giovedì 16 gennaio 2020

Il titolo che fa incazzare Salvini, il nuovo colpo giornalistico di Repubblica, ma soprattutto una comunicazione difficile da dare.

PREMESSA IMPORTANTISSIMA (E PER NOI AMARA)

Ormai i lettori che non hanno Twitter lo avranno capito: qui sul blog ci siamo (e ci saremo) sempre meno. E' il web, bellezza e noi non possiamo farci niente, niente (semi cit.).

Con ciò è con un filo di tristezza che annunciamo che, da oggi, qui sul blog verranno pubblicate solo i Feticismi degni di questo nome, in modalità e cadenza pseudo-settimanale.

Quindi saltano i tradizionali Feticismi di Giornata e cose simili, che troverete in ogni caso, sempre (salvo emergenze) sul nostro account Twitter.

Detto questo, ecco una spremuta agrodolce dei principali avvenimenti delle ultime ore, giorni.

DUE LETTERE

Se qualcuno le avesse perse, qui ci sono due lettere (una bruttissima e l'altra bella) ricevute dal vostro Feticista Supremo.

QUEL TITOLO CHE HA FATTO INCAZZARE SALVINI

Ecco il titolo di Repubblica di ieri.



Lui si è incazzato e ha subito pubblicato questo tweet durante un comizio in Emilia-Romagna.




Il caso che si è scatenato ha fatto sì che l'hashtag #Repubblica si piazzasse ottavo nelle tendenze di Twitter. Tra #hettyellisun e #Matteo (crediamo Salvini).

IL CHIARIMENTO DEL DIRETTORE

Oggi in prima un lucido Carlo Verdelli spiega il vero significato del titolo di ieri Cancellare Salvini.


Rep utilizza anche il Cacciucco Politico per parlare dell'aggressione verbale di Salvini contro il giornale e per raccontare l'allarme bomba alla redazione centrale.

Entrambi i pezzi non sono firmati.

E c'è anche un comunicato del Cdr.




LA CAMPAGNA MEDIATICA CONTRO VERDELLI  (NON ASPETTAVANO ALTRO)

Nell'ordine: Il Giornale, Libero, La Verità.







SCALFARI E IL PAPA: IL NUOVO SCOOP DI REPUBBLICA

Su Repubblica di oggi torna lo Scalfari papalino che racconta la telefonata amichevole con Papa Francesco.

Il Vaticano smentirà un'altra volta? Chi vivrà vedrà.


Sinceramente i colloqui con Papa Francesco noi non li avremmo mai pubblicati perché alla fine suscitano solo polemiche dottrinali e ironie. 

Lo diciamo con il massimo rispetto per i due protagonisti. Bergoglio non ha bisogno di un portavoce e Scalfari non ha (più) bisogno di vetrine.

ALTRE COSE

Osservatorio Citazioni

Nella sua Amaca di ieri, Michele Serra cita la "lunga e bella inchiesta" di Concita De Gregorio  apparsa su Repubblica dell'altroieri.


Osservatorio Feticismi

Ieri non c'era il Punto di Stefano Folli. Oggi sì. Ce ne faremo una ragione.

Osservatorio Errori Temporali

Ieri nel suo pezzo a pag.2 da Contigliano, Goffredo De Marchis sbaglia il giorno del voto in Emilia-Romagna (secondo lui solo Emilia): scrive 26 maggio ma le elezioni si terranno il 26 gennaio


Diffusione ADS

Il confronto da novembre 2013 a novembre 2019.

Praticamente un giornalicidio. 

Unico superstite Avvenire.


Osservatorio Esordi in Nazionale

Segnaliamo l'esordio (salvo smentita) del "toscano" Andrea Vivaldi che in Cronaca racconta la tragedia di Niccolò Bizzarri, lo studente disabile morto dopo essere caduto in una buca.

Sul web Andrea si definisce Web Content Editor e Freelance.


Feticismi Pubblicitari

Oggi su Repubblica solo pubblicità di Intesa Sanpaolo. Vi sarete certamente accorti. 

Càpita, ogni tanto. 

Ps la stessa identica cosa accade anche sul Corriere di oggi. 

In foto la quarta di copertina di Rep.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (due lettere, una bella e una bruttissima).

Cominciamo dalla brutta.

