venerdì 24 agosto 2012

Fundadòreide. Le reazioni al pezzo del Diretúr (parte prima).

Lucida l'analisi che Francesco Costa propone sul suo blog:
Chi legge questo blog da un po’ di tempo sa che ho alcune idee che mi stanno molto a cuore, sulla politica e sul giornalismo in Italia. Penso e ho scritto più volte, qui, che vent’anni di berlusconismo abbiano comportato un significativo slittamento a destra di tutto l’elettorato, e che pure a sinistra si sia deciso da tempo di combattere Berlusconi usando il suo stesso stile, i suoi stessi comportamenti. Penso che per pigrizia o per opportunismo larga parte della sinistra istituzionale – nei partiti, nei giornali – abbia dato colpevolmente spazio a questo tipo di fenomeni, cavalcandoli a scopo di ottenere piccole vittorie nel breve periodo, ma permettendo loro di costruire una pericolosaegemonia culturale populista, complottista, giustizialista e verbalmente violenta. Penso che il punto di riferimento di questa area culturale tossica sia da tempo Marco Travaglio, con la sua khomeinista cultura del sospetto (cit), con le sue tonnellate di imprecisioni e facilonerie, con i suoi nomignoli e le prese in giro dei difetti fisici degli avversari politici.
Oggi tutto questo, tutto tutto, arriva in un editoriale di prima pagina di Ezio Mauro, suRepubblica. Con dieci anni di ritardo, ma va bene comunque. È una buona giornata.
Pier Ferdinando Casini, nella sua consueta rassegna stampa sul suo sito, segnala il pezzo del F.:
Da non perdere oggi uno degli editoriali più attesi dell’ultima settimana: quello in cui il direttore Ezio Mauro dice la sua sullo scontro Colle-Procure e sulla contrapposizione interna al suo giornale da Scalfari e Zagrebelsky (pezzo interessante e pure condivisibile, se non fosse per quella catalogazione di “oggettiva destra” per gli autori della campagna contro Napolitano: che c’azzecca la destra, scusate?).

18 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma Travaglio non fu assunto Da Mauro a Repubblica? Così eh, per mettere i puntini eccetera

Antonio

Giorgio ha detto...

In effetti i due bersagli polemici più evidenti dell'editoriale del direttore sono Marco Travaglio ("... deridendo i nomi (incolpevoli, almeno loro) delle persone, scherzando coi loro difetti fisici...") e Beppe Grillo ("Meglio alzare ogni giorno di più i toni chiamando i politici "larve", "moribondi", "morti"."), ancor più di Giuliano Ferrara e Antonio Di Pietro.
Sarebbe interessante sapere qualcosa di più sul rapporto fra Mauro e Travaglio, al quale il direttore fa critiche giuste ma con un tono un po' ingeneroso. Fu lo stesso Mauro ad assumere Travaglio a Repubblica quando aveva difficoltà a trovare lavoro, segno che fra i due una certa stima c'era. Poi Travaglio ha parlato sempre bene di Mauro, almeno fino a qualche anno fa, mentre Mauro difese Travaglio quando fu attaccato in parlamento da Cicchitto. Ora queste critiche, di cui risaltano non tanto i contenuti ma l'asprezza. Probabilmente nel tempo fra i due deve essere successo qualcosa.

ilaria ha detto...

Dunque vediamo di ricapitolare. Gli italiani secondo Mauro si dividono in 3 categorie:
- i filogovernativi (oggi Monti, domani Passera o Bersani)
- i berlusconiani
- e poi ci sono i complottisti, giustizialisti, populisti, ignoranti, sempliciotti attirati dal nuovo pifferaio urlatore, volgari. La nuova destra insomma che "insidia il campo democratico" e che si e' formata per "l'eccessiva indulgenza che tutti abbiamo avuto con l'antipolitica"

