sabato 31 luglio 2010

PPR va in vacanza. Vi lasciamo con i PPR+ e i PPR- di luglio. Ci vediamo a settembre.

Spiace lasciare il blog per andare in vacanza in un momento così delicato della politica italiana in cui PPR sta avendo picchi di visite decisamente inaspettati per questo periodo.

Però il FS tiene famiglia e deve portarla in vacanza. Vabbè dai, ritorneremo più agguerriti e creativi di prima. Ne approfittiamo per augurare anche a voi buone vacanze, chi le fa. E a chi resta a lavorare, buon lavoro. E ai disoccupati, un in bocca al lupo.

Una cosa importante: il weekend scorso avevamo pubblicato un sondaggio che ha avuto problemi di funzionamento. Speriamo che questi PPR+ e - di luglio non subiscano la stessa sorte.

Vai. Si parte.

Ecco gli articoli da votare per le due categorie, in rigoroso ordine cronologico.
Buona lettura e buon voto! Vi ricordiamo che si vota sempre qui a destra sotto alla foto della gamba tatuata.






Gianni Clerici, articolo del 5 luglio Le invenzioni del guerriero Nadal tornato padrone di Wimbledon. Del brillante viaggio dello Scriba nel tempio del tennis mondiale molte sono le tappe degne di essere menzionate. Tra queste risalta la disamina della finale maschile da cui, nonostante sia stata a senso unico, Clerici ha estratto uno strabiliante condensato di competenze tecniche e disamine psicologiche accompagnate da quel suo meravigliosamente raffinato stile di scrittura. Da non dimenticare, infine, che in questo torneo Gioanin ha consegnato alla futura storia del tennis il nome di un predestinato: Kei Nishikori. Noi attendiamo fiduciosi.

Gianni Mura, corrispondenze dal Tour de France tra cui L'ora dei Pirenei e Un Tour di cattivi pensieri / Troppi ciclisti come calciatori Come solo i maestri del giornalismo riescono a fare, Gianni Mura è riuscito a rendere interessante ai lettori uno spettacolo deludente e modesto. Tra le belle pagine scritte si segnalano la rievocazione delle epiche tappe del passato sui Pirenei e l’articolo di chiusura del Tour (con il memorabile finale dedicato alla scomparsa dell’Aquila rugby). “Bel pezzo. E la parte sul gregge di pecore solamente Gianni Mura poteva descriverla in quel modo.” (Nonunacosaseria)

Michele Serra, con l’Amaca del 13 luglio attraverso un “piccolo elenco delle illegalità riscontrabili in circa tre minuti di orologio nei pochi metri quadrati di una stazione di servizio dell'hinterland milanese” ci regala un altro sconfortante ritratto della società italiana. “Certi flash che regala sono memorabili e purtroppo non fanno neppure più sorridere nella loro crudezza. Qui non c'è B. che tenga: siamo noi.” (Frank57). “Ecco, io dopo aver letto questa cosa, Serra lo abbraccerei” (Supersoul). Nel commento del 27 luglio La coca, Belen e le altre / chiusa la Milano da sniffare, Serra analizza un altro mirabile esempio di degrado morale della nostra società: “Trovare cocaina in una qualunque città italiana è come cercare paglia in un pagliaio.”. Commenta Frank57: “Serra possiede la grande capacità di vedere il risvolto delle cose, quello che rimane nascosto e, forse volutamente, non proposto.”

Francesco Merlo
, commento del 20 luglio La Bindi ossessione del Cavaliere “La prima volta che insultò la Bindi ho scritto che era maleducato. Ma adesso è diventato un problema di farmacia”. Nell’analisi di Merlo, indignato per la persistente maleducazione che il Cav. ostenta contro la Bindi, l’abituale sarcasmo lascia lo spazio allo scoramento per l’incontinenza verbale dell’uomo. “Nessuno, neppure il più feroce dei suoi detrattori, può oggi godere dinanzi allo spettacolo di un vecchio imperatore tenuto in piedi da un rabbia tristissima.”. Frank57 sintetizza così il pezzo: “Merlo ha adoperato le parole più appropriate per restituirci la figura di un pover'uomo”.

