sabato 10 maggio 2008

Scontri a Beirut. E' il momento di mandare qualcuno, magari l'inviata con le palle.



Continuano gli scontri in Libano tra esercito e Hezbollah. Finora ci ha raccontato tutto l'inviato a Gerusalemme Fabio Scuto, però ci sembra giunto il momento di mandare qualcuno a Beirut.

Magari Francesca Caferri, l'inviata con le palle.

Nasce BelPaìs. Il nostro gemello spagnolo.



L'amico blogger Saul Stucchi mi segnala la nascita di BelPais, il blog dedicato al principale quotidiano spagnolo.

In bocca al lupo, Saul!

giovedì 8 maggio 2008

Verona: 1 morto, 5 carnefici naziskin, 5 inviati di Repubblica.



Enrico Bonerandi, Paolo Berizzi, Fabrizio Ravelli, Roberto Bianchin e Giuseppe D'Avanzo.

Non sono i nomi dei cinque naziskin che hanno ucciso Nicola Tommasoli.

Sono i cinque giornalisti che in quattro giorni Repubblica ha inviato a Verona per raccontarci l'accaduto.

La dolce Concita va alla fiera.

A Torino c'è fermento. Domani parte la Fiera del Libro e c'è il rischio che scoppi un casino stile G8 di Genova per i possibili incidenti causati dai manifestanti della sinistra radicale antisemita.

Pane per i denti di Concita.

Che nel suo pezzo di oggi, conclude con un bel "esageruma nen".

martedì 6 maggio 2008

Il colore Viola. E White.

Oggi in prima pagina su Repubblica c'è un pezzo di Viola sul nuovo regime soft russo. E sempre oggi in prima pagina sul Wall Street Journal c'è un pezzo di White sul nuovo regime soft russo.

(da wittgenstein.it).

Benedetto Ferrara tra Shangai e Cagliari sceglie di rimanere a Firenze.

Svelato l'arcano che ci assillava da due giorni: Benedetto Ferrara sabato era a Firenze alla presentazione di un libro.

E' scritto qui.

E me l'ha detto il mitico Andrew, fedele lettore di questo blog.

lunedì 5 maggio 2008

Il refusone della redazione sportiva (e Gamba ci ha messo del suo).



Errore da matita rossa oggi nelle pagine sportive di Repubblica. Si parla della vittoria del Siena contro la Juventus e nel titolo del pezzo di Emanuele Gamba si scrive Berretta anzichè Beretta. Non è un errore da licenziamento, però almeno nei cognomi degli allenatori di serie A si dovrebbe porre più attenzione, soprattutto se si tratta di un titolo a 4 colonne.

L'errore poi pecca di recidività quando Emanuele Gamba per altre due volte scrive Berretta con due t anzichè una.

Per capire la gravità dell'errore, immaginatevi di leggere Rannieri anzichè Ranieri, Mancinni anzichè Mancini, Ancellotti anzichè Ancelotti, Cappello anzichè Capello e così via.

domenica 4 maggio 2008

Il clamoroso refuso di Pericoli&Pirella.



Ecco la vignetta di "Tutti da Fulvia sabato sera" di settimana scorsa.

C'è un clamoroso refuso che trasforma Berlusconi in Belusconi.

Capiamo la fretta di Pericoli nel consegnare la vignetta, ma almeno un fax a Pirella per controllare il testo poteva mandarlo.

Perchè Benedetto Ferrara ha saltato il Moto Gp. La discussione è aperta.

Benedetto Ferrara non è andato a Shangai per il Moto Gp. Ma non c'è andato neanche Corrado Zunino. C'è andato Enrico Sisti, esperto di calcio inglese che di Moto Gp non se ne impiccia più di tanto.

Riflettiamo.

Ferrara e Zaino sono espertoni di calcio: di Fiorentina il primo e di serie B il secondo. Quindi può prevalere l'ipotesi che i due non siano andati a Shangai per tenerli impegnati qui in Italia visto che i vari campionati sono all'epilogo.