Mai avrei creduto di poter leggere una cosa del genere nel mio giornale e mai e poi mai messa in questi termini da Ezio Mauro.
Caro direttore in un colpo solo e' riuscito ad offendere milioni di italiani, tra cui moltissimi suoi lettori. Lei mente sapendo di mentire ed offre un pessimo servizio all'informazione.
Com'e' vero che i politici non sono tutti uguali, come giustamente dice lei, e' altrettanto vero che chi dissente non e' necessariamente un complottista, giustizialista , populista ma un semplice cittadino che molto più banalmente non la pensa come lei. E' troppo comodo così.
Non siamo tutti grillini, travaglini, o beceri qualunquisti. Siamo una folla immensa di persone normali che hanno votato per anni turandosi il naso e che ora pretendono di meglio, siamo quel 40% (quaranta percento!) di persone che non vota più da anni, siamo gli stessi che scendevano in piazza contro Berlusconi e che allora venivano etichettati come società civile. Troppo comodo metterci tutti nello stesso calderone con disprezzo: "antipolitica".
Beh allora saremo in tanti a cucirci la lettera scarlatta sul petto e a sperare che alle prossime elezioni qualcuno faccia queste benedette liste civiche, sobrie, educate, moderate per usare termini a lei più cari.
Un'ultima osservazione, lei dice che questa nuova destra e' totalmente priva di sensibilità sociale ai temi del lavoro, alla disuguaglianza e all'emancipazione. E' proprio sicuro che non stia parlando del governo in carica? Mi sono persa qualcosa? Eppure leggo il suo giornale tutti i giorni.
Siamo tutti grati a Monti e a Napolitano per averci tirato fuori dal pantano e per averci fatto tornare un paese normale, ma dissentire fa parte della democrazia non e' populismo.

Anonimo ha detto...

come sempre ilaria spettacolare... sposami! ;-)

Giorgio ha detto...

Non voglio fare il difensore d'ufficio di Ezio Mauro, che ha scritto un buon editoriale che però non ha convinto del tutto nemmeno me, ma penso che Mauro non volesse fare una tassonomia degli italiani (che poi, se fosse quella che suggerisce Ilaria, sarebbe davvero bislacca). Più semplicemente ha rivolto una critica a coloro che criticano Napolitano o Monti o chiunque altro non cercando di costruire un'argomentazione razionale, ma alzano sempre il livello dello scontro verbale o ingigantendo le accuse a dismisura (vedi la tesi secondo cui il governo Monti sarebbe illegittimo perché non votato dai cittadini, oppure quella secondo cui Monti-Napolitano sarebbero peggio di Berlusconi).

P.s.: sono d'accordissimo con Ilaria che una destra priva di sensibilità sociale e al tema della diseguaglianza è proprio quella tecnocratica alla Monti.

g ha detto...

ma se è stabilito che nelle conversazioni di Napolitano intercettate non c'è niente di rilevante per quale motivo tutto sto accanimento? e l'antipolitica un po' c'entra perchè una questione tecnica come questa è diventata un affare politico per volontà di qualcuno.

Chronosrock ha detto...

Potrei girarti la frittata utilizzando la tua stessa premessa: "ma se è stabilito che nelle conversazioni di Napolitano intercettate non c'è niente di rilevante per quale motivo tutto sto accanimento?"
Non lo so è Napolitano che ci ha visto rosso e ha attaccato la procura di Palermo pretendendo un trattamento che la legge non gli consente e mettendo in mezzo il CSM e con esso armandosi e avviando alla guerra .
E' logico che questo comportamento possa poi attirare critiche e far storcere il naso a qualcuno. Innanzitutto la gente che vuole sapere cosa si sono detti la mafia e lo stato, cioè dei criminali pericolosi con apparati dello stato che ingenui e pavidi o convinti che con la mafia si può convivere (o che ci convivevano) e così facendo si sono collusi con gente che bisogna combattere.
Ezio Mauro mi ha deluso fortemente sia per la posizione presa: chi critica Napolitano, ma anche Monti è un antipolitico e nega qualsiasi “attenuante” a chi vuole giustizia per i morti, che vuole una democrazia più cristallina e più efficiente per chi gli cede molta della propria libertà e dei suoi averi come cittadino, a volte come elettore, avendo sempre e solo doveri, quando i diritti li vede volare dalla finestra.
Grillo e suoi grillonauti possono esistere o meno, a me non mi piacciono e non rappresentano molto chi or ora sta criticando Napolitano per quel che ha fatto contro chi combatte contro la mafia per una presunta lesa maestà, chi non stravede per il governo Monti, chi con senso di obiettività trova le parole di Scalfari un offesa per l'intelligenza e per molte persone (alcune morte); ma se Ezio Mauro e la Repubblica tutta incomincia a diventare allergica alle critiche e si schiera vedremo solo Grillo e DiPietro essere in democratico disaccordo. Più per Grillo che per DiPietro, ma non possiamo dargli il monopolio del dissenso.

Michele ha detto...

