giovedì 23 novembre 2017

Il prima e dopo della Nuova Repubblica: la firma dei corrispondenti.

Cambia tutto con la Nuova Repubblica, anche le firme dei corrispondenti.

A differenza di prima si utilizza sia il minuscolo che il maiuscolo, e la località entra nella data ed esce dal pezzo.

Ma quella virgola tra nome e città francamente non la capiamo. Secondo noi non è necessaria essendoci un bold che spezza e soprattutto andrebbe levata se rimane appesa (come nel pezzo di Visetti di oggi).




Nuova Repubblica: miscellanea di reazioni, commenti e feticismi - Parte settima.

Stamattina ho sentito un anziano signore dire all'edicolante che Repubblica "era più bella prima".

Riccardo Canetta su Twitter

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Da Il Fatto Quotidiano di oggi:

Ai vertici di Repubblica la scelta del fondatore di riabilitare Berlusconi in funzione anti-grillina semina lo scompiglio. Nella sua rubrica su Radio Capital, Circo Massimo, l’ex vicedirettore del quotidiano, Massimo Giannini, non si trattiene e parte all’attacco. “Bella botta, quando l’ha detto, io ero lì ed è calato un po’ di gelo, mi ha colpito”, esordisce l’editorialista e poi spiega: “Il fondatore è come la magica Roma, non si discute, si ama, dopo di che su questa cosa sono in dissenso da lui perché se ricordiamo quello che è stato Berlusconi e il berlusconismo nella lunghissima avventura di Repubblica onestamente prima di dire scelgo Berlusconi ho qualche difficoltà, sarei prudente”. “Non dobbiamo scegliere per forza tra l’uno e l’altro e possiamo anche insistere nell’accanimento terapeutico di chi vorrebbe una sinistra diversa” auspica Giannini. In serata, a Otto e mezzo su La7 arriva anche il commento del direttore del quotidiano Mario Calabresi, che alla domanda di Lilli Gruber si sfila prudentemente: “Per fortuna hanno fatto una legge proporzionale e non sono obbligato a scegliere l’uno o l’altro”. E alle elezioni a Ostia che avrebbe fatto? Incalza la conduttrice. “Là c’era un problema serio di alleanze, avrei votato Cinque stelle” risponde Calabresi.


























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A me la Nuova Repubblica piace molto. È più compatta, maggiormente leggibile e dedica grande spazio ai commenti. Un vero giornale europeo, insomma. Se eliminasse i pezzi di Rampini e provasse a capire gli Usa sarebbe perfetta.

Umberto magni via Twitter

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Andrea Marcenaro, sul Foglio, spiega perchè "Non avremo "il font Giuliano". Una scelta del direttore Cerasa fa saltare la riforma grafica del Foglio.







































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Da La Verità di oggi:

Eugenio Scalfari sarà ricordato come il fondatore di Repubblica; Mario Calabresi come l'affondatore.

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Caro pazzoperrepubblica,

al primo impatto la nuova Repubblica promossa a pieni voti e, come immaginavamo, la carta resta quella di prima, graficamente bella ed essenziale la vedo da semplice lettore più europea come quotidiano intendo, belle le divisioni e chiare, piccoli difetti troppe pagine 70 più 16 edizione Torino e ahimè ancora troppa politica interna e cronaca ma forse esagero.

Piervittorio Miatton sulla nostra pagina Facebook

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Due foto ultrafeticistiche pubblicate da Giancarlo Mola su Facebook.







































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Ieri mattina durissima reprimenda di Filippo Facci nei confronti del neodirettore di Repubblica Tommaso Cerno definito il neo Vendola del giornalismo italiano. 

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Lavoro mirabile quello fatto per la Nuova Repubblica, il font Eugenio è leggibile, la mano di Franchi si vede ed è un bel leggere. 

Sfogliato in digitale, ho provato invano a cercare il cartaceo in tre edicole nei pressi dell'ufficio. Buon segno! Almeno l'onda lunga della curiosità ha fatto il tutto esaurito. Che è sempre meglio di sbirciar pile impolverate a fine giornata nelle ultime edicole sopravvissute. 

Passiamo alla Rep: https://rep.repubblica.it/. Una meraviglia. Riprende il concept del cartaceo e ne amplifica la novità. Il font Eugenio ovviamente è sostituito dal classico dei classici: il Times New Roman per lasciare il legame forte con la controparte cartacea. 

Spazio anche allo scrigno di Robinson con il ripescaggio dei "Longread". 

Bellissimo il piedino "è questo è tutto" che a me fa sempre pensare al maialino dei cartoni.

Pazzo Per Repubblica ne sta già scandagliando ogni singola pagina.

Antonino Pintacuda sulla sua pagina Facebook

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L'attento Saverio Lombardo, su Facebook, ci segnala l'intervista del settimanale Oggi a Federica Angeli, tutt'ora in edicola.

I Feticismi della Nuova Repubblica: Serra contento del trasloco all'interno del giornale.


Feticismi Supremi: una bella intervista ad Antonio Gnoli.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Ciao Pazzo per Repubblica,

ho osato intervistare Antonio Gnoli, magari vi interessa intanto un abbraccio e a presto.

Gabriele Ferraresi

La bella intervista, inizia così:

Chi scrive e intervista per lavoro ha un modello irraggiungibile: Antonio Gnoli. Classe 1949, giornalista di Repubblica, ex caporedattore delle pagine culturali del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, Gnoli nel corso di 40 anni di carriera ha incontrato – e ancora oggi incontra – tutti. Portando a casa interviste magnifiche, complesse, ricchissime di dettagli, da incorniciare.

Gnoli però ha dato alle stampe anche più di un volume: l’ultimo, con Francesco De Gregori, Passo d’uomo (Laterza, 2016), mentre della sua produzione passata non si può non citare un libriccino che una generazione di liceali tra i banchi a inizio anni ’00 ha compulsato come un breviario: Il Dio degli acidi, una lunga intervista ad Albert Hofmann – lo scienziato che per primo sintetizzò l’LSD – realizzata insieme a Franco Volpi.

Il resto è qui.


I feticismi degli altri: il Corsera risponde alla Nuova Repubblica con l'inserto speciale su Torino.


Da Italia Oggi di oggi.

Il prima e dopo della Nuova Repubblica: l'Amaca di Serra.

Come ha scritto lo stesso Serra ieri, l'Amaca torna nelle pagine interne di Repubblica dopo circa undici mesi in prima pagina, sopra alla testata.