Ciao Pazzo,

ad aprile entrerà in carica J. Elkann e con lui un nuovo management.

Non so se Verdelli avendo ricevuto il mandato da Marco De Benedetti abbia già in via informale rassegnato le dimissioni come è prassi all’insediamento di un nuovo a.d.
Ma queste sono quisquilie sceniche.

Quello che conta sarà cosa pensa di fare Elkann con Repubblica.

Io so di essere fuori dal coro e che tu non condividi, però io da tempo dopo avere visto i vari tentativi infruttuosi di rilancio, credo che via di uscita sia una rifondazione di Repubblica, partendo da un nuovo direttore che nulla c’entri con la storia del giornale e che porti Repubblica in territori sconosciuti, inesplorati. Un’area liberale moderata di centro sinistra aperta al dialogo.

E per fare un esempio di discontinuità totale con il passato affiderei la direzione ad un Paolo Mieli o a un Ferruccio de Bortoli, figure manageriali di forte impatto mediatico e di sicura fede liberale.

Solo con una profonda rivisitazione culturale e di mission come dicono le persone colte, forse si potrà fermare una emorragia di copie che mi sembra purtroppo irreversibile.

Io penso che oggi il Corsera con un direttore che è un uomo macchina e un gruppo di editorialisti storici e di giornalisti sempre attenti ai cambiamenti di umore della società, costituisca un modello di riferimento da tempo non più superato.

Lo so che verrò scomunicato da voi pipierrini e che mi toglierete il saluto, ma io non mi diverto più a leggere Repubblica. Mentre mi diverto a leggere il Foglio e il Corsera.

Ti suggerisco, caro Feticista Supremo, di prestare molta attenzione a J. Elkann perché è un giovane uomo amante dei giornali e curioso del mondo come lo era il nonno Avvocato. Così come non sottovaluterei la sua partecipazione e esperienza all’Economist.

Questo per dire che Repubblica sarà governata da un uomo che ha una esperienza internazionale e che difficilmente delegherà ad altri le scelte importanti.

Ma ricorda, tu sei il direttore di questo blog e io un umile commentatore.

Commentatore che ti consiglia di stare attento alle contaminazioni con il Potere. Non farti prendere dalle dolci lusinghe. Tu devi esercitare la funzione di cane da guardia e devi essere una voce critica!

Altrimenti il tuo Foglio diventa uno strumento collaterale e perde la carica primigenia.

Non ho dubbio alcuno che tu abbia compreso il senso del mio richiamo. Penso che il tema della contaminazione sia infatti più che mai dentro al nostro agire e che se non è tenuto a freno rischia di creare una sorta di autocensura invisibile e consolatoria.

Un caro saluto WAB

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E per tirarci un po' su, ecco la lettera bella.

Due giorni fa Repubblica ha compiuto 44 anni. La leggo da quando ne avevo 16, da quando il prof d'italiano, al liceo, c'insegnò a leggere i giornali come "forma de ser y estar en el mundo".

M'identifico in Repubblica e nel País (pur non tralasciando, come dice tu, caro Pazzo, di "criticare ciò che si ama"), che poi sono diventati anche i giornali che ho l'orgoglio di tradurre.

Ma il compleanno di due giorni fa, ai miei occhi, è tutto per Omero Ciai, per la sua profonda conoscenza dell'universo in lingua spagnola, per gli articoli su cui tante volte ho imbastito lezioni strepitose, per la sua forza, la lucidità d'analisi, la generosità.

E per tutte le volte che m'ha detto "Beda, sei 'na imperialista".

#AuguriRepubblica

Monica R. Bedana

martedì 14 gennaio 2020

#AuguriRepubblica: il compleanno è del giornale, ma la festa la fa (anche) PPR.

Oggi è il 14 gennaio. Vi dice nulla questa data?

Se non lo sapete abbandonate pure questo sito.

Il 14 gennaio del 1976 nasceva infatti Repubblica. 44 anni portati bene, che dite?

Sotto vedete la ormai storica prima pagina di quel giorno, che ogni buon pipierrino dovrebbe conservare con cura nella sua casa.


In preda all'eccitazione, questa mattina, su Twitter, abbiamo provato a lanciare l'hashtag #AuguriRepubblica (prima foto sotto), che ha avuto subito un discreto successo.

