martedì 28 aprile 2020

Coronavirus Story - Cronistoria del COVID19 sulle pagine di Repubblica (parte terza).

La prima parte la trovate qui.

La seconda qui.

----

Repubblica del 27 gennaio 2020

In prima non si parla del virus (ma c'era la sconfitta di Salvini in Emilia-Romagna e la morte di Kobe Bryant).

Pagina 16: due articoli di Filippo Santelli sulla Cina che si blinda e sulla messa al bando dei cibi selvaggi.



Pagina 17: articolo di Michele Bocci su come il ministero della salute italiano risponde all'allarme. 


Con la consueta infografica (che abbiamo imparato a conoscere) con il numero dei contagi nel mondo. 

In Europa 5 casi.




Repubblica del 28 gennaio 2020


Francesco Merlo dedica la sua carezza al Covid19 (ancora non si chiamava così) e segnala il sospetto che il virus sia scappato da un laboratorio militare. Profetico? 


L'inserto Salute (esisteva ancora) è dedicato al virus.



Repubblica del 30 gennaio 2020

Il virus permane in prima pagina ma non siamo ancora al TITOLONE "a nove colonne". 

Ricordatevi però di questo titolo, perché poi a chiudere toccherà a noi. 

Altan è in fotonotizia. 

Ci aspettano settimane pesanti...



La vignetta di Altan in prima pagina.


lunedì 27 aprile 2020

Riassunto del terzo giorno della gestione Molinari.

Un grazie di cuore alla REDAZIONE di Repubblica che in questi giorni terribili e angoscianti di sofferenza è riuscita a chiudere il giornale con entusiasmo e passione. 

Visto si stampi. 27 aprile 2020. 

(rumore di rotative accese) 


----

La terza prima di Molinari. 

Sempre più simile alla Stampa: meno aggressiva e più pulita rispetto all'ultimo periodo di Verdelli. 

Titolo sempre più piccolo. 

L'EMerito Mauro al posto che gli spetta. 

Claudio Tito rispolverato. 

Bene il richiamo a Rumiz. 

Calcio in fogliettone.


----

Coronavirus, in leggero e costante calo le paginate: oggi sono 15. 

Ieri erano 16 e l'altroieri 17 (record 21). 

ARRIVA LA CONFERMA DELL'UCCISIONE DEFINITIVA DEI TITOLONI arancioni. 

RIP.

----

Colpisce il titolo di oggi in prima sui vescovi. 

Potrebbe benissimo essere quello di Avvenire.


----

Appunti a caldo del terzo numero di Molinari. 

Conferma dell'uccisione definitiva dei TITOLONI arancioni.

Rispolvero di firme dimenticate e arrivi dalla Stampa. 

Titoli sempre meno urlati. 

Confermate le rubriche di Enzo Bianchi e Giorgio Dell'Arti.

Confermate tutte le altre rubriche. 

La Stampizzazione di Repubblica è avvenuta in 3 giorni.

----

La pandemia aiuta gli autocrati. 

Il primo editoriale dell'EMerito Ezio Mauro nella gestione Molinari. 

Un altro capolavoro diplomatico.


----

Colpiscono le tre firme femminili nella spalla destra in prima pagina: Linda L. Sabbadini (direttrice dell'Istat, firma in arrivo dalla Stampa), Nadia Urbinati e Chiara Saraceno (sui diritti della ripartenza).

Del resto La Stampa era un giornale molto ricco di firme femminili.


----

Dopo Ceccarelli e Garimberti (ieri), oggi ad uscire dalla naftalina è il politologo Claudio Tito. 

Da quanto non lo si vedeva in prima?


----

Critichiamo ciò che amiamo. 

Nella fotonotizia in prima pagina si parla di Coronavirus nelle banlieu parigine (ci torneremo meglio più tardi). 

Ma non puoi parlare di banlieu e dimenticarti di Milano e di Torino le prime due città italiane per numero di morti e contagiati...


----

Feticismi in prima pagina. 

Il romanista Molinari piazza l'intervista al presidente della Lazio nel fogliettone. 

Riportando così il calcio in prima dopo lunga assenza.