Ecco le differenze grafiche tra la vecchia e la nuova Amaca (la quale, tra l'altro, ha già subito uno scossone).


Nuova Repubblica: miscellanea di reazioni, commenti e feticismi - Parte sesta.

Se a qualcuno interessa, qui c'è la puntata di Otto e mezzo di ieri sera con ospite Mario Calabresi.
















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Anche oggi, su Facebook, Riccardo Falcinelli (grafico, autore di “Cromorama”) si scatena a difesa della Nuova Repubblica:

Ci sono persone, grafici, che nelle ultime ventiquatt'ore hanno criticato con violenza, spesso gratuita, il nuovo progetto di Repubblica. I testi in verticale come l'insegna di una osteria! Che schifo! Vignelli si rivolterebbe nella tomba! (Io lo trovo geniale ma de gustibus eccetera eccetera). Ora però, fare il progetto di un quotidiano è un lavoro di una complessità inaudita, possibile che si trovi da criticare una scritta in verticale? Di mille problemi risolti una scritta in verticale? Si cambierà. Se non funziona si cambierà! Un quotidiano è una macchina in fieri non una struttura immutabile. Il design di un quotidiano è un "processo" non un soffitto affrescato. Però... C'è un però. Per curiosità uno va a vedere questi arbitri di eleganza cosa hanno fatto e scopri dei poster stenti, delle cartolinette con gli spazi sbagliati, delle imitazioni epigonali di designer di quarant'anni fa. È chiaro che criticare è lecito ma è pure lecito pensare che vi lamentate di Repubblica perché a voi nessuno ha chiesto di ridisegnarla e questo, per qualche misterioso cedimento della psiche, vi pare un affronto. A me sarebbe piaciuto ridisegnare Repubblica e l'avrei fatta completamente diversa. Ma a me mica piace solo quello che farei io (per dire: non avrei mai messo un titolo in verticale eppure poi l'ho visto e funziona, funziona al punto che ho ammirato la spregiudicatezza dell'idea). Insomma non può contare solo il gusto, questo di Repubblica è un progetto bello, importante e soprattutto imponente tecnicamente. Se nel mondo del design non si impara a ammirare anche quello che è lontano da noi perdiamo un'occasione culturale, una possibilità di stupore e anche (perché no?) di felicità.

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E tra i commenti al post di Falcinelli ce n'è uno interessante di Carlo Grosoli con tanto di foto esplicativa:

Anch'io sulle prime sono rimasto un po' urtato dai nomi delle rubriche disposti in verticale (non sono ruotati di 90° come il titolo dell'Independent). Ma non potevo credere che dietro alle scelte dei designer ci fosse solo azzardo, coraggio, spregiudicatezza e pretesa di discostarsi dagli altri a soli scopi commerciali. Infatti non è così. È una soluzione pragmatica, decisamente funzionale. Il vecchio giornale dovevi accartocciarlo.







































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Un commento a margine di questo articolo sulla Nuova Repubblica apparso ieri su Il Post:
Le scritte:

E
C
O
N
O
M
I
A

come se fossero insegne:

B
A
R

sono da denuncia alla corte dell’Aja per crimine contro l’umanità.

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Caro Pazzo,

oggi Repubblica è ancora più bella elegante seducente di ieri!!!
Una splendida giovane donna! Il resto è solo invidia.

Io la trovo bellissima per il tratto minimalista che è eleganza molto raffinata.
Io penso che per la prima volta forse nel modo dei giornali si assista a questa “ri-nascita” di un  quotidiano.

Perché si tratta di un media nuovo che  prima non c’era.
E l’eleganza e il respiro del giornale hanno radici europee.

Credo che al di là di alcune cose su cui nei prossimi giorni ci soffermeremo per capire meglio la collocazione narrativa (e penso a Terza pagina e Quarta pagina) il lavoro svolto sia davvero geniale.
Così come credo che il segno vero su questa Repubblica sia di Francesco Franchi
A lui dobbiamo la pulizia formale e l’eleganza austera.

Stammi bene!!!

Walter B. - messaggio via mail

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Claudio Cerasa, direttore del Foglio, nel suo editoriale di oggi scrive fra l’altro :”......un peccato che proprio sulle bellissime pagine della nuova Repubblica scritte con il carattere Eugenio.......”.











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L'ironia di un edicolante di Largo Crocetta a Milano. Tra l'altro gli abbiamo chiesto come fosse andata ieri Repubblica e, soprattutto, come stava andando oggi (ore 14). Le risposte: benissimo ieri, così così oggi.


























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Due commenti apparsi sulla newsletter Anteprima di Giorgio Dell'Arti:

Caro Dell’Arti, vorrei tranquillizzare Lei e la sig.ra Aspesi. La mia copia di Repubblica, acquistata in centro a Milano, non riporta alcuno svarione tipografico (allego prova). Il giornale mi sembra ben impaginato, ma come ritorno alle origini 79 pagine (più il dorso locale) sono sfiancanti. Tenere in mano il quotidiano sui mezzi è un peso. E chi riesce, poi, anche solo a sfogliarlo tutto? Un caro saluto e complimenti per l’Anteprima. Viva la sintesi!

Gianluigi Maino

Caro GD'A, posso dirti che a me la nuova veste di Repubblica assomiglia ad una minestrina in brodo per convalescenti, che i caratteri di certi titoli sono evanescenti e che le strisce grigie laterali sono poco leggibili, per non parlare dei “tamburini” davvero microscopici. Ci fosse ancora alla Filarmonica la signora Panni, marcerebbe armata (di ombrello) su Repubblica…

Vittorio Emiliani

Nonunacosaseria chiarisce. La discussione è aperta.

Pubblichiamo un chiarimento di Nonunacosaseria al messaggio di Gabriele (lo trovate più sotto) arrivato ieri a margine di quest'altro post

Caro Pazzo,

la mia proposta di ieri di ridurre la foliazione e con essa il prezzo del quotidiano era ovviamente una provocazione. Però, visto che qualcuno ha commentato dicendo che allora bisogna mandare a casa un po' di gente, la domanda sorge spontanea: 60 - 70 pagine di quotidiano sono necessarie per raccontare e spiegare il mondo o sono necessarie per mantenere un corpo giornalistico e redazionale abnorme?

Anche questa, ovviamente, è una provocazione. Però potrebbe anche essere il punto di partenza di una discussione un po' diversa dal solito e magari aperta al contributo dei giornalisti interessati che potrebbero spiegarci un punto di vista diverso, dall'interno (dall'esterno è facile giudicare e anche sbagliare).

nonunacosaseria

E quindi metà della redazione di Repubblica viene poi a mangiare e dormire a casa tua, dato che - seguendo il tuo prezioso consiglio - sarebbe licenziata perché superflua. Molto più semplicemente: uno sceglie cosa leggere e cosa no sulla base del tempo a disposizione e dell'interesse per gli argomenti.

