giovedì 10 maggio 2012

Un giorno da vice-diretùr.

Oggi a Un giorno da pecora (Radio2 ore 13.45) è stato ospite in studio il vice-diretùr che rispondeva alle mail, Massimo Giannini.


Chi volesse ascoltare (o riascoltare) la puntata, può farlo qui.

Per i pigri, invece, ecco un concentrato delle battute più interessanti (e feticiste) di MG.

Stuzzicato sull'argomento dei critici televisivi, MG ha dichiarato: Mi piacerebbe portare Aldo Grasso a Repubblica, ma senza sostituire Dipollina, che è bravissimo.

Alla domanda: chi vorrebbe portare dal Corriere a Repubblica, ha risposto: Non sono il direttore...Repubblica ha una tale forza di fuoco che non prenderei nessuno. Sotto tortura ha confessato: Sicuramente prenderei Gian Antonio Stella, se potessi. E forse Cazzullo, Roncone.

E a proposito di Fabrizio Roncone ha citato l'ottimo lavoro di Antonello Caporale a Repubblica e alle sue Interviste senza rete, vera invenzione del duo Mauro-Caporale: Fabrizio Roncone è colui che ha rivisitato il genere caporale al Corriere. 

Poi i conduttori hanno chiamato il candidato sindaco di Genova Marco Doria, il quale ha confessato di leggere quotidianamente Repubblica.

Poi è stata la volta di Nina Zilli che esordisce così:  La fama di Giannini lo precede.

Tornando al vice-diretùr, gli hanno chiesto: è vero che gioca a tennis? E lui ha risposto: In verità io giocavo a pallone. ho iniziato nei pulcini della Roma, poi ho lasciato stare per i troppi allenamenti. Ero un trequartista. Io alla Roma confermerei Luis Enrique. Rivelando così il suo attaccamento ai colori giallorossi (saranno contenti i laziali di Largo Fochetti). Troppo tardi, però, caro vice-diretùr.

E poi sulle tasse: Come disse Padoa-Schioppa, le tasse sono belle.

L'ultimo ospite della puntata, il divino Otelma, ha dichiarato: Massimo Giannini non diventerà il direttore di La7. Lo dicono gli astri.

1 commento:

Fedz ha detto...

Grazie del sunto, non avrei potuto ascoltarlo altrimenti. Un giorno da pecora riesce a fare della televisione alla radio, e lo dico col disprezzo più snob che riuscite a immaginarvi.