----

Nel dorso milanese la mano di Carlo Verdelli è ancora molto evidente. 

E lotta insieme a noi.


----

Feticismi Grafici. 

A pagina 3 nuovi evidenti segni della mano di Molinari sulla grafica. 

Boxettini con la data scavata nel testo.



----

Feticismi Grafici. 

Resiste la testatina delle pagine sul Coronavirus introdotta da Verdelli. 

Quanto durerà? Ce la farà la simpatica iconcina del Covid19 a sopravvivere?


----

Feticismi Grafici. 

Il tradizionale Punto sul Coronavirus di pagina 2 non riporta più l'elenco dei fatti principali ma il numero di positivi/decessi per regione.



----

Quello di pagina 2 è l'unico TITOLONE superstite (ma in nero e non in arancione) della gestione Verdelli. 

Lotta dura senza paura.



----

Con l'arrivo dei sabaudi, il Pio Albergo Trivulzio (e Milano in generale) è (sono) miseramente retrocesso (i) a pagina 23. 

Proprio a fianco delle ridotte Tracce crosettiane, che oggi hanno 2 gemelle. 
Quindi sono 2 Tracce ma valgono per 3...



----

Cose tristi. 

Con la puntata di oggi si conclude il bellissimo Diar(i)o dalla quarantena di Paolo Rumiz. 

Domanda: ma il lockdown non termina il 4 maggio? 

E qui partono i Cattivi Pensieri...


----

A pagina 17 c'è un bel reportage di Tahar Ben Jelloun sui dimenticati del virus nelle banlieue parigine. 

TBJ è una firma che ritorna dopo molto tempo. Era alla Stampa con Molinari e ora torna con lui a Rep. 

Ecco i primi movimenti di mercato.


----

Dopo molti giorni, lo Sport torna ad essere su tre pagine. 

È vero, è lunedì. Ma è un altro piccolo segnale della nuova gestione Molinari.

----

Riceviamo e pubblichiamo: 

La grafica in generale è quella di un giornale austero molto europeo. Tocchi felici di azzurro in alcune note.Titoli e temi molto intonati alle pagine monografiche tipo Covid 19. La mano discreta ha già segnato il giornale: bellissimo e armonioso. 

WAB

domenica 26 aprile 2020

Verdelli licenziato: la rassegna stampa social con lo sfogo e le idee dei lettori (parte seconda).

La prima parte la trovate qui.

----

Al momento in cui scriviamo, sono 32* i lettori che hanno dichiarato che non acquisteranno più Repubblica.

Un campione minuscolo (noi contiamo quasi zero) ma che dimostra a che punto è la stima della gente verso la nuova proprietà e il nuovo direttore.

*dato in costante aggiornamento


----

Aria pesante e tutti in attesa. Domani MM firmerà Repubblica e Giannini firmerà La Stampa. E chissà se il Fundador scriverà domenica. Intanto Concita De Gregorio ha letto alla radio l'ultimo capoverso del congedo di CV, invitando a leggerlo integralmente sul sito. 

Tempi bui.

FS

----

Nel giorno di un 25 Aprile “confinato” ma non per questo meno emblematico, anzi, ancor di più significativo, propongo di rifondare il giornale la Repubblica. La Nuova Repubblica coi vecchi giornalisti che la fecero grande. E con giovani colleghi che ne potranno perpetuare il progetto.

Leonardo Coen, ex giornalista di Repubblica (su Facebook)


In solidarietà con Verdelli, spero in un futuro migliore per Repubblica. Oggi torno a comprarla dopo alcuni mesi, sperando di trovare un giornale di notizie, approfondimenti e fatti. In anni di urlatori, troll e strilloni da circo il giornalismo deve rincorrere la verità, i fatti e le analisi, non colludere con il caos e limitarsi ad "alzare la voce". Un augurio al giornale.

Fulvio Aquino

----

Ciao Direttore è stato un onore lavorare con te. 

Grazie.

