mercoledì 5 settembre 2012

Un lettore anonimo risponde all'Amaca odierna di Michele Serra.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Caro Serra alcune osservazioni sulla sua rubrica “L’amaca” di mercoledì 5 settembre.

L’art. 49 della Costituzione prevede che i partiti siano il mezzo principale con cui i cittadini italiani concorrono a determinare la politica nazionale. La formazione della classe dirigente politica è quindi responsabilità costituzionale (quasi) esclusiva dei partiti italiani, gli stessi che negli ultimi decenni hanno avuto finanziamenti superiori, alle loro capacità di spesa (perlomeno quella dimostrabile), superiori e di molto a tutte le medie europee, per partiti estinti ma controllati dagli stessi uomini politici di quelli ancora in vita. Nonostante questi mezzi (e forse anche per questo), abbiamo un Parlamento pieno di autonominati delle segreterie politiche e di inquisiti che non solo non contribuiscono, ma probabilmente impediscono sia il ricambio generazionale che la formazione di una nuova e diversa classe politica. Non pensa, con queste premesse ed incapacità, che identificare nel limite di due mandati l’”ostacolo” nella formazione di una classe dirigente sia, nelle migliori ipotesi, una analisi strabica?

Per quale motivo nella società italiana i precari possono fare tutti i lavori, costituendo di fatto una classe lavoratrice perfettamente integrata per capacità e ruoli (ma non per salario e garanzie, come la scuola dimostra da anni), ma tra questi lavori non possono rientrare quello del politico? Tanto più che non essere eletto nel Parlamento non esclude a priori al contributo politico che il singolo ex-parlamentare può dare nel suo partito per aiutare la formazione di quella classe dirigente di cui sopra?

Non pensa che impostare l’equazione meno anni in Parlamento = arricchimento più veloce sia una scorciatoia semplicistica, che non solo ricorda da vicino la famosa equazione “un miliardario al governo non ruba perché è già ricco”, poi ampiamente smentita dai fatti, ma soprattutto non aiuta a capire che è il maggior controllo dei cittadini sugli eletti (non eleggibilità dei cittadini con condanne giudiziarie, allineamento salari e privilegi alla media europea, limiti ai mandati ecc..) ad aumentare le possibilità di eleggere uomini onesti, che è l’unico vero antidoto alle corruttele ed alle ruberie?

19 commenti:

Anonimo ha detto...

mi ha preceduto, Serra stavolta ha toppato (ma proprio alla grande)

Grillo è la febbre, non la cura... ma chi lo critica nella maggior parte dei casi dovrebbe tacere all'infinito per i disastri che ha combinato (per essere buonisti)

Occam ha detto...

condivisibili post e commento

Anonimo ha detto...

In realtà si può commentare il pezzo di Serra, e il commento di Anonimo, guardando la questione da un altro punto di vista. :-)
Lo sapete come andrà a finire la storiella della candidabilità per massimo due mandati? A taralluci e vino. E non parlo solo del Movimento 5 stelle: vale per tutti i partiti che stanno accarezzando il progetto.
Arrivati al dunque, non se la sentiranno di escludere dalle liste politici in vista e amati da una parte dell'elettorato. E anche se lo facessero, basta che questi politici si candidino in un'altra lista, e il gioco è fatto, hanno alte probabilità di entrare di nuovo in parlamento.

È un sistema che servirà a tenere fuori dalle liste solo i signori nessuno. Capirai che progresso!

nonunacosaseria ha detto...

