Caro Pazzo,
mi permetto di dissentire parzialmente da questo post in cui si parla di un presunto ribaltone di Ezio Mauro nei rapporti con il premier Matteo Renzi.
Non mi sembra che Ezio Mauro, nei suoi editoriali, sia da durante la direzione che dopo, abbia mai dato un appoggio incondizionato e critico a Renzi. Da direttore in alcune occasioni ha rivolto delle critiche severe a Renzi, ad esempio, mi pare di ricordare, in occasione di una polemica con i sindacati e all'indomani delle elezioni regionali dello scorso anno. Non ha mai affondato il colpo, però, mantenendo sempre una certa apertura di credito, da me comprensibile anche quando non condivisa, e sembrando talora di volerne ricondurre l'azione in un'alveo più identitariamente di sinistra riformista.
Ora da editorista, libero dall'onere della direzione, si è preso più libertà, in concomitanza con alcuni errori di Renzi, fino all'editoriale di martedì, che è sicuramente l'apice delle sue critiche a Renzi.
Diverso è il discorso per la linea editoriale di Repubblica e della redazione politica in particolare, che al netto degli editoriali (anche se mi sembrano relativamente in diminuzione gli editorialisti e gli editoriali "anti-renziani", già da prima della direzione Calabresi e ancor di più con quest'ultima) è stata veramente in gran parte acritica, se non apologetica, nei confronti del presidente del Consiglio.
Personalmente credo che una persona dell'estrazione culturale di Ezio Mauro non abbia mai potuto apprezzare a pieno Renzi, esserne entusiasta. Però per una certa fase ha mostrato una certa indulgenza, forse condizionato dal giudizio negativo che ha verso la sinistra più radicale e, soprattutto, verso il Movimento 5 stelle, nei confronti del quale mi sembra che sia lui, sia Scalfari, abbiano qualche ostilità preconcetta di troppo, al netto delle giuste critiche.
Giorgio
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