mercoledì 17 ottobre 2018

Scarabocchi veloci: doppio Crosetti, Repubblica Firenze, Emanuela Audisio e Ezio Mauro.

Il Crosetti, non contento dello scivolone di qualche giorno fa, c'è ricascato con un nuovo tweet.


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E il giornalista bianconero è anche il protagonista di un pezzo di Andrea Scanzi sul Fatto Quotidiano di ieri.

Ringraziamo l'amico Fabio G. per la segnalazione.


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La fiorentina Simona ci segnala, via Twitter, che oggi è il trentesimo compleanno di Repubblica Firenze. Auguri.


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Complimenti a Nostra Signora dello Sport, al secolo Emanuela Audisio, per il nuovo riconoscimento.


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Infine, quelli di Refus hanno scovato un altro errore dell'EMerito Ezio Mauro nel suo editoriale di oggi.

lunedì 15 ottobre 2018

Scarabocchi di inizio settimana: il tweet di Crosetti, il premio a Mura e due cose che non sono piaciute ai leghisti-grillaroli.

Domenica sera è scoppiato il bubbone relativo ad un tweet di Crosetti effettivamente un po' troppo esagerato. E' tutto raccontato bene qui su Dagospia.

Mario Calabresi, sempre su Twitter, ha cercato di giustificare Crosetti, il quale ha poi rimosso tutto scusandosi.




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A molti non è andata giù la vignetta di ellekappa su Repubblica del 13 ottobre.

Tra questi c'è una certa Marly Kohime che ci invita a vergognarci per la suddetta vignetta.



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Anche la nostra campagna (su Twitter) a sostegno del giornale non è piaciuta a qualcuno. Tipo a tale Vito che ci suggerisce di comprare le castagne anziché "la merda".

Non seguiremo il suo consiglio.



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Da Repubblica del 15 ottobre apprendiamo con piacere che Gianni Mura ha vinto il Premio Torriani. Chapeau.


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Infine, l'attento Saverio Lombardo, su Facebook, ci segnala questo articolo di Pietrangelo Buttafuoco sul Fatto Quotidiano:

Il Fatto 15.10.18

La libertà di stampa e la trave nell’occhio del giornalismo italiano
Non è certo tramite le comprovate competenze o il riconoscimento dei meriti che si arriva nel mondo dell’informazione
di Pietrangelo Buttafuoco

Non è la libertà che manca, mancano gli uomini liberi. La malinconica notazione di Leo Longanesi fa sempre testo tenendosi sulle generali ma neppure può dirsi che sia mai mancata la “libertà di stampa”. La questione è un’altra: non c’è una stampa intellettualmente libera. Mario Calabresi, direttore di Repubblica, al culmine di un fuoco polemico – uno scontro con Luigi Di Maio in tema di fake news e subitanea morte dei giornali – ha sentito il dovere di dire grazie ai suoi lettori, e quindi ai colleghi dei “giornaloni”, per il rinnovato patto con di passione, affetto e solidarietà.
Tutto giusto, tutto bello ma un dettaglio – uno solo – pur nella solennità del comizio scritto, rivela la trave quando si tenta di scovare la pagliuzza nell’altrui occhio. Ed è quando il direttore scrive a proposito dell’imbarbarimento del dibattito pubblico in un tempo in cui – argomenta Calabresi – “la voglia di squalificare e sporcare chi dissente è martellante”. In tema di sporcare e squalificare chi dissente, nessuno – soprattutto la stampa più autorevole – può proclamarsi innocente.
C’è un lunghissimo elenco di persone, anche in Italia, sporcate e squalificate in ragione della loro squisita eccentricità rispetto al conformismo, ma ancor più lungo è l’elenco di chi – nel dissenso – già giace nell’oblio ancora prima di arrivare alla tomba. È proprio della libertà di stampa, nel suo artificio retorico, il silenziare – ancor più che perseguitare – chi dissente. Il pensiero unico è davvero unico, non esiste altra cerchia che il proprio circoletto; il reclutamento delle professionalità passa attraverso quei rituali sociali il cui unico canone – un ascensore sociale più consono alle ambizioni dei borghesi bohémien – è, resta e sempre sarà il Bel Amì, il romanzo di Guy de Maupassant. Non è certo tramite le comprovate competenze o il riconoscimento dei meriti che si arriva nel dorato mondo dell’informazione.
Tra uno bravo che porta notizie e uno capace di accendere frisson sarà sempre e solo frisson, nel trionfo di piritollame&aperitivi. Un campione della bella società è, per fare un esempio da letteratura – giusto a Repubblica, oggi parlamentare – il mitico Tommaso Cerno: frisson, frisson! E sempre pasta e patate, patate e pasta, pasta con patate offre il giornalismo nella sua veste istituzionale quando accuratamente – e mai come nell’attuale stagione liberale il totalitarismo s’invera negli automatismi dei signorsì – dispensa la versione dei fatti secondo tabù. “Noi abbiamo la censura e la censura si può aggirare, mentre voi”, mi dice un amico turco, “siete messi peggio: voi avete i tabù”. E non poter nominarne neppure uno, tanto sono inviolabili questi divieti, sta a dimostrare l’enormità della trave nell’occhio di Mario Calabresi. Tanto grande da ritrovarmela conficcata anch’io.

