Tra le cose che ricorderemo, questa:
Ma la mattina non hai la curiosità di vedere cosa ha fatto Ezio Mauro? “Quello lo vedo subito, la sera prima”. E’ Repubblica il giornale degli italiani, gli dico provocatoriamente. “Leggo Repubblica con attenzione, ma il giornale degli italiani è sempre stato il Corriere”, risponde. Repubblica però vende di più, insisto. “Non è così. Noi siamo primi per vendite totali. Loro vincono in edicola, noi andiamo più forti con le copie digitali”. Allora diciamo che Repubblica è un giornale chiesa, mentre il Corriere non ha questa natura. “Sì, ma noi un po’ scontiamo le liti tra i nostri azionisti”. E insomma de Bortoli possiede la disinvoltura e la leggerezza dei gesti, che talora diventano quasi autorità, senza mai indulgere alla crudeltà o alla malizia nei giudizi. Anche se, dopo molta insistenza, poi ammette: “La Repubblica di Scalfari era forse un po’ più libertina di quella diretta da Mauro”.E questa:
Adesso è Eugenio Scalfari il decano, il monumento del giornalismo italiano. “E’ un maestro. Mi voleva a Repubblica, era il 1986. Rifiutai. Avevamo un bellissimo rapporto, poi abbiamo litigato, nel 2009. Mi imputava condiscendenza e debolezza nei confronti di Berlusconi. Da allora non ci siamo più sentiti per molto tempo”. Chi sono i giornalisti che assumeresti subito dalla concorrenza? “E’ una bellissima domanda alla quale un direttore non deve rispondere mai”.E ancora questa:
E il Corriere è un grande giornale in salute, malgrado l’abbiano gravato di debiti non suoi”. Così se c’è una cosa che il direttore del Corriere della Sera invidia ai rivali di Repubblica è che un editore ce l’hanno, Carlo De Benedetti. “Due direttori di grandissimo livello in quarant’anni, un solo editore. Chapeau”.
1 commento:
Insomma si sbrodolano tra di loro. Che bravi!
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