martedì 12 dicembre 2017

Feticismi Cartacei e Veloci del giorno: altra nemesi della virgola largofochettiana.

Curioso che in prima la notizia del tentato attentato (bisticcio) di New York sia finita in un sottotitolo.


E anche dentro si deve accontentare di una paginetta.

Oggi, al lordo, sei paginate di Elegante Cacciucco Politico.

Altra nemesi nella firma a pag. 7


Il Pianeta Repubblica torna, come ogni martedì, su una pagina sola.

Massimo Calandri ha preso la sua virgola ed è andato a Chiavari, dove il mare fa paura con le sue onde alte sette metri.


Nella pagina dei Commenti, Paolo Di Paolo ha la faccina di NSDR, Attilio Bolzoni e Paolo Garimberti no.

Graficamente bellissima la doppia pagina di Fotografia.


Oggi solo 4 pagine di Sport.

Feticismi in prima pagina: quasi un clone di ieri.

Quasi tutto simile a ieri il layout di prima pagina, con titolone e fotonotizia unificati.

Ma senza nessuna faccina di Nostra Signora dei Ritratti nelle Idee.

Anche oggi lo "spazio editoriale" ha l'insolita collocazione di ieri, e se lo prende il Punto di Stefano Folli.

E anche oggi la fotonotizia non ha la fascetta "L'immagine" che solitamente l'accompagna.

Altre note

Fotonotizia e titolone sono sul "trionfo di Putin dalla Siria all'Egitto".

Le Idee sono firmate dal Garimba (al secolo Paolo Garimberti), da Ainis e da Di Paolo. Chiude un'intervista a Salman Rushdie.

Niente fascetta autopromozionale a destra.

Il fogliettone è a tre notizie. 

La prima pagina di oggi è stata gentilmente offerta da Engie, Luce Gas Efficenza Energetica Servizi e da Herno.



lunedì 11 dicembre 2017

Scarabocchi veloci del giorno.

Subito una errata corrige segnalata da MUDD:

Quello di sabato non era l'esordio di Valentina Ruggiu in Nazionale, ha firmato a inizio agosto il pezzo-sfogo sulla odissea del padre abbandonato dal 118 (finì in prima pagina e fece il botto sul web).

Chiediamo scusa all'interessata.

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Il lettore Fabio Bertolin torna sulla discussa vicenda del layout di prima pagina:

Caro Pazzo,
la prima pagina in miniatura evidenzia un aspetto negativo del restyling che ancora non mi pare affrontato qui su PPR: nella testata, "la Repubblica" adesso è rimpicciolita e spostata in basso e a sinistra, sormontata da spazio vuoto. Trovo che sia un errore comunicativo (quindi grafico): connota la nuova Repubblica come qualcosa di ridimensionato. 

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Pubblichiamo la lettera che Vittorio Sabadin, crediamo si tratti dell'ex condirettore de La Stampa, ha inviato alla (bella) newsletter Anteprima di Giorgio Dell'Arti:

Caro Giorgio,

complimenti per la tua Anteprima, come sempre curiosa e ben fatta. Arrivo sempre fino in fondo e dunque ho letto le tue considerazioni sui giornali e sulla grafica. La “riforma grafica” è stata per anni il toccasana dei giornali che perdevano copie, un modo per fare finta di cambiare tutto lasciando tutto come prima. La grafica dovrebbe essere al servizio dei contenuti e non viceversa. Prima di mettere mano al tiralinee bisognerebbe porre alcune domande: che giornale volete fare? Quale lettore avete in mente? Dove siete? Dove volete andare? E’ stata la carenza di risposte sensate a queste domande a dare alla grafica il potere che si è presa. Nei giornali americani circolava anni fa una battuta: l’incubo di ogni direttore era che la nuova art director sposasse l’editore. Forse hai ragione tu: è finito il tempo dell’ennesima foto di Trump o di Pisapia messa lì solo perché ci vuole una macchia, e del bianco “che fa tanto fine” di fianco alle colonne. La carta costa, e bisognerebbe oggi più che mai riempirla di contenuti utili e intelligenti, cosa che continua a restare l’aspetto più difficile del giornalismo.

Un caro saluto,
Vittorio Sabadin

I videofeticismi di Vanni Zagnoli: Gigi Riva.

Pubblichiamo il primo di una serie di video feticistici che il simpatico Vanni Zagnoli colleziona sul suo canale YouTube.

Iniziamo con una video-intervista al republicone Gigi Riva.

