giovedì 14 marzo 2013
Rassegna stampa sul Papa: Il Corriere della Sera.
Intera prima pagina riservata all'elezione “a sorpresa” di Papa Francesco. Titolo a tutta pagina e stessa foto di “Repubblica” anche se di dimensioni maggiori. I servizi vanno da pagina 2 a pagina 17. Tre pagine intere di pubblicità: due (Ford e Sky F1 come su “Repubblica”, la terza Zegna, non certo simbolo di abbigliamento sobrio. Poi ci sono anche moduli per orologi Vacheron Constantin e pelletterie Gucci anche qui.
L'editoriale è affidato al decano dei vaticanisti, Luigi Accattoli. La vignetta di Giannelli, carina, prefigura quello che sembra essere l'auspicio comune di molti (le sorprese che questo papa riserverà alla Curia romana). Richiamati in prima tutti i pezzi principali che iniziano e finiscono nelle pagine interne. “Il discorso” è analizzato da Claudio Magris, “le parole” da Gian Antonio Stella, “la storia” da Alberto Melloni e “il retroscena” da Massimo Franco. In taglio basso la previsone azzeccata da Vittorio Messori, altra firma di rilievo del “Corriere”. Il quotidiano di Via Solferino richiama in prima anche “la lettera del premier”, forse memore di aver avuto Mario Monti tra i collaboratori. Un'esibizione di “muscoli” deludente (la lettera è di poche righe).
Il pezzo principale è affidato ad Aldo Cazzullo. Più efficace l'infografica sui nomi maggiormente scelti dai pontefici, perché è proprio attorno al nome Francesco, adoperato per la prima volta, che ruotano tutte le prime analisi. Molto esauriente l'intera pagina 9 affidata a Gian Antonio Stella che ricostruisce l'alfabeto papale con stralci tratti da un libro-intervista del 2007 e una intervista al periodico “30 giorni” dello stesso anno. La curiosità è una poesia in dialetto piemontese che Papa Francesco conosce a memoria. Di forte impatto la foto che correda la pagina, che immortala il momento in cui il nuovo Pontefice si è affacciato al balcone. Un'altra bella foto è a pagina 10 scattata agli ombrelli, tantissimi, resi scintillanti dalla pioggia e illuminati dalle luci. Un mare sterminato. Aldo Grasso commenta il discorso dal punto di vista televisivo.
Non manca il punto di vista del gabbiano (firmato da Beppe Severgnini) che nel pomeriggio è stato il protagonista anche in Rete con tanto di account Twitter. Non manca la foto della fumata bianca (ma non dell'orologio che segnava l'ora). Le pagine 16 e 17 sono le stesse che erano state preparate dopo le dimissioni a sorpresa di Benedetto XVI, con l'opportuno aggiornamento. Anche per il “Corriere” infografiche riservate a nomi scelti e durata conclavi, migliori comunque di quelle che ha usato “Repubblica”.
Frank
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1 commento:
Il pezzo di Messori è pazzesco. A parte l'assurdità del dire "io lo sapevo che eleggevano lui, lo avrebbe capito anche un bambino, però non l'ho scritto" (i giornali spiegano sempre le cose dopo che sono succese, ma senza averne mai prevista una), a parte questo riesce a dire che questo suo scoop lui l'aveva passato a uno della Stampa!
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