lunedì 17 dicembre 2018

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Buongiorno Enrico,

Enver Hoxha muore nel 1985 come viene giustamente fatto rilevare, ma nello stesso link a Wiki che viene proposto è chiaramente spiegato che il regime di Hoxha sopravvisse alla morte del medesimo per altri 5 anni ovvero esattamente fino al 1990. 
"...in seguito Hoxha si ritirò in gran parte dalla vita pubblica e affidò molti incarichi di governo ad un dirigente più giovane, Ramiz Alia. La morte di Hoxha l'11 aprile 1985 comportò una certa distensione sia interna che in politica estera, sotto la guida del suo successore Ramiz Alia, mentre il potere del partito comunista si indeboliva come in altri paesi nell'Europa dell'Est, giungendo all'abbandono in Albania del regime a partito unico nel 1990, ed alla sconfitta del riformato Partito Socialista nelle elezioni del 1992. Dopo la fine del regime sono stati organizzati processi contro i familiari del Dittatore..." 
Nulla da eccepire invece sull'altro imprecisione riportata.
Mi scuso inoltre per non aver firmato l'altro commento (Zucconi / The Post / Watergate ecc..).
Un caro Saluto, Corrado

venerdì 14 dicembre 2018

Feticismi sparsi del venerdì: la bocciatura di Cristiano Ronaldo, ricchi non sappiamo quanto e il Premio a Ilvo Diamanti.

Da Repubblica del 13 dicembre scorso.

Rep di ieri: pagina 19.

Due errori di Andrea Tarquini nello stesso trafiletto!

1) Enver Hoxha è morto nel 1985. Quindi la sua dittatura non può essere terminata nel 1990.

2) Edi Rama non è il Presidente albanese. Ma il Primo Ministro.

+++UPDATE+++ Qui un aggiornamento che giustifica parzialmente l'errore.


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Il solito attento Saverio Lombardo ci segnala questa cosa:

13/ 12 Roma

Casa Internazionale delle Donne, Via della Lungara 19 19:00

Consegna dei premi per la 'Libertà di stampa' dell'associazione Articolo21.
Saranno premiati, fra gli altri: Corinne Vella, sorella di Daphne Caruana Galizia; Floriana Bulfon, giornalista freelance più volte minacciata per via del suo lavoro; Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica finito nel mirino di formazioni di estrema destra per le sue inchieste; Deniz Yucel, giornalista turco/tedesco che ha trascorso 11 mesi in carcere da innocente; Giorgia Rombolà, giornalista di Rainews24 insultata sui social per aver cercato di fermare l'aggressione ai danni di una donna nella metropolitana di Roma; Alessio Cremonini, regista di 'Sulla mia pelle', il film sulla morte di Stefano Cucchi; Marco Sabatini Scalmati, il giornalista che ha scritto a Beppe Grillo per ricordare il rispetto dovuto alle persone autistiche e in particolare ai bambini; Lucio Luca, autore del libro 'L'altro giorno ho fatto quarant'anni', intensa storia tra precarietà giornalistica e minacce.

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Da Repubblica di ieri.

Emanuele Gamba si aggiudica la prima bocciatura di Cristiano Ronaldo.


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Da Repubblica di oggi.

Abbiamo fatto 6 al SuperEnalotto. Ma non sapremo mai quanto abbiamo vinto.


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Complimenti. A. Ilvo. Diamanti. Per. Il. Premio. Luigi. Lotti.


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Auto Osservatorio Errori di Giampaolo Cadalanu (nella pagina delle Lettere).

giovedì 13 dicembre 2018

Rettifica.

A proposito di un errore di Vittorio Zucconi segnalato ieri, riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Buongiorno Enrico, 

secondo me Zucconi parlando di “epopea del Watergate” fa un riferimento molto ampio agli anni che generarono il caso che portò alle dimissioni Nixon. In questo senso ha ragione perchè The post è esattamente quello, un film che, come scrive anche l’AGI :” è l’ideale 'prequel' del capolavoro di Alan Pakula del 1976, 'Tutti gli uomini del presidente', che raccontava appunto l'inchiesta giornalistica del Post sul Watergate. Il film di Spielberg fa molti riferimenti a quella pellicola, quasi volendo recuperare quelle atmosfere e quei personaggi...”
Mi sembra dunque pretestuoso volerlo catalogare come errore. Non sarà la voglia di voler trovare ’qualcosa che non va’ a tutti i costi?...
Un caro saluto.
Anonimo


Ciao Anonimo, grazie per la precisazione.

La prossima volta, però, firmati.

fs

mercoledì 12 dicembre 2018

Piazza Fontana: per non dimenticare. E altre cose.