Federica Angeli - Repubblica

----

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: 

Ciao Pazzo, 

c'era una volta un giornale unico, appunto "la Repubblica", la Repubblica di Scalfari, dei suoi eccezionali giornalisti e collaboratori. Dal 1979 fino al 1997 la leggevo ogni giorno, anche quando mi trovavo all'estero. Mauro non era Scalfari, ma la Repubblica è rimasta (quasi) la stessa. Ho continuato a leggerla, con minore assiduità. Con Calabresi la lettura è stata molto diradata: ero stufo della linea "rosa", di una sinistra sentimentalista, dei vati Serra e Saviano, degli innumerevoli inserti, insertini e allegati. 

Con Verdelli, avevo iniziato a sperare, aveva cercato di ridare linfa a un giornale invecchiato. Ora, con i nuovi padroni, la famosa famiglia di Torino (con sede in Olanda), la brutale defenestrazione di Verdelli o che la Repubblica non sarà più la stessa e io non avrò più nessuna motivazione per comprarla e leggerla. 

Spero tanto che si concretizzi la voce che De Benedetti, Feltrinelli e Lerner vogliono fare una nuova Repubblica sulle ceneri della cara defunta, con direttore proprio Verdelli. 

GF

----

È finita. Non ci sono altre parole.

La Repubblica che abbiamo amato è finita.

Profilo Francese

----

Forse esagero, ma le premesse della nuova Repubblica mi sembrano desolanti.

Sarà contento mio padre, a cui ho regalato l'abbonamento a Repubblica per non farlo uscire a comprare il giornale... dice sempre che è troppo schierato.

MN

----

Il gruppo GEDI è diventato un'altra cosa. Ma la salvezza non è un giornale di CDB con dentro Gad Lerner e la De Gregorio. A quel punto La Stampa di Giannini tutta la vita.

Leggo sul Fatto Quotidiano che Molinari è trumpiano, filo-israeliano e poco europeista.

Penso che mi risparmierò il rinnovo dell'abbonamento.

Alessandro Manica

----

“Partigiani si nasce e non si smette di esserlo”

Il bel congedo (signorile e dignitoso, va detto) di Carlo Verdelli.

E oggi Repubblica sciopera. Colazione amara, futuro incerto.

Caro Pazzo,  mi sa che dovrai cambiare nick in PreoccupatiPerRepubblica; le iniziali sono le stesse...

Alessandro Loppi

----

Voci fuori dal coro:

Io invece adesso ritornerò a leggere Repubblica. Perché assomiglierà di più a Le Monde e meno al Fatto Quotidiano.

Angelo Pugliese

----

Certo il fil rouge di Lotta Continua è persistente e variegato all interno della storia di Repubblica.
Ma ora cambia tutto: vedremo.

Gianni Favino

----

Mi pare che Verdelli con il suo editoriale di commiato sia stato chiaro: con le sue parole e, soprattutto, con i suoi silenzi. Parole pregne di dignità e professionalità, ma silenzio su chi ha preso la decisione. Che, evidentemente non è stato lui.

Per il nuovo direttore Molinari, non è un buon inizio. I giornalisti di Repubblica hanno accolto la sua nomina a direttore con uno sciopero.

Sembra proprio che la cacciata di Verdelli non sia stata apprezzata. Oggi il giornale non esce.
Giusto così.

Franco Maria Fontana

----

Arrivata a Milano, avevo l’ambizione di aver avuto un’idea buona per un giornale nuovo. 

Mandai il progetto a Carlo Verdelli che dirigeva la Gazzetta e non avevo mai incontrato. 

Rispose alla mail, con una risposta vera, sincera, da grande direttore, che conservo.

Marianna Aprile - Oggi

----

Repubblica, già facevo fatica a leggerti prima, ma da ora in poi...

Furcina

----

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Ciao Pazzo, 

Verdelli è un bravo giornalista, un galantuomo, una persona perbene. Detto questo aggiungo che la sua Repubblica non mi ha mai entusiasmato e i suoi titoli urlati e l’enfasi di certe sue campagne, ancora meno. La sua sostituzione al vertice di Repubblica rientra in una legittima scelta del nuovo azionista di riferimento, che avrà le sue ragioni economiche e ideali per perseguire nuovi orizzonti. Come sarà la Repubblica di Molinari? Diversa da tutte quelle precedenti? Migliore o peggiore? Lo scopriremo giorno dopo giorno. Io sono laicamente aperto al confronto e dissento dagli scioperi di accoglienza e dalle sfuriate di qualche prima firma che minaccia di non scrivere più. Si accomodino. Ce ne faremo una ragione. 