Gabriele

Primo colpo di scena: rimossa la faccina di Serra dall'Amaca.

Clamoroso e inatteso colpo di scena alla Nuova Repubblica: al secondo giorno di vita viene rimossa la faccina di Michele Serra dalla sua rubrica l'Amaca.

Al suo posto un'amaca stilizzata.

Una scelta di MichelOne nostro che forse non si riconosceva in quel ritratto o una squisita scelta grafica?

Lo scopriremo solo vivendo. Il dibattito è aperto, ma anche no.

Nuova Repubblica: miscellanea di reazioni, commenti e feticismi - Parte quinta.

Un po' ricorda l'Unità di Concita De Gregorio, un po' la Stampa di Anselmi e Calabresi, un po' El Pais e gli altri grandi quotidiani europei. Bellissima la Nuova Repubblica.

Fausto Aliberti su Twitter

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Quattordicesimo commento arrivato sul blog:

Caro Pazzo, 
oggi leggere PPR è stato molto impegnativo e allo stesso tempo stimolante. Personalmente mi riservo di dare un giudizio sui sette giorni come minimo, unica constatazione amara è che le pagine non calano (96 A Roma), certo oggi la pubblicità era assai ridondante.
Ti segnalo (Ma già lo saprai) che da qui a due giorni dovremo occuparci della "Battaglia di Torino", con la doppia GEDI impegnata a difendere il fortino sotto la Mole dal nuovo dorso locale del Corriere di Cairo. E capire anche se ha ancora un senso tenere le due cronache nel nuovo contesto sia societario che di concorrenza 

Signor Marco

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Nuova Repubblica, come un quadro.

Simone Orsini su Twitter




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Ma scusa Pazzo, distratti dalla nuova Repubblica ci è sfuggito Il fetecismo dei feticismi: Mura che intervista Serra a casa sua. Sull'ultimo Venerdì.

Sergio T. (Messaggio su WhatsApp)

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La Nuova Repubblica di Mario Calabresi non scade a mezzogiorno. Sarà un piacere quotidiano fino a sera.

Gianluca Dati su Twitter

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Mentre Repubblica e Fatto Quotidiano litigano, vedo un banner pubblicitario della Nuova Repubblica sul Fatto… ops.

SetteBit su Twitter




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Quindicesimo messaggio arrivato sul blog:

Caro feticista supremo, torno a scrivere su questo blog dopo anni e anni, non ricordo bene il vecchio Nick era qualcosa tipo "massi feticista d'eccellenza" o giù di lì. Detto questo torno a scrivere per l'occasione ghiotta di commentare il restayling di Repubblica. Confesso che ormai da anni nn compro più Rep, ne altri quotidiani cartacei, ma la mia fedeltà alsito repubblica.it è immutata. Oggi per l'occasione ovviamente sono corso in edicola, ecco le mie considerazioni:
Prima pagina alienante, noni ha convinto, troppo fredda e bianca, priva di guizzi, speravo in un cosa stile The Guardian per la testata, ed in generale un approccio più moderno e allettante.
Pagine interne ok promosso quasi tutto, tanta ma tanta eleganza e grazia, innovazione nbpieno stile repubblica, coraggio e voglia di stupire, anche qui unico neo il troppo poco colore. Geniale la doppia pagina sulle notizie del mondo,con i tweet degli inviati.
Impressioni finali nel complesso promossa assolutamente, da rivedere per me ripeto la prima pagina, ed in generale mi è mancato un po' di "carattere" è modernità. Non vorrei che si va verso una direzione troppo naif, ricercata e di nicchia non propriamente consona ad un quotidiano nazionale #2 per diffusione, che rischia di far perdere ulteriori lettori trasformando Rep in un quotidiano non più largamente "popolare". 

Massi

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Looking back, looking forward #NuovaRepubblica 

(ph. Francesco Franchi da Facebook)




La seconda prima pagina della Nuova Repubblica.

Ottimo impatto anche oggi.

Note:

A Zagrebelski l'editoriale

Nelle Idee buona parte dell'argenteria di casa Fochetti: Rampini, Serra, Di Paolo e De Gregorio

La fotonotizia sulla condanna di Mladic

Eni anche oggi unico sponsor in prima

mercoledì 22 novembre 2017

#NuovaRepubblica: il tributo a D’Avanzo e una novità da eliminare (l'attesissima recensione di MUDD).

Ecco la tanto attesa recensione di MUDD, alle prese con il settantacinquesimo restyling di Rep.

Sì, è stato già detto: ma l’asciugatura sarebbero 96 pagine totali? Per ora la noto solo nei titoli in prima, o meglio nelle notizie che da una decina passano a 5 (7 se si considerano i due titoletti “leggeri” sotto la testata, posto che quelli della colonna destra dovrebbero essere tutte «Idee»). Aspettiamo altri eventuali layout magari con la foto più piccola.


COSA MI È PIACIUTO DI PIÙ


«Di che cosa stiamo parlando», sottosezione “trasversale”, è un chiaro riferimento-tributo all’intercalare del mitico Peppone D’Avanzo. Commovente.


COSA MI È PIACIUTO DI MENO

La testatina verticale: sì, è pratica e funzionale allo sfoglio oltre che in linea con l’idea di scrolling alla base di tutto il ridisegno, ma oggettivamente non bellissima (a me ricorda WordArt).


Detto ciò, altre considerazioni (cit. Gianni Mura).

Font e grafica: come previsto, il carattere Eugenio è molto simile a quelli di Robinson e Super8 (Franchi, se ci leggi puoi dirci se è lo stesso?). Ma che sia una Repubblica «robinsonizzata» si evince anche dal ricorso all’infografica d’autore – sarà contento il FS –, dai testi sbandierati (mai nei pezzi di cronaca, spesso in quelli di approfondimento o leggeri, vedi le interviste, caratterizzate anche dai fili a definire le colonne) e dalle icone – by Marta Signori? – tanto dei rubrichisti quanto dei protagonisti degli articoli.


