domenica 19 agosto 2012

Scalfari smentisce Zagrebelsky, ma anche vent'anni di linea editoriale del giornale.

Come volevasi dimostrare, oggi Eugenio Scalfari, nel suo domenicale, ha minuziosamente demolito le idee espresse venerdi su Repubblica da Gustavo Zagrebelsky.

La diatriba tra il Fundadòr e il giurista, rischia però di mandare in cortocircuito gli equilibri istituzionali di Largo Fochetti. Scalfari, in sostanza, è come se avesse smentito in un colpo solo vent'anni di linea editoriale. Sono infatti parecchi, su Twitter, i lettori fedeli di Repubblica che hanno scritto che quello acquistato oggi sarà l'ultimo numero del giornale. Per par condicio segnaliamo che sono numerosi anche i lettori che esaltano il domenicale del Fundadòr.

Tra le reazioni, annotiamo quella di Enrico Mentana che, sempre su Twitter, scrive che "Scalfari ipotizza una trattativa di guerra senza complicità che porterà a gravi turbolenze"; e quella dell'ex ministro della cultura Sandro Bondi che paragona le idee del Fundadòr a quelle di Berlusconi: "Le opinioni del Cavaliere sostenute da una penna potente".

19 commenti:

gpp ha detto...

Scusate ma proprio non riesco a capire il significato di "trattativa di guerra senza complicità"

Piazza Indipendenza ha detto...

C'e' chi compra Repubblica perche' adora le opinioni di Scalfari, oppure perche' ama la penna di De Gregorio, perche' apprezza lo stile di Giannini o le idee di Serra; la stragrande maggioranza pero' compra Repubblica semplicemente perche' e' il miglior giornale italiano. Non credo che l'articolo odierno possa portare ad un calo di vendite, staremo a vedere. E comunque io non sto con Scalfari, io non sto con Zagrebelsky: io sto con Repubblica.

Michele Reccanello ha detto...

Anch'io la penso come "piazza indipendente". Detto questo Scalfari credo che non ci stia più tanto con la testa. Al suo posto, già solo per il fatto di aver ricevuto il plauso da Sandro Bondi, mi andrei a nascondere.

Anonimo ha detto...

Piazza Indipendenza o Piazza Qualunquismo?

il Timoroso ha detto...

Okkio che quelli che non ci stan più tanto con la testa poi finiscono a scrivere su "Libero" e pamphlet sul "sangue dei vinti"... sob

Michele ha detto...

Secondo me l'editoriale di Scalfari non faceva una piega.
p.s. qualcuno ha per caso visto con quale disonestà intellettuale è stato trattato l'editoriale di Scalfari sul Fatto quotidiano?

mad283 ha detto...

gpp, "Quando è in corso una guerra la trattativa tra le parti è pressoché inevitabile per limitare i danni." Quindi Scalfari paragona la trattativa Stato-Mafia a quella tra due eserciti in guerra, e quindi l'averla portata avanti non può essere considerata complicità col nemico.

Michele Reccanello ha detto...

@Timoroso
Ottima osservazione la tua. Però dopo che Repubblica e il suo fondatore si sono sempre schierati contro le schifose leggi cucite intorno alla persona del cavaliere, sostenendo che la legge è uguale per tutti, ora il grande vecchio ha cambiato idea solo perché Napolitano è il presidente della repubblica e suo amico? Per me al di là degli arzigologati ragionamenti per sostenere le sue tesi, il Presidente ha una sola via: Rendere pubbliche le registrazioni per dimostrare che non ha nulla da nascondere ne da temere, altrimenti non potrò fare a meno di pensare male.

PS @il feticista supremo: Forse mi è sfuggito ma mi piacerebbe sapere se Massimo Giannini ed Ezio Mauro sono sulla stessa lunghezza d'onda di Scalfari.

Anonimo ha detto...

equilibrio dei poteri... parola sconosciuta a più di un magistrato, che trova supporto nella clamorosa debolezza della politica.
e quindi funzionari non responsabili e non eletti pensano di farsi carico della politica industrilae di un paese o della legittimità di processi sociali... un giorno o l'altro si capirà che alla fine di queste illusioni e pretese c'è solo l'esito elettorale del 1994 e del 2008, come è ovvio che sia.

