martedì 5 gennaio 2010

Bene, braavo, sette più.

AA continua a stupirci.

I casi sono due: o si è messo davvero a rileggere (o a far rileggere) i pezzi, o è un caso.

E se è un caso, per il calcolo delle probabilità, domani o dopo ci aspetta una raffica di sorprese.

Uno speciale fatto in casa.

Domenica scorsa nel dorso milanese c'era uno speciale dedicato alla provincia di Sondrio.

Quattro pagine fitte fitte firmate tutte da Luigi Bolognini.

Indovinate di dov'è Luigi Bolognini? Esatto, è di Sondrio.

Più home made di così si muore.

Per (non) saperne di più.



Repubblica di ieri, pagina 9 in alto a destra: i consueti consigli sui siti da vedere per saperne di più.

Interessante soprattutto il secondo link:

www.repubblica.it/.../tremonti.../tremonti-rimini.html


Il grafico ha fatto il classico "copia e incolla" ma siccome era lungo e non ci stava ha ristretto l'url. Geniale.

Pietro, sei stato nominato.



Prima o poi, qualcuno bisognava pur mandare.

Vedrete che se la temperatura non scende, fra un po' arriva Renato Caprile.

Ps: il nemico, a ieri, non ha mandato nessun inviato. Vedremo oggi.

Repubblicanoressica.

48.

E' il numero delle pagine di Repubblica di ieri. Almeno dell'edizione che è uscita in Brianza. Non so nel resto d'Italia.

Da quando mi ritengo un feticista di Repubblica, non credo di aver mai sfogliato una copia di Repubblica così anoressica.

L'i-Phone di Giovanni.

E Valentini, come i bambini il giorno della Befana, scarta il giocattolo: è un i-Phone!

(estratto di un post su Affari Italiani)

lunedì 4 gennaio 2010

Ancora su Galimberti e il "copia e incolla".

Ne parla l'House Organ del PDL.

Quando le notizie sono alla frutta.

Quando le notizie sono alla frutta, capita di avere la home di Repubblica.it con una terza notizia di questo spessore:

"Il punto G è solo immaginazione"



O di avere dei flash su Corriere.it di questo livello:

Il record di Beatty: ha sedotto 13mila donne

Alba Parietti: «Rifiutai 9 miliardi da Berlusconi per motivi ideologici»



Update 1: a dieci minuti dalla pubblicazione di questo post, la la notizia del Punto G è come per incanto scivolata in quinta posizione...

Update 2: su assist di Jacopo riportiamo alcuni commenti apparsi in calce alla notiziona del Punto G:

Il punto "G"??? Ma vi siete fusi il cervello??? Con tutto quello che sta accadendo nel Paese mettete su un blog così scemo? Ad una donna di Cosenza le hanno ucciso il figlio di sette anni a causa di un'ingessatura al braccio troppo stretta (che gli ha provocato un trombo o un'embolia). La malasanità imperversa in tutte le regioni e non solo in Calabria. Alla gente che lavora (e che perde il posto di lavoro) Brunetta vuole togliere anche la dignità di cittadini. Berlusconi ed i suoi Pasdaran minacciano di cambiare la Costituzione a colpi di Maggioranza. La 'Ndrangheta mette le bombe alle Procure come faceva la mafia negli anni '90. Il Paese è in deflazione, non partono i consumi delle famiglie, non ci sono soldi per i servizi sociali. Rientrano 100 miliardi di euro dai paradisi fiscali in forma anonima e pagando solo il 5% e riparte la bolla immobiliare invece che gli investimenti produttivi. La scuola è al collasso..... e voi fate un blog sul punto "G"?

Ma chi se ne frega? Con tutti i problemi del mondo dobbiamo preoccuparci pure di questo aspetto?

Il punto G non esiste perchè conosco donne che hanno subito lesioni al clitoride che lamentano frigidità cronica

Beh, certo che questo è veramente un problema!!! Chissà come abbiamo fatto a vivere fino ad oggi senza conoscere il punto "G" delle donne e come abbiamo fatto a popolare questo pianeta con miliardi di abitanti!!! Ma fatemi il piacereeee!!

Una notizia clamorosa, merita sicuramente la prima pagina (di un giornaletto di quart'ordine).

Rumiz-Corona-Bulaj: il trio delle meraviglie.