Altre ne seguiranno.

 

L'album delle figurine di Marta Signori: Piero Fassino, Donald Trump, Benjamin Netanyhau (10-11-12).

Proseguiamo la pubblicazione dei bellissimi ritratti di Marta Signori (alias Nostra Signora dei Ritratti) presenti sulle pagine della Nuova Repubblica.























Feticismi Cartacei del giorno: scorpacciata di faccine di Nostra Signora dei Ritratti.

Festival di faccine di Marta Signori in apertura di sfoglio. E nella stessa pagina c'è Francesca Caferri inviata a Gerusalemme, con virgola sospesa.

Oggi vera e propria scorpacciata di faccine: ne abbiamo contate 15.



Cinque pagine di Cacciucco Politico Elegante. In una di queste Tommaso Ciriaco commenta l'ospitata da Fazio di Pietro Grasso, che ha presentato il simbolo di Liberi e Uguali.



Oggi sit-in a Repubblica e Espresso dopo il blitz neofascista di settimana scorsa.



Nella sezione Mondo, un trio di giornalisti del New York Times (Maggie Haberman, Glenn Thrush, Peter Baker) raccontano la giornata tipo dello staff di Trump nel fortino della Casa Bianca. Qui l'articolo originale.

Solo un pezzullino in Cronaca per la morte di Don Antonio Riboldi.


Nei commenti niente faccina di NSDR per Roberto Mania e Bernardo Valli. Rimane il mistero di chi si e chi no.

Oggi il titoletto del commento d'apertura della Cultura (firmato da Tonia Mastrobuoni) è VISTI DAGLI ALTRI.

Ecco la copertina di RSport. Il Punto del campionato lo firma Crosetti.


La rubrica L'Altro Calcio la firma Enrico Sisti.

Straordinari per Crosetti che ha preso la sua virgola ed è andato a Pordenone a raccontare la vigilia dello storico match di San Siro tra i friulani e l'Inter.

Bella storia di rugby e carcere da Torino raccontata da Marco Mensurati.

Feticismi in prima pagina: nuovi esperimenti per muovere il layout.

Anche oggi titolone e fotonotizia unificati.

E la faccina di Trump di Nostra Signora dei Ritratti finisce in alto nelle Idee, che oggi sono solo tre.

E anche lo "spazio editoriale" ha un'insolita collocazione.

Dalla fotonotizia manca la fascetta "L'immagine" che solitamente l'accompagna.

Nuovi tentativi per muovere il layout di prima pagina. Che a noi continua a piacere molto.

Altre note

Fotonotizia e titolone sono sull'incontro tra Macron e Netanyahu. Inevitabile il fondo del pioniere Bernardo Valli.

L'editoriale è firmato da Guido Crainz, e torna sulle recenti vicende di Como.

Le Idee sono firmate dal trio "Haberman-Thrush-Baker", da Asor Rosa e da Bartezzaghi.

La fascetta autopromozionale a destra è per RSalute di domani.

Il fogliettone è a tre notizie. 

La prima pagina di oggi è stata gentilmente offerta da Engie, Luce Gas Efficenza Energetica Servizi e da Sustenium Plus, l'integratore tonico numero 1 in farmacia.

domenica 10 dicembre 2017

Scarabocchi veloci del giorno.

L'amico Filocane, su Twitter, ci segnala che: "Oggi nella mia copia di Bologna la promo di Affari&Finanza straborda sul meteo".


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Piero Sannia ci scrive:

L'autointervista di Scalfari è imbarazzante. Credo l'abbiano pubblicata per dimostrare ai lettori che Scalfari non ci sta più con la testa, quindi le sue opinioni su Berlusconi non vanno tenute in considerazione. 

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L'appello di Gianni Mura di domenica scorsa sul Carnevale delle maglie di Juventus-Napoli ha portato i suoi frutti. Napoli-Fiorentina di oggi si è infatti giocata a maglie normali.


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Vale torna sul layout della prima pagina:

Niente, la prima pagina continua a non convincermi. Una prima pagina pulita e allo stesso tempo efficace? Quella de il manifesto. Proposta: PPR, mettile a confronto e proponi una votazione fra i lettori di PPR: quale vi convince di più fra le due? 