Nomi illustri tra coloro che hanno subito rilanciato l'hashtag: tra questi l'account stesso di Repubblica e il Diretùr Carlo Verdelli (seconda e terza foto).

Anzi, l'account ufficiale del giornale si è subito impossessato della nostra idea facendola sua (quarta foto) e postando il tutto sul sito a questo link (quinta foto).

Ma la ciliegina sulla torta è arrivata quando abbiamo scoperto che l'account di Repubblica ha rituittato il nostro post di stamattina (sesta foto).

Wow. Mai successo prima. Grazie.







lunedì 13 gennaio 2020

Ciao Giampaolo, che la terra ti sia lieve.

Tanto dolore qui in redazione per la morte di Giampaolo Pansa, storico collaboratore di Repubblica di cui per anni è stato anche vicedirettore.

Ricordiamo con tanto affetto gli anni a Repubblica, caratterizzati da una prosa aspra e mai banale, e lo stile delle sue interviste graffianti e riproposte sul giornale senza le domande.

E' stato un grande, anche se negli ultimi vent'anni ha scritto tante castronerie e fatto ricostruzioni storiche molto inesatte quando non false.
Poi si è autodistrutto volendo rinnegare a tutti i costi il suo passato.

Oggi il giornale gli dedica (quasi) due pagine, con pezzi firmati da Francesco Merlo e da Maurizio Damilano. Da antologia quello firmato da Merlo.


Anche il Corriere gli dedica due pagine, firmate da Aldo Cazzullo, Pierluigi Battista, Walter veltroni e un'intervista di Maria Luisa Agnese a Giulio Anselmi.

Nella foto sotto la fotonotizia sulla prima del Corriere.


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Numerose le testimonianze d'affetto (e non) sui social.

Qui di seguito una selezione di quelli che abbiamo trovato su Twitter:


Ciao a Giampaolo Pansa, maestro di tutti i cronisti

Ezio Mauro


Se ne è andato Giampaolo Pansa sbagliato ricordarlo per le polemiche, è stato un grande maestro di come si raccontano le cose: amore per i dettagli, osservazione minuziosa e una passione sconfinata per il mestiere. Che la memoria sia generosa e la terra lieve

Mario Calabresi


Giampaolo Pansa, un maestro a Repubblica. Anche in riunione, da vicedirettore, era frenetico, iperattivo e rispondeva ai telefoni di tutti. A uno di noi disse: “Hanno chiamato per te: non hanno detto il nome, ma c’era un cane che abbaiava”. Grazie.

Giuseppe Smorto


Giampaolo Pansa è stato uno dei migliori cronisti di sempre. Attenzione al dettaglio, umanità, racconti perfetti. Sul resto si può e si deve discutere, ma andrebbe ricordato prima di tutto come un maestro di giornalismo. 

Marco Imarisio


Scompare a 84 anni il giornalista Giampaolo Pansa. Spesso non eravamo d'accordo, ma mi rincresce molto la sua perdita e mi mancherà. Rivolgo un pensiero affettuoso ai suoi familiari.

Gianni Riotta


Con la morte di Giampaolo Pansa se ne va un fuoriclasse del giornalismo. Penna straordinaria, andava in Parlamento col binocolo, perché da un dettaglio, un gesto o una smorfia era capace di raccontare il romanzo della politica come nessuno altro.

Stefano Cappellini


Come nel caso di Zeffirelli, anche nel caso di Pansa ci sono molte serie ragioni per non parlarne bene in morte. Come celebrare chi ha avvelenato i pozzi della conoscenza aprendo al revisionismo fascista?

Tomaso Montanari


Dai tempi di Lotta Continua fino alle più recenti polemiche sulla Resistenza, passando per la stanza di Carlo Casalegno e per le strade di Casale Monferrato,le nostre vite si sono incrociate e aspramente scontrate. Fummo distanti, ma oggi voglio rendere omaggio a Gianpaolo Pansa.

Gad Lerner


La scomparsa di un grande giornalista, Giampaolo Pansa. Un uomo che ha vissuto uno dei maggiori dolori, la prematura perdita di un figlio. Ci mancherà la sua voce libera. Mi mancherà la sua schietta amicizia. 