sabato 13 ottobre 2018

Scarabocchi di sabato 13 ottobre: sosteniamo Repubblica, compriamo il cartaceo o il digitale.

Sulla Home Page di Repubblica, da qualche giorno campeggia questo banner. Sosteniamo il giornale. Compriamolo o abboniamoci online.

E' un diritto-dovere contro i manigoldi che ci sono al governo.


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Noi, nel nostro piccolo, sosteniamo il giornale più che possiamo.


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Su Repubblica del 12 ottobre la conferma nero su bianco che l'intellettuale Antonello Guerrera è il nuovo corrispondente da Londra. In bocca al lupo.


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Giù le mani da Federica Angeli. 

(Sempre su Rep. del 12 ottobre).


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Sempre su Rep. dello stesso giorno, quelli di Refus segnalano:

+++ Errori insospettabili, dopo i due di Ezio Mauro ne spunta uno nell'Amaca di Michele Serra. +++


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Quelli di Errore di Repubblica! (i nipotini di PPR) hanno scovato questo errore:

Stefano Folli, a pagina 30 del giornale di sabato 13 ottobre.

Csu il partito di Schauble?
Schauble non è bavarese.




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Scarabocchietti del 13 ottobre.
Un AutoOsservatorio Errori (negli Spettacoli).


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Un antipatico errore in una dida del politico.



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E la pubblicità di una nuova iniziativa di Feltrinelli che riguarda il nostro MichelOne.


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Ah, dimenticavamo: il nuovo DLui è stupendo.

giovedì 11 ottobre 2018

Scarabocchi del giorno: refuso Zeppelin, inusuale ellekappa, i grandi che sbagliano e il doppio Bernandeschi (con la enne).

Quelli di Errore di Repubblica! (i nipotini di PPR) hanno scovato questo errore:

Pagina 7 di Repubblica del 9 ottobre, articolo firmato da Carmelo Lopapa, inviato a Lione:

Gli "amici" di Herbert Kickl non fanno parte del Ppe.
Nella misura in cui Kickl non è un esponente del Ovp, ma del Fpo austriaco.
Probabilmente si sono confusi con Sebastian Kurz, lui sì del Ppe.


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Sempre su Repubblica del 9 ottobre, pagina delle Lettere, la redazione si scusa per un incredibile refuso apparso sull'ultimo Robinson (foto sotto).




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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Ciao Pazzo,

ieri sul Lavoro (allegato a Rep. Genova) c'era una vignetta di ellekappa, un fatto direi inusuale. 

Sergio T.


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Ci uniamo al dolore di Giustino Fabrizio per la perdita del padre Dario.
Che la terra gli sia lieve.


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Da Repubblica di oggi:

Un prego di cuore a Marione.



Però è curioso che la notizia sul bus di Avellino sia stata posizionata proprio lì.



Qualcuno dica a Stefano Zaino che Bernandeschi non si chiama così.




Della serie Anche i grandi sbagliano, ecco un refuso di Gianni Mura nel suo commento su Italia-Ucraina.


lunedì 8 ottobre 2018

Giù le mani da Repubblica e Espresso (e altri appunti sparsi).

Sulla polemica tra Di Maio e Repubblica non aggiungiamo niente di più di quanto ha già scritto oggi Mario Calabresi sul giornale, in un editoriale che condividiamo dalla prima all'ultima lettera.