Le rubriche: con l’Amaca, retrocessa dopo nemmeno un anno di proscenio sopra la testata, slitta anche il paginone di Fotografia (il fu R2 rinnovato e ridotto all’osso) dopo cultura e spettacoli, ma bisogna vedere se sarà fisso in quella posizione. Per avere conferma delle altre (quelle non fisse, tipo Belpaese etc.) bisognerà attendere. Esordiscono le pagine contrassegnate da una lettera (Q come Quarta, A come Altra e T come Terza), bella idea i Fusi Orari, le lettere si riducono come subito notato da Frank nonostante lo spazio dei commenti cresca di una pagina: tutta appaltata alla triade Augias-Serra-De Gregorio.


Le sezioni: nel video di lancio si vedono delle maxi-lettere ad aprire tanto lo Sport, la Cultura eccetera quanto i nuovi dorsi estraibili (colpiva il Food di Clotilde Veltri con sfondo da tovaglia quadrettata biancorossa), nella realtà invece spariscono. Arriveranno o sono state cassate?

I temi: un po’ straniante l’intermezzo delle (furono) pagine di Attualità tra le cronache: il pezzo di Aspesi sulle sigarette, ad esempio, mi è sembrato troppo in alto nello sfoglio, ma forse è una scelta dettata dal ritmo della lettura fatto di pause e alleggerimenti.


Il bianco: sul web da stamattina il troppo bianco fa discutere, polarizzando le posizioni tra chi non lo condivide e chi lo apprezza («può servire per prendere appunti, scrivere poesie o la lista della spesa»). Più d’uno consiglia di inserire sopra la testata una frase non pensando che così si otterrebbe un doppione del Fatto Quotidiano.

La curiosità: lo sapevate che «Eugenio», prima di essere il carattere della Nuova Repubblica, doveva essere il nome di Robinson? Lo ha svelato di recente FF a Lucca Comics. A proposito, domenica prossima l’inserto compie un anno.

MUDD

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La Nuova Repubblica - promossa (ma è il primo giorno).

Sembrava non dovesse finire mai lo sfoglio della nuova Repubblica. 80 pagine + le 16 dell'edizione locale fanno quasi 100. 

Conseguenza del n° 1 della seconda vita del giornale che richiedeva lo spiegamento della migliore mercanzia (che poi richiama la pubblicità). 

Se però restasse inalterata la foliazione sarebbe un problema, certo non dal punto di vista dell'ufficio marketing, ma il lettore deve andare in aspettativa forse (se ha la fortuna di lavorare)?
È come se ad un prosciugamento (necessario) del giornale abbia corrisposto un effetto uguale e contrario che si riflette sull'incremento del numero delle pagine.


Il primo refuso, purtroppo, è grave, perché la "frase" della Bindi, ripresa dalla conversazione avuta la mattina di martedì a "Circo Massimo" con MG e JPB, non poteva essere equivocata. E, invece, la madre che fa molta fatica a "riconosce" i tratti dei figli è lì spietata. 

Visto che poi ci siamo, la pessima formattazione della seconda parte dell'Amaca è semplicemente assurda. 

Il ridimensionamento delle lettere e di CDG non so quanto potrà durare, mi sembrano stare lì a forza, tutti compressi. 

Quadrotti scomparsi, tranne che per le vignette (per fortuna ci sono), perché l'impaginazione ha pensato le rubriche (che perdono il nome identificativo) in verticale e si riconoscono per la firma in corsivo e in rosso. 

Purtroppo, anche se riordinata la pagina dei programmi tv, ha mantenuto lo spazio risicatissimo Dipo. Peccato trascurare la tv. Le serie, per intenderci, meriterebbero una pagina al giorno (Gomorra3 è un capolavoro). Magari si potrebbe rimediare su Robinson.

Se fin qui abbiamo elencato gli aspetti poco convincenti, c'è tanto altro che porta a concludere quanto avevamo avuto l'ardire di ipotizzare e cioè che i pregi avrebbero superato i difetti. Mantenendo salda la barra i risultati non mancheranno.

Ci piace la sprovincializzazione, con l'apertura al mondo che viene confermata dalla doppia pagina "fusi orari" tra le più convincenti. Così come è molto apprezzabile la doppia riservata a commenti ed analisi. 

Interessante e innovativa la "quarta pagina" che sarà una prerogativa della nR, assieme alle pagine 2-3 e 6-7, come illustrato dal Diretùr nella presentazione live. Ma c'è pure la "terza", con la scienza che fa sezione a sè. Molto bene.

Alla prima pagina e a tutto il profondo restyling dovremo farci l'abitudine, modalità di lettura comprese, adesso assai facilitate dalla leggibilità e chiarezza del font.
Rilevante e giusta importanza attribuita alle foto, così non ci saranno più né fotine e tantomeno scontorni. 

Per fortuna lo sport non perde le cronache delle partite e cosa c'era di meglio che "esordire" illuminati dal lampo meraviglioso di Insigne?

La scansione delle sezioni, con l'indicazione del caporedattore, è agevole e utile.
Poi occorrerà attendere i giorni più caldi, quelli del fine settimana, per conoscere come saranno state ristrutturate o abolite le rubriche apposite. Abbiamo la speranza che l'inserto sportivo del lunedì torni centrale, come due o tre anni fa.

E magari, con il passare dei giorni, si avrebbe pure l'esigenza di vedere il giornale più colorato, appena un pochino di più, ecco.

Un paio di annotazioni, come note a margine. Alla presenza (pubblicità) di Eni ed Enel Energia si uniscono anche due articoli che parlano (pag. 45) dei due enti. Lieve conflitto d'interessi?
E poi l'endorsement del Fundador a favore di B. che, proprio all'esordio, ha reso più simpatico l'altro Eugenio, il font, che voleva proprio celebrare il Padre Fondatore. Peccato.

P.S. 10 euro per Rep.info sono eccessivi. 20 euro per Rep+ sproporzionati. E manca sempre l'archivio digitale.

@Frank201410

Nuova Repubblica, la commenteide illustre: Boroni - Falcinelli - L.Pisapia.

Michele Boroni (giornalista) 

A me la grafica della nuova Repubblica di carta piace molto. Amo molto gli spazi bianchi tra titolo e testo. Sono invece un po' sconfortato dal numero di pagine: ma davvero credono che la gente legga più del 30% di quel faldone? Forse volevano solo fare i fenomeni il primo giorno.

Riccardo Falcinelli (grafico, autore di “Cromorama”) 

La nuova "Repubblica" è bellissima e elegante. Layout chiaro, ordinato e porta un po' di respiro da magazine nel quotidiano. Bravi!

