venerdì 6 luglio 2007

Il Fiat Day per la nuova 500. Il polpettone hollywoodiano nelle mani del trio torinese Crosetti-Griseri-Tropea.


Avevamo decisamente esagerato, ieri, pronosticando pezzi d'autore per il lancio in pompa magna della nuova 500. Niente dolce Concita, niente Romagnoli, nè Serra. Solo Maurizio Crosetti (che sfodera un pezzo stile dolce Concita) con l'ausilio dei torinesi Paolo Griseri e Salvatore Tropea. A margine un'intervista di Ernesto Assante a Renzo Arbore che secondo noi non aggiunge nulla alla notizia.

Gaza: Alan Johnston liberato dopo 114 giorni di prigionia. Ad attenderlo Alberto Mattone.


Una cosa è certa: Alberto Stabile, abituale corrispondente di Repubblica da Gerusalemme e dintorni, è in vacanza. A sostituirlo c'è, come già detto qualche post fa, Alberto Mattone che si è beccato in pieno la notiziona della liberazione del reporter della Bbc. Stabile sarà livido di rabbia per essersi perso questo "scoop".

San Walter nella città del Santo.


Veltroni alla prova del nord (est). Si reca infatti a Padova per iniziare il lungo esercizio di proselitismo per il nuovo Partito Democratico. Per Repubblica, ad ascoltarlo, c'erano l'ex "donna di Bertinotti" Alessandra Longo e il "nordesta" Alberto Statera.

Gad Lerner si dà al gossip.


Inaspettato pezzo in prima pagina di Gad Lerner che si getta violentemente sul trio Fiorani-Mora-Corona e sfodera un pezzo degno dei migliori giornaletti di gossip. Domani tutti al Billionaire (foto).

giovedì 5 luglio 2007

Ciao, Claudio.


E' morto oggi il giornalista Claudio Rinaldi, grande innovatore di settimanali.
Aveva 61 anni, è stato direttore di Europeo, Panorama ed Espresso. Malato da lungo tempo, fino all'ultimo ha scritto la seguitissima rubrica sull'Espresso e il blog. Riproponiamo qui di seguito il suo ultimo post di due giorni fa, dal blog che curava personalmente sul sito dell'Espresso.

E Visco non si dimette
Postato in il 2 Luglio, 2007

Ammetto di non provare una particolare simpatia per Vincenzo Visco. Ritengo sbagliata e inutilmente punitiva la sua politica tributaria; escludo che contro l’evasione fiscale stia facendo i miracoli di cui certuni favoleggiano; trovo disdicevole, in lui come in qualsiasi uomo politico, l’assoluta mancanza di cordialità; e deploro che, davanti alle polemiche sul suo conflitto con l’ex comandante della Guardia di finanza, non abbia sentito il dovere di illustrare personalmente le sue ragioni al Parlamento o all’opinione pubblica.

Dunque non sono obiettivo, tanto che sull’Espresso ho redarguito il governo Prodi perché non ha approfittato dello scontro con la Gdf per liberarsi dell’impopolare viceministro.

Però non mi sento affatto fazioso a danno di Visco se adesso, dopo la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma, dico che farebbe bene a dimettersi dal suo delicato incarico.

Lo so, è possibilissimo che presto le ipotesi accusatorie contro di lui (abuso di ufficio e minacce verso il generale Roberto Speciale) cadano. Glielo auguro sinceramente. In caso contrario, varrebbe anche per lui la presunzione di innocenza che la Costituzione stabilisce per chiunque non abbia riportato una condanna definitiva.

Ma esistono ragioni di opportunità politica che dovrebbero consigliare a Visco un sano passo indietro.

Spiace doverlo ricordare, ma nel sordido governo Berlusconi ben tre personaggi di peso non esitarono a farsi da parte quando, benché non fossero indagati da alcuna magistratura, diventarono bersaglio di duri attacchi politici, a causa di comportamenti di pessimo gusto o semplicemente folcloristici.

Carlo Taormina si dimise da sottosegretario agli Interni perché aveva dichiarato che certi pm milanesi avrebbero dovuto essere arrestati. Claudio Scajola si dimise da ministro dell’Interno perché aveva confidato a due giornalisti che il povero Marco Biagi era «un rompicoglioni». Roberto Calderoli si dimise da ministro delle Riforme perché aveva indossato una t-shirt recante stampata una vignetta antiislamica.

Se si va a casa in seguito a comportamenti del tutto privi di rilievo penale, dubito che sia lungimirante rimanere attaccati a una poltrona dopo che si è appreso di essere oggetto di indagini addirittura per minacce.

Certo Visco non è tipo da farsi tanti problemi, visto che giorni fa si è presentato alla cerimonia di insediamento del nuovo comandante della Gdf benché fosse già stato spogliato della delega al controllo delle Fiamme gialle.

Ognuno ha la sua sensibilità.

Va detto, però, che è l’intero governo Prodi a considerare irrilevante, almeno così sembra, l’iscrizione di un proprio membro in qualche registro degli indagati.

Un esempio? L’ex capo della polizia Gianni De Gennaro è indagato a Genova, eppure ha conquistato senza colpo ferire l’appetitoso posto di capo di gabinetto del ministro dell’Interno.

Chi commenterà il polpettone del lancio della Fiat 500? Uno sicuro è Crosetti.