Su Repubblica di ieri c'era l'incontro tra Paolo Rumiz, Mauro Corona e Monika Bulaj. Che dire: Corona è già di per sé un personaggione. Se ci aggiungiamo lo stile tagliente di Rumiz, molto ritmato, il suo occhio capace di scorgere dettagli e rimandi, e le fotografie della Leica di Monica Bulaj, si ottiene un ottimo risultato.

Purtroppo, però, le fotografie sono piccole e non si gustano. Se fossi stato un redattore di Repubblica.it le avrei pubblicate on-line (con le debite protezioni del copyright della Bulaj) e perché no, avrei fatto un audio-slide-show con una narrazione/commento di Rumiz o delle frasi di Corona (sempre che il giornalista le avesse registrate). Immaginate: prima leggiamo il reportage sul cartaceo, e poi ci godiamo le fotografie a schermo intero con una spiegazione o la viva voce dei protagonisti.

Andrea

Il giorno della memoria di Fausto Coppi tra refusi, curiosità ed esercizi di stile.



Celebrato ieri su tutti i principali giornali il cinquantesimo anniversario della scomparsa del campionissimo Fausto Coppi.

Segnaliamo per prima cosa un gigantesco refuso su Repubblica dell'altroieri in cui si riporta come luogo di morte di Coppi il paese di Cortona anzichè quello di Tortona. Può capitare, ma non in un boxettino riassuntivo (foto sotto).



A Castellania (paese natale di Coppi in provincia di Alessandria), ieri, per le commemorazioni c'erano diversi inviati tra cui il nostro Maurizio Crosetti e Giorgio Viberti, inviato de La Stampa. Sia Crosetti che Viberti riportano nei loro pezzi alcune dichiarazioni di Alfredo Martini, compagno e rivale di Fausto Coppi. Tra le dichiarazioni riportate da Crosetti e Viberti ce n'è una che ci sembra simpatico riportare per capire come i due inviati abbiano interpretato a modo loro una delle risposte di Martini.

Scrive Crosetti:

Parla Alfredo Martini: «Al Tour del ’52 ero troppo imballato persino per passargli la borraccia, un giorno gliene porsi una quasi vuota, lui mi disse “c’è rimasto solo un cucchiaio d’acqua calda”, dopo dieci minuti mi affiancò e mi diede la sua, piena e fresca, dicendo “me la restituisci quando stai meglio”.

Scrive Viberti:

"Ecco Alfredo Martini: «Era il Tour del '52, un caldo torrido. Fausto mi chiese dell'acqua, gli passai la borraccia ma ne era rimasta poca ed era clada. Non disse nulla. Poco dopo fu lui a darmene una, freschissima: "Un giorno me la restituirai". Lui era così."

Un'ultima curiosità: Crosetti, Viberti e Tomaselli (inviato del Corriere della Sera) scrivono Castellania senza accento, mentre Marco Ansaldo, altro inviato de La Stampa, scrive Castellanìa con l'accento sulla i. Giusto per mettere i puntini sulle i. Anzi, gli accenti.

Ps: Wikipedia l'accento non lo mette.

Ps2 (che non è la Playstation 2): anche oggi AA senza refusi di rilievo. Visto che ci leggi, caro Angelo, ne approfittiamo per salutarti: se ci sei batti un colpo (o scrivi un messaggio).

domenica 3 gennaio 2010

Sondaggione: votate gli articoli PPR+ e PPR- di dicembre.

Ritorna l'abituale appuntamento con i due sondaggi che eleggeranno i due articoli PPR+ e PPR- del mese di dicembre.

Premessa.

La regola del nostro sondaggio prevede che siano candidabili solo i giornalisti di Repubblica, non i collaboratori esterni. Ma ogni regola deve contemplare l’eccezione, venendone anzi rafforzata. Così è stato a dicembre. Prima la denuncia di Pap Khouma dell’Italia quotidianamente razzista, acclamata da molti feticisti a voce talmente alta da travolgere ogni resistenza alla sua partecipazione al sondaggio. Poi, il racconto di Shulim Vogelmann dell’orrendo comportamento del personale di Trenitalia nei confronti di un diversamente abile, che ha catalizzato nel blog analoghe, passionali reazioni.
Abbiamo quindi deciso di candidare insieme i due contributi esterni sia perché sono accomunati dalla “denuncia dell'abuso di potere da parte di chi si trova a detenerne anche una sola, miserabile briciola.” (Caterina), sia perché non vogliamo, neanche incidentalmente, consentire una classificazione dei comportamenti incivili. Ogni offesa alla persona dovuta ad “ogni tipo di pregiudizio razziale, etnico, religioso, di genere, di età, di orientamento sessuale, o relativo a disabilità fisiche o psichiche” (cfr. Wikipedia, alla voce Politicamente corretto) è per noi della medesima assoluta gravità e va combattuta con la medesima forza.
Abbiamo altresì deciso che questa modifica non dovesse avvenire a danno di giornalisti interni, ecco perché i candidati al PPR+ sono diventati 6, in luogo dei canonici 5.

