sabato 4 luglio 2009

L'iniziativa "Acquista una pagina di pubblicità su Repubblica" va fortissimo e apre un blog informativo.



Qualche giorno fa abbiamo segnalato la nascita di una interessante iniziativa che riguarda il nostro amato quotidiano. In sostanza l'idea, concepita da Geronimo Emili invita la gente a donare un euro per acquistare una pagina su La Repubblica in risposta al diktat del Cavaliere.

L'iniziativa di Emili, il cui gruppo su Facebook ha già raggiunto in pochi giorni quasi 2000 adesioni, da oggi ha anche un blog.

Nel momento in cui scriviamo, gli iscritti al gruppo su Facebook sono 1985, di cui 135 hanno già effettuato un versamento (tra cui PazzoPerRepubblica) per un totale momentaneo di 1300 euro.

Chi volesse fare il suo versamento di minimo un euro per sostenere questa iniziativa può farlo attraverso il circuito PayPal a questo link.

Ps: per la cronaca una pagina sul nostro beneamato giornale costa circa 10.000 euro.

Cappellate evergreen.



Su Flickr abbiamo scovato questa foto di Tano Giuffrida che riporta una storica cappellata di Repubblica del 26 agosto del 2007. Ogni commento è superluo.

Il testo della pubblicità a sinistra recita:

"L'arte del fuoco. Il relax di fronte ad un caminetto, un barbecue con gli amici, diventano momenti importanti se ad accenderli c’è il calore giusto. Con la sicurezza e la funzionalità dei prodotti Fochista il fuoco diventa un’arte capace di scaldare anche la vita.
FOCHISTA, LA LINEA DEI PRODOTTI PER IL FUOCO PIÙ COMPLETA, PIÙ SICURA E PIÙ VENDUTA IN ITALIA".

Scalfari e i refusi.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

"Ciao Pazzo Per Repubblica, qualche giorno fa ascoltavo in podcast una lectio magistralis di Eugenio Scalfari sul giornalismo in cui raccontava che si arrabbia moltissimo quando trova degli errori sul suo quotidiano. Evidentemente è un po' che non lo legge più. Ciao da Carmen".

Carmen, secondo noi Scalfari non legge neanche il nostro blog...

venerdì 3 luglio 2009

Il venerdì di solito è di magro, ma le vaccate si trovano lo stesso.



Scrivere due vaccate in una sola frase (e per di più in una didascalia) non è facile. Ci è riuscito il redattore del Venerdì di Repubblica che sotto una foto di Petra ha scritto che il sito archeologico è stato set di “Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta”. Primo, il film si chiamava “I predatori dell’arca perduta”, secondo, a Petra è stato però girato un altro film, “Indiana Jones e il sacro graal”.

Fabio P.

Il Corriere della Sera rischia lo stato di crisi.



Il Corriere della Sera rischia lo “stato di crisi”. La crisi che sta colpendo l’editoria italiana ha raggiunto anche il primo giornale italiano per diffusione. Sulla divisione Quotidiani di Rcs Mediagroup, infatti, aleggia la possibilità che l’azienda ricorra a questa procedura per avviare i prepensionamenti.

Si sarebbe parlato proprio di questo argomento negli incontri fiume, terminati solo a notte fonda, tenutisi negli ultimi due giorni tra i top manager del gruppo editoriale e le rappresentanze sindacali.

Ancora molto distanti le posizioni tra le parti. La dirigenza sarebbe pronta a ridurre da 88 a 70 il numero dei prepensionamenti al Corriere della Sera, mentre il comitato di redazione del quotidiano chiede che le uscite siano limitate a 50.

Secondo i sindacati, infatti, l’andamento della “Quotidiani” è nettamente migliore rispetto a quello di altre divisioni del gruppo. Tanto che, secondo i dati diffusi dai manager durante precedenti incontri, l’anno scorso ha prodotto un utile di 51 milioni, la metà dei profitti ottenuti nel 2007, ma pur sempre un risultato di tutto rispetto nell’ambito della crisi generalizzata del settore editoriale in Italia.

I vertici aziendali, però, starebbero già preparando i documenti necessari per la richiesta dei prepensionamenti, che potrebbe essere presentata al ministero intorno a fine luglio.

Nel frattempo Rcs sta lavorando al contenimento dei costi anche sul fronte dei collaboratori. Per questo tutti i contratti di collaborazione saranno disdetti per poi essere, in alcuni casi, rinnovati a cifre inferiori rispetto ai compensi attuali.

