domenica 29 novembre 2009

Tornano gli esercizi di stile di Nonuna.

Nonunacosaseria (Nonuna, come l'ha ribattezzato Caterina) ha preparato uno dei suoi esercizi di stile.

Buona lettura.

Credo che possa essere un procedimento interessante per capire l’orientamento politico-ideologico e il grado di schieramento dei quotidiani italiani leggere e inquadrare i commenti e gli editoriali sull’ultima esternazione di Napolitano. Riguardante governo e magistratura.
A chi era indirizzato quell’appello?

Secondo Repubblica (Massimo Giannini) il Colle ce l’aveva con Berlusconi al 100% e non certo con i magistrati: “L’inusuale messaggio alla nazione lanciato ieri da Napolitano attraverso la stampa è soprattutto una risposta alla farneticante risoluzione strategica lanciata l’altro ieri da Berlusconi (…) con una drammatica escalation dei contenuti e dei toni (…) offre la narrazione manipolata e artefatta di un assalto che non c’è. Per il Quirinale si tratta di una spirale pericolosa”.
Più o meno stessa linea per L’Unità, anche se Concita de Gregorio deve placare le ire dei blogger: “In disaccordo con molti frequentatori del mio blog e forse anche con l’ANM, non mi pare che Napolitano, nello scontro tra Berlusconi e i magistrati, prenda una parte. Mi pare che dica cose semplici e una per una condivisibili. Mi pare si rivolga anche ai magistrati perché sta parlando in realtà a Berlusconi”.

Qui finiscono i quotidiani filo piddini e iniziano quelli terzisti o sedicenti tali. Il Messaggero, per esempio, riflette la tendenza casiniana grazie a Paolo Pombeni: “L’invito a un maggiore autocontrollo nell’uso di parole ed esternazioni è rivolto a tutti gli attori, a partire ovviamente dal Presidente del Consiglio, anche se non sappiamo quanto verrà ascoltato”.
Ancor più cauto il Corriere della Sera, che individua come destinatari del messaggio quirinalizio sia Berlusconi che i magistrati. Una percentuale, diciamo, intorno al 60% e 40% (rispettivamente). Marzio Breda: “Autocontrollo nelle dichiarazioni pubbliche, chiede Napolitano. E se il destinatario sembra in primo luogo il Cavaliere, la reprimenda del Quirinale va in realtà estesa a tutti i soggetti coinvolti in questa prova di forza. Compresi i magistrati, naturalmente”.
Il capolavoro cerchiobottista, però, arriva stavolta da Marcello Sorgi che su La Stampa scrive: “Delle due strade – lo scioglimento semirivoluzionario delle Camere, con le dimissioni di massa dei parlamentari, o il proseguimento, pur tormentato, della legislatura – è evidente che il Quirinale considera la seconda il male minore. Ed è proprio per scongiurare la prima, che ieri Napolitano è entrato in scena. Il suo messaggio era rivolto al premier, per cercare di tenerlo a freno. Ai giudici, perché si tolgano dalla testa di buttare giù il governo con un avviso di garanzia. Ma, sotto sotto, anche all’opposizione, che in una situazione tragica come questa non ha ancora deciso quale ruolo giocare”.
Le percentuali tra “destinatario Berlusconi o magistrati?” cominciano a rovesciarsi (facciamo un 45% contro 55% rispettivamente) con Il Sole 24 Ore, come se ne può dedurre da Stefano Folli: “Il presidente ha chiesto alla magistratura di rientrare nei ranghi (…) l’uso improprio delle inchieste giudiziarie, a base di voci e veleni lasciati correre senza controllo, hanno un’insopportabile effetto destabilizzante (…) si può capire che il presidente della Repubblica abbia voluto correre ai ripari. Lo ha fatto rassicurando Berlusconi sull’impossibilità che la maggioranza vincitrice delle elezioni sia rovesciata da fattori extrapolitici”.

Prima di passare in rassegna i giornali filogovernativi, vale la pena soffermarsi un attimo sull’ecumenico Avvenire. Gianfranco Marcelli: “Un analogo appello a deporre le armi è venuto domenica scorsa dal Segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone”.

