domenica 20 dicembre 2009

What?

Possiamo anche considerarlo nella serie "What?". Non so a voi. Ma io ogni volta che leggo un pezzo di Piero Ottone (come quello sull'ultimo Venerdì, scandalizzato perchè ha visto una vigilessa che guardava la vetrina, perdendo così in autorevolezza, mentre non si è mai visto al mondo un poliziotto francese guardare una vetrina: la rubrica di solito è fatua, stavolta è fessa al massimo grado), io mi chiedo: "E questo qui è stato direttore del Corriere della Sera???"

Fabio P.

Chissà che ne pensa Nonunacosaseria...

16 commenti:

Carmen ha detto...

Siete riusciti a vedere Angelo Aquaro in collegamento da New York?
Lo annunciano qui ma mi da un problema di download:

http://tv.repubblica.it/copertina/tempesta-di-neve-emergenza-sulla-east-coast/40510?video

Uffa, volevo vedere se fa refusi anche parlando.

jacopo ha detto...

ah ah:):):) grande Carmen!!!!!!!!!!!!!!!!

Enrico Maria Porro ha detto...

Carmen, la voce di Aquaro la puoi sentire qui:

http://pazzoperrepubblica.blogspot.com/2009/12/la-chicca-delle-chicche.html

Ciao.

aghost ha detto...

Ennò Gambero, la Sotis come Ottone non l'accetto :).

La Sotis sono decenni che ci tedia con le sue puttanate sul bon ton (e davvero non si capisce perché diavolo le diano addirittura una rubrica sul Corriere). Ottone almeno fa dei pezzulli simpatici di costume, la differenza è comunque abissale.

Anonimo ha detto...

Straquoto Fabio P.! Mi ricordo che la prima volta che ho letto che Piero Ottone è stato direttore del Corriere della Sera ho pensato: "WHAT?!"

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Quoto? Straquoto? Ma parlate italiano. Questo gergo da quattro soldi e oltretutto ignorante (to quote=citare, quandi magari cito forse) lasciamolo ai quindicenni

Enrico Maria Porro ha detto...

Anonimo: intanto potresti anche firmarti. Siamo a Natale, facci questo regalo. Poi: il termine quoto è usato in tutti i forum del mondo anche quelli frequentati da ultra quarantenni. Proponi tu un termine alternativo, dai.

nonunacosaseria ha detto...

Gentile Fabio P.

ai miei augusti tempi era buona creanza firmarsi pure con il cognome e non con pseudonimi come si è soliti fare su queste diavolerie moderne.
Penso che il web (ma perché chiamarlo web e non, per esempio, comunicazione telematica interattiva mondiale?) abbia prodotto un imbarbarimento degli usi e costumi e temo che tale deriva sia accentuata soprattutto in Italia. Anni fa, quando ne parlavo con la duchessa di Chestertown e suo marito, Lord Swingberry - conosciuti al circolo del cricket e con la comune passione dello yachting (a proposito: non sopporto quelli che invece di scrivere yachting, scrivono yacthing o, peggio ancora, jackting) - anch'essi mi esprimevano la loro perplessità in merito.
Credo che la civiltà di un popolo si veda anche da questi particolari.
Cordiali saluti
Piero Ottone

Enrico Maria Porro ha detto...

Grandissimo Nonuna.

Barbapapà ha detto...

Sia lode, come sempre, al grande nonunacosaseria.

Vorrei però che si evitasse di giudicare un giornalista dalla lunga storia come Piero Ottone esclusivamente sulla base della rubrichetta che tiene sul Venerdì. Che sia leggera fino all'inconsistenza è un fatto oggettivo (io la leggo assai di rado). Che si debba da ciò trarre conclusioni sulla sua statura giornalistica mi pare francamente discutibile.
Ottone è stato un signor direttore del Corriere della Sera, in anni bui e difficili come i Settanta. Ha portato il Corriere per la prima volta su posizioni meno ostili alla sinistra, scelta editoriale che è costata al giornale la separazione da Montanelli (e da una serie di giornalisti a lui vicini). Ha aperto il giornale a collaborazioni insolite, per il DNA della testata, come Pasolini che, sotto la sua guida, ha scritto articoli memorabili sul Corriere (quello sulla scomparsa delle lucciole, il più noto).
A fine '77 ha lasciato la direzione a testa alta e senza avere compromissioni con la P2 che, con il passaggio della proprietà ai Rizzoli nel medesimo anno, stava cominciando ad infettare il giornale.
E, nel mio piccolo, aggiungo come merito l'aver scritto un agile e godibile libro sul giornalismo "Il buon giornale".

Scherziamo pure su Ottone e sulla sua inutile rubrica, ma non mettiamone in discussione la statura, per cortesia.
Io stapperei lo champagne se Ottone fosse alla guida del Corriere, oggi. Altro che Flebuccio...

Fabio P ha detto...

Anche Mazzola è stato un grande giocatore ma non me la sentirei di farlo giocare nella prossima partita di Champion's

Barbapapà ha detto...

L'importante è che condividiamo l'idea che sia stato un grande giornalista, caro Fabio.

aghost ha detto...

che è, rifacciamo il totodirettore? Ottone ha piu di ottantanni dai, ci vuole gente giovane, basta con le cariatidi. Flebuccio giammai, anche se è più giovane è una cariatide pure lui.

Diciamo Giannini? E' gia vice, sarebbe il passo piu logico...

Barbapapà ha detto...

Aghost, era solo un modo per ricordare la grandezza, un po' dimenticata, di Ottone. Che, ai suoi tempi, ha avuto un coraggio che don Flebuccio Abbondio oggi pare aver perso (rispetto al 2002-03, intendo). Tutto qui.

Ottimo Giannini, senz'altro. Io però preferirei Rampini.

Enrico Maria Porro ha detto...

In questo momento storico di Repubblica, Ezio Mauro tutta la vita! Perso Calabresi sarà dura trovarne un altro.