Vittorio Zucconi
, articolo del 23 luglio La fabbrica degli Scoop. Lasciate fare il pane al panettiere, tagliare la carne al macellaio, aggiustare le scarpe al calzolaio. E lasciate scrivere di giornalismo a Vittorio Zucconi. Otterrete risultati eccellenti. Non avevamo ancora finito di lamentarci della modestia dei contributi al Mondiale di Zucconi che il grande Vittorio reagisce da par suo offrendoci un bel saggio delle sue capacità con un articolo in cui rievoca la storia del tempio del giornalismo investigativo, il Washington Post, mettendo la forma al servizio della sostanza. E che sostanza! “(…) un grande pezzo” (Occam). “Grande Zucconi. E lasciasse perdere il calcio.” (Barbapapà).

Ezio Mauro, editoriale del 15 luglio Il vascello fantasma. Incipit straordinario: “Per sopravvivere, il vascello fantasma del governo Berlusconi getta i corpi in mare”. Nel breve commento il Diretùr mette all’indice il governo “impegnato a boicottare il controllo di legalità e la libertà di informazione” e gli uomini del Cav. “disseminati in quel mondo parallelo, tra Stato e affari, come all'epoca della P2. (…) oggi come allora, "comandano per rubare, rubano per comandare"”. Editoriale del 23 luglio La centrale del fango in cui Mauro ripercorre il funzionamento e la storia della macchina del fango di Berlusconi, operante da tempo senza subìre particolare contrasto da parte degli intellettuali cosiddetti liberal.





Claudio Tito, articolo del 5 luglio La sfida finale del premier a Fini "Non escludo neanche la crisi". Avrà anche indicato correttamente l’esito finale dello scontro Berlusconi-Fini, ma si avverte una certa stanchezza per un giornalismo politico fatto prevalentemente di retroscena, di chiacchiericcio spesso fine a se stesso, di presunte dichiarazioni dei protagonisti carpite non si sa come ma sempre e rigorosamente virgolettate.

Enrico Franceschini
, articolo del 12 luglio Una t-shirt e un palloncino le "mille cose stupende" della vita, su un giovane canadese che inizia per gioco ad elencare sul suo blog i "piccoli piaceri" e in pochi mesi diventa un fenomeno mediatico. “Egregio Ezio Mauro dico a lei: ordini a Enrico Franceschini di andare più a teatro invece di leggere il Sunday Times” (Luca Massaro). Segnalato anche l’articolo del 15 luglio Cervello a destra, cuore a sinistra svelato il mistero dei 50enni liberal in cui il corrispondente londinese prende spunto dal Daily Telegraph per esporre il risultato di uno "studio internazionale" che dimostrerebbe che con il tempo si diventa più conservatori e tradizionalisti, soprattutto gli adulti che votano per i progressisti. Su R2, naturalmente.

Laura Laurenzi, articolo del 15 luglio I cento tagli di capelli nella vita di una donna Indispensabile pezzo su un sondaggio inglese che spiega le motivazioni per cui le donne si tagliano i capelli… Indovinate in quale sezione del giornale è stato ospitato questo articolo da magazine adolescenziale?

Angelo Aquaro, candidato per due contributi. L’articolo del 16 luglio Tutti dietro al leader il carisma spiegato da un “pesce-robot”, in cui dà conto dell’interessantissimo esperimento di un giovane ricercatore italiano alla ricerca del segreto della leadership attraverso la simulazione del comportamento di un pesce-pilota... E l’articolo del 19 luglio Dai vip al consulente fieristico i segreti delle nozze di Chelsea Clinton. “Nel girone infernale della fuffa ho trovato Aquaro, con paginone sulle “nozze del secolo” della figlia di Clinton (grande senso storico del nostro corrispondente)” (Barbapapà). “Di questo giornalismo champagne Aquaro è perfetto interprete. E, come le bollicine dello champagne hanno vita breve, anche gli articoli di Aquaro passano senza grandi rimorsi e ricordi” (Nonunacosaseria).

Alberto Arbasino, articolo del 15 luglio L'irresistibile fascino del supplizio. Ma a chi si rivolge lo stimatissimo Arbasino quando scrive questi incomprensibili articoli?

Ricordiamo che per segnalare articoli per il sondaggio mensile potete scrivere a enricoporrochiocciolafastwebnet.it oppure lasciare un commento in un post, anche se OT. Come sempre ringraziamo Barbapapà per la collaborazione.

Non ci saremmo mai permessi. Però.



Per una volta ci tocca sconfessare uno dei nostri idoli e cioè Michele Serra.

Nella sua, peraltro bellissima, Amaca di ieri, Serra parla di un terzino colombiano che è stato assassinato per aver sbagliato un rigore.

In realtà, caro Michele, il terzino Andrés Escobar (nella foto) è stato sì assassinato, ma per aver siglato un autogol.