WAB

----

Molinari atlantista forse ma poco europeista assolutamente no. L'errore di GEDI è stato cacciare Calabresi per riposizionare il giornale su posizioni antirenziane a prescindere! Comunque buon lavoro al neo direttore Molinari!

Brutus

----

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: 

Caro Pazzo, 

avevo 22 anni nel 1976, e prima ancora leggevo l'Espresso da almeno 5 anni. Con oggi per me si chiude un'era. A 66 anni non so cosa potrò leggere. Credo che le migliori firme lasceranno il giornale. E comunque la figuraccia più grossa l'ha fatta Giannini: a lui toccava la prima linea nella resistenza a questa normalizzazione. 

Finisce qui ed è come se avessi perso parte della mia storia personale. Pfui...

Nicola Purgato

----

L'estremismo sionista di Molinari farà perdere altri lettori.

Feld

----

Caro Pazzo, 

ho 27 anni ed i miei maestri d'infanzia, i miei banchi di scuola sono stati Giuseppe D'avanzo, Gianni Mura, Natalia Aspesi. Il mio quaderno la Repubblica delle "10 domande". 

Non è tempo di polemiche, ma solo tempo di amaro smarrimento.

Lucio Barbati

----

Con Molinari la vedo dura, specie sul medio oriente mamma mia. I lettori de La Stampa idem al rovescio, Giannini troppo a sinistra.

Simona

----

“LA REPUBBLICA TRADITA”: s’intitolava così un mio pamphlet pubblicato nel 2016 da
Paper First. Dopo aver lavorato 40 anni in quel giornale e in quel Gruppo, fui considerato io un traditore. Ma oggi che la Fiat diventa definitivamente il padrone forse si capirà che non sbagliavo.

Giovanni Valentini - ex vicedirettore di Repubblica



----

Ma per solidarietà con la redazione, oggi non dovrebbero scioperare anche i vari redattori, collaboratori e corrispondenti che invece continuano imperterriti a tuittare cose?

Chiedo per un amico.

Nostro tweet

----

Non son capace di prendere questa decisione, compro Repubblica dal 1976, ma la voglia di finirla qui sarebbe molta.

Carlo Mamprin

----

La sensazione che qualcosa si sia chiuso ieri mi pervade dalla notizia delle dimissioni di Verdelli. Che, detto tra noi, non mi faceva impazzire per titoli troppo ‘urlati’ per i miei gusti. Rappresentava però una continuità.

Continuità di idee, di modo di essere, di rappresentatività che temo seriamente con l’arrivo di Molinari si sia interrotta. Per chi lo legge come me da quasi 30 è un lutto. Sono curioso di sapere cosa faranno le grandi firme... se ci sarà una diaspora o resteranno.

Paolo

----

La compravo solo il sabato per Robinso, ho smesso del tutto all'inizio dell'epidemia perché, mio punto di vista, il giornale si è sdraiato sulle decisioni del governo. 

Mai un rigo sulla sospensione, incostituzionale, della nostra libertà personale.

Manola

----

La compravo dal primo numero, tutti giorni. Poi è cambiato il direttore, la linea editoriale, son cambiata io, ho cominciato a prenderla solo al venerdì. E dall'inizio della pandemia manco più quello.

Cinzia De Giovannini

----

Io domani lo comprerò per vedere chi resta e cosa ha da dire. Dubito però che la attuale proprietà sia in linea con la storia del quotidiano. Le prime mosse sono tutte sbagliate.

Libero Petrucci

----

Ma Giannini a Rep invece della Stampa? Era complicato?

Su “io non acquisterò mai più” sembra di sentire i tifosi quando vendono il beniamino della squadra...poi di solito si torna a tifare.

Gianluca

----

Io andrò avanti a leggere Repubblica, almeno una possibilità bisogna dargliela, comunque le firme della redazione son rimaste e penso che per alcune di esse ne valga ancora la pena.