Quindi, se dovesse essere così, lunedì dovremmo trovare la forma di Benedetto Ferrara sulla cronaca di Cagliari-Fiorentina e domani quella di Zunino sulla serie B.

Oppure, Ferrara è così incazzato per l'eliminazione della "viola" dall'Uefa che ha preferito restare a casa. In tal caso a Cagliari coi gigliati ci andrebbe Giuseppe Calabrese.

Domani e dopo scopriremo.

Fuochi e Sisti: inviati per sport.

Per la rubrica "inviati per sport", segnaliamo oggi Walter Fuochi a Madrid per l'eurolega di basket (lui bolognese doc avrà gioito per la sconfitta in semifinale della Mens Sana Siena) e di Enrico Sisti che, curiosamente e poi vedremo perchè nel prossimo post, è stato inviato a Shangai a commentare il Moto Gp.

I due Longo di Repubblica.



Da qualche tempo a Repubblica, oltre ad Alessandra Longo, c'è anche un Alessandro Longo, che si occupa di nuove tecnologie.

Googlando Alessandro (nella foto) abbiamo scoperto che ha un blog interessante su telefonia, hi-tech e giornalismo.

Per par condicio vi segnaliamo un link dove potete trovare la biografia di Alessandra.

sabato 3 maggio 2008

Marozzi e Prodi nel paese dei balocchi.



Ultime gite per Marco Marozzi al fianco di Romano Prodi.

Oggi sono andati a Chianciano al convegno dei radicali. La coppia ci ha un po' ricordato le gesta di Pinocchio e Lucignolo che vanno al paese dei balocchi.

Chianciano, in fondo, non è tanto lontano da Collodi.

La sconfitta dei laburisti tutta sul groppone di Enrico Franceschini.



Vabbè che è il corrispondente primario da Londra, ma è curioso che Enrico Franceschini si sia dovuto smazzare da solo le due prime pagine d'apertura di oggi sulla sconfitta dei laburisti.

A dargli una mano, ma neanche tanto, i pezzi di Anthony Giddens e John LLoyd.

Nella foto: il neo sindaco di Londra Boris Johnson.

Francesco spiega perchè non ha vinto Francesco.

Ecco qui il pezzo di Francesco Merlo che spiega perchè non ha vinto Francesco Rutelli.

Affidato a Concita il pesante compito di tamponare le ferite della sinistra.

Prima Alemanno sindaco di Roma, poi Schifani presidente del Senato e per chiudere Fini presidente della Camera.

A Repubblica non ci pensano su molto e affidano le tre incombenze alla dolce Concita sperando che i suoi pezzi possano addolcire le tre drammatiche notizie.

Qui il pezzo di Concita sulla vittoria di Alemanno.

E qui quello sull'elezione di Schifani.

In attesa di recuperare il pezzo sulla vittoria di Fini.

giovedì 1 maggio 2008

Amarcord: il primo pezzo di Concita.

Grazie al nuovo servizio di ricerca di repubblica.it, siamo in grado di proporvi il primo pezzo scritto da Concita De Gregorio su Repubblica. 

