lunedì 10 aprile 2017

Ezio Mauro sul populismo: molto meglio delle sbrodolate domenicali del Fundador.

Oggi niente Serra in prima, in compenso c'è l'EMerito Ezio Mauro con uno straordinario pezzo sul populismo ispirato al famoso quadro di Dennis Hopper ambientato in un bar.

Su Twitter, il lettore Michele Reccanello, che segue PPR da anni, commenta così: "Imperdibile l'(ex) diretur, meglio delle sbrodolate domenicali del Fundador: A quando l'avvicendamento?".

E sempre a proposito di Michele, pubblichiamo questo suo commento appena arrivato sul blog:

Ciao Enrico,
secondo me la parola populismo, come tutto le etichette che sono contenute nel pezzo di Ezio Mauro, portano completamente fuori strada in una fase storica difficile come questa. Anche perché il termine deriva dal continuo richiamo dei leader (e dove sono?) al popolo, una soggetto troppo multiforme e mutaforme per potere essere incasellato.
Il succo del discorso di Mauro lo trovo sostanzialmente con un appunto sulla parte finale in cui dice "ci deve essere un modo di parlare a quell'uomo...".
Certo che c'è a mio avviso: Una classe dirigente decente e che ancora non si vede all'orizzonte, deve FARE e bene per la moltitudine e non per le elite, ovvvero tutto il contrario di quello che è stato fatto uin questi ultimi 20 e passa anni, e NON FARE parole perché queste oramai sono vuote e non scaldano più i cuori di nessuno.

Non so voi, ma il sottoscritto in quel quadro di Edwar Hopper ci si rivede.

Saluti, MR.


2 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Ciao Enrico,
secondo me la parola populismo, come tutto le etichette che sono contenute nel pezzo di Ezio Mauro, portano completamente fuori strada in una fase storica difficile come questa. Anche perché il termine deriva dal continuo richiamo dei leader (e dove sono?) al popolo, una soggetto troppo multiforme e mutaforme per potere essere incasellato.
Il succo del discorso di Mauro lo trovo sostanzialmente con un appunto sulla parte finale in cui dice "ci deve essere un modo di parlare a quell'uomo...".
Certo che c'è a mio avviso: Una classe dirigente decente e che ancora non si vede all'orizzonte, deve FARE e bene per la moltitudine e non per le elite, ovvvero tutto il contrario di quello che è stato fatto uin questi ultimi 20 e passa anni, e NON FARE parole perché queste oramai sono vuote e non scaldano più i cuori di nessuno.

Non so voi, ma il sottoscritto in quel quadro di Edwar Hopper ci si rivede.

Saluti, MR.

Frank ha detto...

Michele, sarò telegrafico: ti quoto e capisco. Entusiasta di Hopper.