Però un bel po' di amarezza per le decisioni di ieri c'è...

Winston Wolf

----

Non ho mai amato i cambi di direttore, soprattutto se chi lascia ha fatto un'ottimo lavoro. 

Ma un quotidiano va avanti se ha una storia. 

Ed è difficile cambiare la storia. 

(P.S. Se Verdelli non fosse stato minacciato ci sarebbe stata tutta questa "insurrezione"?)

Gianluigi

----

Complimenti a Repubblica, che silura Verdelli il 23 aprile 2020, giorno indicato come data di morte nelle minacce rivolte contro di lui, invece di fare quadrato a sua difesa. 

La tempistica dello squallore nel momento in cui l'informazione deve essere libera e garantita.

Leo Teacher

----

Tipico dei lettori di repubblica gridare ai quattro venti il loro indigno (prendono esempio dalle migliori firme del giornale). A me ricordano il popolo dei fax di Curzi. 

F.to ex lettore assiduo

----

Ma non è che qualcuno ha una mail di CDB per chiedergli cortesemente se con i suoi ultimi spicci, invece di lasciarli ai figli degeneri, rifonda un giornale? A volte basta chiedere.

P.

----

Io non acquisto più Repubblica da molto, non ricomincerò ora.

Carlo Robbiano

----

Non so più se acquisterò il quotidiano dopo oltre trent'anni.

Michele La Vecchia

----

Domani leggerò attentamente l'editoriale di Molinari. Poi valuterò. Anche se vedremo la vera linea editoriale nei grandi temi. Onestamente non saprei cosa leggere se non Repubblica.

Roberto Pietra

----

Continuerò a comprare e leggere Repubblica, come facevo per l'attuale nonostante lo "stampo" alla fatto quotidiano e i titoli strillati. 

Personalmente non credo che il giornale si sposterà tanto a destra, penso invece andrà in una dimensione centrista.

Peter Parker

----

Dopo aver riflettuto molto sulle vicende accadute attorno a Repubblica in questi giorni, sono arrivato a queste conclusioni: 1) la famiglia Agnelli ha voluto dare un segnale forte sostituendo proprio in questi giorni e con questa modalità Carlo Verdelli 2) colui che nei giorni scorsi si è distinto per i suoi tweets minacciosi nei confronti dell'ex direttore di Repubblica potrebbe essere un whistleblower vicino agli ambienti della nuova proprietà.

Guido Boscolo

----

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: 

Non credo che la ragione del licenziamento risieda nel legame con gli ex LC, con Elkann al timone si trattava di una scelta scontata - della quale in parecchi nell'ambiente erano già a conoscenza - e senza dubbio maturata con una tempistica poco felice.

Dispiace dirlo ma è da un pezzo che Repubblica (senza articolo, grazie) ha smesso di essere sé stessa.
Onestamente, certa retorica che accompagna alcuni messaggi nel commiato al giornale di una vita suona - con rispetto parlando - abbastanza grottesca.

Un giornale poteva rappresentare una bandiera ed un punto di riferimento nel 1980, nel 1990, forse nel 2000, non certo in epoca contemporanea.

Quanto al futuro: il trend è quello che conoscete e nessuno potrà arrestarlo.

Tutti i quotidiani sono in calo continuo e costante: i ventenni, ma anche i trentenni e gran parte dei quarantenni del giornale in edicola se ne strafregano.

Anche molte persone di mezza età hanno smesso di acquistare il loro quotidiano.

Magari qualcuno se li scarica da Telegram o Whatsapp, dove ogni giorno dal primo mattino circolano tutti i giornali, i periodici e centinaia di inserti/collaterali comodamente consultabili tramite smartphone.

Ma si tratta di persone che non andrebbero in ogni caso in edicola.

Ergo? Repubblica, come la concorrenza, continuerà a perdere copie e lettori, a ridurre la tiratura, e poi vedremo.

Verdelli ha fatto il massimo in una situazione impossibile, gli stessi titoloni 'strillati' - che non condivido - non sono altro che uno strumento per recuperare disperatamente il lettore occasionale che magari una tantum il salto in edicola lo fa.

