la dicitura "dal nostro inviato Alberto Stabile", che smentisce quanto appena scritto. Aspettiamo conferme o smentite, magari da Vecchio Lupo o da Rastignac.
Alberto infatti ha lasciato il ruolo di inviato/corrispondente dalla Terra Santa ma è comunque rimasto in zona e adesso continua a scrivere per Repubblica in veste di collaboratore. I suoi pezzi, comunque, non hanno perso smalto. E quello di oggi lo conferma.
Update: un attimo prima di pubblicare questo post, scopriamo che sul sito di Repubblica appare la dicitura "dal nostro inviato Alberto Stabile", che smentisce quanto appena scritto. Aspettiamo conferme o smentite, magari da Vecchio Lupo o da Rastignac.
lunedì 3 gennaio 2011
La Stampa crashed.
Solo per segnalare – se a qualcuno interessa – che alle 15.33 il sito lastampa.it è down. Si accede solo alla home, non è possibile nessuna navigazione da parecchi minuti
GPP
Caro GPP grazie per la segnalazione, non possiamo dire con certezza per quanto tempo il sito del quotidiano torinese sia rimasto irrangiungibile, sappiamo però che adesso, nel momento in cui scriviamo (21,28), c'è un avviso di scuse in home-page. FS
GPP
Caro GPP grazie per la segnalazione, non possiamo dire con certezza per quanto tempo il sito del quotidiano torinese sia rimasto irrangiungibile, sappiamo però che adesso, nel momento in cui scriviamo (21,28), c'è un avviso di scuse in home-page. FS
Passando al setaccio il primo numero del secondo decennio del terzo millennio.
Riportiamo alcune considerazioni di Barbapapà sul primo numero di Repubblica del 2011 di cui pubblichiamo la prima pagina.
Grandissima l'Amaca di Michele Serra sulla mania salutista dell'evo moderno. PPR+!
Bella la sintonia tra Giannini e Scalfari sulla complessa questione Marchionne. Ambedue hanno rilevato ciò che si tende spesso a dimenticare, ovvero che vi sono evidenti lacune manageriali oggi nella Fiat che la mitologia sorta attorno a Marchionne tende a trascurare.
Ha scritto Giannini il 30 dicembre: "Ma solo un cieco può non vedere che Volkswagen e Renault hanno livelli di produttività giapponesi, macinano utili e aumentano quote di mercato grazie all'innovazione di prodotto e di processo, prima ancora che all'incremento dei tempi di produzione.".
Scrive oggi Scalfari: "Pensare – come pensano Marchionne e Sacconi – che il recupero di produttività riguardi soltanto il fattore lavoro e non anche il fattore imprenditoriale, è una visione contraddetta dalla realtà comparata.".
Mi ha lasciato invece perplesso il riferimento odierno di Scalfari all'inutile nomina di Marchionne come "Uomo dell'anno" da parte del Sole 24 Ore.
L'iniziativa di Riotta è un ridicolo scimmiottamento delle tradizionali scelte dei giornali anglosassoni. Tra l'altro, lo scorso anno questa brillante e originalissima idea creò molto scontento nella redazione perché realizzata praticamente da solo da Riotta. Quest'anno l'uomo con la camicia bianca sembra aver imparato la lezione avendo coinvolto formalmente tutta la prima linea del giornale, come si evince dal disclaimer pubblicato a valle dell'articolo celebrativo.
Sempre sul tema Fiat, vorrei esprimere il mio apprezzamento per Paolo Griseri e Roberto Mania perché stanno seguendo la vicenda con grande professionalità.
Ottima l’idea di inviare Emanuela Audisio negli States a raccontarci un po’ di storie di sport.
Domanda: perché il giornale ha deciso di sprecare soldi inviando un giornalista al seguito del Milan a Dubai?
Barbapapà
Grandissima l'Amaca di Michele Serra sulla mania salutista dell'evo moderno. PPR+!
