martedì 3 aprile 2012

Quel santone di Jenner.

Sul blog climalteranti.it, abbiamo trovato un post che fa le pulci al reportage di Jenner Meletti di sabato scorso sul problema della siccità e della conseguente danza della pioggia:
Il 31 marzo in prima pagina,La Repubblica ospitava l’articolo “Caldo record e fiumi a secco il nord prega per la pioggia“.
Nell’articolo, proseguito alle pagine 28 e 29 con il titolo “Preghiere, processioni e croci nei campi. Il nord riscopre gli antichi riti anti-siccità“, Jenner Meletti racconta come al termine di un mese caldo e siccitoso, come è stato il marzo 2012, si stanno riscoprendo antichi riti per scongiurare la siccità: processioni, croci con rametti di ontano, statue dei Santi messe con i piedi nell’acqua.
Nel “reportage” però non ci sono molto notizie sull’effettiva pratica di dei riti popolari che giustificherebbero affermazioni come “Il Nord prega per la pioggia” o “Il Nord riscopre gli antichi riti anti-siccità”. Al Nord abitano più di 20 milioni di persone, le iniziative di un cardinale, di qualche prete o una danza della pioggia sono un po’ poco per parlare di una tendenza sociale diffusa. Sembra un’esagerazione fatta per catturare l’attenzione, forse perché – di per sé – il caldo e la siccità di marzo non sarebbe una notizia interessante. prosegue qui

Osservatorio Refusi.

Poco fa su repubblica.it
(dal Twitter di Mantellini su segnalazione di NLQB)

lunedì 2 aprile 2012

Osservatorio Errori (del Nemico).

Questo di Corriere.it è un errore che fanno in molti.


Nella didascalia c'è scritto che il "SIS di Vauxhall, Londra" è ribattezzato dagli inglesi «M16 Building» perché ospita il quartier generale dei servizi segreti britannici". L'errore viene dall'uso della I maiuscola, che la fa scambiare con con un 1. Per cui alla fine si legge spesso sui giornali (ma mi è capitato anche di sentirlo a voce in qualche telegiornale) che il servizio di spionaggio inglese non è MI6 (sigla di Military Intelligence, section 6) ma M16. Il 16 dalle mie parti vuole anche dire qualcosa ma adesso non mi ricordo.

Fabio P.

(Arretrati di) Vita di redazione 284. Rivoluzione rosa.

VITA DI REDAZIONE del 30/03/2012.
Durata 7'29”.

Non ci eravamo accorti che ci fosse una rivoluzione in corso. Attorno al tavolo-che-conta la percentuale di “quote rosa” ha raggiunto addirittura la parità: 50%. Certo, poi ci sono quei “maschiacci” in curva Sud, però l'immagine introduttiva è confortante. E, poiché il calendario ci rassicura che saremmo in anticipo per il pesce d'aprile, dev'essere tutto vero (00'09”).


Il (s.) Diretùr dice: “Con l'articolo di Paolo Griseri, oggi, abbiamo profilato una delle soluzioni possibili su cui sta lavorando il governo per l'articolo 18”.
 
00'27”. Concetto Vecchio vuole approfondire, perciò telefona direttamente all'autore del pezzo, mentre il vice-diretùr Gregorio Botta ha qualche problema con il cinturino dell'orologio.


00'40”. Presenza femminile adeguata (ci sembra Laura Pertici) accanto a Luca Fraioli, uno dei competitors della tenzone estetica.


00'59”. "Quota rosa bionda e misteriosa" nel settore Cronaca. In seguito sapremo.


1'11”. Eccola, appunto, Laura Pertici che indossa una camicia molto femminile con colletto rialzato che fa tendenza.


1'18”. L'art director Angelo Rinaldi sta scarabocchiando qualcosa sul bloc notes.


Il (s.) Diretùr dice: “Avete visto nella lettera che ha fatto al Corriere della Sera”.

2'13”. Il collezionista di PPR+, Francesco Merlo, si acciglia sentendo citare il Nemico.


2'16”. Curva Sud con il neo-competitor della tenzone estetica: Emilio Stankovic Marrese (evidentemente rilassatoto per l'arrivo di Andrea Stramaccioni ndfs). Giuseppe Smorto al centro a Livio Quagliata (con gilet) accanto a lui. Poco lontano Marco Ruffolo sta provando a mettere in equilibrio la penna. Ancora inquadrata la “quota rosa bionda e misteriosa” della quale presto conosceremo qualcosa in più.


2'58”. Anche il FS converrà che ormai di Stankovic è rimasto poco, sul volto di EM. Nick da parte quindi (crediamo).(mozione accolta, galeotta fu la barba ndfs).