La redazione di PPR.

Ecco la selezione, in rigoroso ordine cronologico di apparizione, salvo i due contributi esterni.



Michele Serra, rubrica L’amaca dell’1 dicembre. In sede di commento al veto referendario della Svizzera alla costruzione di nuovi minareti, il Corsera cerchiobotteggia more solito: Battista contro il no, Messori a favore. Le “deliziose randellate di Serra” (aghost) mettono alla berlina la curiosa morale dello studioso cattolico che, evocando la storia europea, valuta benevolmente le guerre tra cristiani: “Cose gravi ma comunque tra cristiani che pregano lo stesso Dio e leggono la stessa Bibbia: una guerra, ma in famiglia». Chiosa un Serra formato Cuore: “Effettivamente, tra cristiani ci si è scannati per secoli con sistematico entusiasmo. Ma, spiega Messori, pregando lo stesso Dio. Vuoi mettere la differenza?”.

Gianni Mura, articolo del 14 dicembre “Dilettante e felice: Tommasi è tornato”. Esiste un calcio lontano dalle folle e follìe della serie A, dalle violenze e inciviltà degli ultras, dai calciatori milionari, dall’invadenza grossolana della televisione? Sì, c’è. Gianni Mura ce lo dimostra, come solo lui sa fare, dandoci il sapore di un racconto sportivo che Repubblica sembra, se non dimenticare, quantomeno trascurare. "Spettatori 54, contati di persona, più due cavalli (uno bianco, uno pezzato marrone) e cinque vacche, su un prato lì vicino.".

Ezio Mauro, editoriale del 16 dicembre “Il dovere di un giornale”, a commento degli attacchi a Repubblica da parte della servitù parlamentare del Cav., dopo l’aggressione da questi subìta. “Personalmente ho trovato l'editoriale di Ezio Mauro forse il migliore della sua carriera; il migliore che io ricordi al momento” (Caterina).
Magistrale l’incipit: “Servono due parole per rispondere all'onorevole Cicchitto, che scambiando l'aula di Montecitorio per un bivacco piduista si è permesso di accostare il nome di Repubblica a quello dell'aggressore di Berlusconi in piazza Duomo”. Non praevalebunt.

Giuseppe D’Avanzo
, articolo del 17 dicembre “L’assalto ai giornalisti”. Allineandosi al vile sfruttamento politico dell’onda emotiva generata dal fattaccio di Piazza Duomo, la servitù giornalistica del Cav. addita Marco Travaglio come nemico pubblico. D’Avanzo ne prende le difese, quasi a suggellare la pace tra i due, come osserva Jack Skellington, mostrando “onestà intellettuale (...), a maggior ragione dopo gli attriti che si erano manifestati.” (Frank57). Scolpiamo queste parole nella nostra memoria: “ [Travaglio] Non ha alle spalle un partito o un'organizzazione qualsiasi. Non è protetto da una scorta. Può contare soltanto sulla credibilità del suo lavoro, sul consenso che ne ricava tra chi lo legge e lo ascolta. Abbandonarlo così indifeso e solitario al conflitto che divide il Paese, è un'irresponsabilità tanto più grave perché matura da una tribuna che dovrebbe mostrare equilibrio e moderazione (...)”.

Curzio Maltese, articolo del 23 dicembre “L’apocalisse di Moratti”. A Milano nevica d’inverno. Lo sanno tutti, tranne la giunta Moratti. Curzio Maltese descrive con stile brillante il penoso comportamento dell’amministrazione meneghina in occasione della ampiamente preannunciata nevicata natalizia, che ha paralizzato la città. Da tempo non si leggeva un Maltese “così efficace nel raccontare, con ironia e apparente leggerezza, l'incapacità della politica a porsi al servizio dei cittadini.” (Barbapapà).

