Leggiamo sul blog di Giorgio Sebastiano:
Curiosa leggerezza di Repubblica.it nella tutela dei dati sensibili dei suoi "reporter".
Il nuovo servizio, che promette remunerazioni per i reporter che si
vedessero selezionati i servizi realizzati, necessita di una pagina di
registrazione dei dati necessari a regolarizzare il pagamento. Una
pagina molto sensibile quindi, dove non vi sono solo i dati classici, ma
proprio quelli relativi l'identità di una persona. Quindi indirizzo,
codice fiscale, account paypal, data e luogo di nascita.
Al netto che gli unici dati dove c'è scritto "non sarà reso pubblico"
sono il nome e il cognome, vabbeh, sarà un refuso, va evidenziato il
fatto che la pagina, come si evince chiaramente dall'immagine, al
momento in cui sono andato a memorizzare i miei dati si è rivelata,
almeno nel mio caso, non protetta con il protocollo https.
Chiaro che fino a quando non vedrò chiaramente i protocolli di sicurezza, io non proseguirò la registrazione.
Però ammetto che la cosa mi ha sorpreso.

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