lunedì 22 febbraio 2010

Dopo quelli del Fundador, ecco il graffio del Diretur.



L'inchiesta sulla Protezione Civile è l'irruzione della realtà - una gran brutta realtà - nell'universo magico del berlusconismo che racconta a se stesso e al Paese, dagli schermi asserviti della televisione unica, un'epopea populista di successi ininterrotti, all'insegna del "fare". Oggi si scopre che quel "fare" senza regole nasconde il malaffare. E il disvelamento è immediato, con i cittadini dell'Aquila che entrano a forza nel centro storico morto e sepolto, denunciando la mistificazione televisiva e costringendo il sindaco ad ammettere che "la Protezione Civile ci ha salutati e se n'è andata, e noi dopo dieci mesi siamo davanti a 4 milioni e mezzo di metri cubi di macerie".
Si capisce l'agitazione politica che domina il Presidente del Consiglio.

Continua qui.

(Ezio Mauro sulla Repubblica di oggi)

3 commenti:

Supersoul ha detto...

Ineccepibile.

Jack Skellington ha detto...

Come sempre

Barbapapà ha detto...

Così è.