Enrico Letta


Il talento. La curiosità. La libertà. Ciao Giampaolo Pansa non ti dimenticherò.

Corrado Formigli


Pansa tolse il velo sul sangue dei vinti e arrivò l’anatema della sinistra. Il libro sulla vendette partigiane fu al centro di proteste e accuse (anche da Bocca). Fu trattato come un disertore. reagì con altri volumi in tema.

Daniele Manca 


Giampaolo Pansa è stato uno dei più grandi giornalisti italiani del Novecento. 
Non è un’opinione. 
È un fatto.

Tommaso Labate

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Per finire, pubblichiamo integralmente il post che Leonardo Coen, a lungo collega di Pansa a Repubblica, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook:

Giampaolo Pansa è morto: un grandissimo cronista, un grande intervistatore. Raccontò come nessun altro la Balena Bianca, così ribattezzò la Democrazia Cristiana. Poi, con ostinazione che sconfinava quasi in paranoia, indagò la storia d’Italia più controversa, quella della guerra civile vista dalla parte dei vinti e si attirò gli strali della sinistra. Per anni abbiamo condiviso le feste di fine anno a Courmayeur, col cenone da Leo Garin ad Entrèves e poi dopo i brindisi e i fuochi artificiali...la perdita del figlio Alessandro lo ha annichilito, e forse dopo aver chiuso i rapporti con Panorama - secondo lui troppo in ginocchio nei confronti del Ducetto legaiolo - si è chiuso ancor più in se stesso, e l’esser tornato al Corriere della Sera gli deve essere parso come la chiusura di un lungo formidabile cerchio, cominciato alla Stampa, proseguito in via Solferino e poi a Repubblica. Confesso che ho tutti i suoi libri, qualcuno l’ho trovato storicamente pretestuoso, sbilanciato. Ma nel loro complesso, interessanti e mai banali. Scritti in modo magnifico. Confesso pure che ho tutti i libri di Giorgio Bocca, forse più profondo e più “storico” di lui, suo grande rivale. I loro duelli professionali sono stati i momenti più intensi e proficui del dopoguerra giornalistico, non me ne abbiano i fans di Montanelli, i tifosi della Fallaci, gli “scalfarini”, i figli di Brera e i loro pallidi emuli di questi tempi mediocri (provate a togliere le firme agli articoli e vi accorgerete che di ben pochi sapreste attribuire la paternità). Che la terra ti sia lieve, “Piedone” (il nomignolo che noi più giovani colleghi avevamo dato a Pansa), per il suo passo irruente e il suo non essere quel che si dice un diplomatico. Più uno sciabolatore che un fiorettista. Più un pragmatico che un sofista. Dovevate ascoltare e soprattutto vedere i duetti con Eugenio Scalfari, le discussioni, le battute, gli sguardi: la riunione di redazione (quella per impostare il giornale dell’indomani) per Eugenio era una messa cantata, per Giampaolo una resa dei conti (le critiche sugli articoli del numero in edicola). Per qualche tempo la strana coppia funzionò in modo superbo (nel gioco entravano i mugugni di Bocca...).

Feticismi Veloci del Giorno: forza Giampaolo, forza Nicolò, le modiste son tornate e il voto severo a De Ligt.

Nota di servizio

Domani i Feticismi non saranno pubblicati. Li troverete però su Twitter.

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Campagna di sblocco

Oggi è il CINQUANTADUESIMO (52°) giorno della NUOVA richiesta di sblocco su Twitter a Concita De Gregorio.

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Feticismi Dolorosi

La morte del grande Giampaolo Pansa, già storico vicedirettore del giornale, verrà celebrata in un apposito post.


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Feticismi Grafici alias Osservatorio Errori

Il redattor-distratto oggi ha datato due volte il pezzo di Nigro da Bagdad.


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Osservatorio Prime Pagine

Forza Zaniolo.


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Feticismi dal Cartaceo di oggi

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La prima pagina

Torna il layout tradizionale con TITOLONE (cacciucchesco) a sinistra e su due righe. In fotonotizia, che scende fino al fogliettone, lo scontro tra i Papi, che non è una serie di Sorrentino. Di spalla destra la notizia della scomparsa di Pansa. Ne riparleremo. Rip.


