Fare di tutta l’erba un fascio è il lavoro preferito di alcuni giornali. In questa attività di demolizione di tutta la politica (la buona e la cattiva) non vanno per il sottile e devono rimuovere pezzi di memoria.
Prendete Repubblica. Nella foga, legittima, di osannare le liberalizzazioni di Monti (che anche noi, a scanso di equivoci, abbiamo giudicato positive pur senza negare lacune e omissioni) si spinge a parlarne come di un primo fatto epocale. Ha detto il direttore Ezio Mauro a Che tempo che fa: tutti quelli che oggi dicono che si poteva fare di più dovrebbero chiedersi perché tutto ciò nel nostro Paese non è mai stato fatto. Ha scritto Massimo Giannini: «Per la prima volta, ormai da molti anni, un governo ha l’ambizione di proporre una prima riforma di sistema». Se si cambia giornale e ci si sposta a via Solferino la musica non cambia. prosegue qui
martedì 24 gennaio 2012
Fuoco amico.
Il giornale fondato da Antonio Gramsci dà una tiratina d'orecchi a Largo Fochetti:
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1 commento:
Polemica sterile, è stato sempre detto che le uniche poche liberalizzazioni le hanno fatte Prodi e Bersani ma di certo non sono a livello di queste, se approvate.
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