Luca Pisapia (giornalista)
 

Adesso dico qualcosa sulla Nuova Repubblica, per il quotidiano che ha fatto del gigantismo - speculare all'ipertrofico ego del suo fondatore - la sua ragione di esistenza, dal foglione enorme della nascita alla serie di magazine, pubblicità, inserti, vhs, libri, sezioni, raddoppi, qui si arriva al punto di non ritorno, l'orizzonte degli eventi: enormi pagina bianche che non contengono più nulla, solo una foto, piccoli sommari e l'articolo che nel nuovo font - quanto di più sbagliato cambiarlo visto che il lettore vuole sentirsi rassicurato anche visualmente - scompare definitivamente, si dissolve, non c'è più. Con un restyling grafico che è identico a quello del britannico The Independent - che inventare qualcosa pareva brutto - prima di fallire, in epoca di postverità (già old, lo so) Repubblica diventa il primo postquotidiano, un giornale dove scompare la notizia, non nel senso che viene taciuta, ma che è scritta con l'inchiostro simpatico del font eugenio per potersi perdere nell'enorme pagina bianca, vuota, criogenizzata, simbolo dei tempi che viviamo. la Nuova Repubblica è in pratica solo un raccoglitore di pubblicità, è il magazine di foto patinate che ha divorato dall'interno il giornale, ma non è riuscito a digerirlo per il troppo bianco, accecante, è un foglio bianco attaccato con certosina perfezione nei corridoi di un autogrill, qualcosa davanti cui passare distrattamente, alla ricerca di un prodotto fatto meglio: un pacchetto di patatine, o il Corriere dello Sport 

ps. è un piacere notare che se la vecchia Repubblica moriva con l'intervista in ginocchio di Mario Calabresi ad Al Sisi, la nuova nasce già morta con l'intervista in ginocchio dello stesso autore a Mariano Rajoy, un chiaro posizionamento a destra che non tradisce la lunga storia di giornale, anzi, solo che da oggi è su pagina bianca.

Nuova Repubblica: miscellanea di reazioni, commenti e feticismi - Parte quarta.

Sempre in attesa della recensione di MUDD, che arriverà a brevissimo.

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Marione celebra così su Twitter una delle giornate più belle della sua vita.


























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La nostra rassegna stampa comincia da qui!

La redazione di Circo Massimo su Twitter







































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La Nuova Repubblica ha nomi e cognomi di chi sceglie (e anche l'email).

Stefania Aloia su Twitter


























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Tredicesimo commento arrivato sul blog:

Ricordo la delusione del marzo 2014 quando ci fu "il nuovo inizio"; non mi piacque, sin dall'inizio, il carattere, l'eccessivo uso di rosso ed azzurro per i titolini, l'insieme disarmonico e poco elegante, ecc; oggi, dopo aver catturato ieri un pò di immagini durante la presentazione alla Nuvola, mi sono emozionato ad avere in mano la nuova Rep.
Mi piace tutto, è un giornale bellissimo; l'unico neo, ma vediamo con il tempo se cambia, è la prima pagina (un pizzico funerea), per il resto una delizia.

Pagina 77 della Nuova Repubblica: splendida intervista di Gigi Riva ad Hakeem Abdul-Jabbar: da sola vale il costo del quotidiano!

anonimo

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NBA Doctors su Twitter


























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Sono sempre frastornato quando cambia la veste grafica dei giornali a cui sono abituato. E invece la Nuova Repubblica è bella, moderna e subito familiare

Andrea Vianello su Twitter

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Questa è la foto più bella della Nuova Repubblica. L'ha pubblicata Francesca Caporello su Twitter.




















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L’edicola di sempre. La Nuova Repubblica. È proprio una bella giornata!

Laura Pertici su Twitter


























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L'Amaca di Michele Serra per me resta in prima pagina anche sulla Nuova Repubblica, nel senso che leggo comunque prima lui e poi il resto del quotidiano.

Antonio Gurrado su Twitter



















Ma il secondo refuso è anche peggio.

Mamma Anais dev'essere stata distratta dalla nuova creatura.

Càpita.




Ebbene sì, il primo refuso (grave) della nuova Repubblica.

Il primo refuso della Nuova Repubblica arriva puntuale come una bolletta. Ed è rilevante, anche perché tratto dalla conversazione di ieri mattina con MG e JPB a Circo Massimo.

Nuova Repubblica: miscellanea di reazioni, commenti e feticismi - Parte terza.

Sempre in attesa della recensione di MUDD, che arriverà presumibilmente nel pomeriggio.

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Ma quanto scritto in questa pubblicità apparsa oggi sulla nuova Repubblica, è solo una prerogativa delle poltrone oppure può estendersi anche al giornale?
















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Che oggi nasca un nuovo giornale non è scontato. Che nasca così bello è un prodigio. 

Emanuele Lauria su Twitter

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Undicesimo commento arrivato sul blog:

Non ho visto traccia di vignette, l'Amaca torna all'interno ma in colonna, lettere al minimo storico, Augias e Concita ridimensionati (in pagina unica tutti), nel senso di meno appariscenti. 

Di cosa si parla non c'è, perchè si moltiplica in un certo senso nella doppia pagina dedicata al mondo che ogni giorno, sul planisfero, avrà pezzi di 240 caratteri, firmati, su episodi significativi accaduti nell'orbe terracqueo. 

Il Ratto potrebbe scomparire e il punto di Folli non si sa. 

Ridotti a mezza pagina i titoli di borsa, per lasciare più spazio alle notizie brevi. Doppia pagina di analisi e commenti (che ricorda molto quella del Corsera come impostazione, intendo). 

Purtroppo pagina programmi tv (sembrerebbero meno incasinati) e Dipo sempre nello stesso spazio. 

Le pagine della Cultura riprende la sostanza di Robinson, per esempio nelle recensioni.
Questo ho potuto capire dalla presentazione live.

Ah, l'app Rep sembra adeguata, ma preparate la carta di credito ha raccomandato Massimo Russo. Il prezzo di un caffè ogni tre giorni (quindi 9 euro mensili?)

Comunque si trattava, ovviamente, dell'ultimo numero zero che però indica la tendenza (temo per lo sport).

Frank

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Caffè, cornetto al pistacchio e la Nuova Repubblica.

Massimo Pisa su Twitter
















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Avete notato per esempio che sfogliandola in punta di dita si trovano subito le sezioni in verticale?

Stefano su Twitter











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La Nuova Repubblica la trovo una cosa magnifica bravissimi.

Brevemen su Twitter

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Caro Pazzo,

dopo avere letto e studiato con critica attenzione Repubblica posso affermare che è per pulizia grafica ed eleganza il più bello fra i giornali italiani.