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Infine, l'attento Saverio Lombardo ci segnala questa cosa:

Dal fatto quotidiano  lo sberleffo- vedi alla voce " ripubblica " "minigonna imposta alle allieve, duemagistrati rischiano il posto " lo leggiamo su repubblica e proviamo uno strano senso di dejà vu. dove l'abbiamo sentito già? mistero andiamo avanti." un consigliere di stato, francesco bellomo................................................................. ecco dove: sul fatto quotidiano del giorno prima......................................... repubblica dimentica la fonte.

sabato 9 dicembre 2017

Piccoli Feticismi domenicali.

Alcune cose dal cartaceo di ieri.

Ieri l'ex first sciura ha esordito in foto sulla Nuova Repubblica.


Sempre ieri, esordio ufficiale in Nazionale per la collaboratrice Valentina Ruggiu, che sul suo account Twitter (da dove abbiamo preso la foto) si presenta così: Journalist at Repubblica.it. Studentessa in Media Studies e comunicazione digitale a La Sapienza.

Bello il suo racconto sull'orso bianco che sta morendo di fame. Davvero bello. Complimentoni anche a chi ha passato il pezzo.




Il cartaceo di oggi.

Ecco la prima pagina. Il ConDiretùr Tommaso Cerno intervista Matteo Renzi.


Siccome nessuno l'ha mai intervistato, oggi il Fundadòr si intervista da solo.


Alla manifestazione antifascista di Como c'erano tre republicones, tutti e tre meneghini e tutti e tre con la loro bella virgola: Brunella Giovara, Zita Dazzi e Paolo Berizzi.

L'inviata in Terra Santa Francesca Caferri oggi è a Tel Aviv, anche lei con virgola.

Carlo Cottarelli ed Elena Stancanelli hanno la faccina di Nostra Signora dei Ritratti.

Mura, Crosetti, Sorrentino e Gamba: in 4 per un derby d'Italia noiosissimo. Per colpa soprattutto dell'Inter.

Oggi è domenica, quindi niente pagine degli Spettacoli. Ecco perché il coccodrillo di Lando Fiorini è relegato dentro Robinson, la cui copertina oggi è insolitamente opaca.


Scarabocchi veloci del giorno.

Ieri a pag.13 c'è un: "prendere un pò di voti tra i moderati" con l'accento su po'. E l'amico Peppe si chiede: "ma è stato definitivamente sdoganato questo modo di scriverlo?".


Sempre ieri a pag.6 leggiamo: "per riunire le forse di centrosinistra". Forse, appunto.


Sul cartaceo di oggi un'automarketta che ci piace.


E nella vetrina di RClub manca l'indicazione «segue nelle pagine successive» in coda al pezzo di Giuliano Aluffi.

Feticismi veloci del giorno.

In collaborazione con Stefano Barbieri.

Ecco la prima pagina.

Anche oggi piccoli tentativi di cucinare qualcosa di diverso. Trovateli voi. Uno ve lo suggeriamo noi: la faccina di Kazuo Ishiguro disegnata da Nostra Signora dei Ritratti.


QUARTA PAGINA: La campagna di oggi di Repubblica è la manifestazione di Como contro l’insorgere dei fascismi. Imperdibile vignetta feticista di ellekappa.


Strepitosa la grafica della QUARTA PAGINA.


Anche oggi 5 pagine di untuoso Cacciucco Politico Elegante.

Il planisfero torna in doppia pagina.

Bellissima la copertina (e in particolare una doppia pagina) del rinato inserto RClub.



venerdì 8 dicembre 2017

Forza Nuova, il blitz contro Repubblica prosegue a Napoli.

La notte scorsa un gruppo di militanti di Forza Nuova ha affisso nei pressi della redazione napoletana del quotidiano 'La Repubblica', alla Riviera di Chiaia, uno striscione riportante il testo "Boicotta l'informazione di regime". Lo rende noto l'organizzazione in un comunicato corredato da alcune foto. L'iniziativa dopo il raid a Roma nella sede centrale del giornale.

Prosegue qui.


FeticisMini (e Scarabocchi) veloci del giorno.

Ecco la prima pagina, per noi molto bella e quasi inedita, con dei piccoli tentativi di cucinare qualcosa di diverso. Trovateli voi.


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La Quarta Pagina oggi è spaziale.


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Nemesi: a pag. 15 salta una virgola dopo la firma.


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In compenso, alle pagg. 29 e 31 riecco la virgola appesa.



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Segnaliamo la presenza sempre più assidua di Makkox nell'Espresso targato Damilano.



Ringraziamo MUDD per i FeticisMini di cui sopra.

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Purtroppo dobbiamo rimandare a settembre il neo-feticista Stefano Barbieri che ieri nei suoi Feticismi d'esordio ha scambiato Gianluca Di Feo con Dario Di Vico.

