mercoledì 7 novembre 2012

Carta canta.

A proposito della presunta morte della carta di cui s'è parlato prima, ecco un commento controcorrente che piacerà molto al board di Largo Fochetti:

Riflessione puntuale e condivisibilissima. Prima di arrivare in edicola, il web (ma perché dimentichiamo sempre la tv?) mi aveva già detto tutto – o almeno così crederò fino a domattina... Poi, però, oggi sfoglio Repubblica e nelle 13 pagine a elevato rischio-fuffa trovo, a parte la grafica perfetta, perle come il racconto di Stille e l'approfondimento di Occorsio sull'economia, vado avanti e mi abbevero al paginone di Bonini-Custodero sull'inchiesta appalti al Viminale (anticipata da Repubblica, non da un blog), leggo nell'Amaca la cosa che penso ma che mai sarei riuscito a scrivere – mi succede 9 su 10 – per esultare, infine, quando m'imbatto nella chicca di Gianni Clerici, cui basta un trafiletto per piazzare capolavori del tipo «Un mio vicino, uno scriba inglese che sta componendo un epicedio sulla scomparsa del rovescio a una mano, mi fa notare i vantaggi di quell'arma nella panoplia guerresca di Roger». Ecco: quando il web mi darà la possibilità di “ritagliare” cose del genere, la carta avrà davvero perso. EF

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