lunedì 26 giugno 2017

Osservatorio Errori (Gravi e in Prima Pagina).

Il nostro collaboratore genovese Sergio T. ci segnala un erroraccio nel sottotitolo di prima pagina: non è vero che Genova era "rossa dal dopoguerra". Pertusio, Pedullà e Piombino sono stati sindaci democristiani dal 1951 al 1975. Senza contare Campart, il sindaco farmacista e repubblicano dal 1985 al 1990.




Le vignette degli altri: il Bucchi del Corriere (con esegesi).

Lo slapstick secondo Giannelli.
Il Maestro che conta tante primavere e quindi tante elezioni ci mostra tutto il suo distacco presentandoci una vignetta asciutta, classica, che rimanda allo slapstick d'oltreoceano.
Ovviamente il tutto in salsa Giannelli, con calembour protagonista, con quel “Genova” un po' così, storto, come il capo del Maestro a maratona di Mentana inoltrata.
Ma sulla repository del sito del Corriere della Sera(http://bit.ly/2tbvJos) si può vedere anche la vignetta nel caso in cui i risultati genovesi fossero stati ancora incerti all’ora della stampa.
Volendo Giannelli avrebbe anche il seguito: è facile infatti che Renzi cadendo si sBUCCI un ginocchio, beccandosi il "Cucù!" di Berlusconi. [PresaPerIlCuCu]


Torna l'appassionante rubrica "Osservatorio Errori".

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Caro Pazzo,

mentre sulle pagine del tuo blog si espongono i massimi sistemi (la perdita di peso, di copie, d'immagine di Repubblica e della sua direzione), permettici di discutere anche di quisquilie, di nugae, come direbbero quelli colti. 

Insomma, lasciaci parlare di apostrofi (un'altra volta, se ne avremo modo, ci occuperemo di virgole e di due punti, perché, com'è noto, il diavolo si annida nel dettaglio). 

Vedi ieri nella pagina delle lettere il tragico errore (non si saprebbe come altro definirlo) di un incauto titolista, che fa precedere il sostantivo insegnante, chiaramente in quel caso al maschile, dall'articolo indeterminativo apostrofato (un'insegnante: sic!!!). 

Circostanza che induce a un'ulteriore riflessione, perché, forse, nell'inconscio del titolista si deposita anche una convinzione: che quella di insegnante sia una professione per sole donne e che, per questo, l'articolo indeterminativo che precede la parola vada sempre apostrofato.

Calaber


Sempre a proposito dell'abbandono di Carlo De Benedetti.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Ciao Pazzo,

a proposito dell'abbandono di CDB, se ne occupa anche il sito del quotidiano Libero che, a parte le primavere dell'Ingegnere, dice qualcosa di diverso su Ezio Mauro:
"Carlo De Benedetti ha deciso. Dopo undici anni lascia la guida del gruppo editoriale Gedi, nato dalla fusione del gruppo L’Espresso con La Stampa-Secolo XIX di John Elkann e Carlo Perrone.
Secondo quanto annunciato a margine di un convegno che si è tenuto mercoledì a Torino, il nuovo presidente sarà il figlio dell’ingegnere Marco De Benedetti. Il patron, che ha 83 anni, lascia l’ultimo incarico che detiene nel gruppo dopo aver trasferito il controllo ai tre figli, Marco, Rodolfo e Edoardo quattro anni fa.
Secondo un retroscena del Fatto Quotidiano di oggi, dietro la decisione dell'Ingegnere non ci sarebbero solo le 81 primavere ma anche la delusione per l'andamento del quotidiano La Repubblica.
Molti danno la colpa della crisi a uno uno smarrimento identitario del giornale simbolo della sinistra italiana. Sempre secondo il Fatto, De Benedetti avrebbe voluto lasciare il timone al consigliere Ezio Mauro, che però non avrebbe accettato."
Buona giornata, Peppe.

Il crollo del Pd alle Amministrative (prime pagine che entreranno nella storia).













La prima pagina di oggi.

Cernusco Sul Naviglio, paese adottivo del vostro FS, tiene alta la bandiera del centrosinistra.

domenica 25 giugno 2017

Se l'Ingegnere consente.

Riportiamo da Il Fatto Quotidiano di oggi (pag.10):

Lo sberleffo - un piccolo appunto per De Benedetti -

"... solo un appunto, se l'Ingegnere consente: quando dice << siamo l'unica impresa editoriale italiana che non ha mai perso un solo trimestre  >>, ecco si dimenticava qualcuno. Nel nostro piccolo, ci tenevamo a farglielo notare."

A cura di Saverio Lombardo

Feticismi grafici (colpa della foto di Laura Bombonati).

