sabato 16 luglio 2016

Feticismi turchi e nizzardi

Già detto in altro post della prima pagina dolorosamente spaccata in due dai tragici eventi, segnaliamo che, sulla stessa prima ci sono le firme illustri di Mario Calabresi, Ezio Mauro e Bernardo Valli, a commento dei recentissimi fatti di cronaca.

scusate se è poco. Senza nulla togliere a Anais Ginori, Marco Ansaldo e Gianluca Di Feo.

L'apertura dello sfoglio, comunque, se lo prende il golpe sventato in Turchia, a cui vengono dedicate 4 pagine. Ma c'è chi ha fatto meglio, come vedremo in altro post.

D'obbligo il pezzo del turco Marco Ansaldo che però sembrerebbe non essere sul posto, dato che il suo pezzo non è datato. Probabilmente ieri stava a Roma, o comunque non in Turchia.




Ansaldo è coadiuvato da Anna Lombardi, che intervista al telefono il giornalista turco Yavuz Baydar.
Andrea Bonanni e Gianluca Di Feo completano l'opera.

Le 4 pagine sulla Turchia sono seguite dalle 11 sulla strage di Nizza che originariamente avrebbero dovuto aprire lo sfoglio. Ma per il secondo giorno consecutivo, alle 22.30, si è dovuto rifare il giornale.
(E anche su Nizza, come vedremo, c'è chi ha fatto meglio).

Numerosi titoloni in perfetto #CanoneCalabresi caratterizzano la sezione nizzarda del giornale.








Sono 5 gli inviati republicones giunti a Nizza. Tre di loro sono arrivati dalle redazioni più vicine al luogo della strage: la parigina Anais Ginori (la cronaca principale) , il genovese Marco Preve (la sicurezza sotto accusa) e il torinese Paolo Griseri (la Spoon River delle vittime). Gli ultimi due, Carlo Bonini e Paolo G. Brera sono arrivati da Roma e si occupano rispettivamente del ritratto del killer e degli italiani dispersi.

Segnaliamo anche i contributi della genovese Giulia Destefanis (non sappiamo se sia a Nizza anche se il suo pezzo è datato), di Renzo Guolo e Giampaolo Cadalanu (da Roma), un commento di Tahar Ben Jelloun, uno di Assaf Gavron e un pezzo del terrasantista Fabio Scuto da Gerusalemme.

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