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L'attento Saverio Lombardo ci segnala l'esordio del direttore del Corsera Luciano Fontana con il saggio Un paese senza leader. Ne parla anche Italia Oggi di oggi.

Fontana al debutto in libreria
I big della politica raccontati tra aneddoti e dietro le quinte
di Claudio Plazzotta


Entro fine febbraio 2018, e comunque giocando di anticipo sulle elezioni politiche, arriva in libreria il primo saggio di Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera dal maggio 2015. L'opera si intitola «Un paese senza leader», ed è pubblicata da Longanesi, casa editrice presediuta da ferruccio de bortoli, ex direttore del corsera che ha passato il testimone proprio a fontana. per il giornalista come detto, si tratta di un debutto assoluto in libreria..............

Blog a scartamento ridotto.

giovedì 7 dicembre 2017

Il post della buonanotte.

Dalla pagina Facebook di Andrea Bozzo.


Feticismi Cartacei e Scarabocchi del giorno.

Qualcosina dal cartaceo di oggi, che vanno ad aggiungersi ai fantastici "Feticismi di Stefano".

Certo che con tutto ciò che sta succedendo in questi giorni, forse un corrispondente a Gerusalemme sarebbe servito.

E così, Francesca Caferri ha dovuto prendere la sua virgola ed è partita.


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Oggi in prima esordio ufficiale della fascetta promozionale dedicata a Super8.


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Il pezzo principale sul blitz di Forza Nuova a Repubblica è firmato giustamente da Paolo Berizzi, che da anni si sta occupando del ritorno del nazifascismo in Italia. 

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Oggi a pag.3 poker di faccine di Marta Signori.


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A pag.4, il comunicato del Cdr di Repubblica.


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A pag.12 la faccina di Papa Francesco di Nostra Signora dei Ritratti.


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Nella pagina dei commenti, invece, nessuna faccina di Garimberti e Signori.

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Succede spesso che in alcuni blocchetti di testo si perda l'effetto sbandierato a sinistra (oggi accade a p. 42). Della serie: "Se il giustificato è ingiustificato".


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Le due lettere pubblicate da Corrado Augias e la sua risposta meritano particolare attenzione perché si inseriscono in un noto dibattito interno a Repubblica



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Michele Serra su Trump nella sua Amaca: «Si sospetta il gesto di un grosso scemo».

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Altri scarabocchi.

La cara amica Simona, appresa la notizia dello scartamento ridotto del blog, ci ha scritto questa cosa:

Lungo ponte eh Pazzo? Se non sbaglio per voi milanesi le ferie cominciano oggi. Buona festa.

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Gabriele, invece, sta dalla nostra parte sul dibattito riguardante il layout della prima pagina:

Bella la doppia foto col titolo al centro! Ho subito pensato che fosse una bella idea appena vista la prima pagina, smentisce l'idea che molti hanno sulla monotonia e sulla poca flessibilità della nuova prima pagina.

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Su Anteprima di oggi, la bella rassegna stampa via mail di Giorgio Dell'Arti, troviamo questa lettera firmata (crediamo sia proprio lui) dal republicone Fabrizio Ravelli.

Ciao Giorgio, grazie di avermi mandato la tua Anteprima, che mi piace molto. Vedo che per le notizie di nera hai scelto un linguaggio d’altri tempi, che ben si adatta alla materia.
Un saluto
Fabrizio Ravelli

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Tornando sulla Scalfareide, l'attento Saverio Lombardo ci segnala un articolo apparso ieri sul Fatto Quotidiano firmato da Eugenio Ripepe e che pubblichiamo integralmente.

Il Fatto 6.12.17

Scalfari stordito dalle malefatte di B.
di Eugenio Ripepe

L’ultima performance di Eugenio Scalfari da Floris avrebbe meritato un’eco più vasta. Non tanto per l’ennesima cappellata nella quale è incorso (le sue defaillance culturali non fanno più notizia) quanto per il contesto argomentativo nel quale essa era inserita. La cappellata è consistita nel retrodatare di un paio di millenni la “scoperta” dell’autonomia della politica dalla morale, che la vulgata attribuisce a colui che è stato a lungo il segretario fiorentino per antonomasia (prima di essere spodestato proprio da un attuale beniamino pro tempore di Scalfari), attribuendola ai greci.