3'01”. LQ dietro al monitor focalizzato (insomma) anche su Rsera.


Il (s.) Diretùr dice: “Se guardiamo il contatore che c'è sul sito di economia di repubblica.it” (riferito al debito pubblico). “È impressionante – continua – di quanto cresce, lo si vede fisicamente muoversi”.


4'14”. Marco Ruffolo ha il volto scurissimo, perché il (s.) Diretùr (che ama il tennis - 4'55”) gli ha “bruciato” la notizia.



5'10”. Quella che pensiamo sia Francesca Caferri cerca qualcosa nella propria borsa. Gli occhiali (5'34”).



6'19”. Il mistero "rosa" si svela: è Marina Garbesi. Ma quel poster di una nota marca di intimo (si dice sempre così) è stato attaccato alla parete da un supporter di Federica Pellegrini? Dell'atleta veneta, tra l'altro, ormai sappiamo fin troppo bene che cosa fa quando non nuota. E Londra 2012 si avvicina...


MG ama gli anelli. In primo piano ce n'è uno con sigillo incorporato (6'28”). Su un dito dell'altra mano (6'54”) si nota un secondo anello, forse altrettanto vistoso. Il tutto completato da orecchini d'oro a goccia (più o meno). ellekappa dev'essere passata in redazione.


7'00”. Chi starà contattando adesso Concetto Vecchio? Un segnale che la Reunio sta per concludersi? Magari lo sapremo nel (buon) fine settimana a tutte e tutti.


Visto, si stampi.
Frank

Repubblica Story: l'Italia campione del mondo.

La prima pagina di Repubblica del 13 luglio 1982 con la notizia della vittoria dell'Italia ai mondiali di calcio in Spagna del 1982. All'epoca Repubblica non usciva di lunedì e quindi questa prima pagina è di due giorni dopo il trionfo al Santiago Bernabeu.


Immagine tratta dalla pagina Facebook di Largo Fochetti.

Ligrestiade.

Per recuperare l'assenza di ieri, oggi la family è promossa (con foto di gruppo) in prima pagina. Promette bene il pezzo di Statera all'interno (p. 13).

MUDD

domenica 1 aprile 2012

Ecco la soluzione per il collezionista dubbioso.

Lo straordinario Fedz, ha la soluzione per il collezionista dubbioso di qualche post fa:
Caro PPR sento che c'è spazio per un nuovo business.

Osservatorio Calembour.

Stavolta, il calembour di Tuttosport è veramente scarso. Si poteva fare di meglio per celebrare il riavvicinamento sul Milan.

(Arretrati di) Vita di redazione 283. Lavoro: il dramma delle persone dietro i numeri.

VITA DI REDAZIONE del 29/03/2012.
Durata 8'29”.

Ci sono giornate che si aprono con un velo di mestizia e quella odierna è una di queste. L'introduzione del Direttore, che dura 5'30”, è tra le migliori ascoltate. I toni sono quelli giusti, compreso il riconoscimento e anche la riconoscenza, crediamo, per chi ha ben esercitato il mestiere di giornalista. “Uno dei pezzi migliori – esordisce Ezio Mauro - del giornale, a mio parere, è quello di Michele Smargiassi sul muratore, sull'artigiano di Ozzano che si è bruciato. Un pezzo scritto benissimo. Un pezzo che fa capire molte cose”.
Lo ascoltano con attenzione da Fabio Massimo Signoretti, a Carlo Chianura, a Marco Mathieu. Angelo Melone è in postazione centrale (2'01”).

 
4'46”. Vedere la foto di Emilio Fede, mentre si parla di un argomento drammatico, nella dovuta compostezza, appare un controsenso. 


Il Direttore ci tiene anche a precisare che: “Ho detto Smargiassi nella premura, ma c'è anche Luigi Spezia, ovviamente, che ha scritto il pezzo con lui, che ha lavorato con lui”. Il mestiere di giornalista, appunto.
 
5'50”. Il volto serio e rassicurante di Carlo Chianura il quale anche di Fede parla. 


L'ilarità sia del Direttore, che dell'art director Angelo Rinaldi, la dicono lunga sull'opinione che si ha dell'ex direttore del Tg4(6'38”). 


E con il volto sorridente di Ezio Mauro (6'46”) si può chiudere. 


Visto, si stampi.
Frank

Ciao Giorgio, che ti sia lieve la terra.

Lutto per i pipierrini coi capelli grigi: è morto Giorgio Chinaglia.
R.I.P.


