Che dire della querelle Santoro-Repubblica?
Santoro che attacca Repubblica per avere criticato la sua scelta di prestare il fianco, la spalla, la sedia, il palcoscenico al circo del signor B.???
Confesso che ieri sera sentendo il suo agghiacciate monologo ho provato molto disgusto e non poca pena per chi forse si è reso conto troppo tardi che a volte la ragion di stato viene prima dello spettacolo.
Lo stridore delle unghie che si arrampicavano sugli specchi mi faceva accapponare la pelle.
Una cosa però gli va riconosciuta: è riuscito a far rinsavire il nostro giornale.
L’incredibile mea culpa di Maltese di oggi mi commuove e mi porta a seppellire l’ascia di guerra.
“Una parte di responsabilità l’abbiamo noi dei media. Vent’anni di berlusconismo hanno abituato tv e giornali a campagne elettorali dove i problemi reali sono banditi per lasciare il posto a un carnevale di trovate e annunci, un festival di gesti simbolici e battute.”
“I conduttori di talk show vanno a caccia di clownerie di Berlusconi o di Grillo come gli impresari del circo inseguono la donna cannone, per vendere i biglietti. E purtroppo i giornali vanno loro dietro, in un continuo gioco al ribasso.”
Gioia e tripudio, incredulità e stupore. Che sia veramente l’inizio della fine?
E che dire del fantasticherrimo pezzo di Saviano? La sua lucidissima analisi è un capolavoro. Mai parole potevano essere più azzeccate per esprimere il pensiero e i sentimenti di tanti, tantissimi italiani che fino a ieri si sono sentiti dire “ingenui” e “fuori dalla realtà” per aver osato dire le stesse cose.
Una gran bella giornata.
Ilaria
3 commenti:
la ragion di stato viene prima dello spettacolo
Grande Ilaria! La redazione di repubblica dovrebbe prenderti in considerazione per qualche collaborazione.
Michele R.
PS A proposito di Ilarie, Santoro si è fatto assai piccolino dopo l'intervista della D'Amico a B.
W le donne! Soprattutto quelle toste come queste 2 Ilarie ;-)
Grazie Michele sei molto gentile, ma credo che al massimo potrebbero assoldarmi come chihuahua attaccato al polpaccio.
Sulla D'Amico sono d'accordo è una tosta!
Quoto Michele.
In effetti Ilaria ne abbiamo abbastanza (e almeno io ne sono ormai nauseato) dei teatrini allestiti dalla compiacenza di conduttori, sempre più showman e sempre meno giornalisti. Anche sul cartaceo sarebbe necessario imprimere un timbro diverso (ieri sul Corriere due paginate di intervista a Monti, dure da reggere per qualunque irriducibile).
Venerdì sera, poi, è andata in onda una sconcertante puntata (la prima) del programma condotto malamente da Lucia Annunziata.
Tutto, tranne che politica.
Brava Ilaria, come l'altra tua omonima ascoltata sabato pomeriggio a Tv Talk.
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