Pap Khouma, articolo del 12 dicembre “Io, nero italiano e la mia vita ad ostacoli”. Una straordinaria prova di come si possa testimoniare la propria rabbia e indignazione per il razzismo subìto ogni giorno, con una dignità sconosciuta agli orgogliosi italiani bianchi. “Ciò che indigna è 1) il razzismo degli italiani, e 2) la loro mancanza di ogni freno inibitorio nel dare espressione a questo razzismo attraverso una "miserabile inciviltà" (per citare Eco) espressiva.” (Caterina). Shulim Vogelmann, lettera del 30 dicembre “Quel ragazzo senza braccia sul treno dell’indifferenza”. Ancora un “racconto agghiacciante” (aghost) dell’inciviltà e della disumanità che si diffonde ovunque nell’Italia odierna. Ancora un lettore che sceglie Repubblica per manifestare lo sdegno per le umiliazioni che in questo Paese soffrono le persone “diverse” e per la generale indifferenza che accompagna in pubblico questi orribili episodi.



Angelo Aquaro, rubrica Le critiche degli altri del 5 dicembre su R2Cult “Poco Ironico. Così i francesi bocciano Dan Brown”. Ovvero, come occuparsi delle recensioni altrui e fraintenderne completamente il significato. “AA dice che la Maurus “impiega tre quarti della recensione ad applaudire ‘Il simbolo perduto’ e sferra l’attacco nel finale.Ciò è falso: è vero esattamente il contrario: un quarto a parlarne bene (189 parole); tre quarti a parlarne male (555 parole)” (Caterina). Come di frequente nella produzione aquariana, l’articolo è un infelice mix di superficialità, errori e supponenza.

Curzio Maltese, editoriale del 6 dicembre “La rivoluzione giovane e gli errori del Pd”. Portato alla nostra (distratta) attenzione dal blog di Francesco Costa, questo articolo ci mostra un Maltese sopra le righe, troppo enfatico nel racconto del No-B Day e troppo aggressivo nella critica all’ondivago PD. L’attenzione da sempre dimostrata verso i movimenti giovanili non giustifica in un giornalista della sua esperienza frasi del genere: “Quando sarà finita l'era Berlusconi, si parlerà ancora del 5 dicembre come di un giorno che ha cambiato la storia.”.

Paolo Rumiz, inchiesta del 10 dicembre “Caccia al punteruolo rosso”. Copertina più due paginate di “reportage” (sic) sul Punteruolo Rosso, insetto killer degli alberi. L’aria fritta di R2, “che va messa sempre all’indice perché rappresenta un elemento di grave vulnerabilità del giornale” (Barbapapà), intossica anche un giornalista del livello di Rumiz. Grazie al feticista-archivista Frank57 abbiamo inoltre scoperto che questo argomento aveva avuto medesime attenzioni dal giornale nel gennaio 2008. Che l’insetto sia invincibile?

Francesco Merlo
, articolo del 17 dicembre, “Tredicesime, quando nacque lo stipendio in più”, pubblicato sul Diario. Dopo il sorprendente secondo posto al PPR+ di novembre, Merlo ritorna agli antichi vizi di un giornalismo barocco di stile e vacuo di contenuti. Tra le varie perle, Caterina segnala metafore stucchevoli (la tredicesima "è una nevicata di democrazia sul natale dell'Italia povera") e retorica natalizia di bassa lega ("…la tredicesima sono i buoni propositi e le palle luminescenti, la tredicesima sono le luci, i vestiti nuovi, i regali che fanno sempre bene.”).

Enrico Franceschini, articolo del 17 dicembre “Vade retro disordine arriva l'agenzia che mette a posto uffici e matrimoni”. Una notizia da Brevissime, compiutamente sintetizzata dal titolo, riesce ad occupare insensatamente una pagina dell’esiziale R2. Franceschini allunga il
brodo con la svogliatezza e la fatica dello studente alle prese con un tema di cui nulla sa. Poco più di un colonnino di testo, circondato dalle consuete inutili foto, per parlarci del “nulla assoluto, R2-style” (Barbapapà). Possibile che l’orizzonte professionale di un corrispondente dal CV importante come Franceschini debba diventare una versione di lusso dell’inconsistente Masotti televisivo?