Il collezionista dubbioso.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Ciao Pazzo,
ho una domanda che mi metto da diverso tempo e non trovo risposta: ma quando uno ha bisogno di liberare spazio e non sa più dove mettere le copie di Repubblica raccolte sin dal primo numero, cosa deve fare?
A - mettere fuoco a tutto
B - noleggiare un camion per il macero
C - affittare un deposito
D - trovare un altro collezionista che se ne faccia carico
E - riordinare e continuare la raccolta, ma fino a quando?
Ciao, Salvatore.

Ligrestiade.

Vedo solo ora che nella (classica) apertura sui Ligresti di ieri (p. 32) per la prima volta non appare una foto di famiglia: battaglia vinta!!! Sto uscendo a comprare il giornale di oggi... A dopo per l'aggiornamento dell'Osservatorio Ligresti.

MUDD

L'angolo del feticista. Di falsi storici (Update).

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Ciao Pazzo,
scommetto che questo numero di Repubblica non ce l'hai. O lo hai comprato anche tu?
Io avevo vent'anni e mi ricordo bene l'acquisto di questo numero.
Un minimo di storia. Come se fosse ieri (o come se fosse antani)
Nel 1982 avevo vent'anni e leggevo La Repubblica in contrapposizione con la lettura di casa (la busiarda).
Ogni qualvolta c'era sciopero, Il Male ne approfittava per uscire con le copie "fake". Straordinarie, la gente sull'autobus allungava il collo incredula sui titoli del Corriere o della Repubblica.
Anch'io quel giorno li' ci sono cascato.
To' che strano, c'è sciopero e c'è La Repubblica. Ah, è in fomato ridotto.
Cosa? la benzina a 1500 ma siamo matti?
Poi all'interno la pubblicità per la Lancia Trevi: un giorno con Lancia. Ma non di più.
Poi la terza pagina di Biagi che attacca Scalfari..
Ma erano tutti impazziti?
Questo approfittare dello sciopero, da parte di quelli del Male, allora lo facevan tutti, era una genialata.
Ciao Enrico e grazie per il tuo sito, sempre pieno di curiosita' per tutti.
Lorenzo.

Un errore lungo 5 anni.

Per la serie "Cominciamo bene" Gian Arturo Ferrari attacco il suo pezzo lungo due pagine sul giornale di oggi in questo modo: "Si approssima il 2014, anno in cui è ambientato l'immortale Blade Runner". Che invece è ambientato nel 2019. A questo punto mi sono fermato: se c'è una vangata simile alla prima riga, chissà nel resto del pezzo.

Fabio P.

Osservatorio Errori Gravi. Ma questa volta a sbagliare siamo stati noi.

Questa è la storia di un errore. Ma stavolta Largo Fochetti o il Nemico non c'entrano nulla.
L'errore l'abbiamo commesso noi di PPR.

Ma andiamo con ordine.

Tutto ha inizio il 22 marzo scorso quando Fabio P. scrive un post in riferimento alla morte di Tonino Guerra. Fabio P. fa notare che su Repubblica di quel giorno, Pino Corrias scrive che Tonino Guerra è stato prigioniero nel campo di concentramento di Troisdorf, mentre nella pagina a fianco, in un'intervista ai fratelli Taviani, Guerra è stato prigioniero a Mauthausen. Al di là dell'incongruenza, Fabio P. scopre che cercando su Internet il lager di Troisdorf viene citato solo negli articoli che parlano di Tonino Guerra. Il lager di Troisdorf non esiste da nessun'altra parte, nemmeno nell'elenco dei lager nazisti dell'apposita pagina di Wikipedia.


La tesi di Fabio P. non convince però un'altra nostra collaboratrice, Francesca C., che dopo alcune ricerche su internet scopre un articolo apparso sul sito del quotidiano tedesco Badische Zeitung in cui c'è la conferma che Tonino Guerra è stato effettivamente nel campo di concentramento di Troisdorf. Non contenta, decide di andare a fondo e di scrivere al comune di Troisdorf chiedendo di avere una conferma sulla effettiva presenza di un campo di concentramento sul posto.
Ecco la lettera di Francesca C.
Guten Tag,
ich habe auf: http://www.badische-zeitung.de/literatur-rezensionen/denn-die-nacht-wird-lang-sein-sehr-lang--55618844.html

Diese Info :

“Tonino Guerra, 1920 in die bäuerliche Welt des romagnolischen Hinterlandes von Rimini hineingeboren, erfährt 1943 durch seine Deportation in das deutsche Arbeitslager Troisdorf seine künstlerische Initiation"

gefunden.

Koennen Sie mit bitte bestaetigen, dass wirklich in Troisdorf gab es ein Arbeitslager ?