Ma si tratta di una missione impossibile in partenza, inutile raccontarsi palle.

Gatecrasher
 
----



Riassunto del secondo giorno della gestione Molinari.

Prima di analizzare il secondo giorno di direzione di Maurizio Molinari, torniamo un attimo sul numero di ieri.

C'è una cosa che ci è piaciuta moltissimo nell'editoriale d'esordio di Molinari: il fatto che abbia scritto Repubblica senza l'articolo. 

Chapeau.


----

Un grazie di cuore alla REDAZIONE di Repubblica che in questi giorni terribili e angoscianti di sofferenza è riuscita a chiudere il giornale con entusiasmo e passione. 

Visto si stampi. 26 aprile 2020. 

(rumore di rotative accese) 

#noistiamoconverdelli

----

La seconda prima di MM. 

Via definitivamente occhiellone e TITOLONE. Prepensionamento dell'arancione.

Scalfari al solito posto.

Molinari firma anche oggi (in collaborazione) e a fianco del Fundador! Questo rivela un ego smisurato!

Ceccarelli e Garimberti tolti dalla naftalina.


----

Coronavirus, stabili le paginate: oggi sono 16. Ieri erano 17 e l'altroieri 16 (record 21). 

UCCISI DEFINITIVAMENTE I TITOLONI arancioni. 

RIP.

----

Appunti a caldo del secondo numero di Molinari. 

Uccisi definitivamente i TITOLONI arancioni. 

Uso dell'arancione ai minimi storici. 

Rispolvero di firme illustri finite nel dimenticatoio. 

Titoli sempre meno urlati. 

Tracce di Crosetti ridotte. 

Confermate tutte le rubriche.

----

Il secondo giorno di MM a Repubblica è segnato dallo scoop dell'intervista a Conte, firmata a quattro mani con il capo del politico Stefano Cappellini. 

La doppia firma è un segnale importantissimo di coesione. 

E in questo caso anche di compattezza coi vecchi capi.



----

Io sono il Fondatore, e voi non siete un cazzo. (semi Cit.) 

O meglio: Io sono il Fondatore, poi fate un po’ quel cazzo che volete. 

Ecco la sintesi dell'Omelia domenicale del Fundadór. 

La prima della gestione Molinari.



----

E in chiusura di omelia, il Fundadór fa gli auguri a Verdelli e a Molinari.


 ----

Il politologo di Largo Fochetti Filippo Ceccarelli torna in prima pagina dopo lunghissima assenza. 

Un evento su cui discuteremo a lungo...


----

Anche il Garimba (al secolo Paolo Garimberti presidente del museo della Juventus) torna in prima dopo secoli. 

E anche qui ci sarebbe da parlarne a lungo...


----

E intanto, sulla Stampa, il nuovo direttore Massimo Giannini, intervista il ministro Gualtieri. 

1-1 palla al centro.

E Giannini ci ha pure rituittato la cosa.



----

A pagina 4 i primi evidenti segni della mano di Molinari sulla grafica.

Sommarione centrale con i boxettini a fianco.


----

Più Piemonte meno Lombardia. Guarda un po' che caso... 

#LaRepubblicaSabauda 

(Pagina 11)


----

A pagina 17 altri evidenti segni della mano di Molinari sulla grafica. 

Lo StabiloBoss color cipria. O color pancera della nonna, se preferite.


----

Lo zio Nicola non potrà vedere l'evoluzione del giornale del nipote John. 

(osservatorio Coccodrilli) 

Quello di Nicola Caracciolo affidato alle mani esperte di Sergio Rizzo. 

RIP.


----

Feticismi Fotografici. 

Il Fundadór citato e immortalato nel coccodrillo di Nicola Caracciolo, fratello di Carlo, co-fondatore di Repubblica.


----

In apertura di Cultura un pezzo del pechinese Filippo Santelli (che adesso è a Roma) sulla biblioteca del timoniere Xi Jinping.

È probabile che questo pezzo sia stato "cucinato" da Verdelli.


----

Un altro segnale della mano di Molinari sulla grafica è la trasformazione in orizzontale della rubrica di Gabriele Romagnoli.