Il Cacciucco

Anche oggi il Cacciucco Politico si prende l'apertura sfoglio con 8 paginate tra cui 5 di Primo Piano (come da occhiello).

Da.Segnalare.A.Pag.4.Le.Mappe.Di.Ilvo.Diamanti.

Mondo

Tris di inviati.

Vincenzo Nigro è a Tripoli, dove il dolore non ha tregua e si spara ancora. 

Pietro del Re è a Bagdad, ma ci racconta la rabbia dei ragazzi di Teheran. 

Marco Mensurati è a Holbrook, Australia, in viaggio coi pompieri che sfidano l'apocalisse.

Cronaca

Doppia paginata sulla "Chiesa dei due Papi", come da titolo, già trattata in prima pagina.

Si tratta di ruggini tra BenedettoXVI e Bergoglio.

Ne parlano Jean-Marrie Guénois del Figaro (circuito LENA) e il vaticanista di Largo Fochetti Paolo Rodari.


Moda

Tremate tremate le modiste son tornate.

Anche oggi doppia paginata modaiola firmata dalla modista Serena Tibaldi, che si smazza tutto lei compresa le interviste a Dario Argento e Claudio Bisio.

Osservatorio Rubriche

Secondo appuntamento con la nuova rubrica del lunedì Frammenti, firmata da Giorgio Dell'Arti.

Vale, da sola, il prezzo del giornale di oggi (insieme a Francesco Merlo su Pansa, da antologia).


Sport

Il Punto sulla Serie A lo fa il Crosetti.

Baffone Fabrizio Bocca ed Emanuele Gamba si dividono Roma-Juventus (cronaca e pagelle).

L'infortunio al crociato di Nicolò Zaniolo tocca raccontarlo al romanista Matteo Pinci.

Osservatorio Pagelle

Non ci convince il 5,5 dato dal granata Gamba a De Ligt: meritava almeno un 6,5, se non 7. 


Sport/2

Da leggere il pezzone da New York di Massimo Basile, collaboratore del giornale, sul ritorno di LeBron James, che molti avevano dato per spacciato.

venerdì 10 gennaio 2020

Spremuta di Feticismi Freschi e non.

Campagna di sblocco

Oggi è il QUARANTANOVESIMO (49°) giorno della NUOVA richiesta di sblocco su Twitter a Concita De Gregorio.

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Feticismi DOC

+++UFFICIALE: TUTTI GLI INSERTI NON SONO PIÙ ESTRAIBILI, OGGI ANCHE 'SCIENZE' ALL'INTERNO DEL GIORNALE+++

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Cose da Social/1

Sulla pagina Facebook di Francesca Caferri leggiamo questo bel messaggio:

Tornata a Roma, riprendo un pensiero della collega Francesca Paci: molti giornali hanno affidato il racconto di questa crisi (Iran-Usa ndFS) a voci di donne. Su Repubblica io e Barbara Schiavulli. Dall'America Anna Lombardi. Sul Corriere Viviana Mazza. Ora in Libia per la Rai Maria Gianniti.

Ecco... se questa fosse la nuova normalità già sarebbe un buon 2020.

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Cose da Social/2

Ci si chiedeva, ieri mattina, che fine avesse fatto la collaboratrice da Bagdad Barbara Schiavulli. La risposta ce la fornisce lei stessa su Facebook:

È ora di rientare. Sono in aeroporto e come al solito una parte di me resta qui. Per fortuna, fiuto o destino, ancora una volta mi sono trovata nel posto giusto al momento giusto. Me ne vado, ma la storia non è finita, resta l'incertezza, la massacrante lotta dei giovani della protesta, la violenza, le difficoltà, gli inesorabili "inshallah".

Per chi ha Facebook, il racconto continua qui



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Il giornalismo è vivo e lotta insieme a noi. Dai, dai, che ce la facciamo.

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È morto Italo Moretti. Che la terra gli sia lieve


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E adesso una spremuta di Feticismi Arretrati

IERI

Ieri in prima pagina c'era una lettera di Luigi Di Maio al Direttore.

Complimenti a Carlo Verdelli che ha avuto l’ardire di pubblicarla. 

Sapete com'è, qualche lettore di Repubblica potrebbe fare i dovuti scongiuri vedendo quella firma in prima.

