Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Ciao Pazzo,
ho letto il post sulle prime pagine di Repubblica contraffatte e credo che se le meritino tutte quante. Già qualche giorno fa la giornalista tedesca Stephan Faris aveva fatto per Time una intervista che era stata ripresa e stravolta dagli organi di informazione di casa nostra. Sul Nuovo Nemico di oggi un articolo di Caterina Soffici aggiunge altre perle alla collana...
Segnalo inoltre questo interessante link.
Cordiali Saluti Michele R.
18 commenti:
Purtroppo che i giornalisti italiani abbiano spesso problemi con le lingue straniere ormai mi pare non è una novità. E la cosa ancor più grave è che questo non impedisce a molti di loro di lavorare semplicemente "citando" il lavoro altrui.
Tra l'altro condivido particolarmente le riflessioni dell'ultimo capoverso nell'articolo di Lupetti.
Ridicola Repubblica perchè ha fatto fuoco e fiamme con Beppe Grillo e poi tifa per la fiducia del M5S
http://www.repubblica.it/politica/2013/03/10/news/nuovo_appello_per_governo_di_alto_profilo-54256981/?ref=HRER1-1.
Molto spesso e a ragion veduta perfino Michele Serra, che non ha risparmiato bordate, nelle amache di questi ultimi giorni pare si sia "ammorbidito" nei riguardi del M5S.
Non so se anche voi avete avuto la mia stessa impressione...
Michele R.
Ieri Serra aveva scritto un articolo in prima pagina a metà strada tra un "volemose bene" e una difesa dell'Ordine dei Giornalisti, ma mi sembrava comunque chiara la sua posizione critica nei confronti di Grillo.
Ovviamente nel mio primo commento volevo dire "mi pare non SIA una novità"...
Io invece trovo ridicolo che si critichi Repubblica quando titola mettendo il nome di Grillo anziché quello del suo movimento, salvo poi farla noi stessi l'associazione Grillo/5 Stelle, quando un giornalista critica Grillo (quindi non il suo movimento). Cioè, mettetevi d'accordo con voi stessi prima di scrivere...
Anonimo, forse ti sfugge la differenza tra noi e i giornali. Se "noi" (generico: noi gente comune) sbagliamo a coniugare un verbo è una cosa, se lo fa un giornalista su un quotidiano un'altra.
Forse mi sono spiegato male. Il mio intento non era quello di parlare di errori(?), bensì quello di evidenziare una contraddizione: se Repubblica titola ad esempio "Monti convoca Grillo, Pd e Pdl", ci scandalizziamo perché si continua ad usare il nome del leader per identificare l'intero movimento (dimenticandoci però che lì dentro non si muove foglia se Grillo e Casaleggio non vogliono), poi però siamo noi stessi a contraddirci quando non capiamo la differenza tra la critica a Grillo e quella al suo movimento. In sintesi, non trovo contraddizioni se un giornalista critica Grillo e contemporaneamente invita gli eletti del suo movimento a un atto di responsabilità.
Spero di essermi spiegato meglio questa volta.
Messa così è diversa da come l'avevo intesa, ma parli comunque di un'anomalia giornalistica. Cioè, è vero che non c'è alcuna contraddizione nell'affondare un leader e salvare i tesserati, ma se per mesi questi tesserati li hai descritti come una manica di pirla in balia di un guru piscotico, è chiaro che l'improvviso cambio di linea è dettato da una precisa agenda.
A Repubblica si sono resi conto che il danno con l'attacco frontale ormai era fatto, e per salvare il PD e Bersani l'unica è mettere i grillini contro Grillo.
Se vogliamo, possiamo dire che adesso Repubblica sta facendo una cosa giusta per le ragioni sbagliate, ma io ho la vaga impressione che loro non abbiano neanche riflettuto sulla cosa, se non in relazione al "giusto" e "sbagliato" per loro stessi e il PD.
mad283, hai ragione ma quello che descrivi e ben noto e stimola una volta di più la domanda se ci sia qualche c$%&o di mezzo d'informazione a cui interessa il bene comune delle persone e/o del Paese oltre (anzi, al di là e perfino a volte in conflitto) al loro maledetto particulare? Ma vent'anni di berlusconismo e trenta di lavaggio del cervello non fanno proprio più capire che così affondiamo tutti?
No.
@Mad283: perdonami, ma non mi risulta proprio che Repubblica abbia mai trattato come una manica di pirla, per usare le tue parole, gli attivisti dei 5 stelle. Se poi mi riporti un articolo in cui venivano etichettati in questo modo, allora posso ricredermi.
