giovedì 8 agosto 2013

Se non finiscono su Repubblica, finiscono su PPR.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera di un vecchio amico di PPR:

Ciao Pazzo,
ti mando un pezzo che ho fatto circolare anche su Facebook. Parla di pedoni. 
In forma di lettera l'ho mandato anche a  Repubblica... ma ancora niente. 
Intanto oggi, sullo stesso tema vedo il servizio Pedoni di due pagine (foto sotto). 
Ti mando la mia letterina anticipatoria. Un abbraccio e buona estate.
Salvo Scibilia

Re e pedoni 

Milano in agosto è semideserta e soffocante. Alle nove del mattino, io sulla bici e un’utilitaria alla mia sinistra, ci blocchiamo all’unisono davanti alle strisce pedonali. Una signora ultrasettantenne, una nonna, attraversa spingendo con molta flemma una carrozzina di quelle a due posti per i gemelli; regna un tale silenzio che riesco a percepire un frammento della storia che sta raccontando ai bambini. Forse la donna impiega qualche secondo in più nell’attraversamento delle strisce. Prima ancora che la carrozzina approdi sul marciapiede, dall’utilitaria ferma alla mia sinistra si sale la voce imperiosa, risentita e polemica di un manager che si sporge dal finestrino lato passeggero: “Signora...ringrazi che ha incontrato dei gentlemen stamattina!”. La signora impallidisce, l’auto scompare accelerando con una certa boria. Non sono riuscito a dissociarmi. Non so se sono un gentleman, certamente sono uno che almeno una cosa l’ha capita: i pedoni attraversano le strisce pedonali in forza di un diritto legittimo e non per gentile concessione dei gentlemen. Credo che l’italianissima battaglia tra diritti e privilegi non sia né terminologica né incruenta visto che ogni anno lascia sulle strisce un certo numero di morti.


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