Necrologio su Repubblica.

Il birignaaaaao di AA.



Su Repubblica di ieri.

Ma non si diceva di "centro-destra"?

Ezio Mauro alle prese con neologismi astrusi nel suo fondo di ieri su Repubblica:

"In più, si è posizionato su un terreno elettoralmente e mediaticamente redditizio, dove può nascere una cultura di destra-centro che provi per la prima volta a parlare insieme di ordine e di regole, di moralità e di Costituzione".

Incipit.

Prosit.

Carmelo Lopapa - "Non è il mio padrone resto a Montecitorio" Repubblica del 30 luglio 2010

venerdì 30 luglio 2010

Barack Obama e Sergio Maglione.



L'ha indossato anche all'incontro con Barack Obama. E Repubblica.it lo ha rimarcato.

Il QrCode: per solutori più che abili.



Non l'avevo mai notato prima. L'ho visto per la prima volta a pag. 23 su Repubblica di oggi venerdi 30 luglio, in un articolo sul possesso di armi nel nostro paese. E' uno strano e incomprensibile disegno quadrato. La didascalia sotto, dice:

SUL CELLULARE
"In Italia la legge sulle armi è più liberale che in Francia e Inghilterra"
Fotografando il QrCode con la fotocamera del cellulare si può vedere l'intervista di Meo Ponte e Fabrizio Majerna, ex consigliere di Assoarmieri e titolare di una storica armeria.


Confesso d'aver dovuto leggere più volte per capirci qualcosa. Poi m'è venuto in mente, anzi ho intuito chissà come, la soluzione dell'arcano. Mi sono aiutato con Google:

"Un Codice QR (in inglese QR Code) è un codice a barre bidimensionale (o codice 2D)[1] a matrice, composto da moduli neri disposti all'interno di uno schema di forma quadrata. Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate ad essere lette tramite un telefono cellulare o unosmartphone".

Ovviamente ci vuole un software apposito installato sul cellulare per la decodifica. Io sono notoriamente tardo e solo con fatica ho afferrato il senso dell'enigma. Mi chiedo però il senso di questa stramberia di Repubblica, e sopratutto quanti avranno capito cos'era il misterioso disegno e cosa serviva.

Voi lo sapevate già e sono io l'unico tonto?

Aghost

Caro Aghost, noi lo sapevamo da un paio di mesi. Ma certo è una cosa enigmatica se uno non lo sa. FS

Un po' di attenzione amici di Repubblica.it



Quello non è un iPhone 4. Anzi non è neppure un iPhone.

Dal blog di Tiziano Caviglia.

Le confessioni di un utilizzatore finale.
Di iPad.



Dal blog di Gery Palazzotto:

Sulla mia agenda ho segnato una data, quella di venerdì scorso (23 luglio). E’ il giorno in cui ho fatto il mio primo abbonamento a un giornale che non è di carta: nello specifico la Repubblica, edizione per iPad.

Ricordo ancora la prima volta in cui acquistai un cd: Van Halen. Dopo averlo fatto girare per un paio di giorni consecutivi nel lettore (col rischio di sterminare la famiglia), lo riposi sopra la colonna di ellepi, nello studio di mio padre.
Oggi i vinili non li ho più (li vendetti negli anni Ottanta in preda a una dissennata smania di far spazio), il lettore è ancora al suo posto, i cd sono diventati centinaia e lo studio di mio padre è diventata la camera da letto mia e di mia moglie.
I cambiamenti epocali sono quelli di cui non ci si rende conto subito. Sui cd c’erano mille dubbi: resisteranno al tempo? Garantiranno la stessa fedeltà? Ci saranno assortimenti adeguati?
Ne comprai uno per curiosità. Poi un altro, e un altro ancora…
Finì come finì. E non mi pare che sia andata male. Se non altro nell’ex studio di mio padre si dorme benissimo.

Fini torture.



Forattini non vedeva l'ora.



Su Il Giornale di oggi.

E noi che volevamo rilevare un'edicola.

Qualcuno ci spieghi cosa c'entra Minzolini.

La più bella prima di oggi. C'è un ex aequo.



Raccapricci.

Lucio Caracciolo, La Repubblica, 29/07/2010:

"…una missione che il nostro governo non trova il coraggio di chiamare con il proprio nome: guerra."

O il governo fa «guerra» di secondo nome (e di questi tempi potrebbe anche starci), o quello è «suo» e non «proprio».

www.raccapriccio.com