Piazza Fontana: per non dimenticare.



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Complimenti al ViceDiretùr Sergio Rizzo per il premio Jacoviello (da Repubblica di oggi).


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Quelli di Errore di Repubblica! (i nipotini di PPR) ci segnalano un errore dello zio Vittorio Zucconi che nel suo pezzo di oggi a pagina 17, scrive che Steven Spielberg ha girato un film sul Watergate.
Falso. Al massimo l'ha girato sui Pentagon Papers, lo scandalo che riguarda varie amministrazioni Usa di diversa tendenza politica, a differenza del Watergate che riguarda due amministrazioni ma tutte repubblicane.

lunedì 10 dicembre 2018

Feticismi del giorno: il Fatto Rinnovato, lo sdoganamento dell'hashtag, la tragedia di Corinaldo e una chicca sul Nemico.

Il solito, attento, Saverio Lombardo ci segnala questo:

Più storie, inchieste e idee: il Fatto Quotidiano cambia (un po') abito. Da martedi 11 aumenta la foliazione e si rinnova la veste grafica del giornale - più pagine di lettura...

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MicroFeticismi Arretrati:

Da Rep. di domenica 9 novembre

Repubblica sdogana il simbolo dell'hashtag come prima parola di un articolo. Quello, bellissimo, di Francesco Merlo, già recordman del PPR+.



Tragedia di Corinaldo: tre inviati sul posto: Fabio Tonacci a Corinaldo e Maria Novella De Luca e Giuseppe Baldessarro ad Ancona.




Da segnalare il boxettino di apertura delle pagine e la non straordinaria infografica.





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Un brutto refuso su Repubblica di sabato 8 dicembre.

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Un paio di AutoOsservatorio Errori: il primo su Repubblica di qualche giorno fa, il secondo sull'ultimo numero del Venerdì.



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Infine ci scrive Gabriele:

Ciao Pazzo, glielo spieghi tu a Marzio Breda del Nemico che in 5 minuti ci sono 300 secondi e non 3000?

venerdì 7 dicembre 2018

Post straordinario: Repubblica è in vendita?

Se lo chiede Giorgio Dell'Arti in chiusura della sua newsletter di ieri:
Ma Repubblica è in vendita? Perché una fonte assai credibile mi ha confermato che poche settimane fa è stata sul punto di essere venduta.Ciao, ci vediamo lunedì.
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Anteprima di Giorgio Dell’Arti

giovedì 6 dicembre 2018

Tre cosine del giovedì. Buon ponterello di Sant'Ambrogio a tutti.

Su Twitter, siamo al tredicesimo giorno della richiesta di sblocco a @m_crosetti e @concitadeg Attendiamo fiduciosi.
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Quelli di Errore di Repubblica! (i nipotini di PPR) ci comunicano due errori apparso su Repubblica di ieri a pagina 36 nell'articolo sul film dedicato a Dick Cheney firmato da Silvia Bizio.

Primo: Rumsfeld non è mai stato Ministro degli Esteri (ma casomai della Difesa).

Secondo: Powell è si stato Capo di Stato Maggiore. Ma nel corso del mandato di Bush padre, quando Cheney era Ministro della Difesa e non Vicepresidente. Quando era Vicepresidente Cheney, Powell fu Segretario di Stato (nel primo mandato di Bush figlio).


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L'attento Loris Cantarelli ci comunica una notizia inquietante: i fratelli Vanzina fecero la regia di uno spot per Repubblica.

mercoledì 5 dicembre 2018

Feticismi del giorno: Mario Calabresi, Ruby Rubacuori, Eleonora Lombardo e quel torinista di Emanuele Gamba.

Ci scrivono da Potenza: "Ieri Avvenire ha venduto una copia in più per merito di PPR".

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L'attento Saverio Lombardo ci segnala questo articolo su Marione firmato da Luigi Amicone per il sito di Tempi.

Ne riportiamo un passo:
Oggi, essendo la Repubblica in marcata difficoltà a rientrare dall’orbita del pianeta Marte in cui si trova per tornare nelle edicole terra terra, Mario Calabresi si inventa ogni genere di convegnistica antifascista, all’uopo di contrastare il famoso “fascismo” che minaccerebbe la famosa “libertà di stampa”.
E per un sovrappiù di bulimia di sé medesimo, Calabresi permette al direttore diRepubblica di autocitarsi pure in uno spot lievemente sopra le righe che compare in ogni articolo del sito web di Repubblica. «Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Repubblica. Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione. Mario Calabresi». Non sono un partito. Non cercano consenso. E sono “un’altra campana”. Scusa, vai avanti tu che a me viene da ridere?