Intelligente la Quarta pagina all’insegna di “ siamo ancora una volta degli innovatori”.
Il “di che cosa stiamo parlando” è una bella e utile intuizione.

La paginata di Mondo con la sintesi breve e succosa degli avvenimenti più significativi in un contesto rappresentativo delle notizie calde prese dai Tweet dei corrispondenti mi sembra geniale.

La cronaca è esaustiva e ben scritta e curiosa.

“L’altra pagina” è un altro spazio nuovo che valuteremo giorno per giorno.

Trovo razionale la ricollocazione in una sola pagina del trio Augias Serra De Gregorio.

Così come le due pagine di commenti costituiscono il fondamento nativo di un grande giornale di opinione qual è Repubblica.

Insomma il mio è un giudizio complessivo molto lusinghiero.

Il prodotto editoriale e grafico è di altissima qualità. Complimenti a tutti
P.S. Forse la mia sarà una voce stonata ma confesso che forse la prima pagina potrebbe essere graficamente ripensata. Io non amo le grandi foto in prima.

Walter B. (lettera personale via mail)

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Molto bella, ha un avvenire, certo più della passata versione col font stile Avvenire... Soprattutto se Eugenio nel giornale si limita al carattere editoriale, e non all'editoriale di carattere...

Luca Melo su Twitter

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Ogni giornalista dovrebbe comprare il suo giornale all'edicola se può ed esserne prima di tutto lettore.

Aldo F. su Twitter
















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Dodicesimo commento arrivato sul blog:


Straordinariamente elegante. Peccato solo per la qualità della carta...

anonimo

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La Nuova Repubblica è molto molto bella. Non è un restyling, è un nuovo giornale (la fine dei primi piani!), l’unico all’altezza della tradizione del design italiano. Vedremo se reggerà l’impatto con le radicate culture redazionali. Francesco Franchi è super. Bravo Mario Calabresi.

Christian Rocca su Twitter

Nuova Repubblica: la recensione di Nonunacosaseria, non uno qualsiasi.

Caro Pazzo,

attratto dal restyling più strombazzato nella storia dell'umanità, stamani ho fatto una cosa che non facevo da tempo: ho comprato Repubblica, anziché scroccarla episodicamente al bar o altrove.

L'impatto grafico mi piace, il quotidiano ora somiglia più a uno di quegli autorevoli e sobri fogli mitteleuropei che non a un tabloid dai titoli urlati. L'impaginazione per sezioni è agevole, anche se - francamente - sono rimasto un po' disorientato da quella "quarta pagina" in cui si parla di robe che niente c'entrano con la sezione che precede e che segue. Così come trovo eccentrica la scelta, in mezzo a tanta sobrietà, di piazzare nella sezione "mondo" quell'articolo sulle sigarette nei film (o non poteva andare nella pagina degli spettacoli?) e nella sezione "cronaca" l'intervista a Massimo Bottura.

Ritengo giusta e corretta la scelta editoriale di dar spazio più ai commenti che alle notizie ed effettivamente la novità risalta bene con il nuovo tipo di impaginazione. Non ci sono titoli della serie "Silvio paga gli alimenti a Veronica" o "Pierluigi dice no a Matteo", spero non sia un caso. Rimane "il retroscena": tornerò a comprare un giornale cartaceo quando scompariranno i retroscena che nove volte su dieci sono più ricostruzioni fantasiose che non approfondimenti per capire cosa sta succedendo (sempre che sia possibile capire cosa succede nella politica italiana).

Due domande.

La prima: durerà - e quanto - la sobrietà odierna?

La seconda: ma 78 - dicasi settantotto - pagine (più la cronaca locale) sono davvero indispensabili? Forse il target di Repubblica è composto da fancazzisti che possono leggersi tutte quelle pagine e da manager / liberi professionisti che delegano al Fantozzi di turno? Ma come fa un povero lavoratore a leggere non dico tutto il quotidiano, ma almeno la metà? Si alza un'ora prima? Prolunga la pausa pranzo? Legge la sera quando va a letto, stile Raimondo Vianello con la Gazzetta? Io posso capire settantotto pagine se si continua a dare prevalenza alle notizie, ma se si dà maggior spazio ai commenti perché tanto le notizie uno le conosce già dal web, che senso ha tutta quella carta? Sono così fuori dal seminato se dico: fate trenta pagine, quaranta toh - inclusa la cronaca locale, e mettete il prezzo trenta centesimi meno.

Nonunacosaseria

Nuova Repubblica: miscellanea di reazioni, commenti e feticismi - Parte seconda.

Sempre in attesa della recensione di MUDD, che arriverà presumibilmente nel pomeriggio.

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Raffica maniaco-ossessivo-feticistica di considerazioni a caldo mandati via Whatsapp da Frank al Feticista Supremo:

Serra torna tra i commenti e lettere prosciugate

La cultura riprende la grafica di Robinson

Bella la doppia pagina con il planisfero dal mondo, con brevi pezzi firmati su episodi rilevanti

Programmi tv inalterati

Giornale che stenteremo a riconoscere

La app Rep sembra interessante. Però...Preparate La carta di credito, ha concluso l'intervento Massimo Russo

Vado a caricare lo smartphone

Ah, c'è il distico prima dei pezzi (foto), come Repubblica delle origini

Per il resto ti potrò far sapere a pomeriggio avanzato, però avendo potuto fare lo sfoglio ieri sera, dopo il gioiello di Insigne, i pregi prevalgono sui difetti, come avevo ipotizzato. Una rivoluzione autentica, sporcata dall'inaudito endorsement del Fundador nei confronti di B. Un paradosso nella giornata che celebrava proprio Eugenio.




















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Ottavo commento arrivato sul blog (in risposta a Raimo):

Applausi a Raimo. Che cosa e di chi sia Repubblica è chiaro, a che cosa serva anche, che sia sempre stata così, beh, se ne può parlare.
Raimo parte dal presupposto (credo) che in Italia ci siano diverse destre (tra cui la destra liberale rappresentata dal nostro giornale) e una sola sinistra, presupposto che io condivido. Forse non è proprio il tema su questo blog, ma io condivido lo stesso.
Se invece non è il presupposto di Raimo, beh, mi scuso con Raimo e con chi mi legge. Secondo me però spiega tutto.

Marco

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Il luogo migliore dove leggere la Nuova Repubblica? A bordo di un treno dove comincia un nuovo viaggio. 