E ora, avanti a destra. Sulla triade Giorno Nazione Resto del Carlino, Gabriele Cané non manca di prendersela con i reprobi del PdL, fermo restando che è la magistratura il principale obiettivo di Napolitano: “Il Colle ha detto di più. Ha detto due cose. Primo. Ha detto ai magistrati di tornare a fare il proprio lavoro. Che è quello di indagare sui reati per cercare colpevoli, e non dei titoli sui giornali. Di trovare ladri, rapinatori, scippatori, tutta mercanzia criminale su cui parte della nostra magistratura non indaga nemmeno più. Secondo. Ha detto, Napolitano, al mondo politico fatto di PdL e opposizione, che i governi li determinano i risultati delle elezioni e non le spallate, le esternazioni, gli avvisi di garanzia”.
Libero non ritiene di dare troppo risalto al monito de Capo dello Stato e, anzi, Maurizio Belpietro non manca di esaltare le motivazioni berlusconiane: “Napolitano ha richiamato i giudici: dice che devono parlare solo nei processi. Le frasi del Capo dello Stato sono ovviamente sensate, ma si dà il caso che da oltre cinquant’anni i magistrati si comportino diversamente”.
Chiudo con i pasdaran del Giornale. Alessandro Caprettini non ha dubbi di sorta: “E’ tutto molto chiaro. Dal Quirinale piove un monito che in larga parte è indirizzato ai magistrati: basta parole fuori luogo, basta minacce all’esecutivo, basta interventi sopra le righe sulle ipotesi di riforma della giustizia”.

Nonunacosaseria

3 commenti:

Jack Skellington ha detto...

Ottima disamina. Affascinante vedere come il discorsetto di Napolitano sia stato interpretato in maniera opposta a seconda degli schieramenti, nel tentativo generale di trascinare il presidente dalla propria parte. Anche se mi pare che stavolta siano state Repubblica e Unità ad arrampicarsi un po’ sugli specchi. Io nelle parole di Napolitano c'ho visto un predicozzo bipartisan rivolto un po’ a tutti e, ahimè, quasi più severo nei confronti dei magistrati che del PdL. (L’unico che ha colto la situazione mi pare sia stato Travaglio sul Fatto, in un editoriale schietto e, mi spiace dirlo, di un’aggressività tanto pesante quanto sgradevole).

nonunacosaseria ha detto...

sì, una precisazione: gli altri esercizi di stile erano frutto della mia inventiva. i brani riportati stavolta sono invece realmente comparsi nelle edizioni di ieri dei giornali citati. mancano i link, me ne scuso... ma le citazioni sono precise.

Barbapapà ha detto...

Analisi comparata molto interessante, nonunacosaseria.
Aggiungo solo qualche considerazione sull'editoriale di Giannini.

E' assolutamente vero che ha interpretato le parole di Napolitano come negative soprattutto verso Berlusconi. Ma è anche vero che ha poi evidenziato come N. abbia chiesto a tutti "il recupero di una misura e di una responsabilità", quindi anche ai magistrati.
Io ho solo trovato un po' discutibile che Giannini abbia chiosato questo richiamo alla magistratura "Ma qui siamo all'ovvio, e per molti versi al già detto.".
A me non è affatto parso così. Anzi, penso, come Jack, che Napolitano fosse particolarmente seccato con i magistrati a causa del loro ribattere colpo su colpo a Berlusconi (e perfino alle dichiarazioni della direzione del PdL). E' come se avesse detto loro: ma volete star zitti almeno voi?!

Confesso infine che ho letto tutto l'articolo di Giannini solo per dovere di informazione, ma già dopo le prime righe ho avvertito una sensazione di stanchezza: stavo per leggere la replica dell'ennesimo editoriale contro Berlusconi. Tutto giusto e doveroso, per carità. Ma, a volte, si fa fatica a ripercorrere sempre gli stessi passi.

Il commento più strabiliante mi è parso quello di quel mezzo figuro di Canè. Un alieno.

Adesso, però aspettiamo un vero esercizio di stile. :)