domenica 29 novembre 2009



Per la rubrica PPR2Cult, oggi Caterina ha vivisezionato R2Libri di sabato 28 novembre. Buona lettura.

R2Libri
, stavolta tocca alla sezione letteraria di R2Cult.

Ne avevo già accennato in passato. Lo sapete perché R2Libri non può competere con la Domenica del Sole 24 Ore? Perché non vi è un solo recensore che sia un critico letterario professionista (a parte Stefano Giovanardo, ovviamente subito relegato in uno spazio minuscolo), e che non faccia parte dei soliti collaboratori di Rep.  E' la sindrome "Il film di Curzio Maltese".

E' ovvio che tutti i recensori che seguono sono persone colte, perfettamente in grado di scrivere una "recensione" del libro che hanno appena letto; ma non è il loro mestiere. Per questo avere firme come quelle di Pietro Boitani, di Alfonso Berardinelli (la sua demolizione di Cacciari la scorsa domenica era esilarante), di Alessandro Pagnini, di Sergio Luzzatto stesso, per dirne solo alcune, fa la differenza.

Questa R2Libri è una cosa fatta in casa (come il precedente Almanacco); si potrebbe invitare qualcun altro alla festa. 

1) Irene Bignardi, esimia critica e storica del cinema, recensisce (18 righe e mezzo) romanzo su storia d'amore in Algeria anni '60: non mi interessa (leggere la recensione, intendo).

2) Gianni Clerici, sublime critico del tennis, nonché mediocre romanziere e poeta (scatenatevi, fans!), sulla "cronaca di una passione nel porto di Genova": non leggerei questa recensione neppure se fosse l'ultimo ritaglio di giornale rimasto dopo l'apocalissi nucleare. (Lo dico apposta per scatenare i fans dello Scriba.)

3) IL LIBRO DI FRANCESCO MERLO. F. Merlo, fino a poco tempo fa da qualche maligno definito l'unico uomo veramente di destra tra i commentatori di Rep. (Dago), "recensisce" un libro-catalogo di Julia Kristeva: mai accoppiata più improbabile fu immaginata in un supplemento culturale. Eppure, questa recensione me la sono letta: puro merlese; ma non divagante, preciso; e riesce pure a inquadrare con un piccolo cameo il nuovo libro di Sergio Luzzatto. Bene. Ma non è un critico letterario, né si sarebbe mai sospettato che fosse un esperto di femminismo e decostruzione ("La Kristeva, che deve qualcosa a Derrida…"; mmmh, forse sí, tu che ne dici?); però si destreggia bene..

4) Stefano Giovanardi: l’unico critico letterario professionista, e l’unico accademico, in quanto docente all’Università del Molise. (Non mi risulta tuttavia che sia “ordinario,” come da Wikipedia, bensí “associato confermato,” come da sito Murst e sito del suo Dipartimento. Forse ha appena vinto da ordinario, e il sito Murst non l’ha ancora registrato; in tal caso andrebbe scritto “straordinario.” Non che nulla di tutto ciò abbia la minima rilevanza; è solo per la precisione enciclopedica.) Fatto sta che Giovanardi è l’unico specialista e l’unico accademico. Purtroppo come fa uno a fare una recensione in 200 parole? Andiamo! Come mai c’è Merlo (che pure oggi se la cava bene) a fare il pezzo principale, e Giovanardi sta rinchiuso in una cella a pane e acqua? Recensione letta.

5) Silvana Mazzocchi: inviata di Rep. da almeno trent’anni; scrittrice di buon successo; presenza fissa di Almanacco prima e di R2Libri ora. Sufficientemente specializzata. Recensione letta.

Le RUBRICHE:

1) AQUARO, LE CRITICHE DEGLI ALTRI. Questa volta ha deciso di scegliersela facile, con un sacco di nomi italiani, cosí stiamo tutti piú tranquilli. Riesce a non sbagliare i due titoli (tre se contiamo anche “Happy Days”) e l’antoponimo in inglese (sue abituali bestie nere). Ma bisogna dire che il rendiconto aquariano della recensione che Ingrid Rowland fa del libro in questione ha un senso e un obiettivo, perseguito con chiarezza. E Aquaro si permette addirittura di ergersi a censore, e corregge la Rowland: “benvenuti ‘Happy Days’ e ‘Colpo Grosso’ – che però, cara Ingrid, non erano programmi Fininvest”. Evvai! Quando le cose le sa, le sa; e quando gli tocchi aree di sua stretta competenza, Fonzarelli e le ragazze Cin Cin, allora anche Aquaro diventa la Maestrina dalla penna rossa! Bravo Angelo, continua cosí! Focus!

2) Lipperini: professionale: a) ottima rubrica: per il primo punto noterei però che il passaggio dalla notizie (molestie sessuali via sms con citazione di Catullo osceno) ha poco a che fare con il commento seguente, sul Catullo censurato delle sue poesie oscene ancora nel commento di Fordyce (1960) (ah: si dice C. J. Fordyce; il nome completo mai sentito; perché voler strafare?). Cosa c’entra? b) parla dell’IMPARARE A SCRIVERE BENE? Capito? Sono stata abbastanza chiara, vicini di rubrica?

pp. 46-7:

Pezzo centrale: Bentivoglio intervista quel Mark Haddon che ha annoiato molti col “Cane a mezzanotte.” Nella penultima domanda poteva dire “disabili” invece che “handicappati”.

Bene El Barto: era ora che qualcuno dicesse qualcosa a proposito del dilagare di questi titoli “dialogici e disinvolti”: è chi meglio di Bartezzaghi? Il pezzo sul “party in libreria” è fantastico. Grazie!

Smargiassi e Miriam Mafai nelle cellette troppo piccole per essere lette. Non lette.

Caterina

4 commenti:

Jack Skellington ha detto...

E infatti non si capisce perché a Rep. sottovalutino tanto le pagine culturali, affidando le recensioni di libri e film a personaggi sicuramente colti, sicuramente autorevoli, ma che non hanno la competenza necessaria per affrontare siffatte tematiche dalle pagine di un grande quotidiano. E' la Repubblica, mica il Gazzettino di Roncobilaccio.

Anonimo ha detto...

Rem acu tetigisti, Jack (come dice Bertie Wooster). (ma davvero hai solo 21 anni?)

Jack Skellington ha detto...

Sì Cate, il profilo di Blogger non mente O_o

Enrico Maria Porro ha detto...

Con tutto il rispetto per Il Gazzettino di Roncobilaccio.