 

----

+++FETICISMI ROBINSONIANI+++ 

È SPARITA LA PAGINA CLASSIFICA LIBRI DA ROBINSON.

La mano di Molinari anche sull'inserto letterario di Repubblica.

sabato 25 aprile 2020

Riassunto del primo giorno della gestione Molinari.

Un grazie di cuore alla REDAZIONE di Repubblica che in questi giorni terribili e angoscianti di sofferenza è riuscita a chiudere il giornale con entusiasmo e passione. 

Visto si stampi. 25 aprile 2020. 

(rumore di rotative accese) 


----

La prima Home page (versione mobile).



----

La prima pagina del cartaceo

TITOLONE e Occhiellone decapitati. 

Arancione (quasi) in pensione. 

Firma sotto la testata. 

Editoriale d'esordio al posto giusto. 

Altan e Serra sul 25 aprile. 

Sorprese Penati, Rivara e Cognetti. 

Per la Festa della Liberazione si poteva fare di più.



----

L'editoriale d'esordio del nuovo direttore Maurizio Molinari è ingessatissimo. 

Sembra un temino delle medie. 

Crediamo proprio che il nostro motto "Critichiamo ciò che amiamo" avrà una seconda giovinezza. 

Purtroppo. O per fortuna.


----

Molinari conferma il nome sotto la testata


----

Il primo Altan della gestione Molinari



----

Molinari si gioca subito la carta Serra per il 25 aprile. 

Gli piace vincere facile.



----

Con Molinari torna anche Paolo Cognetti, che già ha scritto per Repubblica. 

Chi glielo ha fatto fare di venire a Milano dalla montagna? Mah.



----

La prima AutoMarketta (in prima) della gestione Molinari.



----

È tutto vero. 



----

Osservatorio Infografiche. 

Particolare della prima infografica della gestione Molinari sul "decalogo del trasporto pubblico terrestre". 

Ovviamente anche questa non è firmata.


----

Molinari riduce brutalmente la chiacchierata rubrica Tracce di Maurizio Crosetti.



----

Osservatorio Erroracci. 

Ecco il primo strafalcione della gestione Molinari. 

Arriva a pagina 2 nel pezzo firmato a quattro mani da Ciriàco e Cuzzocrea. 

Impossibile capire chi dei due sia il colpevole... forse è semplicemente colpa del T9.



----

Molinari conferma tutte le rubriche dell'ultima pagina.



----

Altri feticismi a caldo

----

Coronavirus, anche con MM stabili le paginate: 17 come l'altroieri. Giovedi 16 (record 21). 

CROLLO dei TITOLONI arancioni: oggi solo 4. L'altroieri erano 10 e giovedì 12 (il record ci sfugge).

----

Crollo dei TITOLONI arancioni (4). 

In generale titoli meno urlati. 

Più infografiche. 

Tracce di Crosetti brutalmente ridotte. 

Addio allo StabiloBoss nei commenti. 

A occhio e croce confermate tutte le rubriche.

----

Il primo tweet di Maurizio Molinari da nuovo direttore di Repubblica.

Non tuittava da due giorni.



#Molinari vs #Verdelli secondo i trend di ricerche su Google.

(grazie a Giulio S.)


---

Una voce "da dentro":

La differenza secondo me la fa il coronavirus. Però, detto questo, andrebbero pubblicate anche le prime di oggi di Repubblica, Corriere, Stampa e Fatto per scoprire le differenze sul #25aprile. Senza rancore, ma con rispetto per chi fa la prima pagina. Saluti.

Giuseppe Smorto - Repubblica

----

E ora spazio alla voce dei lettori

----

Come mi si stringe il cuore per questo 25 aprile che, da lettore, speravo di trovare ben più vivo su questa prima pagina cruciale. Con tutto il rispetto per la rivoluzione dei trasporti, eh. 

Buon lavoro, direttore Molinari.
Buon lavoro, Pazzo per Repubblica

Monica R. Bedana

----

Vai a riprenderti la prima del 25 aprile 2019. È di una differenza abissale.