Giù le mani da Repubblica e Espresso.

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Antonello Guerrera annuncia su Facebook che "per un po'" sarà il corrispondente da Londra di Repubblica.

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Anche Alessandro Di Maria ha scelto lo stesso mezzo per comunicare una novità relativa al suo lavoro.


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Abbastanza sconvolgente che su Repubblica la tragedia di Lamezia Terme, 6 ottobre scorso, arrivi solo a sfoglio inoltrato.

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Quelli di Refus ci segnalano questo errore (o refuso, chiamatelo come volete):

Un maccheronico Massimo Recalcati su Repubblica del 6 ottobre 2018: in realtà si scriverebbe «coNstruens», ma fa niente.


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Su Twitter, Saul Stucchi ci segnala un errore in un titolo dell'ultimo D di Repubblica. Anche se il mondo si divide tra quelli che scrivono insegnamo e quelli che scrivono insegniamo.


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Segnaliamo la bella prima pagina del Foglio di oggi con un editoriale di Adriano Sofri.

venerdì 5 ottobre 2018

Scarabocchi di fine settimana: dislessia, il refuso dell'EMerito, l'errore di Merlo ed ellekappa in versione Signor Bonaventura.

Encomiabile l'idea di ieri dei sito di proporre la Home Page come la vede chi ha problemi di dislessia.



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Refus, ha trovato il primo refuso in un articolo dell'EMerito Ezio Mauro. (Repubblica del 3 ottobre 2018)



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Quelli di Errore di Repubblica! (i nipotini di PPR) hanno scovato un nuovo errore:
Pagina 35 del 4 ottobre: editoriale di Francesco Merlo.
Nel 1956 era in carica il governo Tambroni?
Assolutamente no. Il governo Tambroni risale al 1960.


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Sempre su Repubblica del 4 ottobre, Andrea Sorrentino deve decidersi: il lancio del gol del 2-1 di Icardi l'ha fatto Vecino o D'Ambrosio? (Vecino).


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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Ciao Pazzo,
posso dire che Repubblica mi ha deluso: oggi (5 ottobre ndFS) la nomina di Bucci, 20 giorni dopo l'annuncio di Conte sul decreto, non è in prima pagina ma solo in 21ma.
Che poi erano tutti d'accordo, compreso il PD, su quella nomina.
Certo se anche Repubblica abbandona i genovesi...

Sergio T. - Genova


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Scarabocchi di oggi, 5 ottobre:

Ellekappa in versione Signor Bonaventura.


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Un refuso in una didascalia del politico.


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Un narcisimo nell'economico.


mercoledì 3 ottobre 2018

Scarabocchi della settimana: Super8, Curzio Maltese, Silvana Mazzocchi e i soliti, fastidiosissimi refusi sul cartaceo e non.

L'attento Occam ci segnala questo errore sul sito di Repubblica di qualche giorno fa. Il refuso è rimasto visibile in Home-Page per diverse ore.

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Dagospia ci lancia una coltellata. L'ennesima.


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Dunque Super8 è diventato un mensile? Chi vivrà vedrà.

A proposito, come non segnalare l'ultimo strepitoso numero dedicato a Enrico Franceschini pieno di feticismi?

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Su Twitter, l'amica Simona ci segnala questo trafiletto apparso sull'ultimo Venerdì.

Un enorme in bocca al lupo a Curzio da parte di tutti noi di PPR.


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Qualche giorno fa è apparso su Repubblica questo ritrattino firmato da Nostra Signora dei Ritratti Marta Signori (chiediamo scusa se la stiamo ultimamente trascurando) raffigurante Sergio Mattarella. Il nostro MUDD, però, si chiede se non si tratti invece di un mix tra Mattaroni e Gentilella.


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Segnaliamo una condivisibilissima Silvana Mazzocchi su Facebook:

«La libertà di stampa è sacrosanta, ma quando un grande giornale nazionale, nel caso Il Corriere della sera, non richiama neanche in prima pagina la manifestazione contro il governo, a pochi giorni dalla manovra che, piaccia o no, ha sollevato uno scontro profondo, ci si chiede che cosa significhi la professionalità».

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Un fastidiosissimo refuso su Repubblica di ieri.


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Segnaliamo questo tweet di El Mundo, quotidiano spagnolo.