Enrico Maria Porro ha detto...

@michele piacerebbe saperlo anche a me, anche se con un filo di immaginazione si arriva molto vicino alla risposta.

Barbapapà ha detto...

L’articolo di Zagrebelsky di venerdì scorso era esemplare per chiarezza espositiva di un tema così complesso.
Detto questo, come scrive Michele, l’editoriale di ieri di Scalfari era assai convincente nel confutare le tesi di Z. Salvo nel passaggio in cui ha assimilato la lotta Stato-mafia ad una guerra in cui è naturale che vi siano delle trattative. Da chi ha brandito con vigore la linea della fermezza all’epoca delle BR non mi sarei francamente aspettato un’affermazione simile.
Riguardo alla linea editoriale di Repubblica, sono fermamente convinto che sia espressa pienamente negli articoli di Scalfari. Che il giornale abbia pubblicato, di spalla peraltro, l’opinione di Z. è un fatto normale perché il giurista è uno degli illustri collaboratori di Repubblica, fortemente legato a Mauro, e sarebbe risultato bizzarro che non avesse avuto a disposizione uno spazio sul giornale cui collabora per esprimere la sua opinione (dopo averlo peraltro fatto altrove). Se non l’avesse potuto fare possiamo stare certi che avremmo avuto strilli del tipo: Repubblica zittisce Z.!
Per parafrasare Piazza Indipendenza: io sto con Scalfari e, quindi, con Repubblica.

Per finire, rimango sempre interdetto quando, per dissentire da un’opinione altrui, si deve dire dell’interlocutore che è “fuori di testa”.
Personalmente, vorrei arrivare a 88 anni con la lucidità di Scalfari.

Michele Reccanello ha detto...

Barbapapa,

Il termine da me usato "fuori di testa" è stato effettivamente un po forte. L'editoriale della domenica (e anche gli altri) di S. è da sempre uno dei primi articoli che leggo. In questo caso rimango fortemente contrariato dalle sue posizioni perché un conto è fare esprimere giudizi in base all'analisi in base a leggi giurisdizione ecc., e un conto è farlo in base al buon senso e al sentire comune delle persone che abitano questo dannato paese e che spesso non praticano così bene codici e costituzione. Per quello che conta, tra le persone che conosco non c'è nessuno entusiasta dei comportamenti di Napolitano su quelle intercettazioni.

Dal mio punto di vista questa vicenda lascerà una traccia profonda nella coscienza di molte persone già provate dalla mancanze della politica, e ora anche dal presidente della repubblica che, mio personalissimo punto di vista, si sta lentamente trasformando in un Re.

Voglio sottolineare che le quattro cazzate che dico non vengono da un "nemico" ma da un affezionato lettore di Repubblica che, contro le porcherie di B. argomentava cose come
Quel cittadino, dunque, è da oggi più uguale degli altri. E la legge, nello stesso tempo, non è più uguale per tutti.
ecco perché mi sento assai spiazzato di fronte alla difesa di Scalfari nei confronti di Napolitano.

ilaria ha detto...

E invece credo che la definizione giusta sia proprio "fuori di testa". Io sono rimasta letteralmente senza parole. Detto questo continuerò a leggere Repubblica perché ci scrivono molti gionalisti che stimo. Io mi augurerei di arrivare a 88 anni coerente con la mia vita e la mia storia. Punto.

Paolo Di Bonaventura ha detto...

Scalfari si sente in diritto di disorientare chi lo segue con passione da oltre trent'anni. Dei fatti non gli interessa più. Non se ne parla. Scalfari, dal momento che sei ancora lucido, perchè oggi rinneghi l'approccio per cui tanti ti seguono come un riferimento da una vita? Cos'è successo per annoverare a colpa dei magistrati i depistaggi dietro al nome di Scarantino? E cosa significa la chiusura del tuo articolo? L'esempio di Falcone dovrebbe consigliare i colleghi di oggi a farsi ammazzare senza un grido di allarme? Una minaccia? Significa che solo la morte violenta potrà legittimare il loro operato? Un articolo di rara violenza ed apparente cecità. Deve essere successo qualcosa di grave.