[i]siamo quel 40% (quaranta percento!) di persone che non vota più da anni, siamo gli stessi che scendevano in piazza contro Berlusconi e che allora venivano etichettati come società civile.[/i]
@Ilaria:
aaah, capito adesso. In pratica fai parte (ti do del tu adesso, contenta?) di quella grossissima fetta di italiani che si lamentava di Berlusconi ma contemporaneamente non faceva nulla per liberarsi di lui. Magari perché "dall'altra parte non c'era una valida alternativa" (quante volte mi è capitato di sentire questa frase come alibi). Abbiamo la fortuna di vivere ancora in un Paese dove possiamo scegliere chi ci governa, usiamo questo diritto. Le proteste nelle piazze servono per sensibilizzare la gente, niente di più, poi è nell'urna che si cambiano le cose realmente.
Ci sarebbe un capitolo da aprire sulla sinistra che non ha mai realmente governato in Italia, perché gli italiani non glielo hanno mai concesso, se non attraverso delle maggioranze risicatissime e fatte di un'accozzaglia di partituccoli litigiosi e dediti al ricatto, ma non voglio far deragliare il discorso su altre questioni. Perché, mi chido, a noi (di sinistra) non è mai stata concessa una maggioranza come quelle date ai governi di destra? Forse perché facciamo più schifo della destra? Io non credo. Penso piuttosto che gli italiani siano un popolo sostanzialmente qualunquista, destrorso, individualista (quindi nemico del concetto di democrazia), giustizialista sì, ma su gli altri, e anche un po' grulli. Poi certo, la cattiva polita ha senza dubbio anch'essa le sue colpe, però noi possiamo dirci immuni da responsabilità? Secondo me no.

Michele ha detto...

siamo quel 40% (quaranta percento!) di persone che non vota più da anni, siamo gli stessi che scendevano in piazza contro Berlusconi e che allora venivano etichettati come società civile.
@Ilaria:
aaah, capito adesso. In pratica fai parte (ti do del tu adesso, contenta?) di quella grossissima fetta di italiani che si lamentava di Berlusconi ma contemporaneamente non faceva nulla per liberarsi di lui. Magari perché "dall'altra parte non c'era una valida alternativa" (quante volte mi è capitato di sentire questa frase come alibi). Abbiamo la fortuna di vivere ancora in un Paese dove possiamo scegliere chi ci governa, usiamo questo diritto. Le proteste nelle piazze servono per sensibilizzare la gente, niente di più, poi è nell'urna che si cambiano le cose realmente.
Ci sarebbe un capitolo da aprire sulla sinistra che non ha mai realmente governato in Italia, perché gli italiani non glielo hanno mai concesso, se non attraverso delle maggioranze risicatissime e fatte di un'accozzaglia di partituccoli litigiosi e dediti al ricatto, ma non voglio far deragliare il discorso su altre questioni. Perché, mi chido, a noi (di sinistra) non è mai stata concessa una maggioranza come quelle date ai governi di destra? Forse perché facciamo più schifo della destra? Io non credo. Penso piuttosto che gli italiani siano un popolo sostanzialmente qualunquista, destrorso, individualista (quindi nemico del concetto di democrazia), giustizialista sì, ma su gli altri, e anche un po' grulli. Poi certo, la cattiva polita ha senza dubbio anch'essa le sue colpe, però noi possiamo dirci immuni da responsabilità? Secondo me no.

Michele ha detto...

Scusate, ho ripostato perché ho fatto un errore col quote di Ilaria.

Anonimo ha detto...

e comunque ilaria ha sempre ragione!

ilaria ha detto...

Michele, stavo solo elencando sommariamente tutte le persone che rientrano nella categoria "complottisti, qualunquisti, giustizialisti, populisti".
Personalmente ho sempre votato (turandomi il naso) e sono d'accordo con te che bisogna esercitare il proprio diritto al voto perché è l'unica arma che abbiamo per cambiare realmente le cose. Però chiediamoci perché c'è un'enormità di gente che rinuncia al suo bene più prezioso lasciando la scheda elettorale nel cassetto.
Tu sei veramente sicuro che questa sinistra se lo stia chiedendo? La colpa per loro è sempre degli altri (ieri Berlusconi, oggi il populismo alla Grillo) ma solo i bambini danno sempre la colpa agli altri le persone adulte si interrogano sui motivi e fanno autocritica. Io vedo solo persone sorde e cieche che credono che il problema stia tutto nelle alleanze, spostiamo una pedina di qua e poi una di là e tutto si risolverà.
A destra è tutto più semplice, bastano 4 ave maria e si recupera la verginità, a sinistra non funziona, devono recuperare la credibilità cosa molto più difficile. E poi se non sono più credibili per gli italiani perché mai dovrebbero esserlo per il resto d'europa?
Smettiamola di dare la colpa a Grillo e Travaglio, questa sinistra non funziona e quando lo capiranno sarà troppo tardi.

Alex ha detto...

Ilaria for president.

Michele Reccanello ha detto...

