Questo post è un regalo per tutti i pipierrini che risiedono fuori dalla Lombardia e che quindi non si possono godere, ogni martedì nell'edizione milanese, la rubrica Ventirighe del grandissimo Fabrizio Ravelli.
A meno che non vadano a leggersela sul sito. In ogni caso noi la riproponiamo qua, perché crediamo ne valga davvero la pena. Anzi, la penna, quella di Ravelli.
Salvatore Carrubba, uno dei numerosi suoi sostenitori, dava l’altro
giorno al 50 per cento la candidatura di Gabriele Albertini alla Regione
Lombardia, a capo di una lista civica. Se il progetto dovesse
realizzarsi, la politica italiana – che non ne ha bisogno –
aggiungerebbe un ulteriore paradosso al proprio sterminato repertorio.
Albertini, per due volte sindaco di Milano dal 1997 al 2006, gode ancora
di una notevole popolarità. All’epoca gli piaceva autodefinirsi
“amministratore di condominio”, per sottolineare l’inclinazione a scelte
concrete. Indro Montanelli lo paragonò a Ribot, cavallo da corsa
neghittoso prima del via ma poi capace di risultati strepitosi.
Oggi, meno neghittoso di allora, è lui a lanciarsi in gara in nome
dell’onestà. Una dote che tutti gli riconoscono, a sinistra come a
destra. Il pregio della sua autocandidatura – e sarà forse motivo del
fallimento – sta nel voler rompere la tenaglia del “forzaleghismo” che
tanti lutti addusse ai poveri lombardi. Peccato che questo progetto
porti il timbro imbarazzante di Roberto Formigoni, titolare di una
giunta superinquisita. Albertini non fu un portento di amministratore,
ma è persona simpatica e incline alle bizzarrie, a partire dalla sua
leggendaria foto in mutande di cachemire. Se anche stavolta dovesse
rimanere in braghe di tela, almeno saprà a chi dare la colpa.
1 commento:
"In Lombardia la mafia non esiste"
- il ministro degli interni ex condannato per oltraggio e resistenza al pubblico ufficiale (avendo morso da giovane il polpaccio di un agente)
http://www.fanpage.it/maroni-bacia-formigoni-sulle-labbra-i-manifesti-di-sel-stile-benetton
Posta un commento