Fonte: www.giornalismoblog.it

Foto: Clairegren

giovedì 2 luglio 2009

Statistiche.

Abbiamo trovato queste curiose statistiche sul blog di Gery Palazzotto:

Pagine dedicate ieri da la Repubblica al disastro di Viareggio: 11

Da E Polis: 4

Dal Giornale di Sicilia: 2,5

Prezzo in euro di una copia de la Repubblica: 1

Di E Polis: 0

Del Giornale di Sicilia: 1,10

Direttori del Corriere della Sera dal 1984 a oggi: 7

De la Repubblica: 2

Del Giornale di Sicilia: 1

Prenotazioni per l’abbonamento al Il Fatto, il nuovo giornale di Padellaro e Travaglio: 40.000

Copie vendute ogni giorno in media da Il Foglio: 20.000

Da Dolomiten: 50.000

Da Libero: 119.000

Firme finora raccolte da la Repubblica contro il provvedimento governativo ammazza-intercettazioni: 280.000

Deputati favorevoli al provvedimento (in sede di approvazione alla Camera): 318

Deputati contrari: 224

Data dell’ultimo comunicato stampa inserito nel sito di Diego Cammarata: 16-5-2007

In quello di Leoluca Orlando: 23-6-2009

Quante volte l’ex senatore di An, Nino Strano, ha ripetuto la parola“cesso” a Palazzo Madama per apostrofare il collega dell’Udeur Nuccio Cusumano: 6

Quante volte ha ripetuto la parola “checca squallida”: 6

Quante volte ha ripetuto la parola “merda”: 4

Quante volte ha ripetuto altre parole di offesa di simile tenore: 9

Durata complessiva dell’attacco di Strano a Cusumano (in secondi): 70

Probabilità che ai siciliani venga evitato di trovarsi Strano come assessore regionale (alla Cultura): 0

Fonti: la Repubblica, E Polis, Giornale di Sicilia, l’AnteFatto, Ads (dati di vendita dei giornali riferiti al 2008), Wikipedia, Camera dei deputati, Diegocammarata.it, Leolucaorlando.it, YouTube, Striscia la Notizia.

mercoledì 1 luglio 2009

Gli otto inviati all'inferno di Viareggio: con Jenner Meletti nella parte di Dante Alighieri.



Per la strage annunciata di Viareggio, Repubblica ha sfornato la solita pletora di inviati capitanata dall'adriatico Jenner Meletti a cui è affidato il pezzo forte d'apertura delle pagine dedicate alla tragedia. Jenner dopo essere stato uno dei protagonisti da L'Aquila per il terremoto, strappa la scena anche a Viareggio ai danni soprattutto di Fabrizio Ravelli che una volta era il re incontrastato di questi reportage. Comunque c'è anche Fabrizio a Viareggio, una sorta di Virgilio che ci racconta le lacrime e la rabbia dei viareggini che hanno perso amici e parenti (Tutto brucia: alberi, case, persone, auto. Urlano i morenti. Gente salta dalla finestra. La catastrofe è di tutti, vittime e soccorritori, bambini e vecchi, madri e figli).
La lista, oltre a Meletti e Ravelli, è completata dalla romana Maria Novella De Luca, dai toscani Maurizio Bologni, Michele Bocci, Simona Poli e Laura Montanari più Franca Selvatici inviata a Lucca dove è stata aperta l'inchiesta. Gloria anche per Roberto Incerti che intervista la viareggina Stefania Sandrelli.

I commenti e gli articoli tecnici sono stati affidati a Maurizio Ricci a Ettore Livini e a Lucio Cillis che ha intervistato l'Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti.

40.000 tifosi al Bernabeu per salutare l'inviato Enrico Currò.



Un po' lo invidiamo Enrico Currò, che è scappato a Madrid per raccontarci la notte di Kakà al Santiago Bernabeu.

Udite! Udite!



Il blog di Vittorio Zucconi è tornato.

(da un assist di Jacopo N.)

Dall'Espresso al Times, dal Times a Repubblica: ecco come funziona il giro del fumo.