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Feticismi dal cartaceo di oggi.

Incredibile. Dopo anni e anni di disattenzioni, Piero Colaprico e il relativo didascalista scrivono correttamente il vero nome di Ruby Rubacuori.



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Salutiamo il ritorno in Nazionale della palermitana Eleonora Lombardo, che esordì nel maggio del 2015, quando ancora c'era la vecchia grafica.



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Con colpevole ritardo segnaliamo l'avvicendamento sulla poltrona di Caporedattore Mondo tra Daniele Bellasio e Marco Madoni, avvenuto qualche giorno fa.

A Marco un enorme in bocca il lupo da parte di tutti noi di PPR.



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Segnaliamo un fastidiosissimo refuso a pagina 11.


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Chiudiamo con il bellissimo pezzo di Emanuele Gamba sul Torino che vale, da solo, il prezzo del giornale di oggi. Inutile ricordare che Emanuele è un tifosissimo del Toro, forse è per questo che il pezzo gli è uscito bene.


martedì 4 dicembre 2018

Feticismi del giorno: l'Avvenire rinnovato, ellekappa in versione natalizia e altre cose.

Facciamo gli auguri a Avvenire, che in occasione del cinquantesimo compleanno va in edicola con una grafica rinnovata (ma non troppo).



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Per la rubrica Osservatorio Errori degli Altri, segnaliamo questo strafalcione apparso sul Corrierone di ieri. Lazio e Milan, all'Olimpico, hanno pareggiato.

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Feticismi dal cartaceo di oggi.

Un fastidiosissimo refuso in un trafiletto di pagina 4.


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ellekappa in versione natalizia.


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E' mancato Domenico Puledda, papà di Vittoria. 

A Vittoria l'abbraccio di tutti noi di PPR.



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Complimenti a Francesco Fasiolo che si è aggiudicato il Premio Coni-Ussi.

lunedì 3 dicembre 2018

Microfeticismi del lunedì: errori, segnalazioni, retweet e una nuova feticista di Repubblica.

A proposito di un feticismo pubblicato qui qualche giorno fa, riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Ciao Pazzo,

sulla vicenda del "rallenty", hai ragione per il francese, ma per l'inglese no.

Ciao, Sergio

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Ciao Pazzo, come va?

Leggevo sull'ultimo numero del Venerdì (esattamente a pag. 134) la trama del film Il Padrino in onda il 1° dicembre.
C'è scritto che Don Vito Corleone viene ucciso, mentre invece muore d'infarto...

Ciao, Peppe :-)


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Su Twitter, l'amico Maurizio Agazzi ci segnala questa cosa a proposito della chiusura del pezzo online di Fabrizio Bocca su Roma-Inter:



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Sempre su Twitter, all'improvviso spunta una nuova feticista. Chapeau.



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Infine un narcisismo a cui teniamo particolarmente: il retweet di Luca Bizzarri ad un nostro tweet.


venerdì 30 novembre 2018

Varie del venerdì.

Copiaincolliamo una cosina interessante scritta da Giuliano Tedesco su Twitter:

Su Repubblica di oggi, ecco una bella espressione da zappatore (con tutto il rispetto per gli zappatori se non vengono affidati a loro i giornali). Finto inglese da bar, ora in corpo 48 a pag. 2.

Qui un link per eventuali contestatori.


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Gli errori divertenti accadono anche sul Gazzettino (di ieri), non solo su Repubblica.

(ringraziamo Federico D'Ambrosio per la segnalazione)


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Riportiamo dalla pagina Facebook Refus:

Sbagliare il nome di due strade di New York ci può stare, nonostante la prima sia una delle più famose del mondo; ma definire Andrea Pazienza «disegnatore EMILIANO» no, su (da IL - Idee e Lifestyle del Sole 24 ORE in edicola da oggi).
PS. Lo facciamo notare giusto perché – per dirla con Pazzo Per Repubblica – «critichiamo ciò che amiamo».



giovedì 29 novembre 2018

Scarabocchietti del giorno: due errori e la polemica tra Mario Calabresi e Luigi Di Maio.

Errore da seconda liceo su Repubblica di ieri, 28 novembre, nell'articolo scritto da : integerrimo è superlativo, quindi non si può scrivere più integerrimo, sarebbe come "più bellissimo".


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Cosa si sono detti Luigi Di Maio e Mario Calabresi a DiMartedì di ieri sera?
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Nel suo articolo di oggi, il buon Carmelo Lopapa scivola proprio sull'ultima riga.
Mannaggia.