Ora, che una distinzione tra morale e politica i greci la facessero è dimostrato dal fatto stesso che le designavano con termini diversi, ma non per questo le ritenevano reciprocamente irrilevanti come ha sostenuto Scalfari. Avesse fatto il nome di Tucidide, ancora ancora… Invece ha chiamato in causa Platone e Aristotele, spiegando che “per Platone quelli che facevano la politica erano i filosofi. Che cosa poi i filosofi facessero moralmente era un problema che né Platone né Aristotele prendevano in considerazione”. Nel bignamino di filosofia di Scalfari le pagine su Platone e Aristotele devono mancare. Come nessuno (pardon: quasi nessuno) ignora, infatti, Platone, in linea con l’intellettualismo etico socratico, vuole i filosofi al governo dello Stato proprio (e solo) perché ritiene che, conoscendo il bene e il giusto, essi non possano non governare virtuosamente e secondo giustizia. E nemmeno Aristotele doveva essere tanto convinto della reciproca irrilevanza di morale e politica se per lui l’etica fa parte della politica, la quale ha di mira il bene comune.

Un velo pietoso su quanto Scalfari ha aggiunto a riprova dell’asserito amoralismo politico di Aristotele tirando in ballo il suo allievo Alessandro Magno che “della morale se ne fotteva nel più totale dei modi. Non a caso ha fatto un impero in cui andava a dormire con le varie imperatrici, se erano belle. Lui occupava il paese e poi di queste se ne faceva una ventina”. Una lettura pecoreccia della storia, alla luce della quale il grande Alessandro non sarebbe stato altro che un piccolo B. E in effetti era qui che Scalfari voleva andare a parare: alla riabilitazione di Berlusconi, anticipata già nella risposta alla prima domanda di Floris: “(Berlusconi?) Adeguato alla cosa pubblica lo è”. Qualunque cosa significhi, una dichiarazione di grande apprezzamento: quali che ne siano agli occhi dei perbenisti i vizi privati, le pubbliche virtù di Berlusconi non possono esserne offuscate.

Altro che l’apertura di credito implicita nella preferenza per Berlusconi rispetto a Di Maio dichiarata alcuni giorni prima! Sedici anni dopo, Scalfari smentiva l’Economist che a suo tempo aveva bollato Berlusconi come unfit to lead Italy, proclamandolo fit, perché non si devono trasformare in giudizi di carattere politico i giudizi, o magari i pregiudizi, di carattere morale. Come se da un quarto secolo in qua i giudizi negativi su Berlusconi abbiano avuto a oggetto esclusivo la sua morale privata, e in particolare la sua condotta sessuale, invece che la sua mancanza – come dire? – di moralità politica. Sotto il governo di Berlusconi, ha aggiunto Scalfari, le cose sono andate più o meno come sotto i governi precedenti. Vale a dire che il capo del triunvirato Berlusconi-Dell’Utri-Previti e, che so, un Ciampi per lui pari sono. Se la denuncia quotidiana delle malefatte (politiche) di Berlusconi venuta per vent’anni da Scalfari e dal suo giornale ha lasciato il campo alla scoperta della sua affidabilità (politica), oltre che alla sua riscoperta come delizia del genere umano, o Scalfari ha ragione ora, e dovrebbe vergognarsi di fronte a Berlusconi per come lo ha infangato, o aveva ragione prima, e dovrebbe vergognarsi di fronte a se stesso.

Questo ragionamento è forse troppo schematico perché tertium datur. Scalfari potrebbe aver espresso sinceramente il proprio pensiero sia allora sia ora, solo che, non essendo un paracarro, ha subito un’evoluzione che lo porta a giudicare i fatti diversamente: quello che gli sembrava inammissibile ieri, gli sembra ammissibile oggi.

Ma proprio questo suo passaggio dall’anti-berlusconismo all’anti-anti-berlusconismo dimostra la gravità di uno dei pericoli fin dall’inizio intravisti nel berlusconismo, e cioè che alla lunga determinasse un’assuefazione alle sue anomalie. Ecco, si è assuefatto perfino Scalfari! Nel quale il processo di mitridatizzazione ha avuto come catalizzatore, stando a quello che ha detto a Floris, il bisogno di governabilità. Più o meno quello che fece accettare a tanti non fascisti l’avvento del fascismo, nel cui regime poi parecchi di loro trovarono modo di integrarsi. C’è da augurare a Scalfari che non gli appaia mai in sogno qualcuno dei personaggi che abitano il suo pantheon privato, per esempio un Pertini col suo carattere fumantino. Sarebbe un notte agitata…