lunedì 29 novembre 2010

Alla Stampa.it si son fatti prendere la mano dal ciclone Wikileaks.

6 commenti:

aghost ha detto...

ho notato anche io la curiosa precisazione "traduzione a braccio". Ho apprezzato l'iniziativa de La Stampa di fornire "in tempo reale" il contenuto dei documenti. Ma se la Masera non si sentiva tanto sicura con l'inglese, Marione Calabresi non poteva affiancarle un traduttore? In fondo si trattava di un avvenimento che ha messo in fibrillazione le diplomazie mondiali, mica una scemenza qualsiasi.

nonunacosaseria ha detto...

è come quella legge (di cui parlava ieri sera report) pubblicata in gazzetta ufficiale con il comma "qui c'è una contraddizione con quanto riportato al comma..."

Anna ha detto...

? Davvero utile, fare le pulci a un accento su una parola in una traduzione dichiaratamente fatta di corsa... Ma come ho scritto anche al tuo blog gemello Cattiva Maestra, non hai di meglio da fare?

Barbapapà ha detto...

Eh, quanto siamo permalosi, signora Masera!
Sarebbe stato più utile un intervento come quello che Lei ha scritto sul blog Il Nichilista, in cui ha contestualizzato il lavoro fatto, anziché questa stizzita reazione per (presunta) lesa professionalità.
Eppoi mi pare anche ingenerosa verso un blog che, in passato, ha più volte mostrato interesse e apprezzamento per il Suo lavoro.

Enrico Maria Porro ha detto...

Anna, non è l'accento la cosa strana. è la scritta che parla di "traduzione a braccio" che mi ha colpito. tutto qui.

Anonimo ha detto...

bah, io ho reputato interessantissimo il gesto de LA Stampa perchè ha dato modo a tutti noi di averne una "copia", facilitando l'informazione dei "blogger", e dando la possibilità a tutti di farsi una propria idea su quanto stesse accadendo (senza farci prendere in giro dai giornali, io per primo).
Non credo sia necessario sindacare sul fatto che la traduzione sia a braccio, l'importante è il contenuto.