Giorgio C. su Twitter




















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Lo shock per la nuova prima pagina di Repubblica? Come quando la tua migliore amica dai capelli lunghi si presenta al mattino col più irriverente dei caschetti. Ma dentro, la Nuova Repubblica è ora un giornale pienamente europeo.

Simone Disegni su Twitter

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Firenze. Mi piace.

Simona via Twitter


























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Via su, dopo tanto tempo ho ricomprato Repubblica.

Feliciano B. via Whattsapp

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La Nuova Repubblica ha l'orizzonte largo e le notizie per fusi orari. What else?

Stefania a. su Twitter




















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Come nel 1976, mio padre sarebbe stato di fronte all'edicola alle 6 del mattino per sfogliare prima possibile la Nuova Repubblica. E gli sarebbe piaciuta moltissimo. Perché è davvero bella.

Cristina N. su Twitter

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Nono commento arrivato sul blog:

Appena l'ho acquistata, mi sono ritrovato un po' spaesato, come tutte le cose nuove d'altronde (mi era già successo a giugno con i nuovi "Corriere dello Sport" e "Tuttosport"). La prima pagina la trovo un po' fredda, la parte bianca sopra la testata si potrebbe riempire con una frase, un proverbio, oppure un collegamento ad un articolo interno. Le pagine interne sono ottime, trovo anche carini i vari simboli in prima pagina (lo stivale dell'Italia, la Mole, il Colosseo, i simboli meteo ecc.) Per me, la nuova "Repubblica" è anche più maneggevole della vecchia.

Andrea Caucci Molara


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Decimo commento arrivato sul blog:

Pazzo,
ma se accade un evento importante e richiede più di due pagine di spazio, la Quarta Pagina dove andrà?

Filocane

La Raimeide sulla Nuova Repubblica meritava un post a parte. Eccolo.

Dalla pagina Facebook di Christian Raimo:

Impressioni su Repubblica nuova.

1. Grafica straordinariamente migliore. Bravissimi Angelo Rinaldi, Francesco Franchi, Stefano Cipolla. 

2. Editoriale di Calabresi sul perché cambiare il giornale debole, banalotto, ma almeno chiaro su alcune - buone - caratteristiche che il giornale dovrebbe avere: più approfondimenti e commenti sulla carta, un po' una specie di Foglio di centrosinistra, ossia di destra, ossia il Foglio. Secondo me tra due anni arriva Cerasa alla direzione. 

Stile di Calabresi: 

"Perché ripensare il giornale? Perché è nel Dna di Repubblica". Ai miei studenti dico "ve prego non usate l'espressione è nel dna".

3. Scelta assurda di dedicare la copertina del primo numero a un'intervista al solito sdraiata a Rajoy da parte di Calabresi. Non una sola domanda sulla repressione violenta nei giorni del voto catalano, sull'incarceramento di indipendentisti, sull'eredità del franchismo, etc...
Rajoy - uno dei peggiori leader europei oggi - ne esce come Churchill se non come Mandela. 

4. Intervista ad Habermas sulla Germania, che detta un po' la linea politica del giornale da qui in poi: grandi coalizioni indipendentemente dai programmi. 

5. Il commento di Massimo Giannini. Anche qui pochi cambiamenti nello stile. Ci sono quei quattordici, quindici virgolettati in 2500 battute. Addirittura Giannini riesce a infilarne uno nel titolo: La "cinghia" fuori tempo e la lezione di Trentin. 

6. C'è un'intervista a Berlusconi. Che è la terza intervista del giornale NUOVO. Rajoy, Habermas e Berlusconi: il giornale nuovo... Comunque l'intervista a Berlusconi non è un'intervista ma è titolata "Colloquio". Berlusconi, scrive Carmelo Lo Papa, "è nel suo "ritiro" a Merano, nel centro benessere in cui è andato più volte quest'estate e accetta di parlare con Repubblica". Mmm... cioè non ho capito... in questo caso il ruolo del giornalista sarebbe sbobinare le confidenze che Berlusconi nella zona relax vicino alla sauna?....

7. Ottimi gli occhielli spiegoni, titolati "Di cosa stiamo parlando". 

8. Pagina dedicata al riassunto di quello che accade nel mondo. Molto molto buona. Sarà difficile farla bene tutti i giorni. Copiata praticamente a Internazionale, ma vabbè, che la facciano bene. 

9. Abbastanza bene il secondo sfoglio, cronaca e economia. Articoli interessanti, più da settimanale tipo Espresso o Venerdì, in alcuni casi sembra Pagina 99, anche se pezzi troppo corti. 

10. L'Amaca di Serra se ne va dalla prima pagina. Bene. 

11. Battaglie politiche del giornale trattate in due pezzi ciascuno - il tratto unitario è l'antisindacalismo: a) la Cgil fa male a fare il sindacato conflittuale, dovrebbe strisciare come gli altri (accuse di sudditanza nei confronti di Mdp, ripetute). Tutto politicismo, nessuna spiegazione nel merito delle ragioni di protesta. b) contro lo sciopero dei taxi: anche qui zero ragioni della protesta, solo ragioni dei clienti stufi. 

12. Ancora un pezzo di Vargas Llosa, credo che sia il dodicesimo di questi ultimi mesi su Repubblica. Il romanziere dice sempre la stessa cosa: no populismi, il che in genere vuol dire no sinistra. Attacco Chavez e Maduro per dire che il liberalismo europeo di destra è l'unica soluzione, e che il resto - Corbyn, Sanders, quella roba là, manco la intercetto. 

13. Pezzo sempre bellissimo di Emiliano Morreale, uno dei pochi collaboratori per cui vale la pena comprare Repubblica. 

14. Bel pezzo di Smargiassi sulle foto. Altro collaboratore bravo. 

15. Bell'intervista di Gigi Riva a Kareem Abdul-Jabbar.

Insomma per una lettura dello scenario politico che sembra quella del 1993 (l'intervista a Habermas potevo dare il le risposte), il giornale sembra un prodotto al passo con i tempi.

Nuova Repubblica: miscellanea di reazioni, commenti e feticismi - Parte prima

Sempre in attesa della recensione di MUDD, che arriverà presumibilmente nel pomeriggio.

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Intanto il marketing di Largo Fochetti ha pensato bene di creare un'hashtag sponsorizzato su Twitter.


























