L'allenatore giustiziere di Benedetto Ferrara
Se pensavate di aver visto tutto vi eravate sbagliati. Perché abbiamo vissuto la noia e la paura, il calcio senza cuore e i nervi che ballano sull’erba. E poi uno stadio svuotato di gente e di cori. Abbiamo attraversato il deserto aspettando la fine dell’incubo e almeno un po’ d’acqua per dissetarci, ma nessuno avrebbe mai pensato di assistere alla follia di un allenatore giustiziere che in diretta tv spara cazzotti addosso a un bambino milionario svogliato e viziato. Una immagine triste di sfascio totale. Non staremo qui a fare moralismi sullo sport e sulle sue regole di immagine e di sostanza. La verità è che dentro uno spogliatoio può accadere di tutto. Fuori, no. Noi siamo certi del fatto che Rossi sia una persona per bene, un uomo che ha solo perso il senno esasperato dal comportamento di chi non ha capito ancora come funziona. Ma il capo che perde la testa non ha più niente da insegnare ai suoi uomini. Non è un leader, ma solo uno che deve riposare. Questo è chiaro. Quindi arrivederci a Delio Rossi, che ha pagato molte colpe non sue, lasciato solo senza un diesse e con un gruppo inesistente. Questo è vero. E spiega in parte la classifica, ma non giustifica i cazzotti. Tanto più che la Fiorentina va in giro per l’Italia a consegnare il cartellino viola dando lezioni di fair play. Verrebbe da ridere e invece sono lacrime. Beh, oltre la follia di un uomo esaurito c’è una Fiorentina che ancora non è salva. Quindi, una volta chiusa la pratica degli isterismi, cerchiamo di pensare ad arrivare in fondo. Guardando questa squadra essere ottimisti non è facile. Ma un punto in due gare non è impossibile. Bisognerebbe proprio mettersi di impegno per fallire. Il che, purtroppo, non significa che questa banda non ne sia capace, però.
Da repubblica.it sezione Firenze:
ps: il titolo del post l'ho preso in prestito da Tuttosport. Anche loro, ogni tanto, azzeccano i calembour.

1 commento:
posso dirlo?
un commento da tifoso (abbiamo attraversato deserti eccetera eccetera) e non da giornalista.
e non mi piace quel riferimento allo spogliatoio in cui può succedere di tutto, mentre fuori no. l'aneddotica calcistica è ricca di episodi - mai scritti sui giornali - di allenatori o direttori sportivi che mettono al muro i loro giocatori nel chiuso dello spogliatoio. cambia qualcosa se lo fanno all'aperto? un atto violento, ancorché frutto di un raptus, è meno violento se non lo si viene a sapere?
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