Lancio in grande stile per la nuova Fiat 500 stasera a Torino sul lungopo dei murazzi. Ne è venuto fuori un mezzo polpettone hollywoodiano a metà tra inaugurazione delle Olimpiadi e sceneggiata felliniana. Ovviamente in subbuglio l'intera redazione torinese di Repubblica che domani coprirà abbondantemente la notizia sul giornale. Uno che sicuramente dirà la sua è il torinese doc Maurizio Crosetti. Ma ci aspettiamo anche altri pezzi al vetriolo della dolce Concita De Gregorio, di Gabriele Romagnoli, di Michele Serra e, perchè no?, del "torinese" Ezio Mauro.

mercoledì 4 luglio 2007

L'ultima regata di Carlo Marincovich. Da adesso si torna in pista.


Con la vittoria di Alinghi su New Zealand chiude i battenti la Coppa America di Valencia. Finisce anche la lunga vacanza di lavoro di Carlo Marincovich, il collaboratore di Repubblica che per circa due mesi è stato a Valencia a seguire tutte le fasi della competizione. Adesso Carlo potrà tornare ad occuparsi di Formula Uno.

"Dal nostro inviato Daniele Mastrogiacomo". Quanto abbiamo atteso questo momento.


La vera notizia sulla prima pagina di Repubblica di oggi è il ritorno alla penna di Daniele Mastrogiacomo che scrive un reportage da Città Del Capo su Helen Zille.

Bentornato Daniele, quanto ci sei mancato.

Dal nostro inviato negli United States of Liguria.


Il fido collaboratore Fabio P. di Bergamo, mi fa giustamente notare che i pezzi di Vittorio Zucconi pubblicati in questi giorni su Repubblica, non riportano la dicitura "dal nostro inviato a Washington". Il motivo? Semplice. Zucconi si trova attualmente in vacanza in Liguria e quindi le storie americane che leggete sono state redatte sotto l'ombrellone di una comunissima spiaggetta ligure, magari mangiando un pezzo di focaccia bella unta.

Atti terroristici falliti in Gran Bretagna: Repubblica batte Corriere 2-1.


Per una volta Repubblica batte il Corrierone. E' successo sulla notizia degli attentati falliti a Londra e Glasgow per seguire i quali il giornale di Mauro ha sguinzagliato il "casinaro" Fabrizio Ravelli (a Glasgow) chiedendogli di dare manforte al corrispondente abituale dalla City Enrico Franceschini. Cosa che non ha fatto il Corriere della Sera che ha affidato il susseguirsi delle notizie al solo corrispondente londinese Guido Santevecchi.

Kamikaze nello Yemen: niente Caprile nè Caferri. Risolvono il caso Oppes e Rampoldi.


Effettivamente era impensabile che Repubblica riuscisse a mandare sul posto un inviato. Parliamo dell'autobomba kamikaze che nello Yemen ha causato la morte di sette turisti spagnoli e due guide yemenite. A raccontarci tutto ci hanno pensato Alessandro Oppes e Guido Rampoldi. Al primo, corrispondente iberico di Repubblica, è stato affidato il pezzo "cronacaro" in cui racconta come sono andate le cose e le prime reazioni dalla Spagna. Al secondo è stato giustamente affidato l'editoriale tecnico che ha coinvolto anche i recenti fatti di Londra e Glasgow.

Lo Yemen fa parte della cosidetta "no journalist's land", terra di difficile approdo anche per l'inviato più scaltro. La conferma arriva anche dalle pagine del Corriere della Sera che ha fatto seguire la notizia da Cecilia Zecchinelli, che ha digitato il pezzo standosene seduta tranquillamente nella redazione del giornale.

martedì 3 luglio 2007

Yemen, autobomba a Marib, strage di turisti spagnoli. E' il caso di contattare Renato Caprile? O è meglio la Caferri?


Chi sarà a raccontarci domani, sulle pagine di Repubbblica, l'attentato nello Yemen che ha causato la morte di nove turisti spagnoli? Sappiamo che Renato Caprile è in Afghanistan, difficile che riesca ad andare là sul posto. E se ci andasse l'inviata "con le palle", Francesca Caferri? Lei è in Libano, sicuramente più vicina allo Yemen di quanto non lo sia Caprile.

lunedì 2 luglio 2007

La Terra è in pericolo: grande pezzo di Al Gore oggi su Repubblica.


Grande pezzo firmato da Al Gore oggi sulla prima pagina di Repubblica. Per chi se lo fosse perso, ecco il link per leggerlo on line:

http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/ambiente/al-gore/al-gore/al-gore.html

Alberto Mattone inviato "ad interim" a Gerusalemme: Stabile è in ferie?


Oggi su Repubblica ci sono un paio di pezzi di Alberto Mattone da Gerusalemme. Segnali che ci portano a pensare che Alberto Stabile si stia prendendo una vacanza?

Gli attentati in Gran Bretagna: dove c'è casino c'è Ravelli.


Per raccontare alla gente gli attentati mancati di Londra e Glasgow, Repubblica si è naturalmente affidata alla penna efficente del corrispondente Enrico Franceschini. Però, parafrasando lo slogan "Dove c'è Barilla c'è casa" segnaliamo l'arrivo a Galsgow dell'inviato Fabrizio Ravelli che conferma l'altro slogan "Dove c'è casino c'è Ravelli".

domenica 1 luglio 2007