Per una precisa scelta grafica di impaginazione (o per una curiosa coincidenza involontaria), oggi la prima e la seconda pagina di Repubblica sembrano gemelle.

Colpa della foto di Laura Bombonati, la 26enne di Tortona arrestata per terrorismo internazionale.

Bastava forse modificare leggermente la posizione della foto di pag.2. Forse.




L'Amaca di oggi: Serra e il coccodrillino di Stefano Rodotà.

La prima pagina di oggi.

venerdì 23 giugno 2017

Repubblica, serve una forte sterzata.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Caro Pazzo, 

qualche opportuna riflessione sulle cause del crollo verticale delle vendite di quello che fu (fu, ora lo è per mancanza di alternative) il "nostro" giornale: 

1) Il posizionamento del giornale nella campagna referendaria del 4 dicembre è stato pessimo. Anzitutto, è stato imperdonabile lo slittamento progressivo del Fundador dal No netto e ben motivato, all'indifendibile SI finale. Poi, pessima è stata l''incapacità manifesta, per evidente filorenzismo, anch'esso indifendibile, di mantenere il giusto equilibrio, anche interno, tra i fautori del NO e quelli del Si, in uno alla incapacità di comprendere che, anche per merito del Fundador nella sua posizione iniziale, il grosso dei lettori era per il NO, e si è visto; 

2) L'incapacità di gestire la situazione ha portato alla spaccatura e, per alcuni di essi, alla definitiva rottura (almeno così sembra) con collaboratori la cui firma era per noi lettori un must del giornale: Settis, Prosperi, Rodotà, Pace, Montanari, Zagrebelski, Cordero, o non scrivono più, oppure hanno ridotto al minimo i loro interventi; 

3) Questa brutta storia si aggiunge alle defezioni precedenti: si cominciò con Barbara Spinelli, con cui non si è stati capaci di recuperare il rapporto lasciando che finisse al Fatto. Al Fatto ritroviamo Valentini, Rampoldi, Coen, Caporale. Giannini per fortuna è stato recuperato, giusto in tempo per bilanciare la deriva filorenziana. Gad Lerner lo si è lasciato andare per una miserabile questione di soldi, manco si trattasse dell'ultimo correttore di bozze. Curzio Maltese, che non si capisce per quale motivo non avrebbe potuto continuare a scrivere di politica, non scrive più nemmeno di cinema, e ha giusto la rubrica sul Venerdì; 

4) Altre firme (tipo Salvadori, Gianluigi Pellegrino), appaiono sempre più raramente, altre (Galli, Gotor) sono scomparse da tempo. Verdelli e Romagnoli persi; 

5) La foliazione è ridotta, e questo, con i tempi che corrono, si capisce, e del resto le pagine di R2 erano in gran parte inutili. Ma la Cultura è ridotta in condizioni pietose: due paginette o tre, con firme spesso sconosciute e argomenti insulsi; 

6) La rubrica della De Gregorio posizionata nella pagina dei commenti è un obbrobrio assoluto: toglie spazio ai commenti veri che costituiscono il nerbo del giornale, e riduce di molto lo spazio dei commenti residui, ridotta ad una pagina dove, con equilibrismi grafici e tagli allo spazio degli articoli, deve entraci tutto. Una rubrica come quella della De Gregorio può essere settimanale e confinata a D o anche al Venerdì, ma non nella pagina dei commenti; 

7) Infine, la direzione di Repubblica non è arte per Calabresi, che al massimo può fare (forse) l'inviato, e andrebbe sostituito immediatamente con Rampini, Maltese o anche, perchè no, De Bortoli. 

Insomma, così non si può andare avanti. Sappiano lorsignori che Repubblica, in queste condizioni, lo acquisteremo ancora per poco. Dopo di che si vedrà, ma una sterzata e forte, bisogna darla.

Nicola Purgato

ellekappa (sempre in versione variopinta) sul fenomeno crescente degli stalker assassini.

Il nuovo corso di Repubblica (e di CDB): un interessante articolo di Maurizio Crippa sul Foglio.




Genova per lui: critiche al pezzo odierno di Merlo.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Caro Pazzo,

il pezzo di oggi di Francesco Merlo su Genova non è che mi sia piaciuto molto. Non puoi andare in una città e scriverne come se la conoscessi perfettamente.

E Merlo fa così ogni volta che scrive di un'altra città che non sia la sua. 

E poi Genova ha perso il 25% della popolazione, non la metà.

Sergio T. - Genova



L'Amaca di oggi: Serra ragiona su Giorgio Caproni e ne esce un elogio della poesia.

Le altre prime pagine del giorno.







La prima di oggi.