mercoledì 24 settembre 2014

Il Nuovo Corriere: meglio della Nuova Repubblica.

Sottraendomi alla moda di voler demolire a tutti i costi il (fu) Nemico, mi sento di dire che a un primo sfoglio sono da lodare le scelte grafiche cardine, ovvero l'aumento dei bianchi e la semplificazione dell'impianto della pagina: in molti casi, le pagine si chiudono con due pezzi.

Bella l'idea del boxino (sarà fisso?) "Dietro le quinte" nella prima colonna della vetrina della sezione Politica.


Interessante - anche se non nuovo, benché anticipata in pompa magna - il trafiletto sulla stampa estera, incastrato nella (raddoppiata) sezione lettere e commenti, in cui spicca il Corsivo del giorno (oggi by Mastrantonio, ex Riformista già artefice della più bella rubrica dell'inserto estivo, dedicata ai linguaggi).


Come annunciato, senza stravolgere i nuovissimi font dell'agenzia LeftLoft creati ad hoc per via Solferino un paio di anni fa, si conferma la somiglianza con lo spin-off La Lettura, nato nel novembre 2011.





















Da feticista della carta e della grafica prima che di Repubblica, dico che il Nuovo Corsera mi soddisfa molto più della Nuova Rep, ancora zoppicante in alcuni elementi (le didascalie e le bacchette delle testatine su tutto, con quei pessimi triangolini senza costrutto...) nonostante il tempo ormai passato dal varo della nuova veste.
In ogni caso, W la carta!!!

PS. A chi critica il permanere della stessa linea editoriale (terzista) di prima: il restyling è solo grafico, per definizione...

MUDD

1 commento:

Frank ha detto...

@MUDD, ho spedito poco fa al FS la mia recensione, scritta prima di leggere tutto il resto per non avvertire condizionamenti diretti o indiretti.
Anche il mio giudizio è complessivamente positivo (tranne alcuni dettali) e se il formato è quasi identico a quello di Repubblica, dal punto di vista grafico risulta di gran lunga migliore.
Quanto alla sostanza, beh l'editoriale di de Bortoli abbandona il cerchiobottismo e, pur se non demolisce Renzi, è certamente più incisivo rispetto ai commenti e alla linea editoiale sposata da buona parte di Largo Fochetti, anche se stanno cominciando le prime, timide prese di distanza.
Staremo a vedere.