sabato 23 gennaio 2010

Eccchissenefrega.



Non rimpiangerò mai abbastanza “Cuore” e il suo “eccchissenefrega” .

GPP

Castaldate.



Su repubblica.it c’è un pezzo di Gino Castaldo sul concerto di Dalla e De Gregori che si terrà il  22 gennaio.
Ricordando lo storico tour, Castaldo non si deve essere documentato bene, visto che fu nell’estate 1978 (non 1980), e il disco live che ne venne prodotto uscì nel 1979.
Si tratta quindi di 32 anni e mezzo, non “30 anni esatti” come ha scritto il Gino.
Caro Castaldo, te la potevi cavare con un “a trent’anni circa”, hai voluti strafare con “esatti”, non lamentarti se noi aguzzini di PPR ti vivisezioniamo l’ombelico, non lo facciamo per cattiveria, ma ormai ci siamo autoassegnati il ruolo.

E alla musica, ridateci Aquaro.

GPP

Tutto come previsto.



Che vi avevamo detto? Eccola là a Port-au-Prince, all'opera. A smentire subito quello che pensavamo ieri.

E di conseguenza: AA go home.

La "Sora Natalia" e il cinema lesbo.



Qualche considerazione sul box di ieri di Natalia Aspesi sul cinema lesbo.

1)"Mentre i film 'homo' sono ormai un classico (…), l'amore tra
signore ancora mette in imbarazzo
": contrapponendo "i film homo" ai film lesbici, non crederemo mica, come Checco Zalone, che "film homo" significhi film "uomosessuali," vero?

2)"i film homo (…) sono ammessi anche nei (più arditi) cinema parrocchiali": per esempio, dove? che me lo segno.

3) "un solo problema: i trailer non solo sono come è ovvio molto brevi, ma si interrompono sul più bello": "sul più bello"? per piacere, non facciamo le "signore di aperte vedute", per poi associare automaticamente omosessualità a pornografia: un film con tematiche gay non è tenuto ad avere nessun "più bello."

Caterina

U - la Repubblica degli Uomini - da marzo in edicola allegato al giornale del lunedì.



Ovviamente è una bufala. Ideata da quei goliardi di PPR.

Una simpatica boutade, buttata lì nel caso servisse un'idea per muovere un po' le vendite.

Della possibilità di avere il magazine maschile se n'era anche parlato un mesetto fa nei commenti ad un post probabilmente dedicato al magazine dell'altro sesso.

P.s: per il giorno di uscita suggeriamo il lunedì.

Che c'entra la Aspesi con Gianni Clerici?



C'entra, c'entra.

Leggete come Clerici chiude il suo pezzo di ieri da Melbourne tutto dedicato alla campionessa decaduta Ana Ivanovic (foto):

"Altri indicano che Ana abbia un legame aggrovigliato con il golfista australiano Adam Scott. Quanto a me, credo di avere un’idea. Vorrei suggerire, se ne trovo il coraggio, che Ana invii una letterina alla rubrica La Posta del Cuore di Natalia Aspesi. E pregare Natalia di risponderle."

Un genio.

Forse ne basta uno.

AA, uno dei due inviati a Port-au-Prince, ieri s'è messo a scrivere del fornaio di Pordenone che sforna pane fresco per i sopravvissuti al terremoto.

Per l'amor del cielo, è da lodare sia l'impegno di AA sia quello del fornaio, ma forse è il caso che uno dei due inviati torni a New York. Anche perchè il buon Zampaglione, da qualche giorno, sta correndo come un matto.

Pazzo Per Tiziana.



Per la serie "piccoli collaboratori crescono", segnaliamo il pezzo su Repubblica di ieri a firma di Tiziana Lenzo, della redazione palermitana di Repubblica. E' molto raro che Tiziana si affacci sulle pagine nazionali, ieri è successo. Complimenti!

Ovviamente, chi avesse notizie su Tiziana è pregato di fornircele. I feticisti scalpitano.

Homo homini lupus.

"A Repubblica è in atto una profonda spaccatura. Ma, qualunque cosa succeda, il risultato di questa spaccatura resterà per sempre scolpito nella storia del giornale. Si è rotta la magia di Repubblica, adesso siamo all'homo homini lupus. I tempi di Scalfari sono un ricordo da tempo. La felicità che fu promessa da Mauro in pochi l'hanno vista. Ma ora è proprio guerra."

Chi vuol farsi ulteriore male, può farselo qui.

D nuovo.



Più comunicativo, più generoso, più morbido, più flessibile: una manciata di aggettivi per raccontare in sintesi come D la Repubblica delle Donne cambierà dal 13 febbraio, un cambiamento, spiega il direttore Cristina Guarinelli (foto), che darà un tono diverso al giornale senza toccarne l’identità. A occuparsi del progetto grafico è Joel Berg, da sempre art director del settimanale. Guarinelli ha deciso di arricchire le rubriche, introducendone in apertura dello sfoglio tre “ironiche e un po’ imprevedibili”. Rimangono il gusto del reportage e l’attenzione anche ai temi internazionali, senza eccessi terzomondisti ma con l’impegno giornalistico che è nel dna del magazine femminile di Repubblica.

Da: Prima Comunicazione, n. 402, del Gennaio 2010

(grazie a Barbapapà per la segnalazione)

Ecco uno che va a far del Bene da un'altra parte.