La colpa per loro è sempre degli altri (ieri Berlusconi, oggi il populismo alla Grillo) ma solo i bambini danno sempre la colpa agli altri le persone adulte si interrogano sui motivi e fanno autocritica. Io vedo solo persone sorde e cieche che credono che il problema stia tutto nelle alleanze, spostiamo una pedina di qua e poi una di là e tutto si risolverà.

mi associo al Ilaria for president!

Michele ha detto...

E poi se non sono più credibili per gli italiani perché mai dovrebbero esserlo per il resto d'europa?
Ah beh, certo, invece con il movimento 5 stelle la nostra credibilità arriverebbe ai massimi livelli.
Ricordo solo che se non ci fossero state quelle piccole parentesi di governi di sinistra, a quest'ora col cavolo che eravamo nell'euro. E vorrei ricordare anche, che in soli due anni scarsi dell'ultimo governo Prodi, gli interessi sul debito pubblico scesero dal 120 al 110%. Non credo ci sia bisogno di spiegare i benefici che ci avrebbe portato se avessimo avuto la possibilità di continuare in quella direzione per tutta la legislatura.

Smettiamola di dare la colpa a Grillo e Travaglio, questa sinistra non funziona e quando lo capiranno sarà troppo tardi.

Nessuno ha detto che la sinistra non abbia colpe o non si possa criticare, dico solo che le critiche di Travaglio sono strumentali, volto a favorire il M5S e per vendere copie. E' consentito dirlo questo o è lesa maestà? E poi non ho certo bisogno degli editoriali di un Travaglio o un Padellaro per formulare delle critiche rivolte alla sinistra.

p.s. mi scuso per aver risposto così in ritardo, non mi ero accorto della tua risposta.

ilaria ha detto...

Michele, ma io non ho mai detto di essere una simpatizzante di Grillo. Al contrario ho detto che ho votato per anni questa sinistra (e ci mancherebbe altro che non avesse combinato nulla di buono).
Ma una cosa è immolare il proprio voto per la causa e un'altra è votare per scelta e convinzione come in un paese democratico dovrebbe essere. E invece qui si vota per scongiurare la vittoria di Berlusconi, per scongiurare la vittoria di Grillo, per scongiurare la vittoria dell'antipolita, per scongiurare la fine della Gracia... Per quanti anni ancora dovremo immolare il nostro voto?
Guarda che Grillo è l'effetto non la causa del male. Se avessimo avuto una sinistra guidata da persone più capaci e con le idee un po' più chiare il grillismo non sarebbe neanche esistito.
Il PD è come Repubblica, ogni opinione anche se contrapposta è valida. Ma se questo è meritorio e un punto di forza per un giornale è invece demenziale per un partito. Non si può dire tutto e il contrario di tutto, sempre e comunque per qualsiasi cosa, le persone non capiscono se quel partito li rappresenta oppure no, se faranno quello in cui credono o no. Quale opinione prevarrà? Quella del segretario, quella del presidente, quella degli ex segretari, quella del bosco, del sottobosco, del ladrone alleato a destra o a sinistra della croce? Mah, boh, chi lo sa.
Ho letto nell'ultima intervista di Giannini a Bersani che alle prossime primarie ci saranno molte facce nuove. Hanno deciso di prendere delle controfigure alla Alfano? No perché gli attori sono ancora tutti lì, o mi sono ancora persa qualcosa? Se n'è andato qualcuno? Chi?
Possibile dico io che con migliaia di militanti non riescano a trovare un leader?
Si può essere visceralmente esausti di questa sinistra o no? Si possono fare delle critiche finché siamo in tempo o no?

ilaria ha detto...

Dimenticavo, vedo che non sono la sola a pensarla così. Grazie

Michele ha detto...

Guarda che il diritto di critica non era affatto in discussione, Ilaria, e ci mancherebbe altro. Comunque il tuo discorso è chiarissimo e in gran parte condivisibile. Solo su un punto non mi trovi d'accordo: tu sei stanca di questa sinistra così com'è e, mi sembra di capire, sei pronta a restare a casa per protesta alle prossime elezioni. Neanche a me piace così com'è, però credo che questo modo di protestare non servi a niente, anzi peggiora la situazione, perché serve solo a far vincere la destra, e abbiamo visto dove ci hanno portati. Diceva una persona a me molto cara e parafrasando una famosa vignetta di Altan, che se proprio qualcuno deve infilarmi l'ombrello nel sedere, preferisco sia la parte politica a me vicina a farlo, specie se non ho alternative (Voto Pdl? Manco morto. Il M5S? Che mi mozzassero le mani). Ecco come la penso. Per il resto il cambiamento all'interno della sinistra prima o poi arriverà (spero più prima che poi), adesso questo Paese sta attraversando una fase delicatissima, non credo sia il momento delle "rivoluzioni".