Anonimo ha detto...

Non capisco, acquisto repubblica da quando ero alle scuole medie (cioè appena venne fondato)...e ora dopo tanti anni me lo ritrovo guidato da un uomo che ha ricevuto l'"approvazione" di Bondi...sarà che a sinistra della sinistra c'è la destra, ma lo trovo ugualmente sconcertante

Fabio ha detto...

Più va avanti questa storia, più personaggi come Scalfari si chiudono a riccio per difendere Napolitano, e più mi viene da pensare che sotto ci sia qualcosa di molto, molto grave. Comunque anch'io sono molto deluso da Repubblica, sto seriamente pensando di non comprarlo più
Fabio Milano

Anonimo ha detto...

Mi piace constatare che anche su questo blog le voci di "pacato" dissenso sono in maggioranza, tanto per tornare ai fatti, ma cosa avrebbe dovuto fare la Procura? Distruggere le intercettazione alla prima sillaba di Napolitano? E come avrebbe fatto a capire che il Presidente "era nell'esercizio delle sue funzioni"? S scrive "se l'irresponsabilità politica del Presidente per atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni contempli anche l'inconoscibilità"?A parte il problema logico del come fare a valutare atti "inconoscibili", ma ad ogni modo non sarebbe il caso che qualsiasi carica pubblica usi il meno possibile i suoi "privilegi" istituzionali? Le restanti frasi sulla procura che non ha combinato niente o sull' operato di Falcone sono invece palesemente false. Mi spiace ma S ha aggiunto orrori ad errori, irriconoscibile...

Piazza Indipendenza ha detto...

Scalfari mi ha sorpreso, non di certo disorientato. Vi chiedo: non staremo un po' esagerando co' 'sta storia?

gabri ha detto...

Ma è possibile che il Presidente potesse non essere in esercizio delle proprie funzioni? perché se così non fosse vorrebbe dire che da privato cittadino ha avuto a che fare con fatti di mafia. Mi pare ovvio che Napolitano si trovi in questa situazione proprio perché detentore di una posizione istituzionale, altrimenti non potrebbe essere. Certo non si può paragonare l'accaduto con ciò che è stato fra Berlusconi e la magistratura. Berlusconi cercava di sfruttare la sua carica pubblica per ottenere vantaggi come privato cittadino. Se non diamo per scontato che Napolitano ha agito nel pieno delle proprie funzioni non vuol allora dire che il Napolitano privato cittadino ha avuto o ha un ruolo in questioni di mafia? Strano.
E poi sbaglio o non si è detto che le registrazioni del presidente non hanno comunque rilevanza?

Noto inoltre che episodi come questi che tirano in ballo importanti questioni relative alle istituzioni fondamentali dello Stato, e di vitale importanza, vengono sempre più spesso gettate nel grande calderone dello scontro fra fazioni e che ormai tutti gli argomenti sono buoni per per fare propaganda.
Sembra quasi che l'orizzonte verso cui ci dirigiamo sia una sorta di maccartismo in cui chiunque non stia con la magistratura a prescindere, chiunque non si scagli contro la casta a prescindere e contro monti o la politica tradizionale verrà automaticamente additato come colpevole.

Per quanto riguarda Scalfari davvero in tutta la storia di Repubblica ogni firma è stata concorde con le altre? Perché devo smettere di comprare il giornale a causa del suo articolo? Ho letto più di una volta cose che non condividevo, ma solo se non condivido ciò che scrive il fondatore il giornale non mi merita più come lettore? Se Cordero e Zagrebelsky la pensassero come Scalfari saremmo lo stesso qua a parlarne?

io comunque non è che sappia bene da che parte stare in tutto questo, ma forse già ciò significa che sto da qualche parte, almeno per qualcuno.