@IllustrAutori: se permetti aggiungerei anche quelli che vorrebbero farci andare di nuovo a votare, tra quelli che non gli frega nulla del bene del Paese.
Anonimo, ma scusa: ritenere che i grillini non siano altro che un gruppo di burattini manovrati dal Grande Leader non è ritenerli una manica di pirla? Poi, certo, l'espressione che ho usato io Rep non l'ha mai usata, ma (per lo meno fino alle elezioni) la linea comune del giornale mi pare fosse quella di ritenerli un gruppo di ragazzi che non aveva le basi per fare politica e non aveva idea di cosa gli andava incontro.
Ma in linea di massima è così, caro mad283. Ma le hai viste le loro presentazioni? "Salve, mi chiamo Michele e ho fatto per 20 anni il muratore. Mi piacerebbe fare il ministro delle infrastrutture...".
Poi magari in mezzo a questa armata brancaleone potrà anche esserci qualcuno capace, non dico di no, però la maggior parte...mamma mia, che Dio ce ne scampi!
"Salve, mi chiamo Paolo e conosco a memoria (quasi) tutte le canzoni dei Beatles, mi piacerebbe fare il ministro degli Esteri...".
Ma infatti questa è stata la ragione per la quale non li ho votati. Non riesco a dare fiducia a una lista composta solo da gente senza alcuna esperienza politica, foss'anche solo nella gestione comunale di un piccolo paesino di provincia. Questo però non vuol dire che è giusto criticare ogni aspetto della gestione del MoVimento. Ad esempio le critiche e i dubbi che sono stati mossi sulle loro primarie (non so se sul giornale, sicuramente da Zucconi in radio) perché si sono tenute su internet e quindi sono poco affidabili le ho trovate davvero fastidiose.
In effetti l'atteggiamento che ha avuto Repubblica (e non solo Rep) nei confronti del M5S è la tipica ritrosia che si ha nei confronti di qualsiasi cosa che esce dai nostri schemi di pensiero. L'impressione che ho avuto era che non li criticassero perché non sapevano far politica, ma perché volevano far politica in maniera diversa. La domanda che i giornalisti si sono fatti spesso e hanno fatto spesso ai grillini, "In Parlamento dove vi siederete?", mi sembra un chiaro segnale del fatto che manco hanno capito se il M5S sia di destra o di sinistra, perché non si sono resi conto (i giornalisti) di ragionare con strumenti che non sono adatti ad analizzare la politica attuale, che è ben diversa da quella che pensano loro. E quindi, secondo il loro punto di vista, tutto ciò che si discosta troppo da ciò che loro conoscono non ha ragione di essere preso sul serio.
Così la vedo io rispetto a ciò che Rep ha scritto in questi mesi, eh?
@mad283, guarda che sulla questione primarie online anch'io sono molto scettico, perché ci sono molti punti oscuri relativi alla trasparenza del voto che non sono mai stati chiariti.
Ci mancherebbe, i dubbi sono leciti in ogni tipo di sondaggio, non solo online. Ma l'atteggiamento di molti repubblicones m'è sembrato chiaramente diffidente solo nei riguardi del mezzo elettronico, non per altri motivi (che potevano benissimo esserci, non so: non votando per loro non mi sono interessato più di tanto della cosa). E la cosa è particolarmente clamorosa se questa diffidenza ce l'ha il direttore di Repubblica.it...
Personalmente - da quasi disinteressato - non vedo perché le primarie del PD debbano essere considerate più affidabili di quelle del M5S: non è che se a raccogliere un voto c'è una persona in carne e ossa invece di un computer allora merita maggior fiducia a prescindere...
Are you afraid that if you don’t succeed, the same energy that pushed you up could push up darker forces?
I channel all this rage into this movement of people, who then go and govern. They should be thanking us one by one. If we fail, [Italy] is headed for violence in the streets. But if we crumble, then they come. Everything started in Italy. Fascism was born here. The banks were born here. We invented debt. The mafia, us too. Everything started here. If violence doesn’t start here, it’s because of the movement. If we fail, we’re headed for violence in the street. Half the population can’t take it anymore.
Read more: http://world.time.com/2013/03/07/italys-beppe-grillo-meet-the-rogue-comedian-turned-kingmaker/#ixzz2NFZJiYdl
A proposito, questa è la risposta in originale data da grillo al giornalista inglese di time Faris, leggete e sitemi se poi è così chiara... Altro che colpa della stampa italiana! Se in Italia si leggesse un poco di più....
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