Oggi la Stampa ha scoperto l'esistenza dello strano videogioco sulla Divina Commedia di Dante, ma la vecchia Repubblica l'aveva già fatto mesi e mesi fa. Almeno un merito glielo si riconosca...
Anonimo
martedì 16 giugno 2009
lunedì 15 giugno 2009
La cappellata maxima.

Nell'edizione online di Repubblica compare un articolo che parla della burla subita da quel playboy del figlio di Fidel Castro, beffato da un cubano espatriato negli Stati Uniti che si è finto una donna e ha intrattenuto con il figlio del lider maximo una relazione piccante via Internet per diversi mesi. Ebbene, secondo il nostro quotidiano, in questo pezzo non firmato, il figlio del dittatore comunista si chiamerebbe Antonio Lothario. Ma che nome strano. E infatti non si chiama così. Il suo vero nome è Antonio, e basta. "Lothario" – scritto con la maiuscola – in inglese significa, appunto, "playboy", "dongiovanni".
Ho comunque una mezza idea della fonte da cui hanno tratto la notiziola. Dal Daily Telegraph:
Claudia Valencia was really a prankster in Miami named Luis Dominguez, whose public humiliation of the communist dictator's Lothario son has caused much merriment among South Florida's sizeable Cuban-American community.
Cioè:
Claudia Valencia in realtà era un burlone di Miami di nome Luis Dominguez, che ha umiliato pubblicamente il donnaiolo figlio del dittatore comunista sollevando l'ilarità della consistente comunità cubano-americana del sud della Florida.
Imparare un po' d'inglese non guasterebbe. :)
Geppo
Un luogo disabitato sulla Luna.

Ecco qui una cappellata dell'ADN Kronos.
Fortunatamente la sonda giapponese è precipitata in un luogo disabitato sulla Luna, se fosse caduto su una metropoli lunare sai che disastro!
Fabio V.
Le cappellate del weekend - parte seconda.

Senza parole.
Articolo apparso sulla prima pagina di Repubblica di oggi.
A parte che l'utilizzo del "col" è becero, in più il programma di fotoritocco lo sanno anche i bambini che si chiama Photoshop. Pazzesco! A questo punto si dovrebbe scrivere Filips, Fonola, Filco, Fil Collins, Filadelfia (sia il formaggio che la città), filip morris, etc...
Le cappellate del weekend - parte prima.

Leggete bene la didascalia di questa foto apparsa sabato in prima su Repubblica. Recita "Una donna iraniana dopo il voto".
I casi sono due.
O noi ci vediamo triplo o due delle donne ritratte nella foto sono afgane e non iraniane.
sabato 13 giugno 2009
Rumors: stato di crisi per La Stampa da settembre.

Stato di crisi a La Stampa da settembre. A riferire l'indiscerzione è Italia Oggi, secondo il quale il nuovo direttore del quotidiano torinese, Mario Calabresi, si starebbe preparando a chiedere lo stato di crisi a partire dal prossimo autunno, spianando così la strada al piano di "dimagrimento" degli organici che prevede il taglio di 60 giornalisti (su 228) e 76 poligrafici, attraverso pensionamenti e prepensionamenti.
La Stampa potrebbe quindi aprire la strada a una lunga sequenza di richieste di stato di crisi da parte degli editori di quotidiani, in molti casi alle prese con una sovrabbondanza di forza lavoro cui fa da contraltare il continuo calo delle diffusioni e - soprattutto - dei fatturati pubblicitari. Non a caso sembra che l'espressione "stato di crisi" stia circolando frequentemente ai piani alti di via Rizzoli, ma anche in quel di Segrate...
Fonte: affariitaliani.it
R2: un nuovo modo di sbagliare.

Quelli che si occupano di impaginare la testata con i richiami dell'inserto R2, oltre che a cadere nell'antico errore di rendere equivoche le collocazioni delle foto, da qualche giorno stanno rendendo le foto stesse addirittura incomprensibili. Guardate per esempio quella di oggi: alzi la mano chi riesce a collegare la foto del missile ad uno dei due richiami.
venerdì 12 giugno 2009
giovedì 11 giugno 2009
Veronica divorzia da Repubblica e sposa il Corriere.

