E scusate se è poco. Senza nulla togliere a Anais Ginori, Marco Ansaldo e Gianluca Di Feo.
L'apertura dello sfoglio, comunque, se lo prende il golpe sventato in Turchia, a cui vengono dedicate 4 pagine. Ma c'è chi ha fatto meglio, come vedremo in altro post.
D'obbligo il pezzo del turco Marco Ansaldo che però sembrerebbe non essere sul posto, dato che il suo pezzo non è datato. Probabilmente ieri stava a Roma, o comunque non in Turchia.
Ansaldo è coadiuvato da Anna Lombardi, che intervista al telefono il giornalista turco Yavuz Baydar.
Andrea Bonanni e Gianluca Di Feo completano l'opera.
Le 4 pagine sulla Turchia sono seguite dalle 11 sulla strage di Nizza che originariamente avrebbero dovuto aprire lo sfoglio. Ma per il secondo giorno consecutivo, alle 22.30, si è dovuto rifare il giornale.
(E anche su Nizza, come vedremo, c'è chi ha fatto meglio).
Numerosi titoloni in perfetto #CanoneCalabresi caratterizzano la sezione nizzarda del giornale.
Sono 5 gli inviati republicones giunti a Nizza. Tre di loro sono arrivati dalle redazioni più vicine al luogo della strage: la parigina Anais Ginori (la cronaca principale) , il genovese Marco Preve (la sicurezza sotto accusa) e il torinese Paolo Griseri (la Spoon River delle vittime). Gli ultimi due, Carlo Bonini e Paolo G. Brera sono arrivati da Roma e si occupano rispettivamente del ritratto del killer e degli italiani dispersi.
Segnaliamo anche i contributi della genovese Giulia Destefanis (non sappiamo se sia a Nizza anche se il suo pezzo è datato), di Renzo Guolo e Giampaolo Cadalanu (da Roma), un commento di Tahar Ben Jelloun, uno di Assaf Gavron e un pezzo del terrasantista Fabio Scuto da Gerusalemme.






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