Vielen Dank im voraus.
Il giorno dopo Francesca C. riceve una risposta da parte del capo dell'archivio di Troisdorf, Herr Hubert Hannemann che scrive così:
Gentile signora C.,
 

a Troisdorf c’era effettivamente più di un campo di lavoro.
 

Antonio Guerra lavorò presso l’ex-Dynamit AG (DAG). Il campo in cui era probabilmente ospitato si trovava in un presidio francese lasciato dai soldati della Grande Guerra sulla strada di Mülheim.

Le suggerisco il libro seguente:

“Partenza a Troisdorf: Nella regione del Reno ha iniziato l'opera del poeta e sceneggiatore Tonino Guerra”
 

Edito dal Dipartimento Cultura della città di Troisdorf
Dipartimento federale Nord Reno-Westfalia 1992
Tonino Guerra, Roland Günter. - 1 Edizione – Editore Essen: Klartext-Verl., 1992 ISBN 3-88474-035-0
 

Cordiali saluti
Hubert Hannemann
Hauptamt Archiv
E questa è la mail originale
Da: Hannemann, Hubert [mailto:HannemannB@Troisdorf.de]
Inviato: martedì 27 marzo 2012 12.09
A: Cortese Francesca
Cc: Andert, Christine; Luhmer, Hans
Oggetto: AW: Info ueber ARBEITSLAGER in Troisdorf
Sehr geehrte Frau Cortese,
in Troisdorf gab es tatsächlich mehrere Arbeitslager.
Antonio Guerra arbeitete bei der damaligen Firma Dynamit-Actien-Gesellschaft (DAG). Untergebracht war er vermutlich in einem von den französischen Besatzungssoldaten des Ersten Weltkrieges hinterlassenen Barackenlager an der Mülheimer Straße.
Ich darf Sie auf folgendes Buch hinweisen:
Aufbruch in Troisdorf: am Rhein begann das Werk des Dichters und Drehbuch-Autors Tonino Guerra / hrsg. vom Kulturamt der Stadt Troisdorf zu den Landeskultur-Tagen Nordrhein-Westfalen 1992.
Tonino Guerra; Roland Günter. - 1. Aufl. - Essen: Klartext-Verl., 1992
Mit freundlichen Grüßen
Im Auftrag
Hubert Hannemann
Hauptamt Archiv
Durchwahl: (02241) 900168
E-Mail: HannemannB@troisdorf.de
Telefax: (02241) 9008168
Stadt Troisdorf
Kölner Straße 176
53840 Troisdorf
Ma non è finita qui.

C'è un'altra lettrice di PPR (che vuole restare anonima) che ha deciso di scrivere al comune di Troisdorf chiedendo lumi sulla vicenda.
Ecco il testo della sua mail:
Dear Sirs,

Last week, an Italian poet, Tonino Guerra, died and I read in his biography that he started writing poems during the Second World War, while imprisoned in the Arbeitslager in Troisdorf.
However, I can't find on the web any information about an arbeitslager in Troisdorf, so I suspect the information is not correct, probably it was in another place.

Could you please tell something more about it?
thank you
A rispondere alla anonima pipierrina è lo stesso Herr Hannemann, con queste parole:
Dear Mrs. XXXX
Your information is correct.
Tonino Guerra worked as a forced labourer in Troisdorf (1944-1945).
The company was "Dynamit-Actien-Gesellschaft" (DAG).
Probably he was lodged in the Arbeitslager Mülheimer Straße in Oberlar. (Oberlar is part of Troisdorf today.)
I want to point to the following book:
Aufbruch in Troisdorf: am Rhein begann das Werk des Dichters und Drehbuch-Autors Tonino Guerra / hrsg. vom Kulturamt der Stadt Troisdorf zu den Landeskultur-Tagen Nordrhein-Westfalen 1992.
Tonino Guerra; Roland Günter. - 1. Aufl. - Essen: Klartext-Verl., 1992
Yors sincerely,
Mit freundlichen Grüßen
Im Auftrag
Hubert Hannemann
Hauptamt Archiv
A questo punto non ci sono più dubbi: a Troisdorf il campo di concentramento c'era, eccome. A quanto pare il web non è infallibile. Fortunatamente.

Ringraziamo duenque Francesca C. e l'anonima lettrice per aver fatto luce sulla vicenda investigando per giungere rapidamente al felice esito del mistero.

A noi di PPR non resta che incassare il colpo e cospargerci il capo di cenere. Anche noi non siamo infallibili. Fortunatamente.

La maledizione delle brevine.

Da Repubblica di ieri, sabato 31 marzo 2012.