lunedì 27 maggio 2019

Miscellanea arretrata: il maiuscolo cafonissimo, lo sponsor improbabile, un paio di refusi mica male e Mura che se ne va in vacanza.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo/1:

Ciao Pazzo,

qualcuno in un commento delle scorse settimane si chiedeva, con tutti quei titoloni sparati per qualunque cosa, che sarebbe successo quando c'era bisogno di fare veri titoli forti.

Oggi abbiamo avuto la risposta. Maiuscolo cafonissimo.

E sono "solo" i risultati delle europee. Se ci fosse un nuovo 11 settembre o evento analogo che si fa? Titolone a pagina intera?

snowblind

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Il nostro collaboratore e amico Fabio P. ci manda questa bella foto.



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Due commenti sullo zio Vittorio apparsi sulla nostra pagina Facebook:

Grande giornalista, mi ha insegnato molto. Rip.

Piervittorio Miatton

Mi dispiace tantissimo. Abbiamo perso un giornalista esemplare, oggettivo e trasparente.

Francesca Leone

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo/2:

Cari Pazzi per Repubblica,

non so se avete già avuto modo di parlarne (nel caso mi scuso perché mi è sfuggito): ma qual è il senso della pubblicità di Eurospin su Repubblica?

Come si può pensare che chi acquista Repubblica possa anche essere un cliente di Eurospin? Detto senza alcuna ironia.

Simone

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Riportiamo un commento dell'ex republicone Leonardo Coen (apparso su Facebook) che segnala un gravissimo errore di Luca D'Andrea apparso sull'ultimo numero di Robinson.
Pagina 15 del pretenzioso “Robinson” supplemento al numero di Repubblica, in edicola questo sabato 25 maggio (0,50€). Titolo dell’articolo a tutta pagina: “Caro Cussler, stupiscici”. L’articolo è firmato da Luca D’Andrea. È lui a stupirci. Con una citazione grossolanamente sbagliata. D’Andrea attribuisce a Umberto Eco la paternità della mitica espressione “la casalinga di Voghera”. Che fu battezzata invece da Alberto Arbasino, scrittore raffinatissimo e geniale, soprattutto quando racconta mostre, spettacoli, opere liriche. D’Andrea è giovane, ha 40 anni, è di Bolzano. Non ha vissuto gli anni d’oro della scoppiettante Milano culturale negli anni Sessanta. Dovrebbe leggere i libri di Arbasino, come Fratelli d’Italia o il meraviglioso Anonimo lombardo. Arbasino è stato uno dei grandissimi primi collaboratori di Repubblica, quando il quotidiano di Scalfari aveva ottime pagine culturali e difficilmente sarebbe passato un errore del genere. Comunque, errare è umano. A me, per esempio, capita spesso. Maledizione...

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Ma i dolori per il nuovissimo inserto del sabato di Largo Fochetti non finiscono qui.

Guardate cos'ha combinato il redattore di turno con la didascalia di una foto di James Stewart.

Ha scritto il nome proprio come si pronuncia. Roba da matti. Anzi, da pazzi. Per Repubblica.



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Anche il Venerdì, altro inserto di Repubblica, ne ha combinata una bella.

Nella rubrica Tra le righe, si dà appuntamento a pagina 101. Invece il rimando è a pagina 107.



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A Largo Fochetti qualcuno ha letto PPR e ha prontamente corretto albume in album.

Peccato, era un refuso carino.



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Nei suoi Cattivi Pensieri di ieri, Gianni Mura ci dà appuntamento alla nuova stagione calcisitica.

Ci mancherà.



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Feticismi ExtraMoenia:

Bruno Bozzetto, su Twitter, segnala un plagio di una sua vignetta da parte di Giannelli sul Corriere.



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Riportiamo dal sito FanPage:

Abbiamo recuperato l’introvabile articolo di Sandro Viola che nel gennaio 1992, dalle colonne del quotidiano la Repubblica, si scagliava contro il giudice Giovanni Falcone, poi ammazzato dalla mafia a Capaci, accusandolo addirittura essere un “guitto televisivo”. 

Qualche giorno dopo sullo stesso giornale fondato da Eugenio Scalfari un altro giornalista, il napoletano Giuseppe D’Avanzo prendeva le difese del magistrato siciliano: “Non ha mai avuto una vita facile e anche stavolta c’è chi farà di tutto per rendergliela difficile”.

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