Stavolta lo scoop lo fa il Corriere che riceve una lettera da Veronica Lario che si sfoga e si lamenta. Ecco il testo della lettera:
"«In queste settimane ho assistito in silenzio, senza reagire mediaticamente, al brutale infangamento della mia persona, della mia dignità e della mia storia coniugale. Certo è che la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui. Certo è che l’ho sempre amato e che ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia»."
Crosettismi.
Direttamente dal blog di Maurizio Crosetti:
"Ultimo giorno di scuola. Quest’anno le bambine portano collane che sembrano fatte con gli smarties, invece i maschi trascinano come al solito zaini stanchi, stracolmi, asimmetrici. Sono tutti così goffi, così eternamente cresciuti. Si spingono, ridono, tra poco si dormirà all’infinito. C’è una luce bellissima."
"Ultimo giorno di scuola. Quest’anno le bambine portano collane che sembrano fatte con gli smarties, invece i maschi trascinano come al solito zaini stanchi, stracolmi, asimmetrici. Sono tutti così goffi, così eternamente cresciuti. Si spingono, ridono, tra poco si dormirà all’infinito. C’è una luce bellissima."
Dio mio, che fastidio.

Ma a voi non dà fastidio che gli articoli di fondo delle prime pagine di Repubblica comincino sempre con la prima parola in maiuscolo?
Dio, che fastidio! Ma che vantaggi porta il maiuscolo nelle prime parole?
Cappellate autografe.

A pagina 19, in alto a sinistra, accanto alla foto si legge :
"in calce al testamento olografo del 1996..." peccato però che si legga chiaramente 1999.
Vabbè, capita.
(da un assist di Michele S.)
Pazzo Per La Zeit?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
"Ciao, sono un altro un PazzoPerRepubblica ma berlinese (da un paio d'anni), che è per giunta riuscito a disintossicarsi quasi del tutto. Ora compro il quotidiano solo la domenica, il resto della settimana guardo quasi esclusivamente il sito (in maniera compulsiva, confesso). E aggiungo: il cartaceo mi manca sempre meno (da questo punto di vista le continue – e peggiorative – modifiche hanno reso il mio espatrio meno amaro): non fosse per Scalfari o qualche eccezione, Rep si leggerebbe purtroppo d'un fiato senza lasciare quasi tracce.
Ps: qui in Germania la situazione dei giornali è ancora decisamente migliore (due esempi su tutti: Süddeutsche Zeitung e la mai abbastanza amata DIE ZEIT)… anzi forse prima o poi escogito qualcosa per fare conoscere meglio questo settimanale anche in Italia. Che diventi un Pazzo Per La Zeit?
ps2: complimenti per il tuo blog. Resto comunque in contatto da visitatore, a presto.
Jacopo N."
mercoledì 10 giugno 2009
Oliviero Toscani direttore di Repubblica? I commenti dei lettori.

Ecco le frecciatine più o meno velenose dei lettori del blog alla autocandidatura di Toscani alla direzione di Repubblica:
"Umh, temo che si sbilancerebbe sulla grafica".
"Non credo sia una scelta azzeccatissima."
"Nemmeno Toscani riuscirebbe a mettere piu' tette e culi dentro repubblica.it".
"E a che titolo pretenderebbe di dirigere repubblica? A questo punto meglio Beppe Grillo". "
"Toscani è un ottimo fotografo ma non è una persona particolarmente colta, né mi risulta sia amante della lettura, né mi risulta sia capace a scrivere. Il direttore di un giornale deve essere una persona capace a scrivere. Lapalissiano. E deve essere una persona istruita e non un talentuoso zuzzerellone. "
(commento off topic) "Lancio una proposta a Repubblica: perchè non provate ad avvicinarvi a Massimo Gramellini? E' un ottimo giornalista, gioverebbe al quotidiano e alla sua qualità. Del resto, dalla Stampa alla Repubblica ne sono passati molti."
Radman & Simpson.

Oggi a pagina 11 Stefania Radman dà la notizia del sindaco donna di colore a Viggiù eletta per la Lega Nord (per inciso, l'assurdo della vicenda meriterebbe più spazio dell'angusto angolino, ma tant'è).
Il neosindaco Sandra Maria Cane è nata negli USA, precisamente a Springfield. La cosa è gustosa per la Radman, che aggiunge: "la città dei Simpson".
Chiunque abbia seguito la serie americana con un minimo di passione sa che l'ubicazione esatta di Springfield è uno dei grandi misteri della serie, su cui spesso gli autori stessi giocano. Infatti Springfield è nome comunissimo per le cittadine USA (come lo può essere Villanova in Italia).
Ora, dott.essa Radman, purtroppo non la conosco, tuttavia confido in un maggiore controllo delle informazioni (peraltro in articoli anche più lunghi di 200 parole).
Altrimenti qualche distratto lettore potrebbe scambiare la dottoressa Cane per, che sò, la sorella di Carl.
Pablito
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