giovedì 3 maggio 2012

Osservatorio Recensioni (con Errore).

Bravi, continuate a far recensire i film a quelli che di film ne vedono tre l'anno. Poi escono gli errori. Per esempio: oggi Massimo Giannini è stato inusitatamente spedito a vedere il film "Margin call" sulla caduta della Lehman Brothers, e oggi scrive che il film ha un grande merito, quello di raccontare "per la prima volta" il crollo della LB. Sbagliato: lo scorso anno c'è stato "Too big to fail", che è stato trasmesso da Sky con il sottotitolo "La caduta dei giganti", era stato perfino presentato in settembre al Festival del cinema di Roma, ha tra gli attori gente come James Woods, William Hurt e Paul Giamatti, e ha ricevuto tre candidature ai Golden Globes e dieci agli Emmy. Tutto questo fa di "Margin call" il "secondo film" sulla Lehman Brothers.

Fabio P.


2 commenti:

Alfredo ha detto...

Insomma, Too Big too fail parlava della crisi in generale. Il crollo della Lehman occupava si e no i primi 15 minuti. Per il resto seguiva principalmente il personaggio di Henry Paulson,ministro del tesoro, deciso a salvare il salvabile ma senza attuare una politica di aiuti pubblici da molti giudicata socialista. Il film segue in maniera corale tutte le principali banche d'affari giudicate appunto troppo grandi per fallire.

mad283 ha detto...

Attenzione, però: Giannini non scrive che Margin Call è il primo film sul crollo della LB, ma che ha il pregio di "raccontare per la prima volta da «dentro», cioè dal cuore di un sistema che sta per collassare, quelle fatali ventiquattrore che sconvolsero il mondo". Che è esattamente quello che ha fatto Too Big To Fail, pur da un altro punto di vista ma sempre "da dentro".
Semmai possiamo obiettare che Too Big To Fail è un film televisivo, non per il cinema, ma a leggere il pezzo mi sembra proprio che Giannini ne ignori completamente l'esistenza.