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Primo commento arrivato sul blog:

A me le pagine interne piacciono molto, dal carattere dei titoli, al font, all'impostazione grafica: da questo punto di vista ha migliorato anni luce rispetto al precedente restyling. Mi lascia un po' perplesso, invece, la prima pagina. Va bene la pulizia e l'essenzialità, ma potevano darle un po' più di colore, mi sembra troppo smorta, grigia. Magari anche mettendoci una foto in più (per esempio una striscia di notizie, sopra o sotto la testata, più visibile di quella che c'è adesso). E poi, parere personale, manca un "guizzo" - chiamiamolo così - per caratterizzare e distinguere la prima pagina rispetto ad altri giornali e come fanno gli altri giornali: del tipo, una vignetta, una frase-aforisma piazzata in qualche punto, un mini-editoriale che si possa leggere tutto in prima, com'era l'Amaca. Comunque, ripeto, al di là di questo (che non è certo secondario), promuovo a pieni voti lo sfoglio interno.
Però, possiamo dire una cosa? Ci hanno detto con enfasi "Via l'intestazione delle pagine sostituite con la banda verticale, via la tradizionale distinzione tra sezioni, poche foto, poca cronaca e più approfondimento"... eccetera... Alla fine il giornale è ancora diviso in sezioni fisse, come prima e come tutti i quotidiani (Primo piano, politica, cronaca, commenti, cultura, spettacoli, sport....). Aver tolto l'intestazione delle sezioni (anche se Cultura/Spettacoli e Sport potevano lasciarle) non mi pare un buon motivo per annunciare una rivoluzione che da questo punto di vista non c'è stata. Idem sul presunto "nuovo" modo di dare e di selezionare le notizie... E' sopratutto un bel restyling grafico.

alebigigher

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Feticismo consegnato al vostro FS dal suo edicolante di fiducia a Cernusco sul Naviglio.


























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Secondo commento arrivato sul blog:

Appena finito lo sfoglio.
Alcune opinioni sparse.
Il nuovo giornale mi sembra più austero e rigoroso, graficamente più freddo rispetto alla solita Repubblica.
Prima pagina ottima. Bella la pagina fusi orari con lo sguardo d'insieme sul mondo. Pagina Augias-Concita-Serra a parte rispetto alla doppia pagina dei commenti: molto bene. Belle Illustrazioni e infografiche. Il nuovo carattere è davvero più leggibile, mi aspettavo di trovare molto più bianco nelle pagine ma mi sembrano molto scritte.
Oggi numero assurdo di pagine quasi inaffrontabile, ma è il primo numero e ci sta.

Gabriele

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Nel frattempo sta cambiando anche la grafica del sito.


 























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Terzo commento arrivato sul blog:

La tanto sbandierata app REP è abbastanza una presa in giro. Intanto non è per nulla una app, ma solo un'estensione a pagamento del sito E costa pure ben 10 euro, oltre ad essere impossibile il suo acquisto sul play store di android come fa la concorrenza, anche in casa GEDI (Stampa).

Signor Marco

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Quarto commento arrivato sul blog:

Fanculo all'Eni: inquina e porta sfiga all'Italia.

GP (in riferimento all'unica pubblicità presente sulla prima pagina)

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Dopo qualche sfoglio mi sto abituando e il nuovo giornale mi piace un sacco. Sono sempre più convinto che la prima pagina sia fantastica. Ottima anche la grafica dei titoli interni. Belle le lettere in grande per le pagine speciali (la Q di quarta pagina, la T di terza pagina). Bella anche la scelta delle righe verticali per dividere le colonne delle interviste che permettono di distinguerle ancora meglio dagli articoli. 

(sempre) Gabriele

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Sul mio grande giornale c'è una piccola Mole.

Monica B. su Twitter





















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Oggi su Repubblica scienza e arte conditi da capacità di racconto e ottima illustrazione.

fabriziolab su Twitter

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Quinto commento arrivato sul blog:

Ciao “Pazzo”, premessa:

Scalfari che dichiara che tra Di Maio e Berlusconi voterebbe Silvio... già mi fa propendere il mio acquisto quotidiano (nel senso del giornale) verso il Corriere (dichiaratamente borghese, incline ai poteri forti , proprietà amica di Silvio ecc ecc) .

Detto ciò passo al giudizio sulla new Repubblica:

Sez Milano : negativa, poco coinvolgente e manca pagina su Lombardia (presente sul Corriere)

Sez Sport : positiva, tutto ok

Sez cultura e spettacoli: dispersiva con articoli vari non ben identificati

Sez Commenti: ottima, articoli ben visibili

Sez Economia: positiva

Sez Cronaca : positiva

Sez Mondo : giudizio da approfondire per il momento direi 50% e 50%

Sez Politica : vedi sez Mondo

Primo piano: ok

Il carattere adottato è - questo si- OTTIMO!!


Fabio G

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Sesto commento arrivato sul blog:

L'impatto non è stato positivo devo dire, anche l'edicolante se ne è accorto e mi ha detto "Bisognerà abituarsi".  Poi sfogliandola ammetto che è fruibile e leggibile. Anche l'Amaca mi pare posizionata bene. Prime impressioni.

Simona

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Anche le statistiche di PPR hanno risentito dell'effetto Nuova Repubblica.
 











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Settimo commento arrivato sul blog:

Estraendo il testo di un articolo si scoprono queste sorprese:

La spaccatura sindacals sulls psnsioni è lo spscchio dslla fass confusa chs sta attravsrsando l’Italia. Csrto, la Cgil ha tutto il diritto di distingusrsi da Cisl s Uil, così coms ha il diritto di andars in piazza all’inizio di dicsmbrs anchs da sola, ss ritisns chs la sua battaglia sia giusta nsl msrito. Eppurs, di fronts alls concsssioni tutt’altro chs marginali di Gsntiloni, è difficils non psnsars chs ci siano anchs altrs ragioni al fondo dslla posizions intransigsnts assunta dal sindacato un tsmpo lsgato al Pci.
Si è stabilita di fatto — s non c’è da stupirsi — una convsrgsnza di intsrsssi fra la Cgil s la sinistra-sinistra riunita intorno al bsrsaniano Mdp-Articolo 1.
Non è una convsrgsnza tra soggstti forti, bsnsì tra rslativs dsbolszzs chs si puntsllano a vicsnda, concordi soprattutto su un punto: non lasciarsi risucchiars dalla stratsgia rsnziana chs tsnds a cancsllars s riassorbirs, in vista dslls slszioni, tutto ciò chs si trova alla sua sinistra. È una prsssions già cominciata s chs si annuncia via via più pssants — è facils immaginarlo — mano mano chs ci avvicinsrsmo al prossimo marzo, il msss prsvisto psr andars alls urns.

Roba da matti.
Leone Zanchi

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Infine un colorito agglomerato di pensieri tratte da Facebook.