Il 1° febbraio Mauro Bene lascerà dopo 35 anni la redazione di Repubblica e si insedierà alla direzione dell’Agl.

Continua qui.

(ringraziamo Barbapapà per la segnalazione)

Brunetteide 2, la risposta.



Ieri nella pagina dei commenti c'era la livorosa replica di Brunetta all'articolo su di lui del giorno prima a firma di Francesco Merlo.

Ecco la lettera di Brunetta:

Caro direttore, Francesco Merlo mi definisce “fantuttone”, del che lo ringrazio, perché immagino sia il contrario di fannullone.
A conferma di questa sua tesi, non rinuncio a rispondergli, come faccio sempre, con rispetto per le cose che scrive, senza condividerle affatto. Osservo,
preliminarmente, che per utilizzare gli artifici retorici occorre essere bravi, e non sempre Merlo dà il meglio di sé: non è esemplare invitare a parlare seriamente, evitando gli insulti e gli attacchi personali, e poi far seguire una raffica dei medesimi, e non è elegante affermare d’essere spiritosi ed ironici, specie se l’unica smorfia che si provoca è di perplessità.
Ma il punto rilevante è altro, non volendo sfuggire alla contestazione principale: non si può fare, contemporaneamente, il ministro e il sindaco. A parte il fatto che queste cose le stabilisce la legge, che appunto lo consente, e che pertanto quelli che s’impancano a tutori dell’etica collettiva potrebbero, magari a tempo perso, darci un’occhiata, resta che è totalmente sbagliato il presupposto da cui Merlo parte: c’è conflitto d’interessi. Roba da matti, quindi gli interessi dello Stato sarebbero diversi da quelli di un Comune? Ma a quale secolo è rimasto, Merlo? Ci sono, all’esatto opposto, delle possibili sinergie, tanto è vero che tutte le persone ragionevoli auspicano collaborazione fra le istituzioni e le rappresentanze elettive, non sospettando minimamente che lo scontro sia la premessa del buon governo.
Quindi, non solo credo di potere fare il ministro, nell’interesse dell’Italia, e il sindaco, nell’interesse di Venezia, ma sono assolutamente convinto che le due cose si facciano meglio (specie la seconda) se le si fanno assieme.
Resta il problema della presenza sul “posto di lavoro”. Capisco che certe visioni ideologiche abbiano fatto restare taluni all’epoca fordista, che è pur sempre
meglio della guerra fra Comuni, ma il lavoro, nella versione odierna, ha caratteristiche diverse.
Non credo che Merlo, per scrivere, debba necessariamente trovarsi al giornale, immagino possa farlo anche da altrove. Sono sicuro, del resto, che se si applica riesce a farlo anche meglio.


Ed ecco la controreplica di Francesco Merlo:

Lei, signor ministro, condanna come vizio il doppio lavoro degli altri e lo esalta, per sé, come virtù. Il fantuttone, le ricordo, non è il contrario del fannullone, ma è un fannullone indaffarato.
Faccio infine notare che la legge sull’incompatibilità (1953) è molto controversa perché vieta al sindaco di diventare deputato ma dal 2002, grazie ad un’interpretazione “allegra”, non vieta al deputato di diventare sindaco.


Ringraziamo Occam per la segnalazione.

Il Venerdì aromatizzato.



Questo è quello che mi hanno consegnato oggi in edicola, insieme a La Repubblica.
Notevole la camomilla al finocchio, che mi ha pervaso l’intero abitacolo dell’auto, nonostante il cellophane, nei 20 minuti che ci ho messo ad arrivare a casa.

GPP

Questo messaggio di GPP ci è arrivato qualche minuto dopo che qui in redazione si era deciso di preparare un post sullo stesso identico argomento. La testimonianza è tutta nella foto qui sotto che avevamo scattato a supporto del post.



Lanciamo un sondaggio tra i lettori: GPP in Piemonte, noi in Lombardia, stessi inserti e stessa bustina di camomilla al finocchio. E voi, feticisti d'Italia cosa avete trovato nel vostro Venerdì? Attendiamo numerosi commenti. Grazie.

Il caustico Nemo.



Riportiamo di seguito un commento acido che Nemo ci inviò il 4 settembre del 2008:

"Se oggi l'Unità è un giornale importante, allora New Orleans è in Cina. E' un giornale fondamentalmente inutile, privo di senso. C'è Repubblica per i radical-chic, c'è il Riformista pei riformisti, c'è il Manifesto per le zecche ironiche, c'è Liberazione per le zecche istruite e barbose, c'è Rai Tre per i sinistri multimediali, ci sono le Iene, Report, la satira tipo Zelig per quelli ironico-impegnati, c'è Youtube per gli ultramultimediali.Senza contare la robaccia delle librerie, dai Travaglismi ai Floresd'arcaismi, dai libri inchiesta ai libri senza testa."

E poi le affidano la recensione principale.



Ieri sul nostro amato inserto R2 Natalia Aspesi dice che "il film Viola di mare non è ancora arrivato nelle sale", peccato che la pellicola sia invece uscita con un buon numero di copie il 16 ottobre dell'anno scorso. Poi per forza che i feticisti di Repubblica si incazzano quando alla Aspesi le affidano la recensione principale nella pagina dei film di R2Cult.

(ringraziamo Piazza Indipendenza per la segnalazione)

Arbasinottanta.



Auguri ad Alberto Arbasino per i suoi ottant'anni, dai tanti fan di PPR...

Occam