Redo

Detto, fatto. Grazie a Dagospia, che c'è arrivato prima di noi.


----

Facciamo così: il nostro vero 25 aprile è quello dell'ultimo Robinson di Verdelli.

FS

(foto di Piervittorio Miatton)


----

Sull’editoriale dico mah.

Maurizio Agazzi

----

L'editoriale tutto mi pare tranne che di destra, come predetto.

Peter Parker

----

Poco appassionante l'editoriale di Molinari su Repubblica e nessuna parola di solidarietà e vicinanza a Verdelli.

Mauro Spadafora

----

"Raccogliere la sfida". "E' una sfida". Poi ancora "sfida". In 10 righe, tipo. Quanta banalità nel raccogliere sfide in editoriali o scritti di ogni risma? Le "piattaforme" poi. La cosa melliflua dei lettori più intelligenti? Rep è fottuta, dai. E dispiace.

Poi magari sarà un bravissimo direttore. Ma è la prima volta che Rep è diretta da uno che scrive male: es. tutte quelle maiuscole, Bene, Male, Stato di Diritto. Forse non ha ancora letto il manuale di stile che danno a tutti i giornalisti di Rep.

Cannon Man sull'editoriale di MM

----

Primo editoriale su Repubblica è un bel temino con (banali) citazioni al punto giusto e montagne di retorica vuota e sterile.Con l'enunciazione, di obiettivi di brevissimo respiro. Come da attese, dobbiamo attenderci la normalizzazione del giornale.

Antoine Doinel

----

La nemesi

(foto di MUDD)



----

A proposito di clienti persi c'è la voce di chi i giornali li vende:

"Guardate che molti lettori li avete persi proprio per la prima pagina strillata a caratteri cubitali".

Walteredicola

----

Una mezza delusione, mi aspettavo un editoriale più tosto, poche frasi di circostanza buttate li, su Repubblica e i suoi lettori e nessuna su Verdelli, non un bel inizio!

Piervittorio Miatton

----

Da quello che so, comunque, il piano editoriale lo presenta lunedì.

Mario Di Vito

----

Graficamente la prima pagina è più equilibrata e meno 'urlata'. Mi piaceva però la simmetria e l'ordine delle prime pagine di Verdelli. Qui l'occhio rimbalza a destra e a manca...

Giulio S.

----

Non so, a scorrere le prime del 25 aprile 14 15 16 17 18 (per ora), sembra che Verdelli sia l'unico direttore di sinistra. 

Non mi fermerei troppo a riflettere su questa cosa, anche perché ricorda molto le fini analisi del giornale-dei-giusti proprio su questo argomento.

CriTisTa

----

Esordio molto molto deludente, della serie ‘non mi sporco le mani’. Il mio timore sta diventando realtà...il giornale perderà d’identità e a poco a poco si omologherà agli altri... così leggere corr sera, messaggero, stampa o rep sarà la stessa cosa.

Tiro Libero

----

Il primo editoriale di Molinari mi è sembrato esangue. 

Ma forse oggi è solo il-giorno-del-pregiudizio.

Gaetano Romano

----

Ancora è presto, sarà un giornale silenzioso, muto come lo era la stampa. un giornale da salotto.

Jack Soraiy

----

Editoriale molle, "abbottonato", general-generico e quasi ripetitivo. Sì, forse c'è un po' di pregiudizio, e gli va dato tempo; ma il nuovo direttore non si è mai distinto in passato per incisività e mordente...

Mauro Reali

----

Per me bellissima la prima pagina del 2019, anche se non amo i titoli a caratteri cubitali (Verdelli ne faceva largo uso, come ai tempi della Gazzetta). 

Mi auguro che al di là degli aspetti grafici, i contenuti del giornale non si discostino troppo dalla tradizione di Repubblica.

Mauro Mentore

----

L'edicolante appena mi vede arrivare, anche da distanza, prepara Repubblica. 

- Ciao Davide, per ora la prendo poi si vedrà. 

- Anche te! Ma diamole almeno un mese, il beneficio del dubbio. Io non riesco a non leggerla.

Simona

----

Chiudiamo con un esempio di giusta prima pagina per il 25 aprile.