a parte il fatto che il vincolo dei due mandati porrebbe qualche problemino di costituzionalità, a parte il fatto che l'articolo 49 cost. non prevede che i partiti siano il mezzo principale con cui i cittadini italiani concorrono a determinare la politica nazionale, a parte il fatto che in TUTTI i sistemi democratici esistono i partiti e NON esiste un vincolo in base al quale espletati due mandati uno se ne torna a casa (zapatero, blair, clinton hanno fatto due mandati da capi di governo o di stato, ma DOPO aver fatto la loro brava trafila di due o più mandati da parlamentari), a parte tutto questo - dicevo - l'ostacolo principale alla formazione di una nuova classe dirigente attualmente, in italia, è la peggior classe dirigente mai esistita dal dopoguerra ad oggi.
se esuliamo dal contesto "qui e ora" - ossia se ci liberiamo la mente dai politici attuali e dai vertici confindustriali e sindacali attuali - e ragioniamo in generale la tesi di michele serra, però, è sostanzialmente corretta. avremmo un sistema istituzionale basato sul dilettantismo e magari una volta, per sbaglio, trovi il ciampi bravissimo, ma le dieci volte dopo trovi il berlusconi che fa più danni della grandine.
ricordo che se ci fosse stato il vincolo dei due mandati, non avremmo avuto de gasperi, pertini, nenni... e, rimandendo all'attualità, anche di pietro oggi sarebbe a fare soltanto il contadino, visto che di mandati ne ha fatti tre da deputato e uno da europarlamentare.

ilaria ha detto...

Credo che l'esempio più lampante sia quello della lega, entrati con il cappio in mano al grido di roma ladrona dopo 20 anni ladroni anche loro come tutti.
Ma perchè nel resto d'europa non si ricordano politici attaccati alla loro poltrona per 30/40 anni? Perchè fare politica nel resto d'europa è un lavoro come un altro, solo in Italia i politici acquisiscono uno status da padreterni.
Che almeno siano padreterni a tempo!

ilaria ha detto...

nonuna, ma non puoi esularti dal contesto "qui e ora"!!!! se ragioniamo in astratto facciamo solo filosofia!

Michele Reccanello ha detto...

Secondo me si può dire tutto e il contrario di tutto. Io sono abbastanza d'accordo con le osservazioni di Serra nella sua amaca. Ci vuole tempo per crescere e preparare delle persone, e poco dopo le butti nel cesso! Dove lavoro ho visto operai che da 40 anni facevano particolari lavori che sono stati estromessi senza aver potuto trasmettere la loro esperienza ai nuovi venuti, competenze ed esperienze perdute! E i risultati poi li ho visti... e questo vale per la politica come per qualsiasi altra attività umana.

nonunacosaseria ha detto...

ilaria,
nel resto d'europa si ricordano parecchi politici attaccati alla poltrona per 30-40 anni.
esempi?
mitterrand: deputato nel 1946 e poi sempre in politica fino al 1995.
chirac: eletto deputato nel 1967, premier dal 1974 al 1976 e dal 1986 al 1988, presidente della repubblica fino al 2007 (quarant'anni esatti di carriera a livello nazionale).
kohl: ministro presidente della renania dal 1969 al 1976 e cancelliere federale dal 1982 al 1998 (quattro mandati).
thatcher: deputato ai comuni dal 1959 al 1979, premier fino al 1992 (trentatré anni in tutto attaccata alla poltrona).
ted kennedy: senatore usa dal 1962 al 2009 - 47 anni attaccato alla poltrona.

se vuoi continuo con altri esempi...

ps. l'attuale ministro degli esteri francese laurent fabius è stato eletto deputato nel 1978, è stato primo ministro dal 1984 al 1986, ministro dell'economia dal 2000 al 2002 e, insomma, di riffe o di raffe, è incollato alla poltrona da 34 anni.

Anonimo ha detto...

Per nonunacosaseria

a parte il fatto che il vincolo dei due mandati porrebbe qualche problemino di costituzionalità,

Se fosse una legge dello Stato sì. Ma per ora, si tratta di vedere come i (pochi) partiti che lo propongono la applichino alle proprie liste...

Me li voglio proprio vedere i membri della Camera e del Senato italiano, che o già hanno due mandati alle spalle, oppure sono seriamente intenzionati a farne almeno quattro, che raggiungono la maggioranza del 50 % + 1 per una legge di questo tipo. :-D

Enrico Maria Porro ha detto...