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Ieri finalmente Repubblica ha deciso di mandare qualcuno in Australia tra le fiamme. Il predestinato è
Marco Mensurati che firma un reportage da Kangaroo Island.

Ciò significa che non leggeremo più i pezzi delle tre inviate del NYT.

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Chi se non Roberto Saviano poteva raccontarci la storia deamicisiana del bambino dodicenne della Costa D'Avorio nascosto nel carrello dell'aereo perché voleva raggiungere l'Europa.

ps lo stesso pezzo è stato ampiamente criticato su La Verità con questa tesi:

"Secondo Roberto Saviano se un adulto mette un bambino nel carrello in Costa d'Avorio è colpa nostra". 

(foto da Dagospia che ha ribattuto il pezzo)



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Osservatorio Necrologi Riveduti e Corretti

Alias Osservatorio Errori

Nella pagina dei necrologi appare un necrologio (1a foto) che i nostri spider ci avevano già segnalato il giorno prima (2a foto). Ieri però non c'era il nome. Oggi Rep ha ripubblicato il necrologio corretto. RIP



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Osservatorio Errori

Oggi, nella foga di trascrivere la sua intervista a Pierfrancesco Favino, ad Arianna Finos scappa un divertente Hammamamet. Cose che capitano.


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OGGI

Osservatorio Incipit

Il visone fantascientifico che pare l'accappatoio da Grand Hotel. CdG imbattibile quando deve raccontare l'Italietta media. 

Carlo Verdelli l'ha capito. 

E la sta capitalizzando al meglio. E scusate il bisticcio. Il resto lo trovate in edicola o su R+.


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Viva l'edicola su tre ruote che porta i giornali dove non ci sono più. Una bellissima storia milanese che adoriamo raccontata in Cronaca da Simone Mosca (probabile esordio in Nazionale).

Chapeau ad Andrea Carvini per la bellissima idea.



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Osservatorio Errori

Negli spettacoli c'è il pezzo firmato da Roberto Nepoti sulla scomparsa di Buck Henry, storico sceneggiatore del film Il Laureato con Dustin Hoffman e Anne Bancroft. RIP.
Però, nella didascalia che accompagna una sua foto, lo chiamano Henry Buck.

Un po' ciò che accadde tempo fa quando un redattorevscrisse James LeBron al posto di LeBron James.

mercoledì 8 gennaio 2020

Feticismi di Giornata: torna la Gediade, Mura intervistato da Zazzaroni, le due prime pagine e il reportage di Azadeh Moaveni.

Nota di servizio

A differenza di quanto annunciato ieri, oggi i Feticismi vengono regolarmente pubblicati. Lo stop ci sarà invece domani. Li troverete però su Twitter.

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Campagna di sblocco

Oggi è il QUARANTASIESIMO (46°) giorno della NUOVA richiesta di sblocco su Twitter a Concita De Gregorio.

E a tal proposito, riceviamo e volentieri pubblichiamo (ieri):

45 giorni?!? proprio come gli anni di Rep... dai Concita, approfittane per sbloccare.

Occam

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Osservatorio GEDI

Le bombe di Dagospia.

GEDI: John Elkann si prenderà come consigliere Mario Calabresi.

Allacciate le cinture e leggete qui.


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Osservatorio GEDI/2

E non è finita. Sentite cosa scrive Affari Italiani:

"Elkann, 'recompra' su Calabresi: verso il ritorno alla direzione di Repubblica." 

Magari sono solo fandonie però sono voci da leggere con una certa prudenza.

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Feticismi Extramoenia

Su Twitter, il lettore Filocane ci segnala che oggi sul Corriere dello Sport c'è un'intervista di Ivan Zazzaroni a Gianni Mura.



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Osservatorio Errori Geografici

Il lettore Matteo Billi ci segnala una svista di Corrado Zunino nel suo pezzo di oggi sullo smog: Piacenza è in Emilia-Romagna, non in Lombardia. 

E infatti nessun blocco, per ora, al traffico.


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Osservatorio Lettori

I lettori di quotidiani in Italia 

Una bella statistica di Data Media Hub (la trovate qui) sui lettori dei quotidiani in Italia.

O si riconcepisce completamente il giornale nella sua essenza, oppure la previsione della scomparsa dei giornali diviene solo una questione di tempo.


