mercoledì 21 agosto 2013

L'editoriale del nostro Barbapapà.

Confesso di leggere con crescente disagio le valutazioni di Eugenio Scalfari sulla futura leadership del PD. L'ipotesi da lui auspicata nell'editoriale di ieri - Epifani reggente di un partito ancor più a sostegno del Governo e Barca demiurgo della rigenerazione del PD - mi è parsa sconfortante e anacronistica rispetto al cambiamento che richiede con forza e disperazione l'elettorato del partito così come mi è parsa irrealistica l’ipotesi di una durata del governo Letta fino al 2015, da cui discenderebbe quella vagheggiata struttura di comando. Vien da pensare maliziosamente che la rottamazione di Renzi sia temuta da Scalfari perché, se applicata, raserebbe al suolo tutto il suo network consolidato di relazioni con la preistorica e fallimentare classe dirigente del partito. E per un uomo che ha fatto del rapporto confidenziale con la classe dirigente politica italiana un elemento di forza e un vanto, forse il pensiero di ritrovarsi senza punti di riferimento nel partito genera smarrimento. E lo scrivo con il massimo rispetto per il Fundadòr.
Curzio Maltese, tra le firme del giornale, è stato chiaro e netto nel definire Renzi come l’unica carta in mano al PD per rinnovarsi credibilmente agli occhi dell’elettorato e vincere le elezioni. E, non a caso, il sempre lucido Maltese preconizza il consueto suicidio del partito che, pur di estendere dominio e privilegi dell’attuale classe dirigente, non esiterà a far fuori Renzi e perdere così le prossime elezioni. 

Barbapapà 

4 commenti:

mad283 ha detto...

Secondo me i bookmaker inglesi non quotano neanche, a parte il segretario, che Renzi perderà le prossime primarie e il PD le elezioni...

Piazza Indipendenza ha detto...

Caro Barba, come sempre d'accordo con la tua analisi. Mi permetto di aggiungere che Renzi non mi convince fino in fondo ma...CI SIAMO ROTTI, ADESSO VOGLIAMO VINCERE!

Michele R. ha detto...

Barbapapà secondo me tocca una corda importante quando dice:
"Vien da pensare maliziosamente che la rottamazione di Renzi sia temuta da Scalfari perché, se applicata, raserebbe al suolo tutto il suo network consolidato di relazioni con la preistorica e fallimentare classe dirigente del partito. E per un uomo che ha fatto del rapporto confidenziale con la classe dirigente politica italiana un elemento di forza e un vanto, forse il pensiero di ritrovarsi senza punti di riferimento nel partito genera smarrimento."

e questo suo pensiero è una cosa che ho sempre intuito riguardo l'ossequio che il fundador mostra verso la nomenclatura del Pd e che non sono mai riuscito ad esprimere con parole mie.

Un altra riflessione la sollevano le parole di Piazza Indipendenza che secondo me commette come tanti un errore da tifo: non è che se vince un partito sull'altro allora va tutto bene e possiamo festeggiare, come succede con la squadra del cuore. Noi come elettori e cittadini dobbiamo pretendere che chiunque vinca deve avere la capacità di portare avanti delle idee, un modello per riplasmare un paese incancrenito e impaurito, di operare finalmente delle scelte, non nell'interesse dei partiti - ricordatevi quanto avvenuto per la rielezione di Napolitano dove il PD si è sbriciolato e rischia di nuovo in autunno con il voto sulla decadenza di B - e non passare 20 anni a parlare dei problemi che riguardano solo ed esclusivamente loro. Il lato peggiore del post tangentopoli è stato l'immobilismo della politica concretizzato in 20 anni A PARLARE di riforme. Un amico blogger scriveva tempo fà questo:
Quando cammini su strada, se cammini su destra va bene. Se cammini su sinistra, va bene. Se cammini nel mezzo, prima o poi rimani schiacciato come grappolo d'uva. Ecco, liberismo è stessa cosa. Se tu applichi liberismo va bene. se non applichi liberismo va bene. Se tu lo applichi liberismo-forse, ti schiacciano come uva.
Ha proprio ragione.

mad283 ha detto...

Michele, vedo che il maestro Miyagi è ancora attualissimo... Comunque, credo che Piazza intendesse dire che con questa dirigenza le elezioni si perdono sicuramente. Poi chiaramente parte dal presupposto "tifoso" che il peggiore dei nostri è comunque meglio del migliore dei loro...