Era il 6 gennaio del 1989 

 'TOMBOLA' E ARRIVA LA FINANZA LUCCA 

Parrocchie, circoli di paese o bische clandestine? La gente è disorientata, da qualche tempo ha anche paura. Giocare a tombola il sabato sera, nei paesi di campagna, è una tradizione: mille lire una cartella e si vincono prosciutti, salami, buste di caffè. Con quel rettangolo di carta in mano nessuno si era mai sentito fuorilegge. Il gioco è semplicemente un modo per passare il tempo in compagnia, meglio che davanti alla televisione. Ma per i pensionati e le casalinghe della Lucchesia al brivido della cinquina da qualche tempo si è aggiunto quello della retata. Insieme al numero fortunato, la sorte può portare la Finanza: agenti in borghese entrano all' improvviso dalla porta della sala parrocchiale o del circolo sportivo e bloccano le uscite. La gente si spaventa, qualcuno tenta di fuggire, nel caos i finanzieri chiedono ai giocatori i documenti e registrano i dati anagrafici. Per gli organizzatori della tombola scatta la denuncia in pretura: se saranno condannati pagheranno una multa che va da trecentomila lire a un milione e mezzo. Era accaduto l' anno scorso a S. Cassiano a Vico e S. Angelo in Campo, due paesini ai margini di Lucca, è successo di nuovo a dicembre in un circolo Endas di Guamo, una frazione del Comune di Capannori. Duecento persone per lo più anziani, donne e ragazzini sono state identificate e schedate, i responsabili del circolo denunciati. E la polemica, sopita nella distrazione dell' estate, si riaccende. La gente protesta, non capisce. Per affermare il diritto alla tombola è nato persino un Comitato per la difesa del gioco popolare che si propone, con l' appoggio del senatore democristiano Mauro Favilla, di portare in Parlamento una proposta di modifica delle vecchie norme di divieto. Ma poi la tombola è davvero un gioco d' azzardo? E se anche lo fosse perché la Finanza si accanisce contro chi evade poche migliaia di lire, spesso in buona fede? Ma soprattutto perché solo a Lucca ciò avviene con tanta insistenza? Dalle strade di paese questi angosciosi quesiti sono rimbalzati ai microfoni della Rai. Da chiamate Roma 3131 ieri mattina l' intendente di Finanza di Lucca Mario Cricca ha spiegato a tutta Italia i termini della questione. La tombola è, in effetti, uno dei giochi proibiti dal Testo unico di pubblica sicurezza del 1931 insieme ai dadi, la roulette, la morra, e via scommettendo. Chi lo organizza in locali pubblici senza l' autorizzazione dell' intendenza di Finanza viola la legge speciale del ' 39 sul lotto pubblico, non pagando la tassa del 20 per cento su premi e incassi evade il fisco. Accade poi che il valore dei premi sia inferiore, a volte di molto, all' incasso per la vendita delle cartelle: in questo caso c' è chi ci guadagna, organizzare tombole potrebbe diventare un' attività redditizia e come tale punibile in quanto gioco d' azzardo. Il codice penale vieta infatti il gioco a fini di lucro. Il problema si fa complesso. In effetti, nei casi delle tombole nelle parrocchie e nei circoli di paese, l' autorità potrebbe chiudere un occhio: giocano tutti, hanno sempre giocato ed è difficile pensare a pensionati e casalinghe in malafede. Ma ci sono delle norme da far rispettare, è una questione di principio. E poi di fronte alle denunce c' è poco da fare. Riceviamo segnalazioni quasi ogni giorno dice con un certo rammarico il dottor Mario Cricco, che non vorrebbe passare alla storia come l' intendente della tombola e sappiamo perfettamente che ci sono luoghi dove regolarmente, ogni giovedì sabato e domenica si gioca a tombola. Di fronte alle denunce non possiamo non intervenire. Ma chi può sentirsi danneggiato o offeso dai vicini che sperano nella cinquina? Le segnalazioni sono per lo più anonime, circola voce però che a chiamare la Finanza siano spesso i commercianti di paese: con tutti quei prosciutti in palio, nessuno compra più. Sotto le feste poi sono anche calate a picco le vendite di panettoni e torroni. Da parte nostra precisa Cricco non ci sono intenzioni persecutorie. Semplicemente facciamo rispettare la legge. E' vero, sono norme vecchie, ispirate a principi fascisti tesi a limitare associazioni e comitati: l' autorizzazione al gioco della tombola si più concedere solo ad enti morali, deve essere presente un funzionario dell' intendenza e il ricavato deve andare a fini assistenziali. E' vero anche che il gioco è una tradizione nei paesi, è assurdo pensare di sopprimerlo. A volte comunque resta il dubbio che ci sia chi ci guadagna: di fronte a premi per un valore di cinquanta-sessantamila mila lire abbiamo calcolato incassi intorno alle trecentomila. E in una sera i giri di tombola possono essere molti.

Concita De Gregorio