Abbiamo trovato un interessante articolo di Fausto Carioti. Ecco l'incipit:

È una storia istruttiva. Anche divertente, se uno non si chiama Silvio Berlusconi. Istruttiva perché illustra bene a che livello sia giunto certo giornalismo inglese anche in quella che dovrebbe essere la sua istituzione più prestigiosa, il quotidiano londinese “The Times”, di proprietà di Rupert Murdoch. Divertente perché spiega come, persino nell’epoca di Internet, la stessa notizia riesca ad andare da largo Fochetti, sede dell’Espresso, a largo Fochetti, nell’adiacente sede di Repubblica, passando per Londra, ma rimanendo sempre incredibilmente nuova e miracolosamente vergine.

Potete leggere il resto qui.

martedì 30 giugno 2009

La costante discrepanza sui numeri: un vizio del giornalismo italiano.



A proposito della ridda di annunci sul numero delle vittime di Viareggio segnalata nei post precedenti, riceviamo (e volentieri pubblichiamo), questo discreto commento di un lettore anonimo:

"La discrepanza sui numeri in casi come questo è una costante nel giornalismo italiano.
Io monitorizzo quotidianamente Repubblica, La Stampa, Il Corriere e Il Messaggero. Mai una volta che diano le stesse cifre.
E' successo oggi, in passato per i terremoti, per incidenti stradali o aerei, e penso continuerà a succedere.
Eppure i numeri dovrebbero essere "neutri", non soggetti a interpretazioni giornalistiche o politiche o economiche che siano.
Credo che il problema siano "le fonti". Pur di dare il pezzo prima, forse si raccoglie quello che c'è al momento, senza verifiche. Per cui magari il commento del vicino di casa passa subito, casomai smentito qualche ora dopo dalla Polizia o dai Viglili del Fuoco.
Intanto, segnalo che tutti i giornali parlano di "carri esplosi" mentre sembra, anche dalle foto, che in realtà il gas, fuoriuscito dalle cisterne, si è incendiato FUORI dalle stesse. Le quali sembrano essere, se pur bruciate, integre."

Viareggio: repubblica.it fa marcia indietro.



Sul numero dei morti per l'esplosione alla stazione di Viareggio alla fine avevano ragione quelli di Corriere.it. E a Repubblica.it hanno dovuto correggere il tiro.

Su queste cose non si scherza. Se non si è più che sicuri, non si dovrebbe mai lievitare i numeri. Specie se si tratta di morti.

Da oggi l'Unità è un po' meno unita.

Il giornale diretto dalla dolce Concita perde la consueta rubrica di Marco Travaglio che si trasferisce su Il Fatto (da settembre).

Misteri del giornalismo.



Alle ore 13.45 i siti dei due principali quotidiani italiani davano letteralmente i numeri sulle vittime della tragedia di Viareggio. La differenza di due morti ci sembra notevole, considerato il numero non elevatissimo di vittime. Che sono comunque tante e non vorremmo scherzarci su troppo.

Pace all'anima loro. Dei morti.

Update: alle 14.45 il sito del Corriere scende addirittuta a 13 morti (foto sotto) mentre a Repubblica.it le vittime rimangono 17. Il mistero si infittisce.

Mario Calabresi: un direttore a fumetti.



Sull'ultimo numero di Topolino, il neo direttore de La Stampa Mario Calabresi è diventato un simpatico pennuto intervistato da due giovani redattrici del Papersera.

Buffo.

lunedì 29 giugno 2009

Lo strano caso del ministro Tremonti e dello Yomo che sui giornali scade e diventa yogurt.



Due sere fa nella trasmissione di Lucia Annunziata "In mezz'ora", è stato ospite il ministro Tremonti che ad un certo punto (come conferma il filmato qui sopra) parlando del possibile governo tecnico di Draghi, lo paragona ad uno Yomo, nel senso che, secondo lui, durerebbe poco. Tutti gli italiani adulti sanno cos'è uno Yomo. Oggi però notiamo con curiosità che i tre principali giornali (nella foto sotto Stampa, Corriere e Repubblica), nel riportare l'intervista di Tremonti parlano semplicemente di yogurt, senza parlare di Yomo.



Come vi spiegate questa omissione? Pubblicità occulta non gradita? Paura che la gente non sappia cos'è uno Yomo? Timore che la Yomo faccia querela perchè con le parole del ministro si sottende che i loro prodotti durano poco? O forse ancora perchè lo Yomo ricorda Beppe Grillo che proprio di quel marchio è stato testimonial (vedi filmato qui sotto) in un bellissimo spot del 1988?



Secondo noi di PPR questa è una scivolata bella e buona condita da un filo di snobberia.