Si vota, come sempre, qui a destra sotto alla foto della gamba tatuata.
Possono votare tutti, una volta sola.

Buon voto!


Si ringrazia Barbapapà per la collaborazione ai testi del sondaggione.

Dalla Russia con stupore.



Ce lo aspettavamo, ma non così repentinamente: ieri infatti la "ferma" moscovita di Leonardo Coen è terminata. Il suo sostituto è
l'ex capo degli Esteri Nicola Lombardozzi che ieri si è presentato ai lettori sfoderando ben due pezzi.

Questa cosa dei due pezzi è curiosa perchè stride un po' con il recente impegno di Leonardo dalla capitale moscovita: a memoria d'uomo ricordiamo che non sia mai successo (salvo forse rarissime occasioni) che Coen firmasse due pezzi a pagina intera sullo stesso numero del giornale. Lombardozzi, invece, ha potuto farlo nel giorno d'esordio. Strano, vero?

Auguriamo in ogni caso buon lavoro al nuovo corrispondente da Mosca, confessandogli però che ci metteremo un po' ad abituarci a leggere il suo nome sopra a quello di Mosca.

A Leonardo facciamo un enorme in bocca al lupo, sperando di rivederlo protagonista di altri pezzi su Repubblica da, crediamo, Milano, la città che lo riaccoglierà a braccia aperte.

Buon AAnno.

Ieri su Repubblica c'erano ben quattro pezzi firmati da AA, una scorpacciata per noi feticisti di Repubblica. Il primo pezzo è il resoconto di routine sugli sviluppi del mancato attentato dei giorni scorsi a Detroit. Il secondo pezzo, in economia, parla della guerra dell'acciaio tra Washington e Pechino. Qui AA ci regala una finezza in chiusura: "Ora il governo cinese dice che la mossa Usa è «il velo di gelo sulla cima della neve». Espressione cinesissima e non proprio un augurio di Capodanno: significa che un disastro tira l' altro.". Grazie Angelo, questa proprio non la sapevamo (ma ci riserviamo di verificarla, vero Caterina?). Il terzo pezzo è la tanto attesa rubrica settimanale all'interno di R2Cult in cui però AA compie un paio di refusini veniali: scrive Crub anzichè scrivere Crumb e Jahve anzichè scrivere Jahvè. Ma questo ci può anche stare.
Nell'ultimo pezzo di giornata, nella sezione spettacoli, AA ci parla di YouTube come prossimo nemico della televisione.

Giudizio complessivo: buono. Per AA il 2010 inizia perciò nel migliore dei modi.

Che si sia davvero messo a leggere PPR e, quindi, a rileggersi con calma i pezzi prima di inviarli a Largo Fochetti?

Punto e a capo.



Annotiamo con profonda tristezza e infinito rammarico che Curzio Maltese è tornato ad impossessarsi della recensione cinematografica principale di R2Cult.

D'Agostini, insieme al fido Nepoti, è tornato scomodamente a rintanarsi nelle recensioni minime ai lati della pagina.

Babbo Natale in casa Valentini.

Nel simpatico articolo di ieri di Giovanni Valentini intitolato Se l'informazione è sempre più mobile, scopriamo che: "A Natale, moglie e figli mi hanno regalato un «iPhone», il super-telefonino della Apple, la ditta americana con il marchio della mela morsicata. Con una punta di enfasi tecnologica, il minore - laureato in Ingegneria delle telecomunicazioni - mi ha annunciato che quel piccolo apparecchio portatile mi avrebbe addirittura cambiato la vita. E nel giro di pochi giorni, così in effetti è stato: prima in peggio e poi decisamente in meglio, fino a quando non ho cominciato a prendere confidenza con tutte le sue innumerevoli funzioni."

Se non è materia di feticismo questa...

Update: un po' di spaesamento, ieri, nel leggere (due pagine dopo, by umberto eco in apertura del vituperato R2) che la tecnologia ha cancellato la curiosità dell'homo tecnologicus. mettetevi d'accordo!!!

Occam

Repubblica snobba la povera Michelle.



Dopo averle dedicato il minimo sindacale sul sito, anche sulla carta Repubblica ha deciso di non occuparsi più di tanto della povera giornalista canadese del Calgary Herald Michelle Lang.

Il Corriere, invece, ci ha bagnato nuovamente il naso ricordandola dignitosamente con una bella foto (sopra).