@nonunacosaseria, tutto il mondo è paese. O palese, se preferisci.

nonunacosaseria ha detto...

@ anonimo delle ore 23.40

il programma M5S prevede tale vincolo per legge e non come norma statutaria interna.

Anonimo ha detto...

il programma M5S prevede tale vincolo per legge e non come norma statutaria interna.

Eh sì, il programma, questo sconosciuto.
Anche il programma dell'Ulivo, nel 1996, e poi dell'Unione, nel 2006, prevedeva una legge contro il conflitto di interesse. Hai visto qualcosa?

nonunacosaseria ha detto...

@ anonimo

no, non ho visto niente. ma cosa c'entra con il resto del discorso?

ps. hai dimenticato di citare il famoso discorso di violante a montecitorio (un must, quando si parla di certe cose).

Barbapapà ha detto...

Concordo con Serra e, naturalmente, con le pregevoli considerazioni di Nonunacosaseria.
Questo è un paese che non ha bisogno di dilettantismi in nessun campo, a partire dalla politica.
Mi viene in mente in questi casi una caustica affermazione di D'Alema: la politica è peggiorata da quando abbiamo aperto le porte alla società civile...

Certo, come ha scritto Ilaria, quando leggi della futura possibile spartizione delle poltrone già definita (o così pare) nel PD è chiaro che ti vien voglia di decisioni estreme tipo il limite ai mandati.

Anonimo ha detto...

Per nonunacosaseria


no, non ho visto niente. ma cosa c'entra con il resto del discorso?

Si ricollega al mio commento iniziale, e cioè cercare di guardare la questione da un altro punto di vista. Nello specifico: ma chi se ne strafrega, scusa il francesismo, del programma dei partiti? In Italia hanno la stessa funzione della lettera di buone intenzioni a Gesù bambino, "dal prossimo anno sarò buono, farò i compiti, non risponderò male alla mamma..."

Più che discutere di un punto del programma dei 5 stelle che a Serra non piace, sarebbe il caso di discutere di come fanno politica ora nei Comuni che amministrano, di come tengano lontani personaggi che hanno avuto problemini col codice civile o penale, tutte cose forse più noiose, ma che si possono fare subito.
Discutere di uno sbarramento di due mandati che nessun parlamento italiano approverà mai (come la legge sul conflitto di interessi, del resto)è davvero un esercizio ozioso. È ideale per l'amaca, un luogo su cui ci si rilassa, ma non per PPR. :-D

ps. hai dimenticato di citare il famoso discorso di violante a montecitorio (un must, quando si parla di certe cose).

Me lo guarderò con comodo. :-)

ilaria ha detto...

Nonuna,
bellissimi esempi ma dimentichi che se in Germania o negli Stati Uniti (forse un po' meno in Francia) un politico prova solo a pagarsi un caffè con i soldi pubblici lo sbattono fuori seduta stante. Non solo, anche l'opinione pubblica è attentissima alla moralità di chi la rappresenta e funge da cane da guardia. In Italia se ne fregano delle sentenze figurarsi dell'opinione pubblica. Una tutela a monte ci vuole.
L'esperienza conta in tutti i campi ma, secondo me, chi ha il potere di decidere delle sorti di un paese non dovrebbe restare in carica per un tempo illimitato a prescindere.

ilaria ha detto...

Anonimi ma almeno firmatevi con una lettera, un numero, un simbolo, un ideogramma, un emoticon, con che vi pare, ma almeno vi distinguiamo uno dall'altro!

Michele ha detto...

@NUCS:
Cavolo, in un minuto mi hai demolito un mito, e cioè quello secondo cui solo i politici italiani sarebbero attaccati alle loro poltrone.
Cattivello.
E comunque: piove casta ladra!

Anonimo ha detto...

ilaria come sempre hai ragione ;-)

Sono l'Anonimo del primo commento alle 16:29, d'ora in poi mi firmerò "ilariafan" (perché "ilariasposami" sarebbe troppo esplicito)