Bella la sintonia tra Giannini e Scalfari sulla complessa questione Marchionne. Ambedue hanno rilevato ciò che si tende spesso a dimenticare, ovvero che vi sono evidenti lacune manageriali oggi nella Fiat che la mitologia sorta attorno a Marchionne tende a trascurare.
Ha scritto Giannini il 30 dicembre: "Ma solo un cieco può non vedere che Volkswagen e Renault hanno livelli di produttività giapponesi, macinano utili e aumentano quote di mercato grazie all'innovazione di prodotto e di processo, prima ancora che all'incremento dei tempi di produzione.".
Scrive oggi Scalfari: "Pensare – come pensano Marchionne e Sacconi – che il recupero di produttività riguardi soltanto il fattore lavoro e non anche il fattore imprenditoriale, è una visione contraddetta dalla realtà comparata.".
Mi ha lasciato invece perplesso il riferimento odierno di Scalfari all'inutile nomina di Marchionne come "Uomo dell'anno" da parte del Sole 24 Ore.
L'iniziativa di Riotta è un ridicolo scimmiottamento delle tradizionali scelte dei giornali anglosassoni. Tra l'altro, lo scorso anno questa brillante e originalissima idea creò molto scontento nella redazione perché realizzata praticamente da solo da Riotta. Quest'anno l'uomo con la camicia bianca sembra aver imparato la lezione avendo coinvolto formalmente tutta la prima linea del giornale, come si evince dal disclaimer pubblicato a valle dell'articolo celebrativo.
Sempre sul tema Fiat, vorrei esprimere il mio apprezzamento per Paolo Griseri e Roberto Mania perché stanno seguendo la vicenda con grande professionalità.
Ottima l’idea di inviare Emanuela Audisio negli States a raccontarci un po’ di storie di sport.
Domanda: perché il giornale ha deciso di sprecare soldi inviando un giornalista al seguito del Milan a Dubai?
Barbapapà
Caro 2011, come regalo vorrei che.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Buon 2011 a tutti i feticisti. Negli anni 10 vorrei un sito web più austero e una Repubblica, cartacea e digitale, più aperta agli esteri. Potrebbe prendere esempio da El Pais dove, nella versione cartacea, gli esteri precedono la politica locale e la pagina web non ha boxini morbosi. Voglio ancora bene al nostro quotidiano, allego prova fotografica, ma spesso, soprattutto nella sua versione on line, vorrei vederlo volare più alto.
Carmen
domenica 2 gennaio 2011
sabato 1 gennaio 2011
Il primo post dell'anno nuovo ci pone un interessante interrogativo: come sarà Repubblica negli anni 10?
1) Probabilmente cambierà direttore, tra il 2011 e il 2020 (i 15 anni di Mauro iniziano a pesare, e poi non potrà mica superare i 20 del Fundador!): io penso che il prossimo sarà Massimo Giannini, magari dopo un periodo di con-direzione con un decano che poi andrà in pensione (Barbara Spinelli?).
2) Prenderà sempre più quota Benedetta Tobagi (oggi ubiqua, tra un fondo in prima sul caso Battisti e il pezzo nella Zona Critica del "Venerdì"), non a caso oggi unica "intrusa" nello speciale di R2 del 31 dicembre, già annoverata nell'empireo delle "firme" del giornale - sì, più intrusa della già citata Spinelli (suo il pezzo dedicato all'anno 2006, pagina 46, sull'omicidio di Hina), new entry che in realtà è una re-entry.
3) Il web si rafforzerà sempre di più - si farà più aspro lo scontro col Nemico, che si sta già da ora dotando - ma la carta non sparirà (più che una previsione è un augurio) e la Reunio sarà plenaria, una sorta di reality in redazione e lì ci sarà da divertirsi!!!
MUDD (la foto è del FS)
MUDD (la foto è del FS)
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