mercoledì 20 gennaio 2010

E se ne parla anche Dagospia...

And the winner is... Maurizio Molinari! La nuova era del very american journalism di Marione Calabresi alla Stampa è iniziata con il premio da 1.000 euro al suo corrispondente da Washington, "per aver raggiunto Port-Au-Prince per primo tra gli inviati italiani" sul luogo del terremoto. Il premio non è spot, ma d'ora in poi verrà assegnato ogni settimana al giornalista del quotidiano del Lingotto che si sarà meglio illustrato nelle nobili arti del reportaggio, del buco alla concorrenza e della titolazione di genio.
Calabresi, insieme al suo vice Cesare Martinetti, spera così di svegliare dall'abulia una redazione un poco ammarpionata e seduta sui fasti passati. La nobile gara settimanale avrà come giuria un sinedrio cosi' composto: il direttore, i tre vice, l'ufficio centrale, il capo cronista e il responsabile delle redazioni locali.
All'inizio, in redazione, la pensata del premio aveva scatenato l'ilarità e l'incredulità generali. Poi, arrivati i primi mille euro in contanti - e non sotto forma di sconto per l'acquisto di una Fiat Bravo, come si temeva - si è passati a uno spirito più costruttivo.
L'unico problema, come sussurranno a Dagospia i sorveglianti Fiat di via Marenco, è che nel medio periodo la giuria non potrà che applicare un rigoroso Cencelli interno, pena l'ammutinamento di intere redazioni.

(Da Dagospia di ieri sul premio a Maurizio Molinari)

10 commenti:

aghost ha detto...

Ribadisco che "l'auto-premio" mi sembra un'assurdità. Sulla Stampa di martedì "Craxi Riformatore" si è preso quasi tutta la prima pagina. Cosa avranno pensato i lettori? Contenti? Quelli abituali non so, io però so che la Stampa non la compro più.

Calabresi e soci pensano davvero di incrementare i lettori coi premi ai giornalisti e non, piuttosto, con un giornale migliore? Ho serissimi dubbi. Mi sembra una tattica di cortissimo respiro, come quando davano il liquore nelle trincee prima dell'assalto finale.

Ragionerò a naso, ma ho l'impressione che alla maggioranza degli italiani, nonostante l'incredibile e massiccia propaganda (la commemorazione di Stato a un latitante e condannato non l'avevo mai vista!), il Craxi "statista" proprio non vada giù. Una stampa di regime non interessa davvero più a nessuno. Figuriamoci ai lettori, che vedono i giornalisti che si premiano addosso.

Barbapapà ha detto...

Concordo in pieno. Mi pare molto più serio il nostro artigianale sondaggio mensile che questa autocelebrazione pubblica. Remunerata, oltretutto!

Sullo "statista" Craxi, una volta ricordati senza enfasi i meriti dell'azione di governo (alcuni dei quali, come ricordato ieri da Scalfari, nel solco della tradizione della Repubblica), vale su tutto quanto scritto recentemente da Bocca (e che gli varrà il mio voto al PPR+, nel caso di sua candidatura): chi ruba è un ladro. Oggi, come vent'anni fa.
Altrimenti andiamo avanti con questa relativizzazione morale che sta solo facendo danni al tessuto civico ed etico di questo paese.

Attilio ha detto...

Ma poi scusate: vogliamo parlare del fattore-tempo...? Ancora ancora avrei capito un premio mensile... ma settimanale...? Calabresi e soci devono nutrire grandi aspettative nei confronti degli inviati, per prevedere che ogni sette giorni (dico sette!) qualcuno firmerà un articolo memorabile... (che in un anno de La Stampa - sì e no - si contano solitamente sulle dita di una mano...)...
Secondo: fattore economico. Mille euro di premio alla settimana sono 52.000 all'anno. Anziché questa pagliacciata, si potevano pagare tranquillamente due stipendi a un paio di giornalisti cacciati.

aghost ha detto...

concordo con Attilio. Il premio mensile indigna, quello settimanale fa ridere. Ridicolo per ridicolo, perché non il premio giornaliero, o orario? Calabresi dai, facce ride :)

Gabriele ha detto...

Ma che, caro Aghost, mi hai copiato? :) scherzo, ovviamente
http://blogorrea.splinder.com/post/22069933

Enrico Maria Porro ha detto...

Gabriele! Mi hai "ciulato" la foto? :)

Gabriele ha detto...

Non mi permetterei capo! La prova è che la tua aveva due righe sottolineate in rosso e la mia è verginella

Enrico Maria Porro ha detto...

cavolo, sembra la stessa...ma abbiamo la stesa fotocamera digitale?

Gabriele ha detto...

Direi di no visto che nonb ce l'ho. L'ho trovata su Google images, ma non ricordo quale sito fosse. Questo no di certo, l'ho scartato proprio per le due righe sottolineate

Nemo ha detto...

Dagospia ottima fonte di informazioni.