martedì 24 novembre 2015

Vita di redazione 1044. Il protagonista assente: Ilvo Diamanti.

VITA DI REDAZIONE del 20/11/2015
Durata: 12'29”

Anche di venerdì si richiede l'intervento urgente di Gianluca Luzi, l'organizzatore dell'evento. Infaticabile.




Scopriamo che Lavinia Rivara è regolarmente presente, ma con sorpresa non interverrà. Rammaricata.




Il Diretùr sottolinea i dati e le percentuali del sondaggione di Ilvo Diamanti.




Si ripete, ancora una volta, il boicottaggio video del messo. Sbadato.




E mentre Valentina Desalvo compulsa il suo bel tablet, la felice inquadratura ci permette di rivedere e
salutare Alessandra Vitali. Il tocco in più.




Il Diretùr dice che: ci sono quasi 200 persone ostaggio dei terroristi jihadisti in Mali. È chiaro che c'è un problema di paura estesa per l'insicurezza nel mondo in cui viviamo, estensione dei punti di crisi, come se non ci fosse più nessun autorità in grado di tenere il sistema sotto controllo. Poi, come definita nel titolo di testata, c'è la psicosi dell'Is che si allarga in tutti i Paesi democratici dell'Europa.

Per guardare in faccia la paura si è fatto ricorso a Ilvo Diamanti e al grande sondaggio pubblicato su due pagine che dimostra come ci sia un sentimento diffuso di timore, con la distinzione tra timore e terrore.

Esiste la paura di attentati, che c'è sempre stata nel nostro Paese, ma che è cresciuta in questi giorni fino ad arrivare al 51%. E la gente è pronta a cambiare i propri comportamenti. Il dato, infatti, più significativo della contrazione degli spazi di libertà quotidiani, è la propensione alla limitazione delle libertà personali che è cresciuta dal 2003 ad oggi. Come leggere la posta da parte delle autorità, intercettare le comunicazioni che dal 21% nel 2003, era salita al 29% nel 2009 e oggi è al 46%.

Ma esistono anche elementi di razionalità, perché solo il 16%, secondo il sondaggio, imputa all'Islam la responsabilità degli attacchi, mentre il 72% la attribuisce ad una frazione di integralisti islamici. Un giudizio politicamente responsabile. Pur non essendo previste misure di sicurezza eccezionali nel Paese, come ha assicurato Renzi, ognuno deve ritenersi fortemente coinvolto ed essere consapevole.

Tutto questo interpella lo Stato che è storicamente il mediatore tra cittadino e paure e le istituzioni sono quegli strumenti che abbiamo inventato proprio per organizzare l'opinione pubblica e trasmettere quel sentimento di sicurezza che i cittadini rivolgono nei confronti dello Stato da quando hanno deciso di delegargli l'uso della forza. Perciò la risposta dello Stato è indispensabile e il dovere è quello di restare fedeli ai principi democratici, non divettando quella caricatura di noi stessi che i terroristi ci dipingono addosso.

In ordine di apparizione.

Francesco Mimmo (Esteri) aggiorna la situazione dal Mali, perché arrivano i dettagli che parlano di 170 ostaggi e di nove morti, per il momento. Proprio ieri Hollande, in un intervento pubblico, aveva
sottolineato la pericolosità del Mali. Intanto, a Parigi, è stato identificato il terzo corpo del blitz di Saint Denis: si tratta di una seconda donna.

Malesseri e Mali del mondo.

Giancarlo Mola (Interni) riferisce che si torna a parlare di mafia. Infatti, in un'operazione condotta a
Corleone e che ha portato all'arresto di sei mafiosi, emerge anche la minaccia di un attentato ad Alfano, come si desume da esplicite intercettazioni.

La mafia prepara gli attentati in inverno per uccidere d'estate.
Mattia Chiusano (Sport) annuncia che torna il campionato proponendo subito Juventus-Milan.
Normalmente ci si dovrebbe occupare solo della gara, in realtà si tratta del primo week end dopo gli
attentati di Parigi con gli stadi possibili bersagli. In Germania e Spagna adottate misure di sicurezza
eccezionali. A Madrid per il clasico Real-Barça, che in genere impegna 1000 agenti, ce ne saranno 1600 in più.


Visto si stampi
@Frank201410

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