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Osservatorio Follower su Twitter

Repubblica 2,9M (1 mese fa erano 2,9M)

Ezio Mauro 315.641K (1 mese fa erano 315.278)

Carlo Verdelli 9.045 (1 mese fa erano 8.942)

Pazzo per Repubblica 3.296
(1 mese fa erano 3.257)

Dati aggiornati a mercoledì 8 gennaio 2020

Precedente rilevazione sabato 28 novembre 2019

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Osservatorio Inviati del Nemico

Il Corriere oggi ha Lorenzo Cremonesi inviato a Bagdad.


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Un decennio di prime pagine

La storia di questi dieci anni e di come i quotidiani li hanno raccontati, sfogliata come un album.

Ce la regala Il Post.

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Speciale 120 anni di Lazio

Il favoloso speciale di Repubblica sui 120 anni della Lazio, con firme che vanno da Giulio Cardone a Marco Patucchi, da Marco Ruffolo a  Franco Recanatesi, da Fabrizio Bocca ad Angelo Carotenuto e tanti altri ancora. Laziali e non laziali.


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Feticismi dal Cartaceo di oggi

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La prima pagina

Una grafica secca, essenziale, ma allo stesso tempo inquietante.

Sarà il TITOLONE greve, sarà la fotonotizia del Duomo affogato tra nebbia e smog, saranno le manchette (con ribattuta sotto) nero pece.

A noi inquieta tutto.

Ci salva solo il gossip del fogliettone.


La prima pagina (parte seconda)

Questa doveva essere la prima pagina di oggi. Poi, nella notte, è arrivato l’attacco iraniano alle basi Usa.

E adesso chi lo dice al soldato Paolo?


Lo Sfoglio

Lo sfoglio apre con 6 paginate sulla GRANDE PAURA per la #WWIII (come da hashtag di tendenza su Twitter).

Anche oggi nessun contributo da Barbara Schiavulli.

Al suo posto un pezzo non datato di Azadeh Moaveni, giornalista e scrittrice americana di origine iraniana.

Tra le altre firme anche quella della moscovita Rosalba Castelletti che firma un nuovo pezzo senza data.


Il Cacciucco Politico

Oggi (solo) 5 paginate di Cacciucco Politico.

Carmelo Lopapa è sempre al seguito di Salvini in Emilia-Romagna.

Ticket Cuzzocrea-Pucciarelli (è il secondo per Annalisa dopo quello con D'Argenio qualche pagina prima) e Fumarola-Vitale (sul caso Rai - Rula Jebreal).

Il Cacciucco oggi acquista sapore con due interviste imperdibili.

Prima Francesco Merlo che intervista Rita Pavone con domande chilometriche.

Poi Concetto Vecchio che intervista Bobo Craxi sul film Hammamet di Gianni Amelio. Con un incipit divertente.

E a proposito di Bobo Craxi e Hammamet, ecco una pubblicità a pagina 25.


Mondo

Paginata sul dramma dell'Australia. Ma oggi niente reportage delle tre inviate del New York Times.

Accontentiamoci di un pezzo di Gabriella Colarusso scritto, immaginiamo, dalla redazione.

E poi l'iberico Alessandro Oppes racconta le prove di governo sinistrorso in Spagna.


Osservatorio StabiloBoss

La parte StabiloBossizzata dell'editoriale di oggi dell'EMerito Diretùr (copyright Bartez) Ezio Mauro.

Lo trovate in edicola o su R+.


Moda

Tremate tremate le modiste son tornate.

Anche oggi doppia paginata modaiola firmata dalle modiste Ilaria Ciuti e Serena Tibaldi


Osservatorio Recensioni

Oggi in Cultura Massimo Recalcati (ben ritrovato!) recensisce Grottesche, raccolta di diari e appunti di Elvio Fachinelli, intellettuale scomparso trent'anni fa.

Casa Editrice Italo Svevo.


Osservatorio RIP

E’ morto il presenzialista Alessandro Cocco.

Una brevina negli Spettacoli.


Sport

Da non perdere il pezzone del Crosetti sulle nuove parole del calcio.

Sulla scia dell'acceso scambio di vedute tra Conte e Capello al Club di Sky Sport.